Obiezioni e risposte sul tema della sovrappopolazione, in un testo dell'associazione Umanitamtam (quinta parte). LUMEN.
<< 18) “Meglio 5 figli istruiti che uno scarsamente alfabetizzato!”
Questa obiezione è frutto della curiosa formulazione di ipotesi a senso unico, come se non ci potesse essere una famiglia con un bambino ben istruito o una famiglia con 5 figli somari e insensibili ai temi ecologici. In realtà anche queste sono ipotesi possibili: non c’è alcun motivo di supporre che i genitori di piccole famiglie educhino peggio i loro figli.
Quindi ha senso solo confrontare l’impatto ambientale delle due famiglie supponendo che l’educazione dei figli sia la stessa. Semplicemente 5 persone inquinano più di una. E se da adulti i figli ripetono lo stesso comportamento dei genitori, nel primo caso avremo un nipote, mentre nel secondo caso avremo 25 nipoti, con un impatto ambientale 25 volte maggiore.
19) “I poveri hanno solo la prole come ricchezza! Non possiamo stigmatizzarli!”
Non si tratta di stigmatizzarli, ma di risolvere un problema che affligge prima di tutto loro stessi. È possibile farlo attraverso l’educazione alla razionalità nella pianificazione familiare e attraverso l’educazione all’uso degli anticoncezionali.
Quanto a quest’ultimo aspetto, è comprensibile (di nuovo, non si tratta di una stigmatizzazione, ma di una constatazione) che fra le persone meno istruite la cultura dei contraccettivi sia poco diffusa, e che al tempo stesso sia impossibile arrestare su larga scala uno dei pochi passatempi disponibili. È quindi fra l’altro una buona forma di beneficenza finanziare la distribuzione di contraccettivi nei paesi poveri.
Il fatto che i poveri siano portati a pensare di avere solo la prole come ricchezza evidenzia il bisogno di un cambiamento. In effetti pensando ai paesi sottosviluppati di solito si ha in mente questo tipo di scenario (più o meno veritiero, a seconda della nazione considerata):
– i figli non costano quasi nulla, perché non vanno a scuola e anzi sono utili perché aiutano nell’agricoltura
– il sistema pensionistico non esiste o è molto carente e quindi i figli sono i soli che aiuteranno i genitori quando saranno vecchi
– la mortalità infantile è alta, quindi conviene fare molti figli sperando che almeno alcuni di loro sopravvivano.
È ingiusto che i più poveri si vedano costretti alla strategia di fare figli in quanto strumenti per avere una vecchiaia serena o una manovalanza a basso costo. E oltre a essere ingiusto provoca il problema della sovrappopolazione (che va di pari passo con una maggiore povertà delle generazioni successive) e lo fa molto più che in passato: poiché la mortalità infantile, negli ultimi decenni si è abbassata, molti più figli raggiungono l’età della riproduzione, quindi abbiamo non un semplice aumento di persone, ma un aumento di persone che generano altre persone.
La diminuzione della mortalità infantile è stata la principale causa dell’esplosione demografica. È stato ed è un fattore che ampiamente compensa e anzi di gran lunga sovrasta la relativamente piccola diminuzione dei figli per ogni coppia. Alla triste e dannosa strategia dei figli come strumenti, è certamente preferibile la ricerca di un sistema scolastico che garantisca a tutti i bambini e ragazzi una buona istruzione, un buon sistema pensionistico e delle politiche di welfare per i meno abbienti.
20) “I contraccettivi presentano svantaggi ambientali e sanitari!”
Vero, i contraccettivi chimici (pillole, iniezioni, cerotti) possono dare problemi di salute. Danno anche problemi ambientali in quanto gli impianti di trattamento delle acque reflue (quando presenti) hanno difficoltà a farli scomparire, e sembra che la fauna dei nostri fiumi e laghi ne sia già vittima, in particolare gli anfibi (in cui sono stati notati cambio di sesso e altre anomalie dello sviluppo).
Inoltre gli involucri dei preservativi (in plastica o alluminio) ci mettono molto tempo a degradarsi in natura. La sterilizzazione chirurgica pone comprensibili problemi di accettazione, dato che ha conseguenze definitive (o reversibili con un nuovo intervento).
Ma non usare contraccettivi oggi porta a conseguenze peggiori, cioè un aumento della popolazione che prima o poi dovrà avere una limitazione. Se questa limitazione verrà limitata in futuro, quando il numero di esseri umani sarà molto maggiore di adesso, dovranno essere usati molti più contraccettivi di quanto necessario oggi.
È senz’altro necessario non rinunciare ai contraccettivi, ma promuovere la ricerca scientifica per eliminare o attenuare più possibile i problemi della contraccezione, essendo questa di fatto assolutamente necessaria; con questo non concordano cattolici e militanti di altre religioni, la cui speranza è convincere miliardi di persone ad avere rapporti sessuali solo quando si vuol fare figli, il che è con tutta evidenza pura utopia.
21) “È una questione privata: lo Stato non deve interferire!”
Il numero di abitanti di una nazione o di un pianeta sono questioni non solo private, ma con tutta evidenza anche collettive, dato il peso delle conseguenze. Ma anche volendola trattare come una questione solamente privata si dovrebbe eliminare l’attuale coinvolgimento dello stato attraverso politiche fiscali e sociali.
In molti stati i contribuenti sono obbligati ad aiutare le famiglie con più figli con assegni familiari, agevolazioni per le mense e riduzioni della tariffe per vari servizi pubblici. L’istruzione dei figli è gratuita indipendentemente dal loro numero in una famiglia. Quindi più figli una famiglia ha, più i contribuenti sono costretti a pagare per loro l’istruzione.
Ciò dovrebbe far pensare ala necessità di una certa moderazione; di sicuro è necessario non aggiungere all’infinito altre forme di vantaggio per le famiglie numerose. Ridurre, come sarebbe opportuno fare, determinati incentivi, non significa coinvolgere lo stato in maniera maggiore, ma minore.
È assurdo che su una Terra dove l’umanità ha raddoppiato la sua forza lavoro in soli 45 anni, gli stati prelevino tasse per incentivare la nascita di più figli, penalizzando invece chi ne ha pochi. Né logica né giustizia hanno a che fare con gli obiettivi di chi vuole incentivare la fertilità. >>
UMANITAMTAM
(segue)