E' da un po' di tempo che non parlo di demografia, ed è un peccato perchè il problema della sovrappopolazione resta grave.
Ho deciso pertanto di rimediare con questo pezzo sulla Svizzera, che mi è stato mandato dall'amico Sergio Pastore. Buona lettura.
LUMEN
<< Il prossimo 14 giugno 2026 si voterà in Svizzera per l’iniziativa popolare “Sì alla sostenibilità - No a una Svizzera di 10 milioni di abitanti” (attualmente siamo poco più di 9 milioni - dall’introduzione nel 2003 della libera circolazione, uno dei quattro pilastri dell’UE, la popolazione in Svizzera è aumentata di ben 2 milioni, una cosa semplicemente pazzesca - il paese può mantenere al massimo 6 milioni di abitanti, tutto il resto necessario deve essere importato).
L’iniziativa è stata lanciata dall’UDC (unione democratica di centro) che raccoglie circa il 30% dei suffragi ed è considerata un partito di destra, da alcuni di estrema destra (ma non viene mai citata come potenziale alleata del Rassemblement national della Le Pen o dell’AfD tedesca). L’UDC è un partito liberale conservatore, ma si distingue dal PL (partito liberale, il padre fondatore della moderna Svizzera nel 1848).
Una volta il PL deteneva tutti i 7 ministeri svizzeri, era padrone assoluto della situazione, i socialisti sono sempre stati in netta minoranza e solo nel XX secolo hanno ottenuto uno o due ministeri nel governo. L’UDC è diventato il primo partito svizzero perché è anche conservatore, patriottico, anti-UE, fa dunque leva sul conservatorismo degli svizzeri (soprattutto gli svizzeri tedeschi, gli svizzeri francesi sono più aperti, filo-europeisti, socialisti, statalisti).
Il PL è in caduta libera, raccoglie circa il 14% dei suffragi e l’anno prossimo rischia di perdere uno dei due seggi nel governo (ti ricordo che in Svizzera abbiamo da oltre mezzo secolo una Grosse Koalition - i sette ministeri sono assegnati ai quattro maggiori partiti - Liberali (2), Socialisti (2), Democentristi (2) e ex Democristiani (1). I democristiani si sono ribattezzati come Centro, il loro cattolicesimo non tirava più.
L’UDC è dunque anti-UE, conservatore e patriottardo, ma in economia è liberale come i Liberali tradizionali. E adesso arriva questa “scandalosa” iniziativa sul No a una Svizzera di 10 milioni di abitanti. Una Svizzera con 10 o più milioni di abitanti non è più sostenibile, chiaramente, o non sarà più la Svizzera, già adesso i Vecchi Confederati (si chiamano in tedesco Eidgenossen - i soci del giuramento, letteralmente, con allusione al giuramento del 1291 tra i tre cantoni della Svizzera interna e tedesca contro Asburgo).
Nei giorni scorsi è stato comunicato che l’iniziativa ha delle chances reali (attualmente raccoglierebbe il 52% dei suffragi). Io - che non posso votare - sono naturalmente a favore dell’iniziativa che vorrebbe limitare il numero massimo di abitanti nel paese - è dunque un’iniziativa contro la sovrappopolazione e mi sta bene. Per tutti gli altri partiti, liberali compresi, e il governo il successo dell’iniziativa creerebbe il caos e la fine delle relazioni con l’UE.
L’iniziativa porrebbe fine alla libera circolazione che l’UE non potrebbe accettare. La Svizzera ha sottoscritto la libera circolazione, essa è dunque un trattato internazionale che secondo le massime autorità è superiore alla costituzione, una cosa semplicemente assurda. Un trattato internazionale non può essere in contrasto con la costituzione - se lo è va respinto o deve essere modificata la costituzione prima di approvarlo.
[Si parla però di] ambiguità dell’UDC. Come detto l’UDC è chiaramente liberale in economia e sa benissimo che la Svizzera è diventata uno dei paesi più ricchi del mondo grazie alla manodopera straniera. Senza stranieri la Svizzera sarebbe oggi paralizzata. Nel settore ospedaliero il 40% dei medici sono stranieri, soprattutto tedeschi attirati dalle paghe elevatissime in questo paese (di almeno un terzo superiori a quelle tedesche).
Uno degli argomenti principali degli avversari dell’iniziativa - tutti gli altri partiti e il governo - è che l’accettazione dell’iniziativa metterebbe a repentaglio il benessere del nostro paese. Tutti vogliono il benessere economico, socialisti compresi, ovvio. Il benessere si chiama in tedesco WOHLSTAND. Nessuno vuole rinunciare anche solo a uno spicchio di questo fottuto WOHLSTAND, anche se il paese va o andrà in malora perché decisamente sovraffollato. La Svizzera ha una superficie di circa 43’000 km2. Ma la superficie abitabile e coltivabile è naturalmente molto inferiore.
Una volta la Svizzera era un paese agrario e povero (ancora nella prima metà del XX secolo). Adesso è uno dei più ricchi grazie soprattutto alla manodopera straniera, mai avrebbe potuto arricchirsi tanto senza di essa. Ma la Svizzera sta cambiando pelle: gli Eidgenossen sono in ritirata demografica come in tutti i paesi dell’UE gli ex nativi saranno sempre più in minoranza - cosa chiaramente voluta dalle elite, la sostituzione etnica è un fatto innegabile, come pure la diffusione dell’islamismo a cui la Chiesa cattolica si allea per sopravvivere.
Perché ho alluso all’ambiguità dell’UDC? Perché invoca una sostenibilità che nei fatti nega, essendo un partito liberale e favorevole agli investimenti stranieri nel nostro paese. La Svizzera attira capitali e manodopera straniera perché ne ha bisogno per salvaguardare il tenore di vita degli svizzeri, il fottuto Wohlstand.
Insomma, anche l’UDC vuole la botte piena e la moglie ubriaca: sì agli investimenti, Wohlstand über alles, però lo stesso vuole (almeno a parole) salvaguardare il carattere del paese, fa leva sul patriottismo perché sa che la gente è insofferente all’invasione degli stranieri e si preoccupa per il futuro.
Continuando di questo passo la Svizzera diventerebbe una sola città, cementificata da Ginevra al Lago di Costanza nel nord-est, Alpi escluse. C’è un malessere reale e diffuso e l’iniziativa ha effettivamente qualche chance, il 52% degli attuali sostenitori è ben superiore alla percentuale di sostenitori dell’UDC (circa il 30%).
Penso di avere fatto un quadro abbastanza preciso e completo della situazione. Il convitato di pietra dell’intera discussione resta comunque sottotraccia: la sovrappopolazione, a cui nessuno accenna o vuole accennare, nemmeno l’UDC in fondo. Ormai la sola parola che conta, sia in Svizzera che nel mondo intero, è la CRESCITA economica. Io ormai non la posso più soffrifre questa parola, la crescita (Wachstum in tedesco).
Dalla mattina alla sera non si parla che di Wirtschaftswachstum, crescita economica. E nemmeno l’UDC è contraria alla crescita economica, non può esserlo per evidenti motivi (chi invoca una decrescita, felice o meno infelice, o anche solo un rallentamento dello sviluppo economico, raccoglierebbe lo 0% dei voti o poco più). Sono, siamo tutti drogati dalla rincorsa al benessere. Ma appunto, la botte piena e la moglie ubriaca non sono possibili (...).
Un’ultima osservazione. Quando fu introdotta nel 2003 la libera circolazione il governo disse o previde che la popolazione sarebbe aumentata di circa 8000-10’000 persone all’anno. In realtà la popolazione cresce di 100’000 unità all’anno (la grandezza di città come Berna e San Gallo). Se il governo avesse detto chiaramente che sarebbero immigrate ben 100’000 persone all’anno, mai e poi mai la libera circolazione sarebbe stata approvata dalla popolazione, che ha votato due o tre volte a favore.
Per l’UE la libera circolazione delle persone è fondamentale. Ma grazie alla libera circolazione la Romania ha perso circa tre milioni di abitanti e adesso deve reclutare personale in Asia, Africa, India. È chiaro che negli Stati Uniti d’Europa la libera circolazione dovrebbe essere naturale, la norma, come negli USA, e favorirebbe la coesione continentale e forse anche - mannaggia - la sacrosanta crescita da tutti invocata, anche da Leone XIV.
Fra un mese [dunque] - il 14 giugno - la Svizzera deciderà se dissolversi o autodistruggersi per continuare a crescere oppure se prevarrà il buon senso, cioè “adelante Pedro, con juicio”. Crescita sì e benessere, ma non a ogni costo, anche a costo dell’identità, della vita stessa (la Svizzera non può nutrire 9 o 10 milioni di abitanti, deve importare e al momento può ancora farlo perché è ricca, ma domani chissà - la Svizzera aveva cinquant’anni fa ben 5 grandi banche, ne è rimasta solo una, l’UBS capitanata dal ticinese Sergio Ermotti (paga annua 15 milioni di franchi). >>
SERGIO PASTORE