venerdì 3 gennaio 2020

La fine del contante

Della possibile abolizione del denaro contante (e non solo della sua limitazione, come ora) si parla sempre più spesso e la sensazione è che, prima o poi, gli Stati Europei provvederanno veramente a farlo.
Gli scopi dichiarati sono nobilissimi, ma il sospetto che dietro ci sia ben altro è forte.
Proprio su questo argomento ospito oggi – con molto piacere - le riflessioni dell’amico Sergio Pastore, che ci mostra tutti i rischi e le contraddizioni dell’orwelliano progetto. Buona lettura. 
LUMEN


<< “Il complotto per l’eliminazione del Contante” è il titolo di un libro di un economista tedesco, Hans-Jörg Stützle (Das Bargeld Komplott), in cui chiama alla difesa del contante. Con la sua eliminazione scomparirebbe quel che ancora resta della nostra libertà: saremmo alla mercé delle banche e dello Stato che potranno espropriaci e tassare a piacimento, ovviamente con le migliori intenzioni (per es. per salvare i posti di lavoro, per rilanciare l’economia, per far crescere i consumi, insomma: per salvare la patria).

La balla della lotta all’evasione

Innanzi tutto: esiste davvero un complotto che ha per fine l’eliminazione del contante? Come l’ha scoperto l’autore? I complottisti raramente sono noti, operano nell’ombra, all’oscuro, se no che complottisti sarebbero? Ma per quanto cauti le loro azioni non passano sempre inosservate, qualche segno della loro attività può essere avvertito da chi è attento e riflette.

Intanto tutti vediamo che è in corso una lotta aperta al contante con i più vari pretesti (mezzo di pagamento antiquato, persino poco igienico – per i batteri su banconote e monete!). Ma s’insiste soprattutto su un punto: eliminando il contante l’evasione fiscale sarebbe finalmente debellata. Infatti ogni nostra operazione col denaro elettronico sarebbe registrata, anche ordinare un caffè o un gelato! Niente più sfuggirebbe al fisco, il controllo sull’uso del denaro – e sulle nostre vite – sarebbe totale.

Ora, non tutti sanno che il contante costituisce meno del 10% di tutto il denaro circolante: oltre il 90% del circolante è costituito da moneta scritturale o contabile (che chiameremo in seguito per comodità denaro elettronico). Ora che le grandi evasioni avvengano grazie a quel 10% scarso di contante è semplicemente ridicolo.

Ma l’argomento tira e addirittura spopola, specie tra la gente semplice ovvero tra i poveri di spirito. Ma certo: basta con i pagamenti con o senza fattura dell’idraulico e del dentista, questi fior di delinquenti! Tutto sarà sotto controllo, l’evasione sarà se non proprio azzerata almeno drasticamente ridotta. A quel punto lo Stato potrebbe poi addirittura ridurre le tasse perché i miliardi una volta evasi andranno adesso a rimpinguare le sue casse. Ma se allora la lotta all’evasione tramite l’eliminazione del contante è solo un pretesto, qual è il vero motivo della lotta, quali sono le intenzioni celate dei complottisti?

Un’esperienza personale

Con mia non poca sorpresa (sono anch’io una persona semplice e povera di spirito, che non specula in borsa) ho constatato che le banche sono estremamente restie a versare denaro in contanti ai propri clienti.

Quando chiesi (per curiosità e per gioco) 200'000 franchi svizzeri in contanti [ca. 180 mila euro - NdL] fui dapprima deriso e poi minacciato! Siccome insistevo – volevo in fondo soldi miei – alla fine acconsentirono (e che altro potevano fare?), ma fui informato che non avrei poi più potuto depositare questa somma da loro. Oggi infatti le banche esigono di conoscere la provenienza di una somma consistente di denaro: non posso presentarmi allo sportello con una valigetta piena di soldi. È la nuova strategia per la lotta all’evasione (e dàlli!) e al lavaggio di denaro sporco.

Ma perché le banche non danno volentieri contante ai propri clienti? Perché il contante, per quanto costituisca una parte quasi irrisoria del circolante, è per le banche fondamentale. Tutti conosciamo il fenomeno della corsa agli sportelli in caso di crisi di una banca o in seguito a notizie allarmanti sullo sviluppo dell’economia. La gente ha paura e cerca di salvare il salvabile, i propri depositi. Ma a questo punto gli sportelli vengono chiusi e i clienti restano con un palmo di naso (in casi gravi, perderanno i propri soldi per il fallimento della banca).

Ora è chiaro che una banca non tiene in cassaforte miliardi di contante da consegnare ai clienti su loro richiesta. Il contante in cassaforte è per forza limitato, tanto che il prelievo di una consistente somma deve essere prenotato (qui in Svizzera, non so come vadano le cose in Italia). La banca deve procurarsi il contante presso la Banca nazionale o altre banche. Il fatto è che se molti clienti ritirano i propri depositi la banca va in crisi: il suo capitale si riduce. Sembra che bastino pochi punti percentuali di riduzione del capitale per compromettere l’attività della banca. Perciò il fenomeno della corsa agli sportelli è tanto temuto dalle banche.

Solo il contante è reale!

Così titolava la Neue Zürcher Zeitung un suo articolo (Nur Bares ist Wahres!). È evidente che anche il denaro elettronico è denaro vero: posso infatti comprare con esso tutto ciò di cui ho bisogno, anche case e terreni o una flotta aerea. Ma – diciamo così – il contante è in un certo senso più vero e reale di quello elettronico: non per niente le banche se ne disfano così malvolentieri! Eppure stiamo marciando verso l’eliminazione del contante senza che quasi ce ne accorgiamo, anzi persino con sollievo e piacere: ah, com’è pratico pagare con la carta di credito!

La Svezia sarà il primo paese ad aver eliminato il contante senza che nemmeno lo Stato l’abbia abolito ufficialmente (ricordiamo che il contante – banconote e monete – sono tuttora un mezzo di pagamento legale, che non può essere rifiutato da un esercente). Ma in Svezia oggi i commercianti praticano quasi tutti il “cash-free” (niente contanti). Persino le banche fanno le schizzinose se qualcuno vuol depositare o prelevare contanti. La Danimarca ha già comunicato che fra breve non stamperà più banconote. Altri paesi seguiranno. Faccio una profezia: entro il 2025 l’UE avrà abolito il contante. Per lottare contro l’evasione? Balle!

Il vero motivo dell’eliminazione del contante

Una volta sparito il contante tutto il denaro sarà elettronico e rimarrà nel sistema. I pagamenti avverranno tramite trasferimenti bancari. Nessuno più potrà prelevare contante e spenderlo come meglio gli pare senza alcun controllo, cioè liberamente. Tutto sarà sotto controllo (anche se vai a mignotte lo Stato lo saprà).

L’ingenuo o povero di spirito dice: “Ma che m’importa, io non ho niente da nascondere, sono incensurato e non temo nessun controllo o verifica.” Ma il fatto è che i miliardi di dati raccolti tramite i bonifici possono essere manipolati o incrociati in modo errato e l’incensurato risulterà o un critico del regime (“ha versato soldi a Greenpeace o a Amnesty International”, individuo sospetto) o persino un delinquente. È facile immaginare le conseguenze.

L’esproprio e le tasse

Nessuno sa cosa ci riserva l’avvenire. Alcuni parlano di una inevitabile nuova crisi peggiore di quella del 2008. Il futuro è incerto, gli esperti – che non avevano previsto la crisi del 2008 – non sono molto attendibili. Che fine faranno i nostri risparmi in caso di crisi, forse acuta e prolungata? Non pochi tengono perciò i soldi sotto il materasso o in altro luogo sicuro. A dir la verità i soldi sotto il materasso non sono così sicuri: i ladri non scioperano e un incendio potrebbe distruggere tutti i nostri soldi. Le cassette di sicurezza e l’assicurazione costano, e quei soldi non rendono e si svalutano.

Ma meglio soldi svalutati che la perdita di tutto per il fallimento della banca! Non assistiamo già adesso a un parziale esproprio con i tassi negativi (chiamati anche – incredibile - tassi punitivi!)? Punizione di cosa? Di tenere i soldi sul conto corrente invece di investirli, di far girare così l’economia? Eppure la gente tace, accetta i tassi negativi come una fatalità. Quando tutto il denaro sarà elettronico e nel sistema le banche, ma anche lo Stato, potranno prelevare con estrema facilità – qualche clic – i soldi di cui hanno bisogno: per far quadrare i bilanci, per il bene comune, per il salvataggio della patria.

Ma possiamo ancora salvare il contante?

Se lo Stato italiano o altro stato europeo abolisse oggi ufficialmente il contante con una relativa legge ci sarebbe probabilmente un sollevamento popolare, persino in Italia. Lo Stato preferisce che sia l’economia a far sparire il contante: infatti anche lo Stato è interessato alla sua eliminazione per prelevare dai conti qualche tassa straordinaria (ricordate Giuliano Amato?). La gente pian piano si rassegna a pagare tutto con la carta di credito e domani con lo smart-phone obbligatorio per tutti. La scomparsa del contante avviene progressivamente e la gente vi si rassegna, anzi trova i pagamenti con la carta di credito o lo smart-phone così pratici ed eleganti.

I giochi sono dunque fatti, inutile opporsi? Una proposta: usare meno la carta di credito, che oltre tutto induce anche ad acquisti non veramente necessari. È così facile estrarla e comprare tante scemenze che sembrano quasi gratis (invece il conto si riduce). Le banconote e le monete escono invece con attenzione e riserva dal portafoglio, proprio per la loro materialità: sono proprio vere e consistenti, dispiace separarsene! Gli Africani sembrano addirittura più avanti di noi italiani ed europei: pagano già con lo smart-phone. Anche i Cinesi sono all’avanguardia: pagano con un sorriso nello schermo (grazie alla registrazione facciale).

Il nostro autore, Hansjörg Stützle, paga anche le tasse in contanti: si presenta all’ufficio imposte col contante che gli impiegati non possono rifiutare! Passerà per pazzo o scemo, lo manderebbero volentieri al diavolo, ma intanto per il momento devono accettare il contante e fargli la ricevuta. Sarebbe tutto più facile con solo qualche clic, e invece il signor Stützle va a rompere le scatole ad impiegati chissà in che discorsi affaccendati. Diciamolo: questo signor Stützle è un sovversivo, da schedare! >>

SERGIO PASTORE

7 commenti:

  1. Caro Sergio, il tuo pezzo è ricco di concetti interessanti e condivisibili, ma quello che mi ha colpito di più è stato questo:

    << la carta di credito, (...) induce anche ad acquisti non veramente necessari. È così facile estrarla e comprare tante scemenze che sembrano quasi gratis (invece il conto si riduce).
    Le banconote e le monete escono invece con attenzione e riserva dal portafoglio, proprio per la loro materialità: sono proprio vere e consistenti, dispiace separarsene! >>

    Questa considerazione mi sembra una eccellente metafora della società pseudo-virtuale di oggi, che si illude di superare i propri problemi ignorando la materialità delle cose, senza rendersi conto che la materia è sempre alla base di tutto.
    Puoi avere tutti i giga-byte del mondo, ma senza cibo fisico non mangi.

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  2. L'autore insiste su un aspetto psicologico interessante: per i bambini è importante "maneggiare" monete e magari anche banconote, solo così imparano ad attribuire valore al denaro vero e ad usarlo bene. I bit invece sono dematerializzati, astratti, non l'ideale per i bambini che amano le cose concrete.

    Fino a poco tempo fa andavo a fare la spesa col borsellino e mi è capitato di non avere abbastanza soldi alla cassa (che figura!). Invece da qualche tempo giro anche con la carta di credito. E ho constatato effettivamente che questa benedetta carta induce ad acquisti non preventivati, è una specie di bacchetta magica. Tanta gente s'indebita, spende più di quello che ha nel borsellino. Fra parentesi l'indebitamento diffuso è una vera piaga, specie tra i giovani (almeno qui da noi, ma penso che non sia molto diverso in Italia).
    Pensa poi che non solo il contante potrebbe sparire, ma lo Stato potrebbe proibire anche l'acquisto di metalli preziosi (è gia successo negli USA tra le due guerre). Attualmente oro e palladio volano. Lo so perché ho venduto il mio chilo d'oro nel momento sbagliato, qualche settimana prima del boom ...

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    1. Il palladio non lo so (magari serve per certi prodotti industriali di altissima tecnologia) ma l'oro - da quello che ho letto con mia grande sorpresa - ha un valore intrinseco limitato, molto inferiore a quello commerciale, che è dato principalmente dell'effetto tesaurizzazione.

      Insomma, investire in oro mi sembra anch'essa una attività di rischio, non molto diversa dall'investire in oggetti d'arte, francobolli rari, o simili.

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  3. A proposito di moneta alternativa (fiscale e/o complementare), segnalo un articolo molto interessante di Leonardo Mazzei, pubblicato oggi dal sito Sollevazione.
    Il link è questo: https://sollevazione.blogspot.com/2020/01/moneta-fiscale-dove-portano-certe.html#more

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  4. (Signori, buon Anno, anche se le prospettive in gen.le sono quelle che sono...)

    In questo come in casi analoghi (e non avendo una particolare propensione alle teorie complottiste), ritengo che il problema centrale sia costituito dal (potenziale) salto dal carattere FACOLTATIVO a quello OBBLIGATORIO di una determinata misura.
    Nel caso del denaro, l'obbligatorietà costringe(rebbe) all'uso della moneta digitale anche i poco tecnologicamente attrezzati/competenti (a cominciare da buona parte degli over 65enni), con le inevitabili e prevedibili criticità anche molto serie di ordine soprattutto pratico-operativo... Saluti

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    1. Caro Claude, direi che, in merito alla limitazione del contante, grande sia la confusione sotto il cielo, anche ai massimi livelli.
      E’ notizia di oggi che la BCE (la BCE !!) avrebbe bacchettato il governo italiano per le ultime decisioni restrittive, non solo per non aver avvertito prima l’UE (ubi maior), ma anche perché “Frenare l'uso delle banconote significa solo colpire le classi meno abbienti e i più anziani”.

      Buon anno nuovo anche a te.

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