La notizia cattiva è che i nostri governanti ne sono terrorizzati e cercano in tutti i modi di intervenire per tenere alto il livello della popolazione, con interventi in parte inutli (incentivi alla natalità) ed in parte (purtroppo) efficaci (immigrazione incontrollata).
A questo argomento, poco sentito dall'opinione comune, ma non per questo meno importante e foriero di conseguenze, è dedicato il post di oggi, che riporta alcuni contributi tratti dal web.
LUMEN
INVECCHIAMENTO E PENSIONI
Il ricatto pensionistico [chi pagherà le pensioni future - NdL] è alla base della crescita infinita. Non viene in mente che l'invecchiamento della società sia un transiente necessario che deve essere governato.
Ho evidenziato la parola "transiente" perché di questo si tratta. L'obiettivo dovrebbe essere di guidare la stabilizzazione verso il basso della popolazione. E questo dovrebbe essere un obiettivo perché non c'è sostenibilità con la popolazione attuale.
Ad esempio si potrebbe, e dovrebbe, trasferire risorse dalla cura dell'infanzia e della gioventù, alla cura degli anziani. Per un certo tempo ci saranno molti anziani e pochi bambini, invece di contrastare questa dinamica inevitabile, andrebbe governata per assecondarla.
Non è difficile da capire, ma inconcepibile per chi è legato al paradigma della crescita infinita che significa anche crescita della popolazione. Va detto che è abbastanza improbabile che eventuali politiche nataliste abbiano successo per cui, secondo alcuni, la mia polemica sarebbe inutile. Può essere.
Mi rimane una curiosità che un giorno spero di soddisfare: gli economisti main stream, quanta gente pensano possa vivere su questo pianeta? E su questa penisola? Dieci miliardi gli bastano (70-80 milioni in Italia). Voglio dire: ad un certo punto concepiranno una fine della crescita demografica?
Oppure il problema è talmente lontano, per l'economista main stream, che non vale la pena di pensarci perché comunque "nel lungo periodo saremo tutti morti"? Io spero che un giorno qualcuno mi risponderà perché la mia curiosità è sincera.
LUCA PARDI
TASSO DI NATALITA'
Quando si dice che i tassi di natalità, ad esempio, sono alti in Africa o in Bangla Desh, ma troppo bassi in Europa si dice una menzogna colpevolmente nascosta.
E’ vero infatti che la natalità è concentrata in certe aree, dove tra l’altro non vi sono risorse, ma poiché il mondo oggi è globalizzato, l’affermazione che la crescita demografica è riservata a certe zone è falsa. In passato, quando gli spostamenti di popolazione erano più rari e difficoltosi, le risorse locali (acqua, produzione agricola, alimentari, lavoro, sanità ecc.) fungevano da limitazione alla natalità.
Oggi questo non costituisce più impedimento alle alte natalità, in quanto i nuovi nati, spesso ancora minorenni, si trasferiscono (o meglio vengono trasferiti con vere e proprie tratte…) nelle aree dove possono trovare risorse adeguate (Europa essenzialmente).
AGOBIT
ITALIA AFFOLLATA
Ci sono pochi, perlopiù cittadini comuni, che osano sottolineare che l'Italia è già troppo affollata e che il lentissimo calo demografico che abbiamo iniziato a sperimentare negli ultimi anni potrebbe anche essere una buona cosa. Non sentirai mai un giornalista, accademico, per non parlare di un politico, dire qualcosa del genere.
La mia lettura della situazione è che tutto questo è principalmente colpa di una o due generazioni molto egoiste – per lo più i Boomer – che non vogliono rinunciare ai loro privilegi e rifiutano di capire che i loro figli, i nipoti che affermano di volere e l'ambiente stesso ne sta pagando un prezzo straordinario.
GAIA BARACETTI
RISCALDAMENTO E DEMOGRAFIA
La storia del riscaldamento globale è un ottimo argomento per permettere ai verdi di sopravvivere e di contare politicamente a livello mondiale, ma sono loro stessi a non crederci, per lo meno nei termini catastrofici che strombazzano su tutti i media.
Se ci credessero veramente, la loro battaglia anticonsumista e per una economia della redistribuzione basate solo sulle rinnovabili, verrebbe messa in secondo ordine rispetto al primo fattore all'origine del disastro ambientale: la sovrappopolazione umana del pianeta terra.
L'equazione di Ehrlich mette al primo posto nell'Impatto sull'ambiente la popolazione umana. Ehrlich è molto chiaro al proposito:
"L'immissione in atmosfera dei principali gas serra, anidride carbonica e metano, che possono modificare il clima e rovinare la produzione agricola, non è facile da correggere. La concentrazione atmosferica di questi gas è strettamente legata alle dimensioni della popolazione. Conseguentemente, non c'è nessun metodo pratico per ottenere la necessaria riduzione dell'emissione di questi gas senza un controllo demografico ".
AGOBIT