venerdì 21 giugno 2019

Punti di vista – 8

NUOVE IDEE
Ogni buona idea [sociale] prima o poi degenera, e si trova a dover lasciare il passo a un’altra buona idea, che a sua volta degenererà. Anzi: ogni buona idea contiene in sé i germi della sua perversione.
Successe al cristianesimo, per dire, al comunismo, al nazionalismo, alla globalizzazione; per alcuni queste idee erano pessime già da subito, ma per altri contenevano un potenziale emancipatorio, o di progresso, che offriva una soluzione ai problemi del momento.
Generalmente, chi ‘ci credeva’ pensava di aver trovato una soluzione definitiva, non temporanea. Il fatto è, però, che la stasi non è di questo mondo e nessuno stato di cose può considerarsi permanente.
Come un eco-sistema, qualsiasi società umana non può aspettarsi di approdare alla perfezione, ma solo di adattarsi via via alle circostanze che inevitabilmente mutano. Le idee sono risposte alle circostanze.
GAIA BARACETTI


FAMIGLIA MODERNA
La famiglia [tradizionale] è stata assolutamente funzionale al modo di produzione capitalista-manufatturiero che l’ha propugnata e difesa fino agli anni sessanta, poi il modo di produzione ed i desiderata delle élite sono cambiati e, la famiglia, non era più necessaria, almeno in occidente.
Nel terzo mondo serviva e serve ancora, chiaramente, per la delocalizzazione a basso costo che sfrutta, come nell’ottocento, non solo le braccia dei genitori ma anche quelle dei bambini nella produzione di merci per un occidente asservito al consumismo trionfante.
Nell’attuale società liquida occidentale, al momento, serve il singolo; esso è perfettamente funzionale al consumo: la casa, gli acquisti, le spese che, prima, venivano divisi all’interno di un nucleo familiare o di coppia, sono a carico di singoli individui, tutto è moltiplicato all’infinito. “Single è bello”.
MICAELA BARTOLUCCI


STATO BANCHIERE
I vantaggi di avere la piena disponibilità del sistema creditizio per uno Stato che vuole intervenire nell’attività economica sono innegabili.
Si può infatti obbligare il sistema ad assorbire una quota voluta di titoli di debito pubblico al tasso politico deciso dal Governo; si può determinare la riserva obbligatoria per manovrare la liquidità monetaria; si possono indirizzare i capitali su settori strategici; si gestisce direttamente il mercato valutario.
In questo senso, tutta la Prima Repubblica è dominata dalla banca pubblica.
Il capitale finanziario è sottoposto a una forte repressione, essendo il mercato borsistico quasi inesistente, mentre il risparmio popolare è intercettato in larga parte dall’amministrazione postale e dalle casse di risparmio.
Volente o nolente, il miglior impiego della rendita diviene l’attività produttiva, con i riflessi positivi del caso. (…)
Il “mercato” bancario è fortemente regolamentato. La cd. “foresta pietrificata” vede una regolazione minuziosa circa l’apertura di nuovi sportelli, la fusione e la costituzione di nuovi istituti, la gestione delle masse monetarie.
La banca diventa un servizio pubblico di alto livello: si hanno clienti, non consumatori.
Gli istituti non ragionano in termini di profitto o di creazione di valore, perché non hanno investitori da remunerare o dividendi da distribuire: la partecipazione estera al sistema bancario è pressoché irrilevante. (…)
I fallimenti bancari nel periodo 1945-1990 possono grosso modo ricondursi ai casi Sindona e Calvi, ambiti straordinari e assai oscuri.
Mettere i soldi in banca diviene un sinonimo di sicurezza e di fiducia nell’Italia del risparmio e della crescita.
ANTONIO MARTINO


AUTOCRATI DI OGGI
Gli autocrati dell'antichità si dovevano esporre in prima persona, comandare eserciti da una collina, arringare le folle da un palco, sfilare in parata. Gli imperi si conquistavano con gli eserciti e si mantenevano con fortezze, valli, guarnigioni.
Oggi tutto questo non esiste, non ha più senso.
Può esistere un solo impero, planetario e si conquista con la persuasione, col lavaggio del cervello. (…) Il mondo non è più organizzato sulla base di "chi controlla la risorsa X ...", è invece organizzato sulla base di "chi racconta la storia che ...".
L'interruttore principale sono i "media", una tecnologia che nel Novecento era agli inizi e i "potenti" dovevano usare lo "Istituto Lvce" o la carta stampata.
I "media" di oggi sono la "connessione permanente", sono le stazioni ricetrasmittenti 5G che ti cuociono come un forno a microonde, ma consentono di mettere ovunque e addosso a chiunque, degli schermi con cui imporre lo "info-tainment", cioè l'insieme di "prodotti di intrattenimento" e di "informazione" che vanno a formare la "cultura popolare", la "vulgata". (…)
Non esistono più guerre, perché non servono.
Esistono "operazioni di polizia" e anche quelle saranno sempre meno necessarie mano a mano che gli stessi strumenti di controllo delle masse saranno portati dove ancora non ci sono.
LORENZO CELSI


CANISTI E GATTISTI
Qualcuno ha operato la distinzione fra ‘gattisti’ e ‘canisti’.
I ‘canisti’ sono ovviamente coloro che amano i cani, animali affettuosi, obbedienti, maldestri e teneri come bambini.
I ‘gattisti’, al contrario, sono degli ammiratori pressoché disinteressati dei gatti.
Per amare i gatti bisogna accettare che uno li chiami e non vengano, gli dia ordini e non li eseguano, li ami appassionatamente e ne riceva solo un dignitoso e riservato affetto.
I cani - anche in questo simili ai bambini - sono rumorosi; i gatti, come mafiosi siciliani, parlano con gli occhi.
Per manifestarvi il suo amore un cane vi salterà addosso per leccarvi la faccia, un gatto, a distanza, si limiterà a socchiudere gli occhi.
GIANNI PARDO

16 commenti:

  1. A proposito dello Stato banchiere, una considerazione sulla prossima valuta globale di Facebook (Libra), e sul paradosso che ne consegue (dal sito Sollevazione):

    << Mentre il mondo capitalistico italiano ed europeo tesse le lodi della moneta parallela globale che facebook si appresta a lanciare sul mercato — si parla di un affare di migliaia di miliardi l'anno —, esso scomunica e condanna come fosse una minaccia sciagurata i MiniBoT, e li condanna proprio perché potrebbero diventare una moneta parallela all'euro (...)
    Un paradosso? No, qui c'è la quint'essenza stessa del capitalismo casinò, o del neoliberismo iperfinanziarizzzato, e cioè: mentre viene considerato lecito che una multinazionale, in queso caso Facebook, crei una sua propria moneta, è ritenuto illegale (Draghi docet) che uno Stato, ancora formalmente sovrano, possa fare altrettanto. >>

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  2. Su che cosa significhi "credere" rimando al bel pezzo di Lombardo Vallauri su MicroMega nella rubrica "Le parola della laicità". Credere significa ritenere vero ciò che non è evidente (se fosse evidente non sarebbe necessario credere, si potrebbe solo constatare). Il cosiddetto credente (religioso o politico) in realtà non crede, ma afferma che ciò in cui lui crede o dice di credere (e che non è evidente) è vero, indubitabile, persino evidente. Il dubbio è costitutivo della fede, al punto che l'istituzione (la Chiesa) ammette la possibilità del dubbio di fede (ma come opera del maligno). Avere dei dubbi in materia di fede non costituisce peccato (si è vittima di un attacco del maligno). Si commette peccato solo se non si scaccia il dubbio, se anzi lo si coltiva, perché questo comportamento rischia di far perdere davvero la fede. Eppure tutta la teologia nasce proprio dall'insoddisfazione della semplice e in fondo ingenua fede in cose bizzarre e strane. Secoli e secoli di speculazione teologica per puntellare una fede sempre vacillante (almeno per chi pensava, la maggioranza ingenua invece credeva, nel senso che era sicurissima di ciò in cui credeva - la paura dell'inferno era una realtà, ci credevano persino le teste coronate).

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    1. Qui l'articolo di Lombardo Vallauri:

      http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-parole-della-laicita-credere/

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    2. " "credere" come atto di volontà, come scelta"

      "Credere non significa affatto accettare come "vere" cose non evidenti, significa accettare come "vere" cose palesemente FALSE, che contraddicono la logica, il funzionamento del pensiero. Credere significa affermare che 2+2=5."

      Le cose in cui il credente ingenuo crede non sono palesemente false. Si può anche credere in cose dubbie, ma non impossibili come 2 + 2 = 5.
      Per quanto concerne certe credenze si tratta come dici tu effettivamente di un atto di volontà: io voglio credere o almeno ripetere a pappagallo certe assurdità (per es. tutti i dogmi contenuti nel Credo) perché voglio far parte di una comunità, goderne il sostegno, magari anche perché certe credenze mi piacciono, danno un senso alla mia vita (per es. la resurrezione). Per la gente semplice e ingenua, ma anche per dei genii, quei dogmi non erano palesemente assurdi perché ci erano convissuti fin dalla più tenera età e "l'abitudine è una seconda natura".

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    3. Caro Sergio, lo storico israeliano Yuval Harari sostiene che il "credere" in cose inverificabili, ed anche assurde, sia il tratto fondamentale che distingue l'uomo da tutte le altre specie animali e che - per conseguenza - ci ha fatto diventare i signori della terra.
      Insomma, per dirla con un paradosso, siamo riusciti a dominare il mondo perchè siamo i più stupidi.
      Non male !

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  3. Caro Lorenzo, io del piano delle Elite Apolidi Mondialiste in corso di realizzazione a partire dagli Anni Settanta l'ho appreso leggendo il tuo blog. Ma a me sembra che il piano di sostituzione etnica e la diffusione del meticciato in Europa risalga a mezzo secolo prima con il movimento della Paneuropa di cui fu cofondatore il conte Kalergi, autore di un'opera introvabile e mai più ristampata - perché fa semplicemente schifo ("Praktischer Idealismus"): contiene cose balorde e criminali. Eppure è stato istituito un premio intitolato a Kalergi e ribatezzato più opportunamente Premio Carlomagno e assegnato ai personaggi che spingono per gli Stati Uniti d'Europa (Barroso, Juncker, Merkel e altri noti, persino a papa Bergoglio che è della partita). Si tratta dunque di un progetto di lunga data e non di un piano degli Anni Settanta. Forse a questi anni risale la realizzazione concreta del piano, mentre prima era solo in fase embrionale.

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    1. "Il fatto che tu abbia saputo del Piano delle Elite Apolidi da me significa che SEI CIECO, perché, tornando sopra, il Piano è EVIDENTE."

      E com'è allora che condivida certi tuoi punti di vista in materia? Se fosse così evidente poi possibile che quasi nessuno o pochi se ne siano accorti?

      Come sai io non ho lo smartphone e lo detesto: tutti questi scemi in giro con gli occhi fissi su quell'aggeggio sono insopportabili. Non ho nemmeno il cellulare. Il computer ce l'ho e sono abbastanza dipendente, non vorrei farne a meno (ma forse potrei).
      Sì, Internet è ormai diffuso anche in culo al mondo, gli Africani stessi sono più smaliziati di noi nell'uso dello smartphone (vedi anche quelli che arrivano coi barconi).

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    2. Caro Sergio, io credo che il disegno attuale sia comunque diverso dal piano Kalergi.
      Nel senso che quest'ultimo aveva pur sempre un respiro continentale, europeo, mentre quello delle elites attuali, essendo apolidi e mondialiste, è molto più vasto, perchè ha per oggetto il mondo intero.
      E' la globalizzazione nella sua versione peggiore.

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    3. Vedi mio commento in basso. Il bottone "Rispondi" non funziona sempre.

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  4. 'Stato banchiere'

    Francamente fatico a capire se M. sia favorevole o meno alla gestione pubblica del sistema bancario così come viene descritta nel brano qui riportato: conoscendo l'impostazione liberista del Prof. tenderei ad escluderlo, ma non ho trovato nel brano alcuna esplicita presa di distanza e tantomeno alcuna condanna: dunque forse un liberista intransigente come M. avalla anche spericolate operazioni stataliste/sovraniste come la costante e massiccia iniezione di denaro pubblico nel "pozzo senza fondo" di Alitalia & similari? Saluti

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    1. Caro Claude, credo che il ragionamento del prof. Martino, che conosco anche io come un liberale di vecchio stampo, fosse più tecnico che ideologico.
      In altri termini, si limitava a constatare che se uno Stato abdica al controllo del credito si priva di una parte notevolissima della propria sovranità effettiva.
      Ma non credo che volesse fare l'apologia dello Stato spendaccione, che ben conosciamo.

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  5. Sì, il movimento paneuropeo di Kalergi e soci era focalizzato sul nostro continente, ma in prospettiva mirava ad abbracciare il mondo intero: l' "uomo nuovo" sarebbe stato il tipo umano che si sarebbe diffuso in tutto il pianeta (privo di pregiudizi, senza storia, massificato ecc.). A dir la verità Kalergi riservava poi a una élite (e dàlli!) il dominio delle masse brute.

    Il dominio del mondo era pure il sogno di Hitler. Come ciò sarebbe stato possibile lo ignoro. Probabilmente l'unificazione dell'Europa a guida tedesca sarebbe stata il primo passo.
    Fra parentesi il "Praktischer Idealismus" di Kalergi e il "Mein Kampf" di Hitler furono pubblicati entrambi nel 1925: che coincidenza. Due progetti disumani apparentemente contrapposti ma simili nelle finalità: l'uomo nuovo, il dominio del mondo.

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  6. 'Famiglia moderna'

    A giudicare dall'attuale martellante propaganda natalista condotta (almeno in Ita) da nazional-populisti, cattolici osservanti e turbo-capitalisti, la Famiglia tradizionale (intesa nel poco tranquillizzante senso di "conigliera") mi sembra tutt'altro che dimenticata, anzi il Single (di genere maschile, la Single infatti viene generalmente assolta in quanto ritenuta campionessa di emancipazione femminile) viene oggi sottoposto ad un impietoso "fuoco incrociato" di accuse (edonismo, egoismo, nichilismo, ecc.), nella totale colposa/dolosa dimenticanza dei segg.ti due semplici fatti:
    1) la risalita del tasso di natalità in Ita avrebbe l'unico "brillante" effetto a medio-lungo termine di AUMENTARE la quota di disoccupati & poveri (cfr. l'elevata quota di giovani che GIA' OGGI nè studiano né lavorano);
    2) gli attuali massicci flussi migratori verso l'Ita/Eu dipendono anche (soprattutto) dalla miseria permanentemente prodotta dalla tetragona persistenza di elevati tassi di natalità in gran parte dei Paesi del c.d. Terzo Mondo... Saluti

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    1. La sobrietà e il garbo contenuti nella precedente Risposta si commentano da soli e rendono più che mai esplicito il background politico-culturale del suo Autore.

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    2. Lorenzo, arrivati a questo punto direi che è arrivato il momento di salutarci. Una volta per tutte. Auguri per il tuo blog.

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    3. Lorenzo, forse non ci capiamo.

      Il problema non sono le tue opinioni (che, detto tra parentesi, convido in buona parte), ma il modo con cui sono esposte, essendo io, per mia natura, persona che non gradisce l'offesa e l'aggressività verbale.
      Il che non limita in alcun modo la tua libertà di espressione (sempre benvenuta), perchè con garbo e cortesia si può comunque dire tutto.

      Vedi tu.

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