sabato 6 novembre 2010

De rerum natura

Alcune considerazioni del grande biologo evoluzionista Richard Dawkins sulla natura, gli esseri viventi ed i meccanismi che li regolano. LUMEN


<< La natura non è crudele, è solo spietatamente indifferente. Questa è una delle più dure lezioni che un essere umano debba imparare.
Noi non riusciamo ad ammettere che gli eventi della vita possano essere né positivi né negativi, né spietati né compassionevoli, ma semplicemente indifferenti alla sofferenza, mancanti di scopo.


I teologi fanno del loro meglio per liquidare un tema preoccupante come il "problema del male" con il conseguente "problema della sofferenza" […]
In un universo di cieche forze fisiche e di duplicazione genetica, alcune persone rimangono danneggiate mentre altre sono fortunate, e in tutto ciò non vi è né ragione né giustizia […]
Il DNA non sa nulla e non si cura di nulla. Il DNA, semplicemente, è. E noi danziamo alla sua musica.


L'evoluzione non ha un obiettivo a lungo termine.
Non c'è un bersaglio lontano, nessuna perfezione finale funge da criterio per la selezione, anche se la vanità umana accarezza la nozione assurda che obiettivo finale dell'evoluzione sia la nostra specie.


I GENI non si preoccupano per le sofferenze degli organismi perché in realtà non si preoccupano di nulla.


La selezione naturale è l'orologiaio cieco, cieco perché non vede dinanzi a sé, non pianifica conseguenze, non ha in vista alcun fine.
Eppure, i risultati viventi della selezione naturale ci danno un'impressione molto efficace dell'esistenza di un disegno intenzionale di un maestro orologiaio.
Che alla base della complessità della natura vivente ci sia un disegno intenzionale, è però solo un'illusione.


La vita intelligente su un pianeta raggiunge un traguardo cruciale quando per la prima volta comprende le ragioni della sua stessa esistenza. Organismi viventi sono esistiti su questa terra, senza nemmeno sapere perché, per più di tre miliardi di anni, prima che la verità finalmente albeggiasse su uno di loro. Il suo nome era Charles Darwin.


Neanche uno dei miei progenitori morì giovane. Neanche uno dei miei progenitori non riuscì ad accoppiarsi. Molti altri individui morirono giovani e non riuscirono ad accoppiarsi, ma non sono divenuti progenitori. È assolutamente ovvio, ma a ciò fa seguito molto altro. Significa che ogni singolo essere vivente ha ereditato i geni di un'ininterrotta linea di progenitori di successo.


L'unità fondamentale della selezione, e quindi dell'egoismo, non è né la specie né il gruppo e neppure, in senso stretto, l'individuo, ma il gene, l'unità dell'ereditarietà.


Se solo gli individui di un gruppo avessero il dono della lungimiranza, potrebbero capire che, a lungo termine, la cosa migliore per loro è resistere alle tendenze egoistiche, per impedire la distruzione dell’intero gruppo. Ma l’estinzione di un gruppo è un processo lento rispetto alla rapida morsa di eventi nella competizione individuale. Anche quando il gruppo sta lentamente e inesorabilmente declinando, ci sono individui egoistici che fanno carriera a breve termine, alle spese degli altruisti. >>

RICHARD DAWKINS

domenica 31 ottobre 2010

Vero portafortuna

BEBETA – Signore, vuoi un portafortuna ?
LUMEN – Come ?

BEBETA – Vuoi portafortuna brasiliano ?  Costa poco.
LUMEN - Che cos'è ?

BEBETA - Portafortuna brasiliano potentissimo. Basta che metti braccialetto. Ogni filo colorato ti darà tanta fortuna.
LUMEN - Potentissimo eh ? .

BEBETA - Certo. Tanta fortuna per te se lo possiedi.
LUMEN – Mi dispiace, ma non ci credo.

BEBETA - Tu devi credere.
LUMEN – E’ impossibile credere. E sai perchè ?

BEBETA - Perchè ?
LUMEN - Mi basta vedere te.

BEBETA – Non comprendo.
LUMEN - Tu hai lì con te decine di portafortuna. Non uno, decine.

BEBETA - E allora ?
LUMEN - Se davvero questi affari funzionassero, dovresti essere ricchissima. Invece purtroppo sei una poveraccia. Quindi vuol dire che non servono a nulla.
 

Scherzi da Prete

CARTELLI VERAMENTE ESPOSTI IN UNA PARROCCHIA


- Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi e sfiduciati della nostra parrocchia.

- Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!

- Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.

- Il gruppo dei volontari ha deposto tutti gli indumenti. Ora li potrete vedere nel salone parrocchiale.

- Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto.

- Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce giovedì sera alle 7. Per cortesia usate la porta sul retro.

- Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'"Amleto" di Shakespeare nel salone della chiesa . La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.

- Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! È un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.

- Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque". Catechesi di domani: "In cerca di Gesù".

- Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia.

- Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!

- Il costo per la partecipazione al Convegno su "preghiera e digiuno" è comprensivo dei pasti

- Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.

- Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco e voltandosi accenderà uno a uno i fedeli della prima fila.

 

sabato 23 ottobre 2010

Come Van Gogh

EUGENIO – Lumen, ho scoperto una cosa terribile !
LUMEN – Che cosa ?

EUGENIO – Ho scoperto che il mio Van Gogh, il più bello dei quadri della mia collezione, quello che  amo di più è  falso.  Indiscutibilmente falso.
LUMEN – Come lo avevi avuto ?

EUGENIO – L’avevo comprato due anni fa da un privato, in modo, diciamo così, informale, per un prezzo d’occasione.
LUMEN – Quindi senza nessuna certificazione.

EUGENIO – Sarebbe stato impossibile. D’altra parte all’epoca non mi era venuto nessun sospetto.
LUMEN – Com’è questo quadro ?

EUGENIO – E’ stupendo. Rappresenta  un campo  di grano  con due  grandi cipressi, piegati  dalla furia del vento.  Il cielo, i  campi e gli alberi sono tutti agitati, nel  tipico stile  di Van  Gogh.   Sembra di  vederli muovere  sulla tela,  come se  fossero reali.   Il cielo  striato di  blu e  violetto incombe sulla campagna e promette tempesta. La  pennellata  sembra proprio  quella  del  grande  Van Gogh  e  il soggetto  anche. 
LUMEN – E adesso, cosa intendi fare ?

EUGENIO – Non lo so. Proprio non lo so.
LUMEN – Ma ora che sai che è falso, non ti piace più ?

EUGENIO – No, questo no. Se chiudo gli occhi continuo a  rivederlo con il pensiero,  ed è sempre  bellissimo. Mi fa venire i brividi proprio come gli altri quadri di Van  Gogh.  Anzi forse di più,  perchè adoro quel paesaggio in maniera particolare.
LUMEN – Ti capisco.

EUGENIO – Non è tanto per il valore. Gli affari mi vanno bene, ho tutti i soldi che mi servono  e non compro i quadri per speculazione o per investimento.
LUMEN – Questa è una buona cosa.

EUGENIO – Però resta l'inganno,  che  mi lascia mortificato,  umiliato  nel  mio orgoglio. Quel maledetto mi  ha truffato, mi  ha preso in giro, mi ha fregato un mucchio di soldi in cambio di niente.
LUMEN - Per la verità, non credo che tu abbia ragione.

EUGENIO - Cosa sarebbe  ?
LUMEN - Non credo che tu sia stato "veramente" truffato.

EUGENIO – Lumen, perché dici questo ?.
LUMEN – Te lo spiego subito.

EUGENIO – Sono proprio curioso.
LUMEN – Dimmi, Eugeno, perchè ti piacciono tanto i Van Gogh ?

EUGENIO - Beh,  è  difficile dirlo.   Mi  piace  la  sua pennellata  forte  e vigorosa, i colori vivi che usa, il  suo modo di dare vita e movimento alle cose.
LUMEN - È un piacere per gli occhi, quindi.

EUGENIO - Sì certo, che altro è la pittura ? C'è chi compra  quadri per investimento, o  per speculazione, lo so. Ma non  è il  caso mio.   Io compro  quadri solo  per il piacere di guardarli. 
LUMEN - Bene.  E allora  se ci pensi con calma ti  renderai conto che quel falsario ti ha fatto un piacere e non un torto.

EUGENIO - Questa poi...
LUMEN – Riflettici bene,  Eugenio.   Tu,  prima di  fare le  prove chimiche, eri o non eri convinto di aver di fronte un vero Van Gogh ?

EUGENIO - Beh, sì, certo.  Era... era perfetto.
LUMEN - Ecco appunto.   Quindi ti  dava piacere guardarlo  come un  vero Van Gogh.

EUGENIO - Sì.
LUMEN - Allora di che ti lamenti ?

EUGENIO - Come di che mi lamento ? Ma adesso so che è falso.
LUMEN - Certo, non è un Van Gogh  autentico.  Ma questo era vero anche prima che tu  lo sapessi,  e la cosa  non ti ha  mai impedito  di godertelo appieno.

EUGENIO - Beh...
LUMEN - E questo  perchè ?  Semplice: perchè  anche il  quadro di  quel falsario è "bello"  come un  Van Gogh.   Altrimenti  tu non  avresti mai  potuto confonderlo, ti pare ?

EUGENIO - E allora ? 
LUMEN - E allora, se  è bello come un Van Gogh,  artisticamente  vale quanto un Van Gogh.

EUGENIO - Ma un vero  Van Gogh vale molto, molto di più.
LUMEN – Certo, perchè è valutato anche secondo principi di speculazione.  Ma a te interessa solo il lato estetico della cosa.

EUGENIO – Questo è vero.
LUMEN - E allora è proprio così: se un  quadro è bello come un Van Gogh, vale quanto  un  Van  Gogh, non  si  scappa.   E  tu ti lamenti di  aver acquistato un quadro così bello per una somma inferiore al valore speculativo di mercato ? Dovresti esserne entusiasta.

EUGENIO - Questa poi...  .
LUMEN - Ma c'è di più.

EUGENIO - Che cosa, ancora ?
LUMEN – Tu ha un Van Gogh che nessuno ha mai avuto e nessuno avrà mai.  Tu, caro Eugenio, sei un privilegiato.

sabato 16 ottobre 2010

L’ignoranza della Filosofia

EUGENIO – Lumen, ho appena letto un libro che si intitola "LA SAGGEZZA DELLA FILOSOFIA".
LUMEN – Bene. E ti è piaciuto ?

EUGENIO – Ehm, temo proprio di no.
LUMEN – Non mi stupisce.

EUGENIO – Perché dici questo ?
LUMEN – Perché la filosofia  merita molto  meno ammirazione  di quanta  normalmente glie  ne venga attribuita. Si possono fare molte considerazioni contrarie, anche abbastanza ovvie,  ma che  non vengono normalmente fatte, perchè non seguono il pensiero tradizionale, e il ribaltamenti  di prospettiva sono sempre difficili.

EUGENIO – Vorrei capirne qualcosa di più.
LUMEN - Per  cominciare   occorre  ovviamente  avere  ben   chiaro  il concetto di cosa si intende con questa parola. “Filosofia”   è  una   parola  nata   nell'antica  Grecia   che significa "amore  per la  sapienza" (filo-sofos)  e indicava  la ricerca della conoscenza da parte dei sapienti dell'epoca.

EUGENIO – Questo più o meno lo sapevo.
LUMEN - Purtroppo i "sapienti dell'epoca"  erano, per ovvie carenze di informazioni, degli ignoranti in tante cose. Erano diventati  molto bravi nelle elaborazioni  matematiche e geometriche, e  cercavano con gli  stessi metodi deduttivi, di  capire e spiegare anche la natura che li circondava. Purtroppo la  natura la si scopre  e la si spiega  solo con la ricerca sperimentale,  per cui,  privi com'erano di  valide informazioni astronomiche  e naturalistiche,  quando discettavano  della costituzione dell'universo,  degli  astri,  della  terra e  della  natura  in  genere prendevano delle solenni cantonate.

EUGENIO – Me lo immagino.
LUMEN - Loro,  poveretti, facevano  del  loro meglio,  ma i  risultati sono  per noi  patetici,  come  abbiamo imparato  a  scuola studiando  i "grandi" filosofi greci del passato: Eraclito, Platone, Aristotele, ecc. Ovviamente, man  mano che le scoperte  astronomiche spiegavano scientificamente i  segreti dell'universo,  della terra, e  degli astri, più nessun filosofo si è azzardato a discettarne.

EUGENIO – Era inevitabile.
LUMEN – I filosofi  però non si sono  estinti per così poco, limitandosi  a mutare il  loro campo  di indagine, che  si è  progressivamente limitato all'uomo, ai suoi problemi esistenziali e al suo destino. Tutto ciò ha costituito un  campo di indagine ritenuto "sicuro" e non  più riducibile,  in quanto  considerato estraneo  alle ricerche della scienza. In altre  parole è  come se i  filosofi dicessero:  ok, in passato  ci  siamo  occupati  di  cose  che  non  ci  riguardavano.   Lo facevamo  per nostro  piacere e  curiosità perchè  la scienza  non era ancora nata.  La gente ci credeva  anche se eravamo inaffidabili, ma non era colpa  nostra, perchè non c'erano  alternative. Poi ci siamo  accorti che il metodo  scientifico era superiore e quindi, pur con qualche resistenza, ci siamo fatti da parte. Ma  ora che  ci occupiamo  dell'uomo non  temiamo concorrenza, perchè  siamo nel  campo della  metafisica, e  qui la  scienza non  si applica per cui non potrà mai scalzarci.

EUGENIO – Beh, in effetti, il ragionamento sembra valido.
LUMEN – Ma non lo è. E qui entra in gioco il cosiddetto “metodo speculativo”.

EUGENIO – Ovvero ?
LUMEN – E’ il metodo con il quale i filosofi elaborano le loro meravigliose e infondate teorie. È oltretutto  molto comoda,  in quanto non  è necessario vedere le cose, misurarle, sperimentarle,  provare e  riprovare facendo una  fatica tremenda, subendo  delusioni  cocenti  perchè  le   cose  sono  diverse  da  come ipotizzato. No.  Il filosofo  fa più presto: si chiude nel  silenzio della sua cameretta e pensa.

EUGENIO – Beh, ma deve pur sempre partire da dei dati di fatto.
LUMEN – Certo, qualche materiale  per il  ragionamento lo  deve avere: ma non è nient'altro  che   la  sua esperienza  personale   sulle  cose   e  il comportamento umano. Anche  nella migliore  delle ipotesi,  gli unici  dati veri  di cui dispone sono le manifestazioni visibili, mentre gli sfuggono del tutto le cause. Così elabora  le sue teorie  inventando semplicemente i  nessi causali, purchè  il risultato  “teorico” finale  coincida con  i  sintomi da  lui rilevati. E poi ci si stupisce che non arrivino mai a nulla.  Anche con tutta la buona volontà non potrebbero proprio.

EUGENIO – Ma allora quale sarebbe il metodo giusto ?
LUMEN - In realtà  non esiste un  metodo di ricerca filosofico  “a sé stante”, in qualche maniera contrapposto a un metodo scientifico. La conoscenza  usa un  solo metodo,  che è  quello di  ricercare un nesso causale ripetibile  all'infinito e non confutabile  come falso, per poter rifare a  piacere e in qualsiasi momento ciò  che è desiderabile ed evitare ciò che è dannoso. E questo stesso metodo lo applica  sia la scienza, sia la filosofia sia la religione, solo che nel primo caso funziona davvero, e quando non funziona è perchè  si è trovato qualcosa di meglio,  negli altri casi non  funzionerebbe comunque.

EUGENIO – E perché ?
LUMEN – Perché si  cerca  sempre  e comunque di  non contraddirsi, e quindi si fa in  modo  che  gli insuccessi vengano giustificati in qualche altro modo.

EUGENIO – Ma lo scopo è sempre lo stesso, ovvero procurarsi una utilità futura.
LUMEN –.Esattamente. Così ad esempio i vecchi  sacerdoti pagani che compivano sacrifici per  ingraziarsi la  divinità,  cercavano semplicemente  un sistema, ovviamente inefficace,  per ottenere un utilità  per il proprio popolo, quando  ne avevano bisogno. Allo  stesso modo, ma con ben altro risultato,  i  moderni scienziati  studiano  un sistema  per ottenere e riprodurre a piacere i vantaggi e le comodità desiderate.

EUGENIO – Eppure la storia della filosofia è piena di opere, di testi, di dimostrazioni.
LUMEN – Certo, ma l'unica attività nella quali  i filosofi  riescono benissimo  è la confutazione dei loro colleghi, sia predecessori che contemporanei. Ovvio, parlano  solo del  nulla, e  del nulla  si può  sempre dire quello che si vuole.

EUGENIO – Quindi non si può arrivare a nulla di utile.
LUMEN – Proprio così. L'unica verità “vera” può aversi  solo in campo scientifico, perchè e dimostrabile, verificabile da chiunque, ripetibile a richiesta. Tutte le verità metafisiche sono invece asserzioni indimostrabili e fideistiche. Ti faccio due esempi.

EUGENIO – Sentiamo.
LUMEN – Anzitutto,  si vede che le nuove  "verita"   metafisiche  possono  benissimo  convivere   con  le precedenti, alle quali pretendono di sostituirsi senza riuscirci. Le  nuove verità  scientifiche, invece,  si  sostituiscono definitivamente  alle precedenti, alle quali nessuno può più credere.

EUGENIO – Verissimo.
LUMEN – Un altro esempio: le guerre. Si  fanno guerre ferocissime per  il  trionfo della  verità metafisica  (della propria verità,  si capisce) perchè  quei testoni degli "altri",  non si capisce bene perchè,  non la capiscono. Le scoperte scientifiche, invece, si  diffondono semplicemente  comunicandole  agli altri,  e se  gli  "altri" non  le seguono, sono semplicemente affari loro.

EUGENIO – Però le leggi della  natura sono oscure e difficili da apprendere
LUMEN – Questo è vero e nessuno nega. Dopo  secoli  e secoli  di  studio  gli scienziati  hanno  imparato tantissimo, ma molto resta ancora da scoprire. Eppure poichè la  nostra realtà è soltanto quella “naturale” sono le uniche leggi valide, funzionanti, che hanno un senso. Le uniche, cioè, a cui attingere per  capire il mondo, noi stessi e i nostri comportamenti. L'invenzione di regole metafisiche a cui ispirarsi e nient'altro che un espediente infantile per credersi sapienti senza fare fatica. E porta ad errori e sofferenze  incredibili, perchè solo la natura è in armonia  con se stessa, solo  le leggi naturali sanno  spiegare le cose senza forzature.

EUGENIO – Ma allora, cos’è davvero la “Metafisica” ?
LUMEN – Lo dice la parola stessa: è tutto ciò che non appartiene al mondo fisico. Quindi, quando si parla  di metafisica, o soprannaturale,  si parla di cose che, per loro stessa definizione, non possono esistere. Infatti, se la realtà è data dalla natura, che è sottoposta alle sue  leggi, ciò che  non appartiene alla  natura non esiste,  e se anche esistesse, non potrebbe interagire con  essa in quanto, per definizione,  non è soggetto alle stesse leggi.

EUGENIO – A questo non avevo mai pensato.
LUMEN - La metafisica è solo una invenzione geniale dei  filosofi e dei pensatori in  genere, i quali, in questo modo, possono dilettarsi  ad inventare tutto quello  che vogliono, sicuri che nessuno potrà mai smentirli, perchè tanto non esiste nulla.

EUGENIO – E cosa possiamo dire, allora, del concetto di Essere Supremo ?
LUMEN - La prima  regola, quando si ragiona, è  che chi afferma  l'esistenza di qualcosa  lo  deve  provare:  e nessun  teologo  o  filosofo ha  mai dimostrato  in modo veramente  inequivocabile l'esistenza di  un  Essere  Superiore, si  chiami Assoluto o Dio.

EUGENIO – Questo è vero. Siamo ancora qui a discuterne, dopo migliaia di anni.
LUMEN – Personalmente, ritengo decisiva questa semplice considerazione: "Dio  (l'Assoluto),  se  esistesse,  sarebbe  una  "cosa"  talmente enorme,   immensa,  abbagliante,   che  nessuno   potrebbe  anche   solo lontanamente pensare di ignorarla".

EUGENIO – Però non c’è solo il corpo fisico, c’è anche lo “spirito”.
LUMEN - Il concetto  di “spirito” o di “anima” è  uno dei  più riusciti e  brillanti "furti" commessi dalle religioni agli antichi pensatori. Gli  antichi  greci  avevano elaborato  il  dualismo  corpo-spirito semplicemente  perchè  dovevano  "inquadrare" le cose che non si vedevano,  ma che tuttavia avevano verificato come esistenti. Oggi  tutto questo  è  semplicemente  ridicolo: ciò  che  è, è  per definizione   fisico,  cioè  materiale   (ancorchè  invisibile:   forze, particelle, onde, ecc.); ciò che non è fisico non può esistere. Per la religione, però, il dualismo è essenziale.

EUGENIO – E perché mai ?
LUMEN - Posto che  il corpo con la  morte "sparisce", e questo  nessuno può oggettivamente negarlo,  su che cosa  si "abbatteranno" il castigo  o il premio dell'aldilà ?. Ecco  allora   la  bella   trovata  dell'anima  come   qualcosa  di immateriale che, appunto per ciò stesso, rimane dopo la morte e subisce il giudizio eterno.

EUGENIO – E questo non è vero ?
LUMEN – Purtroppo (o per fortuna), no. Possiamo metterci  il cuore in  pace, su questo punto: siamo  e rimaniamo solo  un'entità fisica,  che "pensa"  per effetto  di meccanismi  fisici (chimici, elettromagnetici,  ecc.) e  che non può  lasciare nulla  di sé, dopo la decomposizione del corpo. Credere nell'aldilà è semplicemente un errore.

EUGENIO – Che cosa intendi, Lumen, per “errore” ?
LUMEN – L’errore  è ciò che si commette allorquando,  avendo mal valutato i pro e i contro  di una  determinata  situazione (per  carenza  di elementi  di giudizio o per  incapacità di elaborazione) si finisce  per compiere una azione o tenere un comportamento contrario ai propri reali interessi. Non ha niente a che  vedere, ovviamente, con il peccato (religione) o con  il comportamento  immorale (etica)  che si  basano su  giudizi di valore che nella realtà naturale non hanno nessun significato.

EUGENIO – Quindi il peccato non esiste.
LUMEN – Certo che no. L'errore  è l'unico  criterio distintivo  dei comportamenti  umani, così come per  gli animali (ai quali non  attribuiamo giustamente nessun codice etico), e pur tuttavia è  il meno considerato, visto che sono gli uomini stessi, tranquilli  e beati, ad andare spessissimo  contro i loro reali interessi. Contenti loro...

EUGENIO – E cosa possiamo dire del “Libero Arbitrio” ?
LUMEN – Il “Libero Arbitrio” è la colonna portante di tutte  le concezioni etiche, morali, religiose, e via dicendo. Sarebbe bello se ci fosse (e infatti tutte lo conservano, proprio perchè è un concetto "confortevole"), ma ormai  la scienza ha fatto piazza pulita anche di questo reperto archeologico : tutti i comportamenti, i pensieri e le volizioni umane sono il risultato di una serie di cause fisiche che determinano, dati i presupposti, quella e quella sola risposta. Sembrano  casuali, o  meglio  "volute", solo  perchè  non siamo  in condizioni di conoscere e controllare tutte le cause. Ma   il   risultato   è   prestabilito   in   senso   rigorosamente deterministico.

EUGENIO – Ma l’uomo ha pur sempre la “Ragione”.
LUMEN -  Tenuto  conto  che l'uomo  non  è  null'altro  che un  animale,  è ovviamente dominato dall'istinto.  E la ragione non può essere qualcosa di diverso, di opposto all'istinto. Ne  è semplicemente  uno strumento.   L'arma più  sottile e  più potente di cui dispone l'istinto per raggiungere i propri scopi.

EUGENIO – Ma allora, ha senso parlare di uno “scopo” per l’uomo ?
LUMEN - L'uomo non  ha ovviamente nessuno  scopo nella sua vita, essendo un mero strumento  di riproduzione  a disposizione  dei propri  "geni", che producono  appunto  individui capaci  di  riprodursi  per perpetuare  se stessi. A questo fine sono diretti  tutti gli istinti, tutti  i desideri, tutte le  pulsioni e tutti  i nostri  comportamenti, anche  se non  ce ne rendiamo  conto   e  sembrano,  a prima  vista,   diretti  in  tutt'altre direzioni.

EUGENIO – Non è facile pensarlo.
LUMEN – Invece è proprio quello  che avviene, inevitabilmente, per  ogni essere vivente, piante  e animali, anche  se  la  storia  culturale dell'uomo  è  piena  di  sovrastrutture metafisiche (regolarmente inventate) per  compiacerci con un fine ultimo più o meno gradevole, ma sempre comunque "importante". Invece  siamo solo  uno strumento  fisico della  vita "genica"  che riproduce se stessa. Un pò pochino, lo riconosco, ma è solo così.

EUGENIO – Ma la “vita”, che cos’è alla fin fine ?
LUMEN - La vita è strettamente connessa con il concetto di riproduzione. Una  cosa  pertanto possiamo  dire  con  certezza:  la vita  è  una tautologia.

EUGENIO – Cioè ?
LUMEN - Cioè esiste perchè esiste. Significa che un essere vivente è tale perchè possiede i meccanismi della riproduzione. E perchè li possiede? Per  riprodursi,  perchè  se  non li  possedesse  non  si  potrebbe perpetuare e quindi la "vita" cesserebbe subito.

EUGENIO - Sembra un gioco di parole.
LUMEN – Lo sembra, ma non lo è. Non  dobbiamo essere troppo  orgogliosi  di  noi stessi  come  esseri viventi superiori. Esistiamo  perché,   per  caso,  si   è  formato  un   meccanismo  di riproduzione auto-perpetuantesi, che si è perpetuato appunto perchè tale. Nè più, nè meno di così.

EUGENIO – C’è chi dice che la filosofia resterà sempre indispensabile, perchè  è l'unica  che può dare  una risposta  alle domande fondamentali dell'umanità, mentre la scienza non potrebbe mai.
LUMEN - Le famose 3 domande fondamentali. Tu sai dirmi quali sono ?

EUGENIO - Sono queste: da dove  veniamo, dove andiamo, cosa ci stiamo a fare sulla terra.
LUMEN – Benissimo. Ma chi l'ha detto che la scienza non ha le risposte ?  Allo stato attuale delle conoscenze le risposte sono: Da dove veniamo: dalla terra. Dove andiamo: da nessuna parte. Cosa facciamo sulla terra: ci riproduciamo.

EUGENIO – Non mi sembrano risposte  molto poetiche  ed esaltanti.
LUMEN – Certamente no.  Ma quelle inventate dalla  filosofia o dalla  religione sono peggio,  perchè sono inventate e non significano nulla.

EUGENIO – Però, molti filosofi hanno avuto delle grandi intuizioni, valide ancora oggi.
LUMEN - Quando  a posteriori  viene  riesaminato un  filosofo, c'è  sempre qualcosa che viene salvato perchè,  dice il commentatore, le conoscenze successive hanno confermato l'intuizione del grande filosofo.

EUGENIO – Questo mi sembra un punto a favore della Filosofia.
LUMEN – E invece no. Questo in realtà ci conferma che: il grande filosofo andava a casaccio; ci ha azzeccato per caso; ai  suoi tempi  non  era  affidabile, in  quanto  i contemporanei  non potevano sapere quanto della sua dottrina era credibile e quanto no.

EUGENIO – Non ci avevo pensato.
LUMEN - La  sua grandezza non  è solo limitata,  ma inesistente,  perchè la validità “a posteriori” di alcune delle sue idee  è data soltanto dalle scoperte scientifiche successive, non dalle sue intuizioni casuali.

EUGENIO – Quindi non è utile seguire i precetti filosofici ?
LUMEN -  Non solo non è utile, ma è un errore pericoloso.     Vi sono moltissimi esempi di teorie filosofiche errate che hanno condizionato la storia. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Anzi la storia è quasi un continuo susseguirsi di disastri causati da teorie filosofiche errate. Per fortuna i disastri erano inframezzati dalle tante cose buone portate dalla scienza e dalla tecnica, altrimenti, non saremmo qui, oggi, a fare la bella vita.

EUGENIO – Ma a questo punto, cosa rimane della Filosofia ? E coma la possiamo davvero definire ?
LUMEN - I Dizionari  e le  Enciclopedie danno  in genere  della parola le definizioni che tutti conosciamo, che ne esaltano il ruolo, l’importanza  e la profondità.. In  realtà, la definizione più corretta è ben più misera.

EUGENIO – E sarebbe ?
LUMEN – Questa: “La Filosofia è quell’attività umana che consiste nel dare delle spiegazioni inventate e indimostrabili alle domande alle quali la Scienza non ha ancora dato una risposta accettabile”.

EUGENIO - Quindi  la  filosofia  diventa,  per  definizione, un  esercizio  di ignoranza.
LUMEN – Proprio così. L'affermazione è  sicuramente un pò forte,  e sembra assurda se si considera  che, come abbiamo visto, la parola deriva dal greco  Filo-sofos, cioè amore per  la  conoscenza,  ma  è inevitabile.

EUGENIO - Ma i  filosofi in genere sono persone di grande cultura.
LUMEN - Questo nessuno lo nega.  Io però non ho detto che il filosofo è un ignorante come persona.  Dico  che la filosofia, come esercizio del pensiero è una manifestazione di ignoranza. Per cui il  filosofo può essere benissimo  una persona colta, anzi  quasi sempre  lo è,  e molto,  ma si  comporta da  ignorante, per definizione, quando "fa il filosofo".

EUGENIO – E quindi il libro che ho letto avrebbe dovuto avere un altro titolo.
LUMEN – Proprio così. Avrebbe dovuto intitolarsi “L’Ignoranza della Filosofia”.
 

Il mitico Levitico

Copio e incollo dal sito di PIETRO ICHINO.
Davvero molto divertente. Lumen



<< Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levitico, 18,22). Un ABOMINIO CHE NON PUO' ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO. 10 giorni fa quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO... Lettera del 16 maggio 2009:

"Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile. 
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio. Fine della discussione. 

Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

- Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?

- Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?

- So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.

- Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?

- Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente? 

- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?

- Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione? 

- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte? 

- In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti? 

- Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei? 

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande. 
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili. Sempre suo ammiratore devoto.” >>