Immaginare un’economia senza crescita, al giorno d’oggi, ci appare quasi impossibile, come un ossimoro.
Eppure non è sempre stato così: per molto, molto tempo l’economia è stata praticamente stazionaria e ci si arricchiva depredando il prossimo.
La crescita continua è arrivata solo di recente, con il “re petrolio, ma anche la monarchia dell’oro nero sembra ormai in pericolo.
Quale sarà il nuovo punto di equilibrio ?
Prova a raccontarcelo Eugene Marner, in questo breve passo, tratto da un post di Effetto Risorse.
LUMEN
<< Anche se nessuno di noi che è vivo oggi può ricordare un tempo in cui la crescita economica non fosse parte delle nostre aspettative per il futuro, tale crescita è stata concepita soltanto negli ultimi 200 anni circa. Finché i combustibili fossili non sono diventati l'energia che ha alimentato la Rivoluzione Industriale, le economie crescevano facendo la guerra ai propri vicini e appropriandosi della loro ricchezza.
<< Anche se nessuno di noi che è vivo oggi può ricordare un tempo in cui la crescita economica non fosse parte delle nostre aspettative per il futuro, tale crescita è stata concepita soltanto negli ultimi 200 anni circa. Finché i combustibili fossili non sono diventati l'energia che ha alimentato la Rivoluzione Industriale, le economie crescevano facendo la guerra ai propri vicini e appropriandosi della loro ricchezza.
La storia era fatta di questo: gli imperi sorgevano sul principio del conquistare un territorio, esigere da questo dei tributi e alla fine collassare sotto il peso dei costi militari e delle spese del trasporto di tutto il bottino a casa.
Gli europei avevano quasi esaurito le risorse del loro angolo di continente eurasiatico quando Colombo giunse in quello che veniva chiamato Nuovo Mondo. Naturalmente, era vecchio quanto qualsiasi altro posto e, al contrario della persistente mitologia, non era vuoto ma pieno zeppo di animali, piante e, sì, molti milioni di esseri umani che vivevano in culture complesse.
Nei tre secoli successivi, prima gli spagnoli e i portoghesi e, subito dopo, olandesi francesi ed inglesi, hanno attraversato l'Atlantico per sottomettere, conquistare e sterminare gli abitanti per rubare, nel modo imperiale tradizionale, le loro cose. L'Europa è tornata ad essere ricca. Ecco come veniva fatta la crescita prima del 1800 circa e dell'inizio dell'era dei combustibili fossili.
Dall'inizio del XIX secolo, la Rivoluzione Industriale è stata alimentata dal carbone fossile, che era sporco, ma aveva un contenuto energetico molto più alto della legna e della carbonella, i principali combustibili che gli esseri umani avevano usato fino ad allora.
Nel 1859, un imbroglione che si definiva “Colonnello” Edwin Drake ha trivellato il primo pozzo a Titusville, in Pennsylvania, così è iniziata l'era del petrolio. Il petrolio è un combustibile senza confronti: all'inizio veniva estratto facilmente, trasportato facilmente e, cosa migliore di tutte, un singolo gallone di petrolio contiene tanta energia quanta quella prodotta da un uomo sano che lavora duramente per tre mesi o circa 700 uomini che lavorano per un'ora. Un gallone.
Quella enorme quantità di energia improvvisamente a disposizione è ciò che ha dato origine a quella che ora chiamiamo “crescita economica”. Più produzione e consumo richiedono più ingressi di energia e il petrolio lo ha reso possibile. Ma, su un pianeta finito, niente può andare avanti per sempre e, dagli anni 60, le società petrolifere trovano meno nuovo petrolio ogni anno di quello che bruciamo.
Quindi, circa 40 anni dopo, ecco il picco del petrolio. Il carbone e il gas continueranno ad essere disponibili per un po', ma entrambi cominceranno a declinare entro un decennio o due. Entrambi hanno già problemi finanziari seri e nessuno dei due può fare quello che fa il petrolio. (…)
Senza l'aumento del consumo di energia, non può esserci alcuna crescita economica e, senza aumento di forniture, non può esserci alcun aumento del consumo di energia. Le cosiddette rinnovabili dipendono disperatamente dai combustibili fossili per la produzione, installazione e manutenzione e sono molto meno concentrate dei combustibili fossili.
Il fatto è che siccome la produzione di petrolio non può essere aumentate, la crescita economica ora è finita. Le promesse di Donald Trump di riportare la produzione di carbone, aumentare l'estrazione di combustibili fossili e ricostruire il comparto manifatturiero semplicemente non si realizzeranno, non per colpa di Trump, ma perché la politica non comanda più.
Da ora in avanti sono geologia e fisica che decidono. Il petrolio che rimane è troppo costoso da ottenere ed estrarre. Le società petrolifere non possono fare profitti ad un prezzo che i consumatori in un'economia in contrazione non possono permettersi di pagare. Il gioco della crescita è finito come presto lo saranno la moltitudine di frodi finanziarie che, a partire dal picco di produzione del petrolio degli Stati Uniti del 1970, sono arrivate a includere gran parte della nostra economia.
Ci serve un nuovo tipo di politica e di economia: locale, cooperativa, su base comunitaria, a basso tenore di energia, conservazionista, non inquinante, un'economia che supporti sostenibilmente i bisogni biologici e la salute, piuttosto che perseguire la ricchezza. Non penso che ci sia qualche politico che lo farà per noi, dobbiamo farlo da soli.
Nella “Genesi 3:19”, Dio informa Adamo che la sua punizione sarà “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane”. Apparentemente, agli esseri umani questo non è piaciuto molto, visto che tutta la storia rivela gli stessi a cercare di aggirare quell'ordine con qualsiasi mezzo possibile: costringendo gli altri a fare il lavoro (schiavitù), diventando ricchi ad assumendo altri per fare il lavoro (schiavitù salariata) o bruciando petrolio.
E' di nuovo il tempo della cooperazione comunitaria, di soluzioni low-tech come la forza di buoi, cavalli e muli, per tecnologie semplici e relativamente non costose che possano essere costruite localmente, come zappe, falci e forconi e per il sudore sulle nostre facce. Non è questione di virtù ma di necessità; sta arrivando una vita più semplice, che noi scegliamo di abbracciarla o no. >>
EUGENE MARNER