giovedì 4 giugno 2026

Uomini e Donne - (5)

VISTO DA LEI
Gina Lombroso, figlia del noto antropologo Cesare Lombroso, è stata una divulgatrice scientifica e scrittrice, e si è occupata, tra le altre cose, della condizione della donna. 
Mentre la posizione del padre era ottusamente maschilista, quella della figlia era molto più aperta, senza però cadere negli stereotipi del femminismo moderno.
Ecco alcune brevi citazioni tratte dai suoi libri, il più famoso dei quali è senza dubbio “L'Anima della Donna” del 1920.
<< Inutile negarlo: la donna non è uguale all'uomo. >>
<< Esistono tra l'intelligenza della donna e quella dell'uomo differenze non di quantità, ma di qualità e di direzione; le quali riposano non su abitudini o tradizioni, ma sulla funzione massima a cui la donna è preposta, e che nessuna società potrà mai cambiare, la maternità. >>
<< La donna è altruista o meglio altero-centrista nel senso che fa centro del suo piacere, della sua ambizione, non in se stessa, ma in un'altra persona che essa ama e da cui vuole essere amata, il marito, i figli, il padre, l'amico, ecc. L'uomo [invece] è egoista o meglio ego-centrista: tende a far se stesso, i propri piaceri, le proprie attività centro del mondo in cui vive. >>
<< La leggenda dell'inferiorità della donna è nata al momento in cui si è creduta, come avviene oggi, superiore... Questo errore di giudizio è stato l'origine della leggenda che le donne superiori siano poco numerose, che quando esistono siano stelle di seconda grandezza, maschi mancati. >>
Quanta consapevolezza, e quanta saggezza, in queste parole.
LUMEN


FIGLI ED EGOISMO
In un recente post del suo blog Gaia Baracetti si chiede se NON FARE FIGLI sia un atto di egoismo oppure no.
A me sembra che quella dell'egoismo non sia la prospettiva giusta per esaminare questo problema.
Tutto quello che facciamo, in fondo, lo facciamo per noi stessi e quindi la scelta di avere figli è egoistica esattamente come quella di non averli.
La differenza dipende dal contesto e dalla nostra mentalità e quindi, semmai, si dovrebbe parlare di lungimiranza oppure no.
Nel senso che tutte le donne, alla fine dei conti, desiderano avere dei figli, ma alcune di esse si lasciano prendere da altri obiettivi (come per esempio la carriera) e rimandano.
Rimandano e rimandano, sino a che, poi, arriva il momento in cui non possono più averli ed allora rimpiangono amaramente quello che non è stato.
Per gli uomini è un po' diverso, ma per le donne, secondo me, il problema è proprio questo.
LUMEN


L'ALTRUISMO DELLE DONNE
Ma le donne sono delle generose altruiste o delle fredde calcolatrici ? Dipende.
Secondo me occorre distinguere due situazioni molto diverse tra loro: quando una donna è innamorata e quando non lo è (o perchè non lo è mai stata o perchè non lo è più).
Nel primo caso lei da veramente tutta se stessa, con grande generosità e vero altruismo. Nel secondo caso, invece, lei agisce principalmente per calcolo, e la sua generosità è solo apparente.
Quindi non bisogna generalizzare, nè in un senso, nè nell'altro.
LUMEN


ASPETTATIVE
Una delle differenze più importanti tra una società patriarcale ed una società ugualitaria è che nella prima ci sono donne felici e donne infelici, mentre nella seconda ci sono solo donne infelici.
Può sembrare una affermazione paradossale, visto il ruolo subordinato che le donne ricoprono del patriarcato, ma la differenza, secondo me, esiste e la causa risiede nelle aspettative.
Nel patriarcato la donna non decide della propria vita, ma dipende dalle decisioni altrui. Ne consegue che se non è stata troppo sfortunata nella scelta (altrui) del suo compagno, può accontentarsi della sua sorte ed essere moderatamente felice.
Nella società ugualitaria, invece, la scelta del compagno è fatta direttamente e liberamente dalla donna stessa. Ma siccome tutti gli uomini si riveleranano, prima o poi, inadeguati, la donna penserà di avere avere sbagliato partner, potrà dare la colpa solo a se stessa, e si sentirà infelice.
LUMEN


PICCOLO PARADOSSO
E' ben noto che i rapporti tra i due sessi sono molto complicati, e sull'argomento sono già state dette e scritte tantissime cose.
Molti aspetti, però, possono essere sintetizzati da questa semplice frase:
«Una donna innamorata è pronta a fare qualsiasi cosa per conquistare l'uomo che la renderà infelice.»
Da questo piccolo paradosso derivano quasi tutte le incomprensioni che tormentano un rapporto di coppia, e tutto il resto non è che una conseguenza.
LUMEN


18 commenti:

  1. "Tutto quello che facciamo, in fondo, lo facciamo per noi stessi e quindi la scelta di avere figli è egoistica esattamente come quella di non averli."

    Appunto. Quando definiamo qualcuno come egoista gli facciamo la morale. Avere o desiderare dei figli era fino all'altro ieri la cosa più naturale del mondo e quindi giusta, a nessuno veniva in mente di dichiarare egoista chi voleva dei figli. Tutti gli esseri viventi si riproducono. Solo gli esseri umani possono porsi questa domanda: non è egoismo volere dei figli? La domanda sarebbe piuttosto questa: com'è che gli esseri umani si pongono questa strana domanda, se non sia egoismo volere dei figli? E alcune possibili risposte sono a portata di mano, per es. perché generare dei figli che saranno sicuramente o probabilmente infelici in questo mondo (per il degrado ambientale, la sovrappopolazione, le epidemie ecc. ecc.). La nostra non è la valle di lacrime?

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    1. Secondo me l'unico vero egoismo sociale è quello di chi fa una caterva di figli, ben sapendo di non avere i presupposti economici per mantenerli, contando sul fatto che la società, nel suo complesso, avrà poi il 'dovere' di aiutarli.
      Che è cosa ben diversa dall'essere aiutati in caso di difficoltà imprevista non voluta.

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    2. Ma più che egoismo è stupidità, ignoranza, e sono perciò assolti. Sono i consapevoli o il potere che dovrebbero fargli capire che meno è meglio, per tutti e anche per loro.

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    3. Sì, forse è così. Non lo fanno per calcolo, lo fanno per ignoranza.
      E il bello è che, una volta, il potere era ben lieto di questi comportamenti: non solo aveva più soldati da mandare in prima linea, ma si risparmiava la tragedia famigliare del figlio unico morto in guerra.

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  2. Caro Sergio, l'esempio che hai fatto della Corea del Sud mi sembra molto centrato ed illustra in modo perfetto il cuore del problema.
    La natura, che non si pone problemi nè di giustizia nè di equità, va in una certa direzione, mentre la cultura umana cerca di andare in un'altra. Chi vincerà ?
    Temo che vinceranno le nazioni che si lasciano comandare dalla natura.

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  3. Natura batte cultura 3-O ? Vinceranno dunque i prolifici? Gli africani, per esempio, che a fine secolo saranno probabilmente quattro miliardi? E pensare che erano 200 milioni dopo la seconda guerra mondiale! Mah, non sono sicuro. Certo paesi come la Corea del Sud scompariranno e anche velocemente, o meglio scompariranno i sudcoreani come pure gli italiani, ci sarà una sostituzione etnica indolore, senza violenza. Eppure la cultura ci è servita, anche per arrivare a nove miliardi. Forse troppa cultura è controproducente?

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  4. Bella domanda.
    Più che dela cultura, credo che il boom demografico sia figlio della tecnologia e dei progressi scientifici.
    Forse le nascite complessive non sono davvero aumentate, ma è certamente diminuito (per fortuna) il tasso di mortalità.
    La demografia è una scienza molto complessa.

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  5. Stupisce per certi versi, il comune timore che la conigliera umana resti un giorno vuota, la nostra specie alla malora per omnia...Visto il triste spettacolo fornito dalle greggi umane e dai loro pastori non vedo perché dovremmo stracciarci le vesti di fronte a tale eventualita, invece di formulare i migliori auguri alle specie rimaste sui quadranti dell'habitat terrestre.

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    1. Beh, che la nostra specie si auguri di non estinguersi mi sembra del tutto ovvio.
      Si tratta di un semplice e naturale egoismo genetico, comune a tutte le specie.
      Che poi la cosa possa effettivamente verificarsi mi sembra improbabile, quanto meno nei tempi storici (su quelli geologici non mi pronuncio, perchè sono al di là della nostra comprensione)..

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  6. Il maschio della scimmia nuda impiega 9 mesi per uscire e praticamente tutto il resto della sua vita per cercare di rientrare donde uscito
    Temerarie e vane le parole, i ssggi, i manuali e quant'altro attinente al femminile ché o si è graditi oppure non graditi, meritevoli di fecondare oppure altrimenti, di.....entrare o meno. Il leggiadro crine pubico femminile è naturalmente arricciato. Per quanti sforzi uno faccia impossibile dargli una forma. Se lo stiri e poi lo lasci riprende la sua forma arricciata in men che non si dica....

    Si ragiona ovviamente della donna occidentale ché 2 terzi minimo delle femmine umane sono soggette a schiavitù e soprusi spesso inenarrabili.

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    1. Hai ragione, troppe donne vivono ancora in una realtà sociale difficile.
      Io, per mia natura, sono portato a rispettare le culture altrui (ovviamente a casa loro).
      Ma in certi casi...

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  7. "Nella società ugualitaria, invece, la scelta del compagno è fatta direttamente e liberamente dalla donna stessa. Ma siccome tutti gli uomini si riveleranno, prima o poi, inadeguati ..."

    Per forza sono, siamo tutti inadeguati. Ma vogliamo parlare anche della inadeguatezza delle donne ...? A me per es. le femministe stanno sul ... , ma per fortuna si estingueranno visto gli uomini fanno loro schifo.

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    1. Caro Sergio, siamo tutti inadeguati, così come, secondo i preti, siamo tutti peccatori.
      Il problema è quello di accettare o meno l'inadeguatezza del nostro partner, o della nostra compagna.

      Quanto alle femministe estreme, sta pur sicuro che i meccanismi darwiniani faranno tranquillamente il loro dovere: se non ti piacciono gli uomini (come è nel tuo pieno diritto) non farai figli ed i tuoi geni moriranno con te.

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  8. "Quindi non bisogna generalizzare (...)"
    Esattamente! Invece l'errore originario del Femminismo è proprio quello di avere generalizzato/assolutizzato con "furore teologico" e dunque non soltanto profondamente illiberale e manicheo ma anche pericolosamente incline al fanatismo e all'intolleranza la distinzione basica tra Principio femminile (identificato con il Bene) e quello Maschile (identificato con il Male): si pensi all'estremismo woke. E le conseguenze di qs fallacia teorico-pratica risultano oggi fin troppo evidenti... Saluti

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    1. Caro Claude, hai detto bene: purtroppo il femminismo è cambiato molto nel tempo e le rivendicazioni (sacrosante) dei primi tempi sono diventate una sorta di guerra 'noi contro loro', che, come tutte le guerre, finisce per essere dannosa per entrambi.
      Tempo fa avevo pubblicato un post di Uriel Fanelli che parlava proprio degli errori concettuali del femminismo moderno.
      Ne riporto qui un breve stralcio, che mi sembra perfettamente in tema con l'argomento di questo post:

      << [Il femminismo moderno] dimentica un fattore: la felicità, o se preferite il benessere.
      Se io vado a giudicare in quale paese le donne stiano meglio contando in quali paesi esse vivano in posizioni di potere, ovviamente otterrò come risultato i soliti paesi scandinavi.
      Ma se andiamo a misurare in quale paese le donne si dicono felici, per esempio, il risultato cambia di molto, e troviamo ai primi posti dei paesi che sono “sorprendenti”. >>

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    2. "Ma se andiamo a misurare in quale paese le donne si dicono felici, per esempio, il risultato cambia di molto, e troviamo ai primi posti dei paesi che sono “sorprendenti”.

      E quali sarebbero questi paesi ai primi posti? Sono proprio curioso.

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    3. Purtroppo l'autore non lo indica.
      Ho provato a cercare sul web ma senza molto successo: pare che le classifiche della felicità percepita, che esistono, non siano divise per genere (maschile/femminile).
      Forse Fanelli aveva accesso a statistiche specifiche, che non sono riuscito a trovare.

      Sembra però che per le donne si possano fare queste considerazioni di massima:
      = nei Paesi del nord Europa la felicità femminile è alta, ma non sempre più alta di quella maschile
      = nei Paesi mediterranei le donne riportano più stress e insoddisfazione
      = in alcuni Paesi meno emancipati la felicità percepita femminile può essere sorprendentemente alta (per ragioni culturali, non per condizioni oggettive).

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  9. Una interessante considerazione di Igor Giussani (dal sito Apocalottimismo) sulla situazione delle donne nell'Iran di oggi:

    << L’Iran incarna perfettamente il concetto di modernizzazione senza modernità (Latouche), dove si vuole implementare lo sviluppo tecnologico occidentale in un contesto politico autoritario e di conservatorismo culturale.
    Dal quale, però, si deroga volentieri nel nome dello Sviluppo, vedi la situazione paradossale per cui il 97% delle donne iraniane è alfabetizzato, e di queste il 66% è laureato (il 70% in discipline STEM), pur essendo sottoposte a un regime fortemente discriminatorio. >>

    La contraddizione mi pare evidente e, secondo me, esploderà in breve tempo in una rivoluzione sociale dagli esiti imprevedibili.

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