giovedì 5 marzo 2026

Il Mito del Diritto Internazionale

Tra gli argomenti di geo-politica che suscitano le discussioni più accanite c'è sicuramente il Diritto Internazionale, che l'Enciclopedia Treccani così descrive:
« ll Diritto Internazionale è il sistema di norme e principi volti a regolare i rapporti tra Stati e altri soggetti internazionali.
Data la struttura paritaria di tale comunità, il diritto internazionale si caratterizza per il fatto che le funzioni di produzione, accertamento e attuazione coercitiva delle norme sono svolte, in mancanza di organi sovraordinati agli Stati, dai soggetti stessi, secondo il modello del decentramento funzionale.
Il Diritto Internazionale è un ordinamento giuridico separato e distinto rispetto agli ordinamenti interni degli Stati; quale diritto che regola le relazioni tra i soggetti internazionali, è altresì distinto dal Diritto Internazionale Privato, che ha invece ad oggetto la disciplina di rapporti inter-individuali implicanti potenziali conflitti tra legge nazionale e legge straniera. »
Per molti il Diritto Internazionale sarebbe un punto fermo oggettivo della convivenza tra gli Stati,  mentre per altri sarebbe solo un'illusione.
A questa seconda opinione è dedicato il post di oggi, tratto da un più lungo articolo scritto dal politologo Luigi Alfieri per il sito FUORI COLLANA.
LUMEN


<< Il Diritto Internazionale non è una “cosa”. Neanche un’istituzione o un sistema di istituzioni. È un tessuto comunicativo, se vogliamo un linguaggio. Non è qualcosa che da qualche Empireo indirizzi e governi, giudichi e mandi. È l’insieme delle cose su cui quelli che si chiamano appunto soggetti di diritto internazionale si sono messi d’accordo, esplicitamente mediante trattati o implicitamente mediante fatti concludenti e consuetudini. 

Finché tutti sono d’accordo le cose funzionano secondo quanto deciso. Se qualcuno non è più d’accordo, o si ridiscute o ci si fa la guerra. Non c’è un terzo che decide, non c’è il giudice super partes. Non c’è mai stato. Inutile discutere qui se ci potrà mai essere, e come. Certamente non dobbiamo pensare che ci sia stato un tempo felice in cui l’Onu governava il mondo secondo pace e giustizia, e poi è arrivato il cattivo Trump che ha rovinato tutto. Sarebbe una favola e ne conosco di migliori.

Neanche dobbiamo pensare (e purtroppo qualcuno lo ha detto) che il “diritto internazionale” ha assicurato ottanta anni di pace e poi è arrivato il cattivo Trump eccetera. Quella era la guerra fredda, non il diritto internazionale. La fine della guerra fredda ha impresso al mondo uno scossone che non si è ancora esaurito.

C’è stata una lunga e confusa fase in cui gli Usa hanno cercato di ridisegnare il mondo da soli. Nel frattempo dalle ceneri dell’Unione Sovietica è rinata la Russia, ed è rinata molto simile a come era prima dell’Unione Sovietica (qualcuno è sorpreso?), mentre la Cina è andata avanti e, senza darlo troppo a vedere, con una sorta di calma implacabilità, si è costruita il ruolo di seconda potenza mondiale, in grado di insidiare la posizione della prima. Cosa che la Russia non può fare se non usando le armi nucleari, e dunque cosa che la Russia non può fare.

La vera partita è a due. Mi pare persino patetico insistere sul fatto che l’Europa non è in partita. Su questo Trump personalmente incide pochissimo. Pure in questo caso è solo il termometro che rivela una febbre molto alta. 

Cosa ha di specifico Trump, riguardo alla “crisi del diritto internazionale”? Non tanto quello che fa, non tanto l’uso della violenza. Altri presidenti l’hanno usata molto più di lui (finora almeno), persino il tanto mitizzato Kennedy. La specificità è che ha cambiato linguaggio. Parla al mondo come parla al suo elettorato. È completamente estraneo al normale linguaggio della diplomazia. Dice brutalmente la “verità” (le virgolette ci vogliono). Dice quello che vuole (o quello che crede di volere, o quello che vorrebbe poter volere).

La differenza è che il suo elettorato gli crede, il mondo no. Il suo elettorato pensa che sia sincero, il mondo pensa o spera o teme che non lo sia. Il suo elettorato è rassicurato dal linguaggio dell’onnipotenza, il mondo percepisce il linguaggio della prepotenza e della supponenza. Forse qualcuno, per esempio Putin, molto probabilmente Xi Jinping, riconosce in questo linguaggio un fondo non troppo ben nascosto di paura.

Resta il problema del diritto internazionale. Che presuppone un ordine internazionale. Attualmente non c’è. Non è colpa di Trump, non è stato lui a dissolverlo, non vediamolo più grosso di come è.

Una volta per risolvere il problema dell’ordine in crisi si ricorreva a una grande guerra, da cui dopo qualche mese o qualche anno nascevano nuovi accordi e un nuovo ordine. È da sperare che a tutti sia chiaro che una grande guerra non si può fare più. Dunque, o una lunga serie di piccole guerre o un accordo.

Spartizione del mondo in sfere di influenza? Troppo ottocentesco per funzionare ora. Andava benissimo quando c’erano gli imperi coloniali. Oggi il mondo è più complicato e più instabile e non è possibile prendersi territori e popoli semplicemente col consenso degli altri potenti.

Nessuno è riuscito a prendersi l’Afghanistan (mi verrebbe quasi da dire: purtroppo). La Russia vorrebbe l’Ucraina; non ce l’ha fatta a conquistarla in quattro anni, dovrà accontentarsi di un pezzo, quanto grande dipende. La Cina vorrebbe Taiwan (non senza qualche diritto), ma non rischierà una guerra mondiale per prendersela e non riuscirebbe a prendersela impunemente neppure se gli Usa gliela lasciassero. Cercherà di farle paura, cercherà di farla sentire sola, cercherà di farla sentire comunque destinata a cadere nelle sue braccia; alla lunga probabilmente ci riuscirà.

Insomma, è questione di identificare le aree di attrito e di trovare il modo di ridurre l’attrito. A posteriori, questa cosa la chiameremo diritto internazionale. Se vogliamo parlare di sfere di influenza facciamo pure, ma è un modo di parlare del mondo come se il mondo non ci fosse.

Come se fosse una torta da tagliare in fette piccole o grandi. Eh no, in questo caso la torta ha voce in capitolo e decide lei come vuole essere tagliata. Di sicuro non sarà Trump a tagliarla a modo suo, ma che non ci sia realmente modo di decidere come farlo è parte del problema. >>

LUIGI ALFIERI

36 commenti:

  1. Riporto qui di seguito una bella riflessione (che ho trovato sul sito CRISIS e che condivido) sui meccanismi che guidano gli eventi internazionali:

    << L’analisi geopolitica classica si basa su modelli di costo-beneficio razionale. Ma i protagonisti di questa crisi includono attori per cui quella logica non vale.
    Il 7 ottobre 2023 Hamas ha lanciato un attacco sapendo con certezza matematica che avrebbe provocato la distruzione di Gaza. Lo ha fatto ugualmente. Non era una scelta militare — era un atto teologico-politico.
    I Pasdaran hanno una storia analoga di operazioni suicide funzionalmente controproducenti sotto qualsiasi metro di valutazione razionale.
    L’estremismo religioso-politico non calcola la sopravvivenza istituzionale: calcola il martirio e il precedente storico. >>

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  2. COMMENTO di SERGIO

    Sul diritto internazionale non so cosa pensare. Esiste o non esiste?
    L’ONU non ha i mezzi per farlo rispettare, però ci sono tanti trattati internazionali importanti tra i singoli Stati che sono rispettati perché d’interesse comune.
    C’è poi anche una sostanziale differenza tra il diritto internazionale cogente e quello comune.
    Il Trinbunale federale svizzero ha persino sentenziato che la libera circolazione, in quanto trattato internazionale, è superiore alla costituzione, cosa per me assurda.
    > Se un trattato è anticostituzionale non devi sottoscriverlo o devi prima modificare la costituzione, ciò che in Svizzera è relativamente facile (appunto con una comunissima iniziativa popolare, caso unico al mondo).

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    1. Caro Sergio, i trattati servono come guida quando tutti gli stati coinvolti hanno interesse a rispettarli.
      Ma è evidente che quando gli interessi cambiano gli Stati possono modificare il loro comportamento dall'oggi al domani e vanificare gli accordi.
      Certo, gli altri firmatari cercheranno di ripagare il paese inadempiente con la stessa moneta, ma l'autonomia politica dei singoli Stati non è mai in discussione.

      Il caso che tu citi, relativo alla Svizzera, mi sembra emblematico di questo meccanismo.
      Basterebbe cambiare qualche legge nazionale (come quella sul valore giuridico dei trattati internazionali oppure quella sulle competenze dei Tribunali) e la Svizzera potrebbe, se davvero lo desidera, fare in modo diverso.
      Tutto dipende quindi dalla convenienza politica del momento.

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    2. "Ma è evidente che quando gli interessi cambiano gli Stati possono modificare il loro comportamento dall'oggi al domani e vanificare gli accordi."

      Sì, ma il non rispetto dei trattati ha delle conseguenze.
      Se la Svizzera decidesse di abolire la libera circolazione delle persone - una delle quattro libertà e vacche sacre dell'UE - apriti cielo, le conseguenze sarebbero gravissime. Scoppierebbe quanto meno una guerra economica, non proprio il bombardamento della Svizzera. Ma esiste un diritto internazionale codificato? Penso di sì. Ma i vari trattati internazionali che i paesi stringono tra di loro rientrano nel diritto internazionale? Penso di sì. Ma forse non sono di pari livello e portata come per es. la sovranità e la salvaguardia dell'integrità territoriale dei 193 paesi del mondo. Questo mi sembra far parte dei diritti universali riconosciuti da tutti i paesi membri.

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    3. Caro Sergio, in effetti l'ONU, tramite una propria commissione permanente, si è assunta l'incarico di codificare il diritto internazionale, che era nato storicamente in forma consuetudinaria.
      Sono stati pertanto creati dei 'testi unici' per le varie materie di interesse internazionale: es. diritto del mare, relazioni diplomatiche, ecc.
      Questi testi però, non sono dei codici validi erga omnes, ma delle semplici 'convenzioni' (ovvero dei trattati), che i singoli stati possono liberamente sottoscrivere, oppure no.
      Quindi anche oggi un diritto internazionale cogente non c'è (e non ci può essere).

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    4. "Quindi anche oggi un diritto internazionale cogente non c'è (e non ci può essere)."

      Grazie della precisazione, è proprio così. Si potrebbe forse spendere una parola in più su quel "e non ci può essere". Perché non abbiamo quel governo mondiale che il buon Enrico Berlinguer si augurava già mezzo secolo fa - e che non c'è ancora, appunto perché "non ci può essere".

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    5. Non sapevo che Berlinguer avesse questa posizione sul governo mondiale; forse la aveva in quanto comunista, dato che questa ideologia promuove l'unione internazionale di tutti i proletari.
      So però che sono stati favorevoli al governo mondiale molti pensatori importanti, tra cui, se non sbaglio, il filosofo Immanuel Kant.

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    6. Sì, Kant ha scritto un trattatello dal titolo suggestivo: Per la pace eterna (Zum ewigen Frieden). Qualcuno dice che era ironico, la pace eterna essendo quella dei cimiteri ...
      Comunque la pace eterna di Kant è una pace ... armata: i singoli stati hanno infatti un esercito (non si sa mai, per ogni evenienza). Ma avere un esercito, delle armi, significa appunto non potersi fidare fino in fondo. La vera pace eterna invece dovrebbe essere fondata sulla fiducia reciproca, una fiducia assoluta. Cosa impossibile? Mah, chissà. Forse grazie all'IA - che sa tutto, prevede tutto, aggiusta tutto - arriveremo davvero al governo mondiale. Che però noi non vedremo di sicuro.
      P.S. L'ingegneria genetica, che tu giustamente temi, è già al lavoro. Già oggi puoi "ordinare" un bambino perfetto: così e così, bello, alto, intelligente, con gli occhi azzurri o come vuoi ecc. Perché lasciar fare tutto alla natura che perfetta non è? Certi meccanismi possono essere migliorati. Lo scimmione aggressivo, il Sapiens, diventerà un agnellino ...

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    7. Certo, puoi ordinare un bambino con caratteristiche di eccellenza, superiori alla media.
      Però se lo facessero tutti, cesserebbe di essere superiore e rientrerebbe automaticamente nella media.
      Finchè si tratta di usare la genetica per evitare certe malattie, va tutto bene, ma quando subentra il diavoletto della superiorità, si finisce per ricadere nei problemi di sempre.

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  3. Scusate l'intromissione ma da semplice Signor Nessuno il Diritto internazionale (attualmente) mi sembra una di quelle teorie/pratiche che dapprima viene sistematicamente combattuta e via via smantellata e subito dopo invocata/ridicolizzata/ritenuta impotente: un totale corto-circuito dapprima logico-filosofico e poi politico-giuridico... Da vecchio testardo simpatizzante dell'idea federalista di matrice illuminista e liberale (dal già citato Kant a Cattaneo e oltre...) mi sembra che invece il DI andrebbe tutelato e casomai potenziato contro l'attuale "santificazione" del diritto della Forza bruta a livello internazionale... Ma dato l'attuale implacabile "zeitgeist" nazional-sovranista fare proposte di qs tipo sottopone al rischio di immediata richiesta di TSO e quindi mi silenzio... Saluti

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    1. Caro Claude, tu dici cose molto condivisibili.
      Il diritto internazionale sarà anche una finzione giuridica, perche manca la firza cogente sopraordinata, ma se viene applicato e rispettato è un grande vantaggio per tutti.
      Il fatto che io abbia pubblicato questo post non vuol dire che il ritorno della forza bruta sovranista mi faccia piacere. Anzi.
      Si tratta sicuramente di un regresso della civiltà.
      Ma così, purtroppo, sta andando il corso della storia, in attesa di tempi migliori.

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    2. Grazie per la comprensione!
      Naturalmente sono consapevole della GRANDE DIFFICOLTÀ di fare rispettare norme e trattati internazionali ma "picconare" a più non posso ogni Organizzazione sovra/transnazionale (già poche e sottodimensionate) esistente mi sembra peggiorare gravemente la situazione... Forse qs mie modeste riflessioni peccano di forte ingenuità "idealistica" ma almeno altrettanto illusorie mi sembrano le granitiche convinzioni di chi postula che le gravi criticità globali contemporanee (da quella ecologica a quella energetica a quella del sovraffollamento demografico terzo-mondiale) possano/debbano essere governate/risolte a livello dei singoli Stati nazionali centralizzati sei-ottocenteschi "a sovranità assoluta"...
      Saluti

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  4. Ho letto poco fa in un blog a proposito del diritto internazionale:

    "C’è poi un’altra grande finzione che torna puntualmente fuori ogni volta che scoppia una crisi: il cosiddetto diritto internazionale. Se vogliamo essere sinceri, il diritto internazionale non è mai stato un vero diritto. È un linguaggio diplomatico, utile per intrattenere rapporti tra Stati ma senza un’autorità che lo faccia rispettare diventa una mera dichiarazione di buone intenzioni.

    Gli Stati (tutti) lo invocano quando conviene e lo dimenticano quando non è più utile. E non è una deviazione morale della nostra epoca: è sempre stato così.

    La storia delle alleanze lo dimostra con chiarezza. Gli Stati difficilmente si legano tra loro per affinità spirituale quanto per convenienza. Finché l’equilibrio regge, i trattati vengono rispettati. Quando l’equilibrio cambia, cambiano anche le alleanze.

    L’Italia lo sa bene. Durante la Prima guerra mondiale si schierò contro i suoi ex alleati. Durante la Seconda guerra mondiale iniziò accanto alla Germania e finì combattendo contro di essa. Non è un’eccezione: è la regola della politica internazionale.

    In definitiva, il mondo continua a funzionare secondo un principio molto più antico: la legge del più forte e il fragile equilibrio tra le potenze. In fondo anche Gesù sembra riconoscere tale principio quando afferma: “Quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace”.

    Vincenzo Rizza

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    1. Sfortunatamente quelle poche "autorità (almeno potenzialmente) in grado di fare rispettare" il DI ormai da anni anziché venire difese, potenziate e adeguatamente riformate vengono aspramente combattute, depotenziate, irrise, demolite a poco a poco e furbescamente svuotate di autorevolezza...

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  5. Ho l'impressione che la storia si sviluppi secondo una sorta di moto ondoso (come teorizzato da Vilfredo Pareto a proposito delle elites), per cui si alternano fasi di dialogo tra le nazioni, in cui prevale il diritto internazionale, ed altre in cui prevale la forza bruta.
    Quindi se davvero ci stiamo avviando verso questa seconda fase (ma spero di no), l'unica speranza è che possa durare il meno possibile.

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  6. Vediamo di fare un po' chiarezza. Ci sono trattati di vario genere e contenuto stipulati tra due o più Stati e che non riguardano altri stati. Gli Stati firmatari di tali trattati li rispetteranno o non rispetteranno o in varia misura a seconda delle circostanze e potranno rivalersi in caso di mancato rispetto (non necessariamente con le armi, bastano semplici ritorsioni).

    Ma quando parliamo di DI con la maiuscola intendiamo altra cosa: regole fondamentali per tutti gli Stati, come la sovranità e l'integrità territoriale dei rispettivi territori. L'Iraq pagò caro, carissimo il non rispetto dell'integrità territoriale del Kuvait, ma furono soprattutto se non esclusivamente gli USA a fargliela pagare cara (si associarono pure gli Italiani che contarono poi 19 vittime a Nassiria). Ma gli USA , che sono la potenza egemone del mondo, intervengono per punire i cattivi dove e quando vogliono, fregandosene anche del DI con la maiuscola come vediamo in questi giorni. Anche in Yugoslavia gli USA fecero di testa loro. Ma anche loro non possono intervenire ovunque nel mondo, già ora il loro impero è sovraesteso.

    Come fare dunque rispettare il DI con la maiuscola? Che credo sia codificato da qualche parte (uno sguardo a Wikipedia m'informa subito). Ci vorrebbe un esercito di pronto intervento sotto il comando ONU, forse ci si arriverà un giorno, ma ho qualche dubbio (chi fornirà i mezzi, gli uomini, i soldi?).

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    1. Non sono sicuro che il DI sia davvero codificato come se fosse il nostro codice civile.
      Mi pare che tutto sia redatto sotto forma di Convenzioni Internazionali, divise per argomenti, a cui gli Stati possono aderire (oppure no).

      L'esercito mondiale potrà arrivare solo quando ci sarà il Governo Unico Mondiale, non prima.
      L'ONU ha difficoltà persino a prendere posizione in caso di scorrettezze evidenti. Figuriamoci gestire un esercito vero (i caschi blu fanno solo folklore).
      La stessa UE, che è molto più coesa dell'ONU, non riesce ad avere un esercito comune.
      Certo, gli USA hanno spesso ricoperto il ruolo di esercito mondiale che interviene per riparare i torti, ma resta il dubbio che lo facessero principalmente per il loro tornaconto.

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  7. Nessuno Stato è assolutamente sovrano, cioè autarchico al cento per cento. Gli USA sono indebitati in modo pazzesco, quindi non sono sovrani nemmeno loro. Tutti gli Stati sono oggi in vario modo e misura interdipendenti, la sovranità assoluta non esiste, non può esistere (più). Gli antichi Romani avevano bisogno del grano dell'Egitto per sfamare la plebe romana ...
    Tuttavia ritengo che un minimo di sovranità, cioè di autonomia, sia desiderabile, lecito, di comune interesse.
    Continuo a non capire questa lotta forsennata al cosiddetto sovranismo, secondo alcuni la peste dei tempi moderni. L'Ucraina ha diritto a non cedere nemmeno un centimetro quadrato del suo paese ai criminali russi, giusto, è un paese sovrano, come gli altri 192 Stati del mondo. Persino antisovranisti a tutto tondo come Ferrara e Cerasa difendono la sovranità dell'Ucraina. Bene, benissimo. Ma perché non difendere la sovranità dell'Italia dalle invasioni barbare moderne?

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    1. << L'Ucraina ha diritto a non cedere nemmeno un centimetro quadrato del suo paese ai criminali russi. >>

      Questo è vero, ma così facendo i loro governanti hanno causato sofferenze immani ai propri cittadini.
      Quello che è teoricamente giusto o sbagliato ha ben poco a che vedere con quello che è preferibile.
      La geo-politica, in fondo, è sempre l'arte del possibile.

      Lasciare alla Russia le regioni già storicamente russofone, senza sparare un colpo, sarebbe stata davvero una tragedia per gli ucraini ?
      Io non ne sono convinto.

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    2. "Lasciare alla Russia le regioni già storicamente russofone, senza sparare un colpo, sarebbe stata davvero una tragedia per gli ucraini ?"

      È chiaro che gli conveniva. Ma la guerra con la Russia è stata voluta dagli angloamericani, specie gli inglesi ce l'hanno a morte con la Russia (il perché non lo so esattamente, bisognerebbe chiedere agli psichiatri). C'era già un accordo di pace, che però era una resa, la capitolazione dell'Ucraina, ma Boris Johnson, quel criminale, si oppose. Quanto agli americani, non so bene perché si siano lasciati trascinare nel conflitto.
      Comunque basta dare un'occhiata a Wikipedia a proposito di quel criminale di Brzenski per vedere che importanza assumeva per lui e il deep state americano l'Ucraina per indebolire la Russia. Per loro il XXI secolo deve essere il secolo americano. Ma la Cina ha 1,4 miliardi di abitanti e armi atomiche strategiche, non sarà facile disinnescarle. Ci sarebbe poi anche il pazzo nordcoreano da neutralizzare. Dopo l'Iran e la Russia americani e israeliani regoleranno i conti anche con il pazzo suddetto. Dev'esserci un uomo solo al comando, per la nota teoria di Lumen. Solo il primo è felice e tranquillo, gli altri devono accontentarsi, far buon viso al cattivo gioco. Ma il pazzo ha l'atomica, non si scherza. Se l'Iran aveva la bomba Netaniau faceva meno lo sbruffone. Be' poteva sempre premere prima lui il bottone fatale, prima che lo facesse l'Iran, ma il rischio c'era che sparisse anche Israele.

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    3. La feroce e implacabile aggressione del Cremlino al popolo ucraino (colpevole semplicemente di preferire in grande maggioranza la Democrazia liberale di stampo europeo al ritorno sotto il pesante tallone clerico-nazionalista russo) mi sembra del tutto esecrabile e anzi una delle più pesanti "picconate" recentemente inferte al Diritto internazionale ... anche se sono consapevole che arrivare a una pace EQUA e STABILE in U. purtroppo sara' tutt'altro che facile!
      Più in generale: una forte ed equilibrata Sovranità europea di stampo federale consentirebbe anche ai singoli Stati di difendere di più/meglio i propri legittimi diritti e interessi (ben compresa un'EFFETTIVA difesa dalle migrazioni terzo-mondiali incontrollate e selvagge...) di fronte a superpotenze quali Stati Uniti e Cina...
      Sfortunatamente pero' come adombrato da Lumen sembra che attualmente il "pendolo della Storia" vada verso un crudo ritorno della Legge del più forte (anche in ambito economico-commerciale e tecnologico)... Peccato!

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    4. Le colpe della Russia ci sono e sono evidenti, ma non bisogna dimenticare che l'Ucraina è una zona di faglia (Samuel Huntington) e questo rende tutto più complicato.
      Le responsabilità della guerra, a mio modesto avviso, non sono tutte di Putin.

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    5. Sulla delicatezza e complessità delle "zone di faglia" (geografiche politiche economiche sociali culturali) sono completamente d'accordo: la Storia lo ha dimostrato a volontà! Anche per qs motivo in qs casi risulterebbe opportuno un surplus di attenzione da parte di Organizzazioni internazionali e sovra/transnazionali politiche economiche giuridiche (nella misura in cui possono avere voce in capitolo: vedi discussione precedente) Mass media ecc. Saluti

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    6. Hai detto bene: servirebbe una particolare sensibilità da parte delle organizzazioni sovranazionali.
      Ma si dovrebbe sempre partire dal presupposto che le Nazioni di faglia, purtroppo per loro, non possono sempre decidere del proprio destino come le altre.
      Pertanto le suddette organizzazioni dovrebbero aiutare a cercare il miglior compromesso possibile.

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  8. Le opere di misericordia spirituale:

    Consigliare i dubbiosi.
    Insegnare agli ignoranti.
    Ammonire i peccatori.
    Consolare gli afflitti.
    Perdonare le offese.
    Sopportare pazientemente le persone moleste.
    Pregare Dio per i vivi e per i morti.

    P.S. Immagino che qualcuno dirà: ma che c'entra, questo è scemo.
    È un ripasso, siamo stati tutti buoni cristiani, ma forse ce ne siamo dimenticati. E alcune di queste opere, ne converrete, sono davvero raccomandabili, mi piace tanto per es. "sopportare pazientemente le persone moleste."

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  9. Già che ci siamo ripassiamo anche le opere di misericordia corporale:

    1. Dar da mangiare agli affamati.
    2. Dar da bere agli assetati.
    3. Vestire gli ignudi.
    4. Alloggiare i pellegrini.
    5. Visitare gli infermi.
    6. Visitare i carcerati.
    7. Seppellire i morti.

    Variante moderna, caldamente raccomandata dalla gerarchia cattolica:

    Dar da mangiare ai migranti.
    Dar da bere ai migranti.
    Vestire i migranti.
    Alloggiare i migranti.
    Visitare i migranti.
    Visitare i miganti in carcere.
    Seppellire i migranti annegati.

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  10. Caro Sergio, mi sembrano obblighi un po' troppo impegnativi.
    Basterebbe il semplice NEMINEM LAEDERE per fare del mondo un posto migliore.

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  11. Se tot anni fa le gerarchie religiose (cattoliche islamiche induiste) NON si fossero ferocemente e implacabilmente opposte a ogni moderna e ragionevole pratica di birth control & family planning oggi ci sarebbero MOLTI MENO migranti in costante arrivo dai Paesi africani asiatici e latino-americani e si starebbe tutti meglio (compreso l'ambiente naturale)... E malgrado tutto CONTINUANO tuttora a opporsi strenuamente!

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    1. Il problema è che le gerarchie religiose usano un doppio standard: da un lato chiedono ai fedeli di fare del bene al prossimo, come mezzo per ottenere la benevolenza divina; mentre dall'altro, nel perseguire i propri scopi politici, possono tranquillamente ignorare il benessere della popolazione.

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  12. Eppure c'è stato un ripensamento, almeno da parte della Chiesa cattolica. Ciò che era assolutamente impensabile sotto il pontificato di Wojtyla è diventato realtà con Bergoglio: fate quel che volete, il Sesto e anche il Nono non contano più (dunque fate sesso à gogo), basta che "cerchiate Dio" (cioè mi ubbidite). Secondo Lumen la Chiesa con ciò si è adeguata ai tempi e non poteva fare diversamente. Forse è arrivata alla Chiesa anche una spintarella o un ordine da parte dei veri poteri mondiali (fra cui forse anche la Massoneria).
    Ma ecco ora una nuova emergenza: la gente non vuole più figli in Occidente, il tasso di natalità è in caduta libera, e ciò mette a repentaglio la crescita economica. Dunque una parziale marcia indietro della Chiesa che attacca i nuovi principi universali: aborto libero per tutte, la buona morte per tutti (chiamata eutanasia perché fa più effetto). Combattendo la "deriva" abortista e eutanasica la Chiesa torna alle origini. Con ciò salva un po' la faccia, ritorna ai principi non negoziabili, ma non so, credo che ciò le farà riacquistare prestigio e autorità. Il problema di fondo è che la fede non è più proponibile, nella vita eterna, l'inferno e il paradiso è proprio la gerarchia che non crede più. La fede non convince più? Fate allora più sesso, il sesso è bello, è un dono di Dio (così il vescovo di Coira in Svizzera).

    La cosa comunque positiva è che il tasso di natalità sta calando ovunque, salvo che in alcuni paesi. Forse è troppo tardi, non lo sappiamo. Chi vivrà vedrà.

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  13. Veneziani, lupus in fabula

    Proprio oggi nel suo blog c'è una riflessione sul diritto internazionale sottoscrivibile:

    https://www.marcelloveneziani.com/articoli/lanticristo-ha-due-facce/

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    1. Articolo molto interessante, con alcune riflessioni condivisibili.
      Come per esempio questa: << Preoccupa questo Dio nazionalista che vuole la guerra e tifa per il suo popolo eletto (sia esso Israele, lo Stato Islamico o gli Stati Uniti). >>
      In effetti, quando Dio viene evocato nella storia è sempre per coprire qualche violenza altrimenti ingiustificabile.

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  14. Tutte considerazioni molto interessanti sulle quali non ho molto da aggiungere, senonché rimangono senza risposta le domande di base: il diritto internazionale esiste? Se esiste davvero qualcosa che così potrebbe essere definito in senso lato, ancorché molto diverso dal diritto positivo, quali sono i suoi contenuti?
    Riguardo all'Ucraina, ho letto che le sarebbe convenuto cedere i territori russofoni: mi pare che ci si dimentica che nel 2022 l'obiettivo di Putin, peraltro dichiarato, era di prendersi tutta l'Ucraina e non solo i territori russofoni. Per Putin e per il nazionalismo russo del quale è espressione, la nazione ucraina non esiste.

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    1. In effetti il sogno di Putin era quello.
      Ma se avesse potuto ottenere un accordo parziale, senza dover entrare in guerra, credo che lo avrebbe accettato di buon grado.
      Ma ovviamente queste sono solo ipotesi ex post.

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  15. Se avesse avuto la consapevolezza di andare ad impantanarsi in un Vietnam senza giungla, sicuramente sì.
    Ma lui era convinto che sarebbe stata una passeggiata militare, una pratica da archiviare in un paio di giorni al massimo: non è nella natura dei soggetti come Putin accontentarsi e scendere a compromessi quando si può ottenere tutto ad un prezzo irrisorio.

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    1. Vero anche questo.
      I 'Vietnam' accadono sempre perché qualcuno sottovaluta qualcosa.
      Ora però credo che la spartizione de facto diventi l'unica soluzione possibile.

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