Una analisi impietosa delle società europee di fronte alla trappola dell'immigrazione, diella quale, ormai, non hanno più alcun controllo. Il testo, scritto da Andrea Zhok, è tratto dalla pagina Facebook TERMOMETRO GEOPOLITICO.
LUMEN
<< Il fenomeno migratorio in Occidente è integralmente un fenomeno con radici economiche, dipendente dalla logica di capitale. Vengono favoriti gli spostamenti di forza-lavoro che cerca di occupare gli spazi lavorativi disponibili sul mercato mondiale. È nell’interesse del capitale ottenere forza lavoro massimamente disponibile a lavorare per poco e facilmente ricattabile. Non è una questione di “immigrazione irregolare”. Gli irregolari sono anch’essi parte del gioco, perché un po’ più ricattabili, ma il gioco nel suo complesso è accettato, desiderato e teorizzato.
La pressione che viene esercitata dalle forme di vita coltivate in Occidente (dai costi per crescere la prole, alle responsabilità legali, alle difficoltà pedagogiche per figli che crescono in ambienti de-socializzati, ecc.) crea costantemente le condizioni per una riduzione della fecondità. (Questo succede anche per le seconde generazioni dei migranti, non appena si acclimatano).
La mancanza di forza lavoro interna dei paesi occidentali viene compensata importandola da parti del mondo dove i “costi di produzione di bambini” sono bassi, perché non esiste un sistema di tutele pubbliche, servizi sanitari, sistemi scolastici, ecc. L’Occidente è una tomba indaffarata che assorbe giovani “prodotti” altrove per trasformarli in concentrazioni di capitale.
Questo processo non è mai guidato e controllato perché per guidarlo e controllarlo ci vorrebbero enormi investimenti: denari per i processi di assimilazione, educazione o rieducazione, istruzione linguistica, socializzazione, ma anche per il controllo e la repressione di comportamenti illeciti. Dunque si lasciano ad alcuni clown politici le parole d’ordine dell’inclusione e dell’accoglienza, ma siccome l’intero senso del processo è esclusivamente volto a incrementare i margini di profitto, tutto questo “processo di inclusione e accoglienza” rimane necessariamente sulla carta.
Peraltro, se vivessimo in Stati disponibili a sostenere questi livelli di spesa pubblica per i processi di socializzazione-inclusione il problema migratorio non sorgerebbe proprio: saremmo in Stati disposti a drenare denaro dal grande capitale per migliorare le condizioni di lavoro degli autoctoni, per migliorare i servizi pubblici, per reprimere lo sfruttamento e il lavoro nero, per aiutare le famiglie ad allevare i figli, ecc. Se fossimo nel mondo fantasticato (ma mai implementato) dai promotori dell’“accoglienza infinita”, non ci sarebbe semplicemente nessun interesse a importare forza-lavoro, perché appena arrivata da noi essa sarebbe tutelata e dunque costosa.
Il processo è dunque sempre lasciato a sé stesso, perché chi comanda questi processi è il capitale ed esso non ha alcun interesse a guidare gli effetti sociali dei processi migratori.
Dunque, costantemente ed inevitabilmente, questi processi creano forme di destabilizzazione sociale. La scuola pubblica ne esce degradata perché sopraffatta da un eccesso di domanda senza mezzi adeguati per rispondere; gli alloggi popolari scompaiono dalla disponibilità pubblica; soggetti culturalmente estranei e non integrabili – perché l’unica forma di integrazione offerta è il lavoro e non ce n’è per tutti – finiscono per nutrire le fila della piccola delinquenza.
Mi si risparmi l’ovvietà che non c’è equazione tra immigrazione e delinquenza. Ovviamente non c’è equivalenza, ma altrettanto ovviamente ed irrefutabilmente, nelle società in cui crescono gruppi di soggetti culturalmente estranei e non lavorativamente impiegabili, aumentano insicurezza e reati. Solo persone in perfetta e colpevole malafede possono negare questo nesso che è testimoniato costantemente e registrato statisticamente.
In un sistema competitivo come il nostro, il peso di questa situazione ricade prevalentemente sulle persone che sono in relazione di competizione diretta con la forza-lavoro d’importazione, cioè quel proletariato o quella piccola borghesia che fatica a tenere insieme salario e dignità.
Queste persone appartengono spesso ad aree socialmente già deprivate o a rischio di deprivazione, e percepiscono lo Stato come lontano ed anzi ostile, come non interessato a difenderli né sul piano lavorativo né sul piano della sicurezza pubblica.
L’inefficienza ed inerzia dei sistemi repressivi (come ogni servizio pubblico, sottodimensionato e tenuto a dieta) finisce paradossalmente per essere più efficace nel colpire le piccole violazioni di quel proletariato che ha faticosamente conservato un poco (un auto, una casa), che le grandi violazioni di chi è appena arrivato e non ha niente da perdere (se e quando delinque).
Chiedere infinita saggezza, perenne moderazione e santo autocontrollo a queste persone significa essere o stupidi o in malafede. È certo come il sorgere del sole che ad un certo punto queste situazioni sono destinate ad esplodere in forme di violenza civile.
Che queste forme di violenza civile siano brutte, immorali, che prendano forme di violenza indeterminata, incapace di distinguere i bersagli colpevoli da quelli innocenti, è ovvio ed inevitabile. Il problema, il vero problema, è che ora – solo ora – ceti politici privi di vergogna sono pronti ad arrivare come avvoltoi sulla scena della violenza sociale.
Non c’erano quando le famiglie, siano esse autoctone o migranti, non riuscivano a star dietro ad un figlio malato o soccombevano di fronte al minimo rovescio di fortuna, non c’erano quando le persone venivano ricattate per anni, per decenni, ad accettare condizioni di lavoro sempre più precarie.
Ma ci sono ora. Ci sono da un lato a sciacallare soffiando sul fuoco della “sacrosanta protesta contro l’intruso”, e dall’altro a sciacallare indignandosi per il “razzismo” e il “fascismo”. Così trasformano i problemi, quei problemi che hanno contribuito entrambi a creare, in altrettante occasioni personali per un’intervista piena di sdegno e per qualche photo opportunity.
In conclusione. La trappola che è stata predisposta (se intenzionalmente o per caso, non importa) è questa. Finché la gente non reagisce, si finge che il sistema stia magicamente funzionando secondo i meccanismi di qualche “mano invisibile” e che tutti ne stiano beneficiando.
Quando la pentola a pressione scoppia, quando ci sono tumulti e violenze (possono essere degli autoctoni, ma possono anche essere di migranti di prima o seconda generazione – si pensi alle banlieue), a questo punto si scatena il gioco della polarizzazione artefatta, che tiene in vita il ceto politico che ha creato il danno, e anzi gli attribuisce maggiori poteri.
Se non reagisci, non esisti e ti ridono in faccia. Se reagisci ti metti dalla parte del torto e dai forza a chi ha creato il problema. Senza una trasformazione della rappresentanza politica (oggi difficile anche da immaginare) questo circo occidentale continuerà a marcire, fino a qualche forma di guerra civile. >>
ANDREA ZHOK
Qualche statistica sull'argomento, tratta da Il Sole 24 ore del novembre scorso
RispondiElimina<< Oltre un terzo delle persone denunciate, fermate o arrestate in Italia nel corso del 2024 è straniero (34,7%), con percentuali addirittura doppie, che superano il 60%, per i reati predatori. A livello nazionale il numero degli arrestati di nazionalità straniera è in crescita: rispetto al 2019, prima della pandemia, quando furono 265.869 gli individui segnalati, si è registrato un balzo dell’8,1 per cento.
Il fenomeno va letto in un contesto in cui le persone straniere in Italia sta di per sé aumentando: al 1° gennaio 2024, secondo il rapporto Ismu Ets, erano 5,7 milioni di cui 5,3 milioni residenti (il 9% della popolazione italiana, contro l’8,2% del 2014) e circa 321mila irregolari.
Gli irregolari - sprovvisti di un documento di soggiorno valido, o in possesso di un permesso scaduto, e perciò spesso “invisibili” alle statistiche - rappresentano il 5,6% degli stranieri in Italia e avrebbero un impatto sulla criminalità superiore a quello degli immigrati regolarmente residenti. Secondo uno degli studi più importanti sull’argomento (Barbagli, Colombo, 2011), che ha analizzato i dati del ventennio dal 1988 al 2009, il 70% dei reati commessi in Italia da immigrati sarebbe stato compiuto da irregolari. >>
UN TEMPO NOI AVEVAMO LE TERRE ED I MISSIONARI LE BIBBIE. ADESSO I MISSIONARI HANNO LE TERRE E NOI LE BIBBIE.
RispondiEliminaProfondo pensiero di Patrice Lumumba, martire congolese, martire laico per sua e nostra fortuna. Il solito barbaro sistema di conquista e di sfruttamento di terre e popoli sottosviluppati versione impero romano 2.0.
Momentaccio per noi complottisti, ché il piano Kalergi viene edulcorato a semplice studio sulle migrazioni avvenire di popoli dei quadranti africani ed asiatici verso il mondo occidentale tout court. Quindii non più un diabolico piano dei sionisti e dei massoni annunciato quasi un secolo fa dal Kalergi.....
Correva l'anno 1962 o 1963 ed io frequentavo la prima media. La professoressa di matematica bella donna e snob, a volte uscivs dal programma fatto di teoremi e parentesi tonde, quadre eccetera, pet intrattenersi su argomenti varii. Ricircolo benissimo che spesso ci atterriva cerca cosa ci aspettava nel prossimo futuro, verso il duemila., invasione di popoli semi selvaggio e patatine di contorno. Come faceva a sapere queste cose? Seppi in seguito ella apparteneva ad un club elitario eccetera eccetera. Sanno tutto, tutto è programmato dalle elites, in realtà rozzi felloni discendenti dai "nobili " creati dall'imperatore Carlo Magno. Ed anche prima. Vassalli valvassori e valvassini,, il resto siamo servi della gleba.
Caro Mauro,
Eliminami sono sempre chiesto quanto delle conquiste coloniali fosse dovuto alla spada e quanto alla croce, ma non so dare una risposta.
In ogni caso mi ha sempre sorpreso il fatto che i popoli colonizzati, che pure avevano le loro religioni storiche, avessero accettato quella nuova che gli veniva portata dai missionari.
Ora, che una religione sia importante per un popolo, sono il primo ad ammetterlo; ma essendo tutto finto, una dovrebbe vale un'altra.
Oppure la conversione al cristianesimo era una conseguenza indiretta della spada: o ti converti o finisci male.
Quanto all'invasione attuale, che - per una sorta di contrappasso - sta avvenendo al contrario, direi che Zhok ne ha spiegato i motivi economici con grande chiarezza.
Trovo in un altro blog questo commento di un arcinoto anonimo che mi pare per lo meno interessante (non so se questa operazione è lecita, se violo il copyright, non me ne intendo ma mi sembra di no):
RispondiElimina"Lo scopo evidente è usare gli immigrati come arma per attuare quella che una volta si sarebbe chiamata "rivoluzione" ovvero il ribaltamento dello status quo per cui chi sta sopra finisce sotto e chi sta sotto finisce sopra, oggi si chiama "progresso" perché lo scopo non è girare la frittata quando cucinare un minestrone in cui si faccia la famosa "media" e si produca una specie di "proletariato planetario" con sopra delle elite cosi distanti che loro stesse si reputano semi-divine o volendo non-biologiche (v. tutta la fuffa del transumanesimo e la tecnologia per de-materializzare tutto comprese le persone).
Se si volesse invertire il ragionamento, cerca di seguirmi, bisognerebbe proprio dire che, posto che l'abbiamo capito il giochino di usare gli immigrati come armi, la ragione per cui non si può pensare che tutti migrino ovunque di continuo è proprio che questo è incompatibile con qualsiasi forma di "specificità locale", non solo che ne so, fare il formaggio di malga, su su fino a pagare le tasse e organizzare i servizi pubblici."
Caro Sergio, non credo che le elites desiderino davvero il ribaltamento dello status quo, qualunque esso sia, perchè non ne hanno la convenienza.
EliminaNello status quo, infatti, è compresa anche la loro posizione di dominio e tutto quello che loro devono fare è di preservato.
Forse l'anonimo commentatore si riferiva al rimescolamento delle classi medie con le classi proletarie, ma questo è un altro discorso.
Un altro aspetto del problema è la denatalità. In televideo RAI leggevo ieri che verranno presto a mancare in Italia centinaia di migliaia di lavoratori che dovranno essere rimpiazzati da qualcuno - e da chi? La soluzione per gli imprenditori, i politici e anche il papa sono gli stranieri. Gli italiani e gli europei (ma anche i sudcoreani e persino i cinesi) non vogliono più figli? Be' nessun problema, importiamo stranieri dal mondo intero e si risolve il problema. Il governo Meloni, eletto per far fronte all'invasione, ci ha comunicato che intende fare immigrare in Italia nei prossimi tre anni 500'000 persone. Mezzo milione in tre anni! Meloni ha l'appoggio incondizionato del papa americano che fa a fare la sceneggiata a Lampedusa - più chiaro di così! Viva la fratellanza universale.
RispondiEliminaA proposito del Papa e delle scene di Lampedusa, molti osservatori hanno fatto notare che una volta, quando la Chiesa palava delle popolazioni del terzo mondo, poneva l'accento sulla loro conversione, che doveva essere l'obiettivo principale da raggiungere.
EliminaOggi invece si limita ad auspicare il loro arrivo e la loro accoglienza indiscriminata; della conversione al cristianesimo non parla più nessuno.
Curioso, vero ?
Perché curioso? Direi logico visto che non si deve fare più proselitismo (barbarie per Bergoglio) e che tutte le religioni sono vie verso Dio da lui volute. La conversione dunque non è più necessaria. La Chiesa si è cercata dunque una nuova missione per darsi una ragion d'essere: favorire la fratellanza universale, un solo mondo, una sola umanità. L'abbattimento delle frontiere e il rimescolamento dei popoli è dunque nei voti, sia della Chiesa che delle elite. Visto che l'inferno non tira più, nessuno più ci crede, perché non creare un inferno sulla Terra?
EliminaHai ragione, però il paradosso rimane.
EliminaUna volta si diceva (anche giustamente dal loro punto di vista) EXTRA ECCLESIA NULLA SALUS.
Adesso va bene tutto.
Se non è una eutanasia (teologica) questa, cos'altro lo può essere ?
L'extra ecclesiam era difficile da digerire persino per Dante che risolve il problema con un escamotage geniale: sarà la volontà di Dio, non pensiamoci più ("vuolsi così colà dove si puote e più non dimandare"). L'extra ecclesiam è ormai di fatto fuorigioco, ma non è stato ufficialmente cancellato nemmeno nel Vaticano II. La Chiesa si è davvero rinnovata tanto che non è più lei, però a qualcosa serve ancora, soprattutto ai preti.
EliminaBe', non solo ai preti, anche alle elite. E la Chiesa fa il gioco delle elite o fa magari parte essa stessa delle elite. Però una umanità pacificata, se fosse mai possibile, sarebbe pure auspicabile, no?
EliminaLa mia sensazione è che una volta la Chiesa Cattolica era una delle elites mondiali, con cui tutti dovevano fare i conti.
EliminaOggi invece mi pare scesa alla categoria dei semplici esecutori (come i politici nelle democrazie), che dalle elites prendono gli ordini.
Non più degli ALFA, ma dei BETA.
La questione della denatalità in occidente, ma sembra anche in Asia (Sudcorea, Cina, Giappone, presto anche l'India). Ma com'è che la gente non vuole più figli, non è contro natura? Senza figli non c'è futuro. Ma i figli sono considerati ormai una scocciatura da noi, un peso e un costo. La gente vuole realizzarsi, godere la vita, giusto. E poi si ha diritto di amare chi si vuole, persino la Chiesa - cosa impensabile fino a ieri - ha aperto agli omosessuali. Io ci vedo un nesso tra incentivazione e dilagare dell'omosessualità e denatalità (credo che per questa affermazione riceverò la visita della polizia postale, la libertà di opinione era ieri).
RispondiEliminaNon credo che il calo della fertilità sia legata, in qualche modo, allo sdoganamento mediatico della omosessualità. Gli omosessuali hanno sempre fatto pochi figli, anche quando dovevano nascondersi a livello sociale.
EliminaSecondo me i motivi restano i soliti, ovvero quello economico (per i costi notevoli) e quello del tempo disponibile (per le donne che lavorano fuori casa).
In più aggiungerei un motivo psicologico che ho sentito fare da una esperta: il timore, da parte delle donne che lavorano, di non essere delle buone madri, non avendo il tempo sufficiente da dedicare ai figli.
Ormai tutti vogliono godersi la vita, è anche normale. Abbondanza e consumi mal si conciliano con gli impegni familiari. La calamità (per la Chiesa) del figlio unico è antica, ma adesso siamo a figli zero. Ma il problema della scarsa o non sufficiente natalità se lo ponevano anche gli antichi romani. Mussolini s'inventò la tassa sul celibato, Augusto tassava chi aveva solo tre figli. Certo la società ha bisogno di nuove leve, ma come cambiare rotta? La gente non ne vuole più sapere, i cinesi sono passati dal figlio unico all'incentivazione delle nascite, ma non funziona. Nella Corea del Sud le donne hanno deciso di scioperare ad oltranza, ma basta poco per scomparire o essere invasi, non certo secoli.
EliminaNon solo la società ha bisogno di nuovi cittadini, com'è ovvio, ma le elites, specificamente, hanno bisogno di nuovi soldati e di nuovi lavoratori.
EliminaHo comunque l'impressione che le leggi imposte dall'alto abbiano ben poco peso nelle decisioni legate alla natalità, che seguono i propri meccanismi psicologici e sociali.
La fertilità dei vari popoli resta pertanto asimmetrica, ed alla fine l'equilibrio viene regolato dal principio fisico dei vasi comunicanti.
Buona questa dei vasi comunicanti, mi piace. Logico e giusto. "... i propri meccanismi psicologici e sociali": infatti le misure d'incentivazione non funzionano o non nella misura voluta (penso a Francia e Svezia che pure hanno fatto dei progressi, ma restano ben al di sotto dei 2,1 figli per coppia).
EliminaLa stessa politica del figlio unico della Cina comunista, che ebbe effettivamente successo, dovette pagare il prezzo di un controllo sociale fortissimo.
EliminaE poi, dopo un po', venne abbandonata.
IL CAVALLO DI CALIGOLA
RispondiEliminaIl summenzionato imperatore godeva di pessima fama, però forse era un filosofo e non ce ne siamo mai accorti.....
Si narra egli nominasse il suo cavallo senatore perché il senato non assecondava le sue folli iniziative. Sarà vero? O magari si era accorto
che i servi sciocchi che fiancheggiano il potere sono spesso deleteri anche per i padroni che servono mentre sempre lo sono per il popolo che millantano di difendere, di patrocinare
Io personalmente.non esiterei a riempire di cavalli il nostro parlamento, ché peggio di quanto gli umani hanno fatto non farebbero di certo. Il problema della enorme produzione di letame, argomento da discutere in commissione.
Si potrebbe quindi, con votazione a base di nitriti , approvare una legge per sostituire gli umani con i cavalli al vertice della piramide animale, ché peggio di noi non farebbero di certo. Par condicio
La denatalita" degli umani potrebbe essere un fatto positivo
A proposito del cavallo di Caligola, ecco cosa ho trovato sul web:
Elimina<< La vicenda più celebre legata all’imperatore Caligola racconta che avrebbe voluto elevare il suo cavallo preferito, Incitatus, ai vertici della politica, umiliando l’élite che sedeva in Senato. Molti ripetono che lo fece “senatore”, altri dicono “console”.
La verità storica è più sfumata, ma non per questo meno sconvolgente: secondo le fonti antiche, Caligola progettò realmente di nominare console il suo destriero e, forse, lo nominò persino sacerdote.
Di certo, lo circondò di un lusso che farebbe impallidire un principe moderno: gli fece costruire una stalla di marmo, gli fornì una mangiatoia d’avorio, coperte di porpora (il colore riservato ai re) e collari tempestati di pietre preziose. >>