E' da un po' di tempo che non parlo più di demografia, ed è un peccato perchè il problema della sovrappopolazione rimane grave.
Ho deciso pertanto di rimediare con questo pezzo sulla Svizzera, che mi è stato mandato dall'amico Sergio Pastore. Buona lettura.
LUMEN
<< Il prossimo 14 giugno 2026 si voterà in Svizzera per l’iniziativa popolare “Sì alla sostenibilità - No a una Svizzera di 10 milioni di abitanti” (attualmente siamo poco più di 9 milioni - dall’introduzione nel 2003 della libera circolazione, uno dei quattro pilastri dell’UE, la popolazione in Svizzera è aumentata di ben 2 milioni, una cosa semplicemente pazzesca - il paese può mantenere al massimo 6 milioni di abitanti, tutto il resto necessario deve essere importato).
L’iniziativa è stata lanciata dall’UDC (unione democratica di centro) che raccoglie circa il 30% dei suffragi ed è considerata un partito di destra, da alcuni di estrema destra (ma non viene mai citata come potenziale alleata del Rassemblement national della Le Pen o dell’AfD tedesca). L’UDC è un partito liberale conservatore, ma si distingue dal PL (partito liberale, il padre fondatore della moderna Svizzera nel 1848).
Una volta il PL deteneva tutti i 7 ministeri svizzeri, era padrone assoluto della situazione, i socialisti sono sempre stati in netta minoranza e solo nel XX secolo hanno ottenuto uno o due ministeri nel governo. L’UDC è diventato il primo partito svizzero perché è anche conservatore, patriottico, anti-UE, fa dunque leva sul conservatorismo degli svizzeri (soprattutto gli svizzeri tedeschi, gli svizzeri francesi sono più aperti, filo-europeisti, socialisti, statalisti).
Il PL è in caduta libera, raccoglie circa il 14% dei suffragi e l’anno prossimo rischia di perdere uno dei due seggi nel governo (ti ricordo che in Svizzera abbiamo da oltre mezzo secolo una Grosse Koalition - i sette ministeri sono assegnati ai quattro maggiori partiti - Liberali (2), Socialisti (2), Democentristi (2) e ex Democristiani (1). I democristiani si sono ribattezzati come Centro, il loro cattolicesimo non tirava più.
L’UDC è dunque anti-UE, conservatore e patriottardo, ma in economia è liberale come i Liberali tradizionali. E adesso arriva questa “scandalosa” iniziativa sul No a una Svizzera di 10 milioni di abitanti. Una Svizzera con 10 o più milioni di abitanti non è più sostenibile, chiaramente, o non sarà più la Svizzera, già adesso i Vecchi Confederati (si chiamano in tedesco Eidgenossen - i soci del giuramento, letteralmente, con allusione al giuramento del 1291 tra i tre cantoni della Svizzera interna e tedesca contro Asburgo).
Nei giorni scorsi è stato comunicato che l’iniziativa ha delle chances reali (attualmente raccoglierebbe il 52% dei suffragi). Io - che non posso votare - sono naturalmente a favore dell’iniziativa che vorrebbe limitare il numero massimo di abitanti nel paese - è dunque un’iniziativa contro la sovrappopolazione e mi sta bene. Per tutti gli altri partiti, liberali compresi, e il governo il successo dell’iniziativa creerebbe il caos e la fine delle relazioni con l’UE.
L’iniziativa porrebbe fine alla libera circolazione che l’UE non potrebbe accettare. La Svizzera ha sottoscritto la libera circolazione, essa è dunque un trattato internazionale che secondo le massime autorità è superiore alla costituzione, una cosa semplicemente assurda. Un trattato internazionale non può essere in contrasto con la costituzione - se lo è va respinto o deve essere modificata la costituzione prima di approvarlo.
[Si parla però di] ambiguità dell’UDC. Come detto l’UDC è chiaramente liberale in economia e sa benissimo che la Svizzera è diventata uno dei paesi più ricchi del mondo grazie alla manodopera straniera. Senza stranieri la Svizzera sarebbe oggi paralizzata. Nel settore ospedaliero il 40% dei medici sono stranieri, soprattutto tedeschi attirati dalle paghe elevatissime in questo paese (di almeno un terzo superiori a quelle tedesche).
Uno degli argomenti principali degli avversari dell’iniziativa - tutti gli altri partiti e il governo - è che l’accettazione dell’iniziativa metterebbe a repentaglio il benessere del nostro paese. Tutti vogliono il benessere economico, socialisti compresi, ovvio. Il benessere si chiama in tedesco WOHLSTAND. Nessuno vuole rinunciare anche solo a uno spicchio di questo fottuto WOHLSTAND, anche se il paese va o andrà in malora perché decisamente sovraffollato. La Svizzera ha una superficie di circa 43’000 km2. Ma la superficie abitabile e coltivabile è naturalmente molto inferiore.
Una volta la Svizzera era un paese agrario e povero (ancora nella prima metà del XX secolo). Adesso è uno dei più ricchi grazie soprattutto alla manodopera straniera, mai avrebbe potuto arricchirsi tanto senza di essa. Ma la Svizzera sta cambiando pelle: gli Eidgenossen sono in ritirata demografica come in tutti i paesi dell’UE gli ex nativi saranno sempre più in minoranza - cosa chiaramente voluta dalle elite, la sostituzione etnica è un fatto innegabile, come pure la diffusione dell’islamismo a cui la Chiesa cattolica si allea per sopravvivere.
Perché ho alluso all’ambiguità dell’UDC? Perché invoca una sostenibilità che nei fatti nega, essendo un partito liberale e favorevole agli investimenti stranieri nel nostro paese. La Svizzera attira capitali e manodopera straniera perché ne ha bisogno per salvaguardare il tenore di vita degli svizzeri, il fottuto Wohlstand.
Insomma, anche l’UDC vuole la botte piena e la moglie ubriaca: sì agli investimenti, Wohlstand über alles, però lo stesso vuole (almeno a parole) salvaguardare il carattere del paese, fa leva sul patriottismo perché sa che la gente è insofferente all’invasione degli stranieri e si preoccupa per il futuro.
Continuando di questo passo la Svizzera diventerebbe una sola città, cementificata da Ginevra al Lago di Costanza nel nord-est, Alpi escluse. C’è un malessere reale e diffuso e l’iniziativa ha effettivamente qualche chance, il 52% degli attuali sostenitori è ben superiore alla percentuale di sostenitori dell’UDC (circa il 30%).
Penso di avere fatto un quadro abbastanza preciso e completo della situazione. Il convitato di pietra dell’intera discussione resta comunque sottotraccia: la sovrappopolazione, a cui nessuno accenna o vuole accennare, nemmeno l’UDC in fondo. Ormai la sola parola che conta, sia in Svizzera che nel mondo intero, è la CRESCITA economica. Io ormai non la posso più soffrifre questa parola, la crescita (Wachstum in tedesco).
Dalla mattina alla sera non si parla che di Wirtschaftswachstum, crescita economica. E nemmeno l’UDC è contraria alla crescita economica, non può esserlo per evidenti motivi (chi invoca una decrescita, felice o meno infelice, o anche solo un rallentamento dello sviluppo economico, raccoglierebbe lo 0% dei voti o poco più). Sono, siamo tutti drogati dalla rincorsa al benessere. Ma appunto, la botte piena e la moglie ubriaca non sono possibili (...).
Un’ultima osservazione. Quando fu introdotta nel 2003 la libera circolazione il governo disse o previde che la popolazione sarebbe aumentata di circa 8000-10’000 persone all’anno. In realtà la popolazione cresce di 100’000 unità all’anno (la grandezza di città come Berna e San Gallo). Se il governo avesse detto chiaramente che sarebbero immigrate ben 100’000 persone all’anno, mai e poi mai la libera circolazione sarebbe stata approvata dalla popolazione, che ha votato due o tre volte a favore.
Per l’UE la libera circolazione delle persone è fondamentale. Ma grazie alla libera circolazione la Romania ha perso circa tre milioni di abitanti e adesso deve reclutare personale in Asia, Africa, India. È chiaro che negli Stati Uniti d’Europa la libera circolazione dovrebbe essere naturale, la norma, come negli USA, e favorirebbe la coesione continentale e forse anche - mannaggia - la sacrosanta crescita da tutti invocata, anche da Leone XIV.
Fra un mese [dunque] - il 14 giugno - la Svizzera deciderà se dissolversi o autodistruggersi per continuare a crescere oppure se prevarrà il buon senso, cioè “adelante Pedro, con juicio”. Crescita sì e benessere, ma non a ogni costo, anche a costo dell’identità, della vita stessa (la Svizzera non può nutrire 9 o 10 milioni di abitanti, deve importare e al momento può ancora farlo perché è ricca, ma domani chissà - la Svizzera aveva cinquant’anni fa ben 5 grandi banche, ne è rimasta solo una, l’UBS capitanata dal ticinese Sergio Ermotti (paga annua 15 milioni di franchi). >>
SERGIO PASTORE
L'iniziativa di questo referendum mi sembra particolarmente importante perchè tocca uno dei punti nevralgici della convivenza civile: il livello complessivo della popolazione.
RispondiEliminaMi conferma inoltre l'importanza che su certi argomenti l'opinione pubblica venga coinvolta direttamente, cosa che la Svizzera può fare, grazie alle sue norme costituzionali (mentre altre nazioni, tra cui purtroppo l'Italia, non possono).
Io, ovviamente, spero che vincano i SI, anche se come italiano non ne trarrei nessun beneficio.
Lo spero, perchè ogni iniziativa che possa rallentare o fermare la crescita della popolazione (mondiale o di un singolo stato) è sempre la benvenuta.
Temo però che il problema sia più politico che demografico.
L'Unione Europea, infatti, (per motivi prettamente economici) spinge nella direzione contraria ed ho paura che la Svizzera, pur essendo formalmente fuori dalla UE, abbia difficoltà a resistere a certe pressioni.
Spero proprio di sbagliarmi.
"L'iniziativa ... tocca uno dei punti nevralgici della convivenza civile: il livello complessivo della popolazione."
EliminaCerto, ma non conta solo il numero, contano anche storia, geografia, lingua, costumi, arte, religione ecc. In Svizzera la situazione è o sembra sotto controllo, al contrario di Francia, Germania e Inghilterra. Ma anche la Svizzera sta cambiando volto. Se chiedi un'informazione a qualcuno in strada è raro che ti risponda in una delle quattro lingue nazionali (italiano, tedesco, francese e romancio). Un socialista di Basilea disse tutto contento che nella sua città si parlavano 160 lingue. Per me una Babele, per lui ovviamente un segno positivo di apertura, cosmopolitismo ecc. ecc. Nel numero corrente di MicroMega c'è un articolo significativo: "Nostra patria è il mondo intero". Il solito cosmopolitismo becero della sinistra. Ma i nostri politici non hanno nessuna intenzione di emigrare in altri paesi, stanno troppo bene in Italia (oltretutto non parlano altre lingue oltre l'italiano, ricordate l'inglese di Giggino di Maio, l'ex bibitaro del San Paolo diventato, incredibile, ministro degli esteri).
<< Se chiedi un'informazione a qualcuno in strada è raro che ti risponda in una delle quattro lingue nazionali (italiano, tedesco, francese e romancio). >>
EliminaQuesto mi sembra inaccettabile da qualsiasi punto di vista.
Chiunque vada a vivere in una nazione diversa (possibilmente in modo legale e regolare) deve NECESSARIAMENTE imparare e parlare la lingua del luogo.
Altrimenti diventa, per l'appunto, una babele.
Nei futuri Stati Uniti d'Europa si parlerà inevitabilmente una specie d'inglese. Che bellezza, basta con l'italiano, il francese, lo spagnolo, il tedesco ecc. ecc. Capirsi è fondamentale per la convivenza, un inglese con 300 vocaboli basta e avanza. Che ne sarà di Dante, Shakespeare, Leopardi, Voltaire, Stendhal ecc.? Ma chi se ne frega, vogliamo f... e consumare. Questo vogliono le elite, basta particolarismi, individualità, divisioni. Tutti uguali finalmente, quod erat in votis.
EliminaCaro Sergio, le lingue ed i linguaggi cambiano continuamente e non c'è nulla da fare.
EliminaMa se le lingue soltanto parlate (come molti dialetti locali) possono effettivamente morire, credo che le lingue letterarie, che hanno sfornato capolavori nei secoli, non moriranno mai.
"... credo che le lingue letterarie, che hanno sfornato capolavori nei secoli, non moriranno mai."
EliminaMa se le lingue letterarie non le capisce più nessuno, a parte gli specialisti, nemmeno i capolavori sopravvivranno. Il greco e il latino sono condannati. Erano già lingue morte prima, adesso o presto saranno morte e stramorte, il che un po' mi dispiace. Persino al liceo classico è stato ridotto il numero di lezioni per queste materie. Ma ciò vale anche per i capolavori, o cosiddetti, nelle lingue nazionali europee. Ma pazienza, sono andati perduti tanti capolavori del passato e ... siamo sopravvissuti. E poi colonizzeremo Marte. Mica dubiterai delle magnifiche sorti e progressive ...
Ma ti pare che si possa dubitare ?
EliminaPer quanto riguarda la nostra sempre maggiore pigrizia il progresso è assicurato.
Per il resto non saprei (ne riparleremo quando saremo su Marte).
Le lingue letterarie sono destinate a spengersi posto si impiegano circa 300 parole di media nei rapporti umani correnti. Nei miei commenti strampalati uso spesso parole desuete ma realizzo a nessuno importa più di tanto. Condannati al detto questo, piuttosto che eccetera eccetera. Magari alcuni cosiddetti capolavori letterari saranno sempre più di difficile comprensione anche se scrollarsi di dosso alcuni grevi pipponi rappresenti più un guadagno che una perdita. Tra Il Giornalino di Gian Burrasca ed i Fratelli Karamazov io salverei il primo, lingua o linguaggio a parte.
RispondiEliminaL'imposizione del denaro elettronico ritengo darà una notevole spallata all'architrave economica elvetica, mentre la dissoluzione nazionale sarà operata dai pessimi musulmani. In Svizzera come altrove, ahimè.
Tutto sommato io ed i miei coetanei siamo nati in un posto giusto ed in un periodo giusto. Chi in Svizzera in uno scrigno la cui serratura è prossima a cedere e spero di sbagliare??, posto non credo nel mal comune mezzo gaudio
<< L'imposizione del denaro elettronico ritengo darà una notevole spallata all'architrave economica elvetica. >>
EliminaQuesto è interessante.
Perchè dovrebbe succedere, secondo te ? Per la perdita dell'anonimato legato al contante ?
Mah, forse perché la moneta elettronica sarà una valuta unica virtuale e sovra nazionale, revocabile con un click dimodoche ' puoi ridurre un Soros in mutande in nanosecondi, senza neanche gli spiccioli per le caramelle. Potente arma di dissussione più delle cannoniere, inevitabilmente manovrata dalla nazione, o pool di nazioni più potenti. Un grande processore sotto il controllo della AI, un anonimo stanzino in via dei Ciclamini al 133.
RispondiEliminaAnonimato zero. Ovviamente.
RispondiEliminaL'anonimato, con le comunicazioni elettroniche, è finito da tempo.
EliminaAnche le elites, temo, sono soggette a qualche ricattino interno.
Ma il contante esiste ancora e dobbiamo cercare di conservarlo usandolo il più possibile. La carta di credito ha naturalmente una sua utilità, è soprattutto pratica. Ma l'abolizione del contante sarebbe la nostra fine, la fine di ogni libertà. La gente non se ne rende conto. Non solo il conto potrebbe essere bloccato (chissà magari anche azzerato), ma le banche e lo Stato potrebbero prelevare denaro per commissioni o inventare tasse per - che so - rilanciare l'economia, finanziare progetti e guerre. C'è già chi parla di interessi negativi sui nostri conti del 7-8%, semplicemente pazzesco, per obbligare i correntisti a investire, il denaro deve circolare, lasciarlo sul conto è quasi un reato. Il contante rappresenta solo il 10% circa di tutto il denaro circolante, sembra un'inezia, ma è fondamentale per conservare un residuo di libertà. Per le banche la corsa agli sportelli per salvare il salvabile è letale, difatti chiudono gli sportelli per impedirci di prelevare il nostro denaro. Dunque usate il contante il più possibile, se no prima o poi diranno che non serve più visto che tutti si servono delle carte di credito e stampare banconote è un'operazione costosa e praticamente inutile. Niente contante, fine della libertà o di quel che resta della nostra libertà.
EliminaCaro Sergio, tu hai ragione, ma non vedo molti margini di speranza.
EliminaLa convergenza tra la convenienza delle elites finanziarie e la pigrizia di noi cittadini mi sembra insuperabile.
Non hanno neanche più bisogno del bastone: gli basta la carota (o addirittura la sua immagine virtuale).
Ti vedo troppo remissivo e rassegnato. Invece si può ancora fare qualcosa, usare sempre il contante o almeno il più possibile. Anch'io ho carte di credito e pratico l'e-banking, la praticità è innegabile, ma bisogna assolutamente usare anche il contante prima che i nostri padroni ci dicano: lo vedete voi stessi che il contante non serve più, costa troppo, trasmette anche il covid, è antigienico, affidateci i vostri soldi, diventerete ricchi. Sì, col cavolo. Una banca senza quel miserabile 10% di contante salta, deve chiudere. Quando tutto il denaro sarà elettronico potrete anche spararvi: il potere vi ha completamente in mano. Vi blocca il conto, non potrete fare nemmeno la spesa, controllerà ogni spesa e spesuccia, grazie all'IA conoscerà anche le vostre inclinazioni politiche, le preferenze sessuali, i vostri passatempi, e se non conformi ve lo farà pagare, si è visto con i camionisti in sciopero in Canada: conti bloccati. Il potere vuole il controllo totale e senza soldi non andate da nessuna parte, potete spararvi o accontentarvi della sbobba che il potere vi concederà se ha ancora bisogno di voi.
EliminaTu hai ragione, Sergio: ciascuno di noi può fare ancora qualcosa e messi insieme possiamo fare molto.
EliminaMa quanti ne sono consapevoli ?
Anche perchè, se escludiamo il caso limite di alcuni personaggi particolarmente scomodi, il rubinetto del denaro elettronico è sempre aperto e le elites si guardano bene dal mostrarne i punti deboli.
Qui da noi i banchieri già iniziano a gridare l'allarme.
RispondiEliminahttps://www.wallstreetitalia.com/italia-linverno-demografico-puo-costare-oltre-il-30-del-pil-entro-il-2080/
30% del Pil andato al 2080. Secondo loro la popolazione italiana dovrebbe ridursi di oltre 13 milioni di persone entro il 2080, passando dagli attuali 59 milioni a circa 45 milioni.
Ancora più importante è il dato relativo alla popolazione in età lavorativa, che diminuirebbe di oltre 13 milioni di unità.
In realtà sono dati ottimistici, secondo la mia proiezione al 2080 la popolazione italiana si aggirerà intorno ai 35/36 mln, altro che 45 come stimano loro. I 45 li toccheremo nel 2060!
Tra 10 anni però sicuramente saremo in piena decrescita economica permanente. Da qui al 2035 andranno in pensione circa 800/900.000 boomers ogni anno che non potranno essere fisicamente rimpiazzati numericamente dalle più giovani generazioni. Si parla di un buco di forza lavoro minimo di 3 milioni di lavoratori.
Questo significa meno consumi e quindi meno PIL.
I vari politicanti avranno il coraggio di dire che la crescita economica è finita per sempre nel nostro Paese?
Nel mentre la sostituzione etnica procede spedita.
Eliminahttps://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/578211/dallinfanzia-alle-medie-e-inverno-demografico.html
«Nell’anno scolastico 2024/25 la popolazione provinciale, ovvero gli iscritti a tutte le scuole di ogni ordine e grado (infanzia, primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado statali e non statali) e ai Centri di Formazione Professionale accreditati, ammontava a 49.185 studenti, 305 studenti meno dell’anno precedente (- 0,6%) — scrive Michela Dusi, responsabile dell’Ufficio statistica dell’amministrazione provinciale che realizza il tradizionale report annuale — Tra questi, 10.911 studenti (il 22,2%) erano stranieri. La maggior percentuale di studenti stranieri si registra nei CFP (31,7%), nelle scuole primarie (27,3%) e in quelle dell’infanzia (26%)».
Nel nord italia un quarto della futura popolazione italiana è ormai già straniera. Ci vorrà ancora del tempo ma continuando di questo passo penso che al 2050 quasi il 35% della popolazione non sarà più "italiana", se con italiano intendiamo la discendenza da popoli greci, etruschi e romani che hanno col tempo vissuto su questa penisola.
Al 2070 sicuramente saremo sul 50%.
Quando parlavo di Piano Kalergi con alcuni miei amici mi davano del complottista, eppure neanche la realtà gli fa sorgere il benché minimo dubbio.
Caro Gian, le tendenze demografiche sono sicuramente quelle che hai indicato tu, ma i tempi sono molto difficili da prevedere e ragionare su più decenni mi sembra prematuro.
RispondiEliminaAnche perché l'impressione è che nessun governo (e non solo il nostro) sia davvero in grado di gestire il fenomeno, che esula (nel bene e nel male) dai piccoli interventi di politica spicciola.
Credo insomma che il futuro si farà da sé e, se devo essere sincero, il meticciamento genetico della popolazione italiana mi sembra l'ultimo dei problemi.
Molto più grave sarà lo scontro, inevitabile, tra le tante culture diverse che gli immigrati portano con sé.
Ma questo è un problema che i nostri governanti neppure si sono posti.
Che lo stellone ci aiuti.
Gian ha scritto:
RispondiElimina"Tra 10 anni però sicuramente saremo in piena decrescita economica permanente."
Questo è il punto - controverso. Sarà davvero così? Gian apparentemente non ne dubita e ci ha detto in precedenti messaggi perché con argomenti seri e credibili. Decrescita permanente però significa inevitabilmente crisi e disagi sociali, anzi guerra per accaparrarsi le risorse. Sembra comunque che la popolazione mondiale diminuirà visti i tassi di natalità in calo ovunque tranne che in Africa e mi pare in Indonesia. Persino in Cina e in India, i due colossi mondiali per la demografia, il calo demografico crea allarme. Comunque intanto la popolazione mondiale continua a crescere. Che fare in una simile situazione: calo demografico e conseguente crisi del sistema mondo? Un'inversione di tendenza in merito al calo demografico è da escludere, la famiglia tradizionale è in crisi ovunque, la gente vuole solo consumare e i figli sono una rottura di scatole. Personalmente trovo il calo demografico mondiale positivo - non devo spiegare perché proprio ai quattro gatti che frequentano questo blog. Ma se questa è la tendenza penso irreversibile - pochi o persino nessun figlio - bisognerebbe prenderne atto e prepararsi a un mondo meno popolato e penso più vivibile. Invece. Invece la parola d'ordine é: rilanciare l'economia, la crescita economica è assolutamente necessaria, la soluzione di tutti i problemi è la crescita. Ma ci può essere crescita economica senza crescita demografica? Sembra di no. Un vicolo cieco. A me il calo demografico va benissimo e mi sembra un fatto naturale. Nel regno animale non umano la sovrappopolazione si riduce automaticamente per mancanza di cibo. Ma il Sapiens ha un cervello più complesso di una galassia (diceva Dürrenmatt) e troverà la quadra. Mi si concederà un certo scetticismo e anche pessimismo.
Caro Sergio, le ultime previsioni che ho trovato sul web non danno molta speranza (di riduzione) ancora per molti decenni:
Elimina<< Le proiezioni della popolazione mondiale indicano che la popolazione globale potrebbe raggiungere un picco di circa 10,3 miliardi di persone durante gli anni 2080 e rimarrà a tale livello fino al 2100.
Questo aumento sarà influenzato da vari fattori, tra cui le politiche di salute, l’accesso all’istruzione, e le condizioni economiche globali.
Le proiezioni delle Nazioni Unite indicano che la popolazione mondiale potrebbe raggiungere i 10,3 miliardi entro il 2100, con una crescita che è stata rallentata dopo il picco di crescita degli anni '60, scendendo sotto l’1% all'anno. >>
Caro Lumen, c'è però un fatto problematico. La popolazione mondiale continua, continuerà dunque a cresce ancora per un bel po' e stiamo creando un mondo per l'appunto di circa dieci miliardi di individui. Ma poi causa l'invecchiamento e il crollo della natalità ci sarà (e spero bene) un calo demografico consistente che sta già creando allarmi ovunque. Comunque calo sarà e tanto meglio. Ma che ne sarà delle infrastrutture create per una popolazione di dieci o più miliardi? Immagino città fantasma, aeroporti abbandonati, degrado e detriti ovunque, non proprio un bello spettacolo. Ma si sa che la natura macina tutto, dopo qualche millennio tutta l'immondizia umana sarà seppellita e il mondo rifiorirà. "Compiute le sorti / allora de' cieli / nei lucidi porti / la terra si celi, / attenda sull'ancora / il cenno divino / per nuovo cammino" (Giacomo Zanella, Sopra una conchiglia fossile).
EliminaCredo che le infrastrutture continueranno ad essere utilizzate, se non dai vecchi abitanti, da quelli... nuovi.
EliminaIl mondo è fatto di vasi comunicanti e dove c'è carenza di nascite subito arrivano i rimpiazzi da fuori.
Ti sarai accorto che anche quando al governo arrivano partiti che hanno nel programma il blocco dell'immigrazione, questo blocco in realtà non avviene e tutto continua come prima.
Questo succede in parte per la loro incapacità, in parte per la pressione delle elites economiche, ed in parte perchè certe tendenze hanno una forza propria.