venerdì 16 gennaio 2026

Elogio della Scienza

KARL POPPER
Il filosofo Karl Popper, negli anni Trenta, propose una distinzione destinata a cambiare la scienza: una teoria è scientifica solo se può essere smentita da un fatto nuovo.
Un’affermazione è “falsificabile” quando possiamo immaginare un’osservazione capace di contraddirla. Non significa che sia falsa, ma che è vera fino a prova contraria.
Una teoria che invece non può essere smentita da nessuna esperienza possibile, è dogmatica: appartiene alla fede, non alla scienza.
Questo principio — il falsificazionismo — si fonda su un’intuizione semplice: nessuna quantità di esperimenti può dimostrare che una teoria è definitivamente vera, ma basta un solo esperimento contrario per mostrarne la falsità.
Il sapere scientifico, dunque, non è un edificio di certezze, ma un cantiere di ipotesi che resistono finché i fatti non le smentiscono.
Un esempio chiarisce meglio il concetto.
La legge di gravità è falsificabile: se lasciando cadere un sasso questo restasse sospeso a mezz’aria, la teoria di Newton crollerebbe. Non è accaduto — ma potrebbe, almeno in linea di principio. La sua forza deriva proprio dal rischio di poter cadere.
Al contrario, affermazioni come “gli alieni sono tra noi, ma sono indistinguibili dagli uomini” o “l’universo prima del Big Bang era rosa a pallini verdi” sono non falsificabili: nessun esperimento potrà mai dimostrarle o smentirle. Sono dunque inattaccabili, ma anche inutili dal punto di vista scientifico.
Il paradosso nasce proprio qui: nella vita quotidiana, ciò che non può essere confutato sembra più solido; nella scienza, è l’esatto contrario.Una teoria che non rischia nulla non è conoscenza, è una costruzione senza porte né finestre: nessun fatto può entrarvi o uscirne.
Più una teoria è “a prova di confutazione”, meno è scientifica. Come direbbe Popper, una teoria che spiega tutto, non spiega nulla. La storia della scienza offre molti esempi pratici di questa distinzione.
La meccanica quantistica, per quanto controintuitiva, è una teoria falsificabile: produce previsioni verificabili, spesso confermate con precisione estrema.
Al contrario, le pseudoscienze — astrologia, omeopatia, lettura della mano — modificano sempre le proprie spiegazioni per adattarsi a ogni risultato: non possono mai avere torto, e per questo non possono avere ragione.
Il paradosso della teoria non falsificabile ci ricorda che la verità scientifica non è dogma, ma coraggio.
Una buona teoria vive sull’orlo della possibilità di essere smentita, come un funambolo che si regge non sulla stabilità, ma sull’equilibrio. Là dove l’errore è possibile, nasce la conoscenza.
LUDUM (pagina Facebook)


ALBERT EINSTEIN
Dopo aver ricordato che fin da bambino, l'aveva colpito profondamente «la vanità delle speranze e degli sforzi che travolgono incessantemente la maggior parte degli uomini in una corsa affannosa attraverso la vita» , [Einstein] ricorda che dapprima divenne religiosissimo, ma cessò improvvisamente di esserlo all'età di dodici anni, perché leggendo libri di divulgazione scientifica si era «ben presto convinto che le storie che raccontava la Bibbia non potevano essere vere».
Questa esperienza gli fece capire come «i giovani fossero coscientemente ingannati dallo Stato con insegnamenti bugiardi, e fu un'impressione sconvolgente», da cui il precoce pensatore trasse un atteggiamento di sospetto verso ogni genere di autorità, e di scetticismo verso le convenzioni sociali, che non l'avrebbe più abbandonato.
Da allora egli trovò la liberazione nel «possesso intellettuale del mondo che esiste indipendentemente da noi, esseri umani, e che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma, accessibile solo parzialmente alla nostra osservazione e al nostro pensiero».
Naturalmente, conclude Einstein, «la strada verso questo paradiso non era così comoda e allettante come quella del paradiso religioso, ma si è dimostrata una strada sicura, e non ho mai più rimpianto di averla scelta»
PIERGIORGIO ODIFREDDI (da Wikiquote)


GALILEO GALILEI
Il metodo scientifico è un pilastro fondamentale di tutte le scienze, ma come funziona esattamente? In questo articolo, scopriamo insieme quando è nato, quali sono le sue fasi principali e perché ancora oggi è essenziale per comprendere il mondo che ci circonda. (…)
Galileo Galilei, da molti considerato il padre della scienza moderna, ha avuto senza dubbio un ruolo fondamentale nello sviluppo del metodo scientifico moderno.
È stato un vero e proprio rivoluzionario: ha avuto il coraggio di mettere in discussione le verità accettate del suo tempo ed è stato il primo ad introdurre formalmente il metodo sperimentale, su cui si fonda l’attuale ricerca scientifica. Secondo questo metodo, un’affermazione scientifica può essere considerata valida soltanto se è verificata attraverso esperimenti e non perché basata su qualche autorità, come avveniva in passato con frasi del tipo “lo ha detto Aristotele”.
Con Galileo nasce quindi una nuova visione della scienza, fondata su un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: non importa chi lo dice, ma come lo dimostra. Non è più sufficiente osservare i fenomeni o affidarsi alle credenze del passato: per costruire una conoscenza scientifica solida, è necessario riprodurre i fenomeni in condizioni controllate, raccogliere dati misurabili e analizzarli con strumenti matematici, così da formulare leggi universali.
Come egli stesso scriveva ne Il Saggiatore, la natura è un libro scritto in linguaggio matematico, e per comprenderlo dobbiamo osservare il mondo sperimentalmente, usando gli strumenti che essa stessa mette a disposizione.
LA FISICA CHE CI PIACE (sito web)

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