lunedì 26 gennaio 2026

Cose dell'Altro Mondo – 2

(segue)

LUMEN - Perché la spiegazione 'aliena' è così seducente ?

COPILOT - Perché permette di mantenere due desideri profondi:
> Non essere soli. L’universo diventa popolato, vivo, pieno di intelligenze.
> Non essere responsabili di tutto. Le grandi opere del passato non dipendono solo da noi. La nostra storia non è solo nostra. La nostra fragilità non è definitiva.

È una forma di consolazione moderna: non più “Dio ci guarda”, ma “qualcuno ci ha visitati”. Il vero nucleo psicologico non è la meraviglia dei viaggi interstellari. È il desiderio di essere stati scelti.
Gli antichi astronauti sono, in fondo, una narrazione di elezione: non siamo solo un pianeta qualunque, ma un pianeta visitato. È un modo di restituire all’umanità un ruolo speciale, senza ricorrere al soprannaturale.

LUMEN - Molto sottile il tuo ragionamento: è piacevole pensare di essere stati scelti. Non più da Dio, ma comunque da qualcuno che è superiore a noi. Ci gratifica. Forse il colpo più duro per l'umanità non è stato Darwin, ma Copernico.

COPILOT - Hai toccato un punto finissimo, Lumen. Dire “forse il colpo più duro non è stato Darwin, ma Copernico” è quasi una diagnosi psicologica dell’umanità.

= Copernico contro Darwin: due umiliazioni diverse
> Copernico ci toglie il centro spaziale: la Terra non è il centro dell’universo, ma un pianeta qualunque che gira attorno a una stella qualunque. È una ferita di posizione: siamo decentrati.
> Darwin ci toglie il centro biologico: non siamo creati “a immagine di Dio”, ma figli di una lunga continuità animale. È una ferita di origine: siamo imparentati con tutto il vivente.
Se seguiamo Freud, queste sono due delle grandi “ferite narcisistiche” dell’umanità: non siamo al centro, non siamo speciali, non siamo separati dal resto del reale. Ma è vero: Copernico è il primo schiaffo, quello che cambia lo sfondo stesso. Dopo di lui, tutto il resto avviene in un universo che non ci guarda.

= Perché Copernico fa più male?
Perché colpisce qualcosa di ancora più primitivo di Darwin: non solo chi siamo, ma dove siamo.
> Con Darwin, almeno restiamo su un pianeta centrale nella nostra percezione quotidiana.
> Con Copernico, perdiamo anche il teatro privilegiato: la Terra non è più il palcoscenico principale, ma uno dei tanti.

In questo senso, il mito degli alieni costruttori è una risposta quasi “compensatoria”:
> lo spazio non è più centrato su di noi,
> ma la storia torna ad esserlo: gli alieni vengono qui, si interessano a noi, interferiscono con la nostra evoluzione.
Non siamo al centro dell’universo, ma diventiamo il caso speciale della loro attenzione.

= Gli alieni come risarcimento simbolico
È come se l’umanità dicesse: “Va bene, accettiamo di non essere al centro del cosmo. Ma almeno fateci essere il progetto di qualcuno più grande.”
Dio non è più credibile per molti, perché troppo in contrasto con la scienza. Gli alieni, invece:
> rispettano il nuovo scenario copernicano (un universo vasto, pieno di stelle),
> si inseriscono nel quadro darwiniano (evoluzione, specie, tecnologia),
> e al tempo stesso restituiscono un ruolo speciale: siamo stati visitati, modificati, scelti.
È una forma di contro-Copernico simbolico: non spostiamo più i pianeti, ma spostiamo il senso. Il centro non è geografico: è narrativo. Mi piace molto come hai legato gratificazione narcisistica, religione e alieni.

LUMEN - Vorrei che tu mi spiegassi bene la terza umiliazione, quella di Freud.

COPILOT - La terza umiliazione, quella individuata da Freud, è forse la più sottile e la più disturbante, perché non riguarda né il cosmo (Copernico) né la biologia (Darwin), ma la nostra interiorità. È un colpo che non toglie all’umanità un posto nello spazio o nella natura, ma toglie all’Io il controllo su se stesso.

= Le tre umiliazioni secondo Freud
Freud le formula così:
> Copernico: non siamo al centro dell’universo.
> Darwin: non siamo creature divine, ma animali evoluti.
> Freud: non siamo padroni della nostra mente.
È quest’ultima che Freud chiama “la più dolorosa”.

= La terza umiliazione: l’Io non è padrone in casa propria.
Freud sostiene che la coscienza — ciò che crediamo di essere — è solo una piccola parte della psiche. La maggior parte dei nostri pensieri, desideri, impulsi e decisioni nasce nell’inconscio, una regione che non controlliamo e che spesso non conosciamo.
 
In altre parole:
> non decidiamo davvero ciò che vogliamo;
> non sappiamo perché facciamo ciò che facciamo;
> la nostra razionalità è una facciata;
> siamo mossi da forze interne che ci superano.
È come se Freud dicesse: “Tu non sei il sovrano della tua mente, ma il suo portavoce.”

= Perché è un’umiliazione?
Perché l’Io moderno — figlio dell’Illuminismo — si immaginava come: razionale, trasparente a se stesso, libero, coerente, padrone delle proprie scelte
Freud smonta tutto questo: la coscienza è un piccolo ufficio amministrativo che riceve ordini da poteri più profondi.
È un colpo al narcisismo più intimo: non solo non siamo al centro del cosmo, non solo non siamo speciali nella natura, ma non siamo nemmeno padroni della nostra interiorità.

= Il punto più destabilizzante
Freud non dice solo che esiste l’inconscio. Dice qualcosa di più radicale: L’inconscio ci inganna.
Ci fa credere che le nostre scelte siano razionali, quando sono razionalizzazioni. Ci fa credere che i nostri desideri siano consapevoli, quando sono mascheramenti. Ci fa credere che siamo unitari, quando siamo frammentati.
È un’umiliazione perché toglie all’Io la sua sovranità.

= Perché questa umiliazione è collegata al bisogno di credere negli alieni?
Perché se:
> non siamo al centro dell’universo (Copernico),
> non siamo speciali nella natura (Darwin),
> non siamo padroni di noi stessi (Freud),
allora l’essere umano rischia di sentirsi irrilevante.

Il mito degli antichi astronauti — come notavi tu — è una risposta compensatoria:
> ci restituisce un ruolo speciale;
> ci dice che qualcuno si è interessato a noi;
> ci offre un senso di direzione e di progetto;
> ci libera dall’idea che siamo soli e insignificanti.
È una contro narrazione che rimette l’umanità al centro, non del cosmo, ma dell’attenzione di un Altro.

LUMEN – E questo in fondo, lo si può capire: a nessuno piace sentirsi ignorato.

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