L'inquinamento progressivo dell'ambiente, anche se appare più evidente sulla terraferma, non risparmia neppure gli oceani, nonostante la loro vastità.
A questo inquietante argomento è dedicato il post di oggi, tratto dal blog 'Un Pianeta non basta' dell'amico Agobit (LINK).
LUMEN
<< Il grande business della produzione e vendita nei prossimi anni di un miliardo di vetture elettriche, di miliardi di batterie, di accumulatori, di motori magnetici per pale eoliche e di milioni di pannelli solari, e di tutto ciò che è connesso alla economia green (ma non solo, anche di microchip e di armi di precisione) sta portando all'inizio della grande corsa verso i fondali oceanici, dove gli elementi nobili titanio, cobalto, manganese, litio ecc. e le terre rare necessarie alla nuova produzione, abbondano in modo superiore agli attuali giacimenti terrestri in Congo o in Cile.
Come sempre ai primi posti nella corsa all'accaparramento c'è la Cina con le sue industrie di Stato, ma non solo: le multinazionali con sede a Bruxelles, l'americana Lokheed per le armi, la Tesla ecc.
Nel silenzio generale dei media, con le bocche tappate dei movimenti verdi che al riguardo tacciono in modo assoluto, si sta per realizzare la piu grande devastazione ambientale a livello planetario con operazioni di scavo, di estrazione, di sommovimento (anche con esplosivi), di abbattimento, di trascinemento, di frantumazione e di immissione di sostanze chimiche nei fondali oceanici, con la distruzione senza precedenti della biodiversita' e la rovina dell'ecosistema oceanico di assorbimento del carbonio e della liberazione di ossigeno (circa il 50 % dell'ossigeno in atmosfera viene dai fondali oceanici).
E' una opèerazione che fa impallidire tutti gli altri tipi di inquinamento e devastazione industriale della terra e dei mari degli ultimi decenni.
Le grandi multinazionali che hanno deciso la svolta green nell'economia, tra cui i colossi produttori delle rinnovabili, hanno avviato le procedure per iniziare l'esplorazione e i primi sbancamenti delle profondita oceaniche : una regione di pianure abissali ampia quanto gli Stati Uniti continentali, situata in acque internazionali e che si estende dalla costa occidentale del Messico al centro del l'Oceano Pacifico, appena a sud delle Isole Hawaii.
Allo scopo hanno ottenuto dall'ISA (agenzia Onu composta da circa 50 persone che ha autorita' su tutti i fondali in acque internazionali) i permessi per iniziare lo scavo dei fondali e l'inizio della estrazione del prezioso fondo oceanico che, oltre a contenere nelle proprie viscere i metalli rari preziosi per la produzione delle batterie, dei microchip, dellle armi e dei motori elettrici, costituiscono l'ambiente che supporta migliaia di nuove specie ancora sconosciute avviate alla distruzione senza neanche essere catalogate e studiate (con importanti perdite non solo per la biodiversita, ma anche per la medicina e la biochimica, derivando molti farmaci e prodotti utili dalle componenti fisiologiche che sono il prodotto sintetizzato da innumerevoli specie naturali).
In nome della nuova religione green con i suoi idoli (Riscaldamento Climatico, Rinnovabili, Sostenibilità ecc.) si prepara così l'ennesima distruzione ambientale politicamente corretta. Il massacro degli oceani è ovviamente accompagnato dal solito silenzio: quello sulla responsabilità della crescita della popolazione umana senza limiti, cioè la vera causa di tutte le devastazioni ambientali del pianeta.
E' proprio di questi giorni (giugno 2023 - NdL) la notizia che le grandi multinazionali che guidano l'economia verde, sotto la guida di una holding controllata da Singapore, stanno preparando il piano per co-finanziare con 150 miliardi di dollari la costruzione di 123 megalopoli in Africa, tutte alimentate - secondo i progettisti - con "energia sostenibile" (sic!), servizi idrici, trasporti e infrastrutture comprese, con buona pace (eterna) delle foreste e delle selve africane e della loro biodiversità. >>
AGOBIT
Aggiungo, a completamento, un breve stralcio dell'articolo di riferimento riportato da Agobit in calce al suo post (Giovanni Brussato - “Salvare la Terra. Oceani Esclusi ?" - da L'Astrolabio). Lumen
<< Conosciamo meglio la superficie di Marte che i fondali oceanici, l'oceano profondo costituisce oltre il 95% dello spazio dove c'è vita sul pianeta, ma solo circa lo 0,0001% dei fondali marini profondi è stato studiato.
I biologi scoprono nuove specie in quasi ogni spedizione di esplorazione scientifica, ci sono temi di assoluta rilevanza, come il ruolo degli oceani nel ciclo del carbonio planetario e le potenziali risorse per la medicina umana presenti nella vita biologica da comprendere compiutamente.
L'attività mineraria rischia di modificare irreparabilmente, o distruggere, habitat che non conosciamo o di cui non abbiamo nemmeno cominciato a comprendere le caratteristiche.
Come dicono all’Ocean and Marine Wildlife Conservation Initiatives: “È importante. Perché rischiamo di perdere per sempre qualcosa di cui non abbiamo ancora nemmeno conosciuto l’esistenza”.
Eppure, su questi rischi, nel nostro paese – e negli altri paesi avanzati protagonisti della transizione – non si dice neppure una parola, quasi non ci riguardassero o forse perché toccano nervi scoperti, aspetti contraddittori di una decarbonizzazione spinta di cui non sono ancora chiari né gli esiti né i costi.
Le stesse dichiarazioni delle compagnie minerarie inconsapevolmente squarciano il velo di riservatezza sui reali costi sociali ed ambientali. Dovremo estrarre enormi quantità di metalli devastando innumerevoli ecosistemi. >>
GIOVANNI BRUSSATO
Buona domenica Lumen.
RispondiEliminaFortunatamente sembrerebbe che tale estrazione non sia profittevole. Anni fa fallì la "Nautilus Minerals", recentemente invece è stato il turno della norvegese "Loke Marine Minerals".
Su tale argomento mi permetto di condividere anche l'ottimo articolo dello "stregone onesto", anche lui molto attento sul tema energetico/ambientale.
https://thehonestsorcerer.substack.com/p/deep-sea-delusions-802
Per ora l'unica estrazione profittevole dai fondali oceanici è quella dei diamanti e oro tra la Namibia e il Sudafrica per ovvie ragioni di prezzo.
Eliminahttps://www.youtube.com/watch?v=18wVTPm1qpg
Estrarre invece per la massa le risorse (che dovranno essere a buon mercato) necessarie per auto elettriche è un altro discorso.
Ad ogni modo penso che siano tutti progetti destinati a schiantarsi contro il muro dei limiti fisici del pianeta.
A mio avviso non manca ancora molto per far capire alla gente che la festa capitalista è ormai sulla via del tramonto. Gli ultimi due trimestri italiani fanno segnare un segno negativo e una stagnazione, e questo con i miliardi del PNRR che vengono sprecati in progetti totalmente inutili.
La stessa auto elettrica non è nata mica per salvare l'ambiente, ma per salvare le case automobilistiche.
Il progetto sta evidentemente fallendo e quindi si procederà a licenziamenti di massa come recentemente ha ufficializzato VW con 35.000 tagli.
Il declino demografico dei consumatori poi farà il resto.
Anche in LTG in tutti e 10 gli scenari la popolazione avrebbe raggiunto un picco con una successiva discesa più o meno repentina. Terribile come a distanza di 50 anni quel modello sia ancora così tragicamente preciso.
Grazie per la consolante notizia, Gian, e bentornato.
EliminaPurtroppo resta confermato che non c'è e non ci sarà mai nessuna volontà autentica di preservare l'ambiente.
Si fermano solo se non c'è la convenienza economica.
È sempre meglio di niente, ma è troppo poco.
Quanto al declino demografico dei consumatori, anche se da un lato è una notizia positiva (meno consumatori, meno peso antropico) le conseguenze sull'equilibrio economico possono essere devastanti.
RispondiEliminaPer cui avremo dei grossi ritorni negativi prima di poter vedere quelli positivi.
Purtroppo andrà esattamente così. Nei prossimi 5/10 anni 6 milioni di individui andranno in pensione nel nostro Paese e troppi pochi giovani potranno rimpiazzarli. E la mia attenzione va a quei lavori non da ufficio che pensano che siano loro a far andare avanti la baracca, ma a quelli che tengono realmente a galla una moderna società.
EliminaAi tecnici che salgono sui piloni dell'alta tensione, a chi getta l'asfalto o a chi fa manutenzione e costruzione di grandi impianti civili e industriali, a chi deve manutenere la rete infrastrutturale civile nazionale, alle miriadi di tecnici del tessuto produttivo italiano.
Quei lavori, per quanto la propaganda immigrazionista può raccontarcela, non puoi sostituirli con gli immigrati provenienti dal Sahel.
Ho letto un mesetto fa che nel produttivo Veneto, 1/3 degli imprenditori è pronto a vendere/lasciare l'azienda senza nemmeno pensare minimamente di lasciarla ai figli, i quali "giustamente" possono ormai campare di rendita.
E come dargli torto in effetti? Troppa burocrazia, troppe tasse, troppi sbattimenti nel gestire decine o centinaia di dipendenti. Il tutto poi si aggiunge ad una situazione economica disastrosa in cui molte realtà produttive galleggiano o addirittura sono in rosso da diversi anni e non vedono all'orizzonte nessun minimo segnale di ripresa e sono sempre meno competitive ormai a causa dei prezzi dell'energia. Un cocktail letale insomma.
Lo sfascio a cui siamo andando in contro fischiettando allegramente non è minimamente percepito dalla stragrande maggioranza degli individui che ci circondano, ma lo farà a tempo debito solo quando sarà troppo tardi per cercare, non dico di risolvere il problema perché è ormai impossibile, ma anche solo di alleviarlo, magari cercando già da ora di incentivare il più possibile istituti tecnici e professionali.
Ma nulla sembra accadere e quindi il disastro socio-economico si preannuncia di proporzioni immani.
Il paradosso è che quasi tutti gli indicatori finanziari sembrano positivi.
EliminaMi chiedo se non vengano fatti dei movimenti ad hoc per ottenere questi risultati (apparenti).
Se ti riferisci alla notizia riportata ovunque che il PIL italiano e a +0,4% nel 2025 ocio che c'è il trucco.
EliminaIn pratica non me ne capacitavo neanche io perché se il primo trimestre 2025 è a +0,3%, il secondo è a -0,1%, il terzo è a crescita nulla, qualcuno mi spiega come si fa ad arrivare a +0,4% quando , al paese mio, per ora, la crescita nel 2025 è +0,2%?
Ebbene fanno la cumulata dall'ultimo trimestre 2024 che segnava +0,2%!
Come dice l'adagio ci sono tre tipi di bugie: piccole bugie, grandi bugie e le statistiche!
Che poi in realtà il PIL è fermo già da anni, sono cresciuti solo i prezzi e il PIL si basa sul valore delle transazioni finanziarie, ma il mondo reale si è contratto, ha rallentato.
EliminaSappiamo infatti che i prezzi di quasi tutti i prodotti sono aumentati anche del 50% negli ultimi 2 anni.
Se un'azienda vende 100 penne a 200€ guadagna 20.000€.
Tuttavia se vende anche 70 penne a 300€ (quel famoso 50% in più) avrà guadagnato 21.000€.
Però ha venduto il 30% in meno di penne!
Ciò vuol dire che avrà avuto bisogno di meno materia prima, meno manodopera, meno trasporti, etc.
In pratica il mondo reale, quello fisico, si è contratto. Il flusso di materia è diminuito.
Nonostante tutto, a coloro che sono all'apice del sistema neoliberista non importa.
Se prendiamo come esempio l'azienda di penne di prima, il guadagno, nonostante si è venduto il 30% in meno di prodotti, è aumentato del 5% su base annua!
Festa per tutti gli shareholders !
Business As Usual fin quando si può, ma sempre per meno persone, si intende.
Grazie per i chiarimenti sul PIL.
EliminaMa anche gli indici di borsa, a ben vedere, sembrano segnalare la consueta tendenza positiva e non una crisi potenziale.
Temo che lo scollamento tra economia e finanza sia diventato irrecuperabile.