venerdì 23 luglio 2021

Sovrappopolazione: domande e risposte – 6

Obiezioni e risposte sul tema della sovrappopolazione, in un testo dell'associazione Umanitamtam (sesta parte). LUMEN.


<< 22) “Chi sostiene la limitazione delle nascite vuole una politica autoritaria, come quella del figlio unico in Cina!”

Tutto il contrario: chi vuole limitare le nascite ha l’obiettivo di evitare che regimi autoritari diventino in futuro una necessità. In Cina la politica del figlio unico (in vigore fino al 2013 e poi sostituita con elevate sanzioni in caso di un terzo figlio) fu attuata dopo i risultati catastrofici della cultura natalista promulgata dal regime di Mao Tze-Tung, che aveva rischiato di portare il paese al collasso.

Se diamo il via libera alla fertilità, in futuro sempre più governi del mondo, sopraffatti da questo problema, potrebbero vedersi costretti a politiche simili, con tutti gli orrori connessi: violazione della libertà, aborti forzati, infanticidi.

Se invece oggi conduciamo politiche di incentivazione non coercitive per ridurre la natalità, è molto più probabile che limiteremo l’uso di metodi autoritari in un secondo momento. In un modo o nell’altro, essendo la Terra una superficie limitata, dovremo fermare la nostra crescita. Farlo lentamente oggi e su base volontaria ci risparmierà il compito di doverlo fare domani forzatamente.

 

23) “Le persone non vogliono affrontare questo argomento, che le fa sentire irritate e offese!”

Ma meno di quanto si potrebbe temere. La maggior parte di persone è in grado di intendere la natura del problema della sovrappopolazione, se adeguatamente spiegato, e il necessario equilibrio fra libertà individuale e vincoli collettivi.

C’è un grosso divario fra gran parte dell’opinione pubblica, che non avrebbe problemi a discutere obiettivamente su questo argomento, e la posizione natalista, dichiarata della maggior parte dei politici, verosimilmente in malafede e al solo scopo di compiacere chi ha voglia di seguire il proprio istinto di fare quanti figli vuole indipendentemente da tutto.

Molte persone già sono preoccupate dal rischio di lasciare ai propri figli un mondo invivibile. L’idea di una moderazione demografica è quindi pronta per essere accettata dal pubblico, più di quanto creda la maggioranza dei leader politici. Nonostante l’opposta propaganda politica e religiosa, la riduzione della fertilità, pur in misura insufficiente, si sta già verificando in un certo numero di paesi sviluppati, Europa e Giappone in particolare.

 

24) “Le maggiori religioni, seguite da miliardi di persone, sono nataliste, quindi la diffusione della moderazione della fertilità è destinata a fallire!”

Non è detto. Nonostante di solito gli alti esponenti delle religioni più diffuse non si dicano d’accordo sulle politiche della moderazione della fertilità, analizzando i dogmi di quelle religioni si scopre che con tale moderazione essi non sono in contraddizione.

Comunque tutto questo è secondario. Le persone che davvero si comportano secondo la religione che dicono di professare sono in realtà poche (basti pensare a quanti sedicenti cattolici obbediscono al comandamento di santificare le feste ogni domenica, o arrivano vergini al matrimonio, o rinunciano a divorziare). La stragrande maggioranza di persone che dicono di appartenere a una religione in realtà forzano l’interpretazione dei dogmi di quella religione a seconda di come a loro piace comportarsi.

Dunque, più che affrontare la religione c’è da affrontare il fatto che semplicemente le persone vogliono fare figli. Ad esempio nessun cattolico, anche fra i più religiosi, fa figli per obbedire al comando “andate e moltiplicatevi” (fra l’altro pensandoci bene secondo la versione cattolica della Bibbia questo comando è stato dato da Dio a due persone, non necessariamente era rivolto a tutta l’umanità di tutte le generazioni future).

Fare figli è, per la maggior parte delle persone, un istinto naturale, che solamente dopo viene eventualmente giustificato con argomentazioni religiose o di altro tipo. La variabile importante non è la religione, ma l’istruzione: in media le persone più istruite tendono a fare figli solo se possono permetterselo economicamente, mentre le persone meno istruite fanno figli senza curarsi di questo aspetto.

L’educazione alla moderazione della natalità ha quindi poca presa sulle persone che hanno un’età alla quale, secondo le usanze della propria nazione, solitamente si fanno figli.

Infatti si tratta di un’età in cui il percorso di studi si è concluso, ammesso che un qualche percorso di studio sia stato intrapreso, e queste persone non sono affatto disposte a riconoscere la necessità di una decrescita della popolazione se questo è per loro un argomento nuovo, o comunque non sono disposte ad agire di conseguenza (verrebbe da dire che anziché al bene della collettività antepongono la propria famiglia, ma in realtà è anche la propria famiglia a subire danni derivanti da un inadeguato numero di figli).

Maggiori speranze possiamo riporre sulla sensibilizzazione e sull’istruzione dei più giovani. In ogni caso, la divulgazione dell’opportunità di una moderazione della natalità e dei danni che le nostre nazioni e il nostro pianeta stanno avendo e potranno avere in futuro, ha senso che sia rivolta a chiunque ed ha senso che inizi da subito, sperando di raggiungere ed educare il maggior numero di persone possibile: religiosi e non, adulti e giovani.


25) “Ormai è troppo tardi per agire!”

Certo che se a partire dagli anni ‘50 tutte le nazioni del mondo avessero cominciato a occuparsi della sovrappopolazione sarebbe stato molto meglio. Non possiamo sapere se vincerà l’intelligenza e lo spirito di responsabilità di chi ha capito il problema o l’ignoranza e l’ideologia dei natalisti. Sta di fatto che non abbiamo scelta: dobbiamo provare a rendere ancora possibili il benessere dell’ambiente e dell’umanità. Prima agiamo, meno drastici e liberticidi dovranno essere i rimedi da applicare. >>

UMANITAMTAM

(segue)

11 commenti:

  1. "Maggiori speranze possiamo riporre sulla sensibilizzazione e sull’istruzione dei più giovani."

    Da noi non c'è certo bisogno di sensibilizzare i giovani e istruirli. Capiscono da sé come il mondo funziona e cosa li aspetta. Il netto calo della natalità in Italia e nel primo mondo non è stato il risultato di nessuna istruzione ed educazione. I bambini e anche i ragazzi "imitano" i grandi, a cominciare dai genitori. E i genitori italiani molti figli non li vogliono più, al massimo due. Le famiglie numerose in Italia non sono tante e in genere sono religiose. Insomma, noi siamo o saremmo a posto con la demografia, anzi c'è il rischio reale di un calo eccessivo che ci obbliga ad importare manodopera straniera.
    Il discorso diretto sulla natalità va contro la sensibilità comune (credo io: di certe cose non si parla). A dire il vero i religiosi non si fanno scrupoli di incitare a procreare, l'argomento l'affrontano eccome.
    Ma come faremmo noi a mettere in guardia giovani e meno giovani dal rischio della sovrappopolazione? Non ce n'è bisogno, se ne accorgono da soli. Vedono come hanno risolto la questione i loro genitori e sono preoccupati per il proprio futuro, ciò che non è un incentivo ad avere molti figli. Anzi, molti uomini e donne da noi hanno rinunciato del tutto ad avere figli, ciò che a me nemmeno piace sembrandomi innaturale, contro natura, ed è anche la rinuncia o la negazione del futuro. Forse la nostra civiltà è davvero al tramonto, il futuro non le importa.

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    1. In effetti, se penso ai nostri giovani, mi sento abbastanza ottimista.
      Mi pare che, almeno qui da noi (nel terzo mondo non so), siano abbastanza convinti che se è giusto avere dei figli, averne troppi non è una cosa desiderabile sotto nessun punto di vista.
      Purtroppo i meccanismi di riduzione demografici hanno una bisogno di tempi lunghi per portare i loro effetti.
      Però mi sembra un buon punto di partenza.

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  2. “Ormai è troppo tardi per agire!”

    La questione o esplosione demografica è stata avvertita da pochi. Persino la sinistra ha ignorato il problema considerandolo anzi reazionario, borghese ecc. Con l'argomento sciocco che c'è o ci sarebbe da mangiare per tutti (tutta colpa del capitalismo se esistono ancora miseria e fame). In effetti è grazie al capitalismo e all'innovazione tecnologica che oggi possono vivere
    su questa Terra qualcosa come otto miliardi di persone. Solo che il capitalismo non aveva per obiettivo il bene dell'umanità, bensì il profitto, e ha esagerato (e continua a ignorare la demografia, anzi più siamo più cresce il profitto). Adesso o presto però saremo al redde rationem.
    Personalmente penso che sia troppo tardi per rimediare, ma sono forse troppo pessimista.

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    1. Caro Sergio, il capitalismo, con la sua eccezionale efficienza, può essere visto come un moltiplicatore dell'entropia, il famoso secondo principio della termdinamica, che guida e condiziona tutto il nostro universo.

      Ma, in questo sistema, ci siamo dentro da troppo tempo e, da soli, non avremo mai la forza di metterlo in discussione ed uscirne spontaneamente.
      Si tratta - parafrasando un famoso detto - di rinunciare alla gallina di oggi per avere (almeno) un uovo domani.
      Nessuno accetterà mai una prospettiva simile.

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  3. Punto 25:
    A chi sostiene (anche in perfetta buona fede) tale posizione, si puo'/ deve sinteticamente rispondere: Meglio tardi che mai...

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    1. Esattamente.
      La scusa è talmente puerile da far sospettare la mala fede.

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  4. Vorrei ricordare ai Cattolici che Gesù era figlio unico.

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    1. Su questo punto si potrebbe discutere: vi sono passi testuali, infatti, da cui risulta che Gesù aveva dei fratelli.
      Ma a livello simbolico, l'unico da considerare visto il personaggio (di cui storicamente nulla sappiamo) sicuramente si tratta di un figlio unico, a sua volta senza figli.
      Il che potrebbe rappresentare il simbolo di una umanità non troppo prolifca.

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  5. Un ragazzo prossimo al matrimonio intervistato in un Documentario scientifico (antropologico-culturale) recentemente trasmesso in TV affermava tranquillamente di volere VENTI figli... Personaggi di qs tipo (da "santificare subito" per i popolazionisti di qualsivoglia colore ideologico-politico-religioso) dovrebbero urgentemente leggere e meditare testi come questo di Umanitamtam... Saluti (Claude)

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    1. A parte la totale assenza di rispetto per la sua futura moglie (20 parti non sono una passeggiata) è evidente che si tratti di un incosciente, che non si pone il problema di come mantenerli.
      Oppure è solo uno di quei furbastri che contano sull'intervento dello Stato (tanto paga Pantalone).
      Una affermazione da brividi, in tutti i sensi.

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    2. La razzista anti italiana Kyenge ha 37 (semi)fratelli.

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