VIVA GLI HOBBY
Dedicarsi al proprio Hobby preferito rappresenta, dopo il sesso, il passatempo più piacevole, quasi un vero 'scopo' della vita.
L'oggetto dell'hobby, di per sé, è irrilevante e può essere il più vario, perchè ognuno, in queste cose, deve seguire il proprio istinto naturale.
E' necessario però che l'hobby, per poter essere davvero piacevole e rilassante, rispetti queste 4 regole auree:
= Non deve essere competitivo, per tenere fuori lo stress che avvelena la vita di tutti i giorni.
= Non deve essere costoso, per non costringere a sacrifici economici o a rinunce
= Non deve avere conseguenze per gli altri, per non essere condizionati dalle loro esigenze.
= Non deve imporre scadenze o impegni, perchè il 'tempo libero' deve essere veramente libero.
Gli hobby che non rispettano queste condizioni potranno anche essere piacevoli, ma lo saranno solo in alcuni momenti, che non possiamo controllare; mentre un vero hobby deve essere piacevole sempre.
LUMEN
IPOCRITI INCONSAPEVOLI
Come esistono gli ipocriti per calcolo, che tutti ben conosciamo, così esistono anche gli ipocriti inconsapevoli.
Sono quelle persone che ammirano e sostengono determinati comportamenti sociale, teoricamente virtuosi ma potenzialmente dannosi, solo perchè non ne hanno mai subito le conseguenze sulla propria pelle.
Questo è il ritratto impietoso che ne ha fatto Marcello Veneziani: “ama i lontani e detesta i vicini, accoglie i migranti e respinge i residenti, idealizza l’umanità e schifa il popolo”.
Non si poteva dire meglio.
LUMEN
LA CORSA DELLA MODA
La moda non è altro che una corsa ad inseguimento che non ha mai fine,
Le persone ricche scelgono il loro look allo scopo specifico di distinguersi dalle persone comuni.
Queste, però, cercano di copiare il look dei ricchi per sentirsi come loro.
A quel punto, i ricchi decidono di cambiare il proprio look per distinguersi, ma le persone comuni li copiano nuovamente, e si continua così, all'infinito.
Non per nulla, in certi periodi storici, i vestiario era strettamente collegato al rango sociale ed era espressamente vietato dalla legge indossare gli abiti di un rango superiore.
LUMEN
POVERO MARX
C’è una famosa affermazione di Karl Marx che dice: “I filosofi hanno solo interpretato il mondo, ora si tratta di cambiarlo”.
E' una frase a suo modo affascinante, ma che risulta – ahimè – completamente errata.
Anzitutto i filosofi non hanno interpretato il mondo ma hanno solo cercato di farlo, senza però riuscirci (per riuscirci c'è voluta la scienza).
Ma soprattutto, cambiare il mondo (sottinteso: con la politica) non è possibile, perchè le uniche cose che cambiano davvero il mondo (nei limiti in cui può essere cambiato) sono le innovazioni tecniche.
La politica può solo gestire lo status quo, oppure aggiungere altre tragedie a quelle che già ci dispensa la natura.
Povero Marx. Lui è stato molto bravo nell'intuire che sono i rapporti economici a guidare la storia (il famoso 'materialismo storico'), ma avrebbe dovuto fermarsi lì.
LUMEN
AU CONTRAIRE
Una delle cose più tristi della politica italiana (ma forse non solo italiana) è che le opposizioni, salvo rarissime eccezioni, sono sempre contrarie alle proposte ed alle decisioni della maggioranza.
La cosa può sembrare ovvia, ma non lo è, perchè la maggioranza non può sbagliare sempre; le opposizioni invece sembrano contrarie per principio (a prescindere, come diceva Totò), qualunque sia il contenuto della proposta.
E questo vale per ogni legislatura, qualunque sia la parte politica che si trova al governo oppure all'opposizione, dando l'impressione che i partiti stiano badando più ai propri interessi elettorali (futuri) che a quelli della nazione.
Viene in mente quel tizio che, intervistato su quale fosse la propria opinione su un certo argomento, rispose candidamente: “sono di opinione contraria”.
LUMEN
A proposito del 'materialismo storico' di Marx, su wiki ho trovato questa bella precisazione:
RispondiElimina<< L'analisi di Karl Marx è materialistica perché considera come determinanti per lo sviluppo della storia umana e per la creazione di un ordine sociale diversi fattori strutturali materiali (...), in particolare tecnologici ed economici.
Questa visione della storia si differenzia da quella degli idealisti, che alla base dei cambiamenti politici e sociali pongono la politica, la filosofia, l'arte o la religione, quelli cioè che Marx chiama [solo] elementi sovrastrutturali. >>
HOBBIES E CAVALLU
RispondiEliminaParrebbe derivare dall'inglese arcaico hobit il termibe hobby, con il quale si identificava il cavallo preferito sia in battaglia che nelle carriere o prove di abilità. Roba da ricchi, comunque ché i poveracci non hanno mai inventato un tubo.
Nessun hobby è praticabile convenientemente se non si possiede un garage oppure una cantina, in modo da sfuggire alle critiche, canzonature della mogliera oppure della suocera convivente.
Se dio esistesse non avrebbe creato le zanzare, né le suocere.
CAVALLI E NON CAVALLU, ovviamente....
RispondiEliminaTi ringrazio per la nota etimologica, che trovo convincente.
EliminaIn effetti, una volta il tempo libero poteva essere appannaggio esclusivo delle elites (che magari si annoiavano pure), ma al giorno d'oggi un po' di tempo per gli hobby lo abbiamo tutti.
Chi non li pratica, accampando scuse di vario genere, lo fa solo perchè non ne comprende il valore psicologico rigenerante.
Quanto ai problemi famigliari interni, passo la mano, avendo la fortuna di avere una moglie comprensiva (forse anche perchè munita lei stessa di hobby adeguati).
Etimologico Nocentini
Eliminahobby s.m. [1956]
~ occupazione perseguita con impegno e passione nel tempo libero dal lavoro consueto.
PRESTITO MODERNO DA LINGUE GERMANICHE: ingl. hobby, abbrev. di hobbyhorse ‘cavalluccio, giocattolo preferito’, che in origine indicava un cavallo irlandese di piccole dimensioni.
– hobbìsta s.m. e f. [1966].
– hobbìstica s.f. [1968], femm. sost. dell’agg. hobbistico, der. dell’ingl. hobby.
Ho visto ora consultando il dizionario che hobby significa in inglese effettivamente anche cavalluccio oltre che divertimento, passatempo.
EliminaGrazie Sergio.
EliminaDa esperto di etimologia quale sei, mi aspettavo il tuo intervento.
Caro G. V. Palla,
RispondiEliminache dirti? Come saprai qui c'è la democrazia diretta (alcuni dicono semi-diretta) che è un bel, anzi magnifico correttivo all'azione del governo: le leggi possono essere abrogate con un referendum, alcune leggi devono essere tassativamente sottoposte a referendum, ma il colmo è che si può addirittura modificare la costituzione con una cosiddetta iniziativa popolare che per essere approvata deve avere la maggioranza di popolo e cantoni, non sempre facile da ottenere (i cantoni sono 23 e alcuni minuscoli, il cantone di Glarona (ca. 35mila abitanti come il cantone di Zurigo con un milione di abitanti). Saprai poi che di questi mezzi - referendum e iniziativa - si fa largo, a volte persino eccessivo uso a scopo elettorale: si vota spesso, a volte quattro o cinque votazioni all'anno. La partecipazione a queste votazioni è a volte bassissima, intorno al 40%, solo per quelle più importanti (come è stato per il referendum contro lo Spazio Economico Europeo e come sarà sicuramente in caso di votazione sull'adesione all'UE la percentuale sale al 70% e anche oltre). La scarsa affluenza si spiega con il numero eccessivo di referendum e iniziative. L'inziativa con modifica costituzionale (unica al mondo) è stata quasi sempre bocciata, solo negli ultimi decenni ha avuto successo.
Direi che destra e sinistra esistono ancora e si battagliano dentro e fuori il parlamento, ma non in modo così rissoso e ridicolo come in Italia dove l'opposizione, specie di sinistra, è sempre contraria per principio a qualsiasi risoluzione del governo (personalmente trovo la Schlein insopportabile).
Insomma, non si sta male in questo paese che mi sembra ben governato. Come forse saprai abbiamo da oltre mezzo secolo (!) una Grosse Koalition: il governo - sette ministri - è composto da esponenti dei quattro principali partiti in base ai risultati elettorali (due ministri per i primi tre partiti, uno per il quarto). Questi sette ministri sono esponenti socialisti, liberali, democristiani e popolari (attualmente il partito maggiore è il partito popolare svizzero con circa il 30%).
I popolari con i liberali costituiscono la destra, appoggiata a volte da democristiani e Verdi liberali, la sinistra raggruppa i socialisti, i Verdi, e ha talvolta l'appoggio dei democristiani, specie sulle questioni sociali).
Comunque c'è un bel check and balance. Il governo propone leggi, il parlamento le approva o respinge. Ma governo e parlamento sono sempre sotto tiro perché il popolo ha l'arma del referendum e dell'iniziativa. Sia il governo che il parlamento non possono non tener conto di un possibile referendum abrogativo delle leggi. C'è dunque un grande equilibrio. Ma ai politici referendum e iniziativa non vanno troppo a genio (per forza).
Ma comunque la Svizzera non è il paradiso in terra, anche qui ci sono cose che non vanno. Personalmente penso che il regime della democrazia diretta non possa funzionare in un grande paese come l'Italia, la Francia o la Germania, potrebbe paralizzare il paese.
Ma comunque anche la Svizzera sottostà ai vincoli esterni, per es. il diritto internazionale, e a tanti altri condizionamenti, vedi le interminabili diatribe con l'UE e anche con il resto del mondo. Addirittura è stata costretta ad abolire il segreto bancario che sicuramente ha favorito lo sviluppo economico della confederazione.
Insomma, un piccolo paese ordinato, ma - secondo Pardo - terribilmente noioso (ma Pardo apprezzava l'ordine elvetico).
Non so se ho risposto alla tua domanda. Ciao.
Errata corrige
RispondiEliminaHo scritto: " ... il cantone di Glarona (ca. 35mila abitanti come il cantone di Zurigo con un milione di abitanti)."
Non mi sono espresso bene. Intendevo dire che il cantone di Glarona, con appena 35mila abitanti, ha lo stesso peso del cantone di Zurigo con oltre un milione di abitanti). Questa "assurdità" si spiega con la nascita della Confederazione dopo il 1848: i cantoni si sono confederati ma hanno preteso lo stesso peso nelle contese elettorali. E la doppia maggioranza - di popolo e cantoni - ha frenato molte iniziative, quasi sempre bocciate in passato (le cose sono cambiate recentemente). I cantoni della Svizzera interna sono conservatori e cattolici e votano spesso in controtendenza al resto del paese e il loro voto conta (fin troppo, personalmente trovo la doppia maggioranza non democratica - ma l'abolizione della doppia maggioranza è possibile solo con una modifica costituzionale e i piccoli cantoni la respingerebbero - un dilemma insolubile. A meno che la Svizzera non aderisca all'UE e allora l'UE pretenderebbe l'abolizione della doppia maggioranza perche antidemocratica).
COMMENTO di VALLA
RispondiEliminaRingrazio Sergio per la cortese, immediata risposta, come sempre interessantissima e dettagliata, su una realtà a noi vicina, ma di cui in Italia non si parla quasi mai - forse perché il confronto sarebbe imbarazzante...
Ringrazio anche io Sergio per i suoi ottimi chiarimenti, ancora più interessanti perché fatti 'in loco'.
RispondiEliminaQuanto al punto sollevato da Valla in merito ai rapporti tra maggioranza e opposizione, è senz'altro vero che le decisioni importanti vengono prese altrove ed avallate poi da tutti senza troppe difficoltà.
Ci sono però molte decisioni di livello più modesto, che incidono comunque sulla vita dei cittadini, in cui il contrasto dell'opposizione è reale ed ha il solo scopo di mettere i bastoni tra le ruote.
Povero Marx
RispondiEliminaSecondo il grande epistemologo liberale Karl R. Popper, M. fu un valido studioso seriamente intenzionato a migliorare le condizioni economico-sociali dei ceti non abbienti ma che falli' clamorosamente non appena si muto' in profeta storicità rivoluzionario trasformandosi in un altro dei nemici della "società aperta" (insieme a Hegel e al vecchio Platone). Saluti
Errata corrige:
EliminaStoricista (non storicità...)
Credo che Popper avesse ragione.
EliminaMarx era sicuramente un grande studioso ed era, altrettanto sicuramente, animato dalle migliori intenzioni.
Purtroppo era carente nella comprensione dei nostri vincoli biologici, che non consentono a nessuno di cambiare la natura dell'uomo.
Non so che rapporti ci fossero tra lui e il darwinismo, ma forse non ne aveva compreso a fondo le implicazioni (anche perchè, all'epoca, la genetica era ancora ai primi passi).
A proposito del rapporto tra i due personaggi, sul web ho trovato queste brevi note:
Elimina<< Darwin (1809-1882) e Marx (1818-1883) sono contemporanei. Darwin pubblica 'L’origine delle specie' nel 1859, Marx il Primo libro de 'Il Capitale' nel 1867: hanno entrambi, dunque, all’epoca della pubblicazione circa cinquanta anni.
Darwin quasi di sicuro non ha letto nulla di Marx. Questi, invece, ha colto immediatamente il significato rivoluzionario dell’evoluzionismo. Come noto, egli chiese a Darwin l’autorizzazione a dedicargli Il Capitale, ma questi cortesemente rifiutò adducendo la sua scarsa competenza in materie estranee alla biologia.
L’entusiasmo di Marx per l’evoluzionismo deve essere stato peraltro il frutto di una lettura de L’origine delle specie se non superficiale, ideologicamente orientata. Avendo acquisito da Hegel l’idea dell’evoluzione culturale e avendola applicata alla ricostruzione della storia sociale, piuttosto che a quella dello Spirito, egli deve essere rimasto suggestionato dal pensiero darwiniano, che estendeva quell’evoluzione alla vita stessa e, apparentemente, sanciva il progredire della materia verso forme sempre più complesse di organizzazione come una legge. >>
Anche Engels (il sodale di Marx) tentò seriamente di applicare le (presunte) leggi "materialistiche" della Dialettica storico-sociale all'Evoluzionismo biologico (ovvero al mondo naturale) e viceversa finendo però per produrre un "minestrone" scientificamente poco sostenibile. Saluti
EliminaL'evoluzionismo non è facile da comprendere in tutte le sue implicazioni.
EliminaCredo che lo stesso Darwin non ci sia riuscito.
Ci sono voluti gli studi sul DNA e le riflessioni dei biologi moderni (Dawkins su tutti).
Quoto Valla per il pezzo pieno di verità collimanti con la mia visione dell'argomento in evidenza.
RispondiEliminaIl cognome di questo signore o signora mi rimanda alle olimpiadi del 1936, quando la giovane atleta italiana Ondina Valla si aggiudicò la medaglia d'oro in una specialità che adesso non ricordo.
È un signore, molto colto e molto distinto, già mio collega di lavoro.
RispondiEliminaIl suo cognome pertanto mi richiama quello del famoso umanista (Lorenzo Valla).
Ok preso nota thanks......
RispondiEliminaCitazione:
RispondiElimina"“ama i lontani e detesta i vicini, accoglie i migranti e respinge i residenti, idealizza l’umanità e schifa il popolo”
Questo principio mi ha fatto venire in mente quando molti anni fa mi accorsi che il WWF, benemerita associazione, amava gli animali esotici come il panda o la tigre o le balene, ma si disinteressava di quelli domestici.
Non capivo perché, dato che per me tutti gli animali erano meritevoli di rispetto.
Ora capisco che se dovessero occuparsi di animali d'allevamento, o di cani randagi, i membri di tale associazione si sentirebbero sminuiti, sparirebbe il loro snobismo e forse la loro coscienza li obbligherebbe a fare delle scelte etiche in fatto di alimentazione.
Quindi, i capi di tale associazione, compreso il rispettabile Fulco Pratesi da poco deceduto, hanno pensato di rivolgere le loro richieste di denaro a quella parte di popolazione che è sensibile verso la natura, ma solo fino a un certo punto, interpretando così il ruolo di "ipocriti inconsapevoli".
Mi sembra un esempio molto calzante di quello che dicevamo.
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