sabato 16 agosto 2014

Il fascino dell'Ignoto

Uno dei libri più deliziosi di Achille Campanile è, a mio parere, “Vite degli Uomini illustri”, in cui il grande umorista romano rivisita, da par suo, alcuni dei grandi personaggi del passato e, soprattutto, i luoghi comuni che ne accompagnano la fama ed il ricordo.
Quello che segue è il racconto dedicato al grande pittore quattrocentesco Antonello da Messina. Buona lettura.
LUMEN


<< Di Antonello da Messina tutti conoscono il famoso "Ritratto d’Ignoto" e, se non temessi di ripetere una freddura che circola, evidentemente fin dai tempi di Antonello, direi che mai ignoto fu più noto di questo, il suo ritratto essendo riprodotto in tutti i manuali d’arte e in ogni libro dove si parli del pittore siciliano.
C’era da credere che egli fosse l’unico ignoto dell’arte Antonellesca. 
Viceversa, sfogliate l’Enciclopedia. Alla voce Antonello si trova la riproduzione del famoso quadro che occupa un’intiera pagina e reca la scritta: “Antonello da Messina: Ritratto d’Ignoto".
Voltate il foglio e trovate un’altra riproduzione di quadro che occupa un’altra pagina e reca la scritta: “Antonello da Messina: Ritratto d’Ignoto“.
Ora la cosa strana è che questo non è il medesimo ignoto.È un altro ignoto. Si tratta di due ignoti differenti.
Lì per lì si resta perplessi: Come va, vi chiedete, questa faccenda? Forse Antonello faceva soltanto ritratti agli ignoti?

Ebbene, ho indagato e ho scoperto che questa supposizione non è avventata. Come alcuni pittori sono specializzati in ritratti di dame aristocratiche, di artisti, guerrieri, prelati, o celebrità, così Antonello s’era specializzato in ritratti d’ignoti.
La cosa, in verità, come molte faccende dell’arte, nacque per caso. Antonello fece il ritratto d’un tale conosciutissimo.Ma disgraziatamente risultò che non somigliava affatto. 
Esposto il quadro, tutti si domandavano:
“Ma chi è? “
“È il tale. “
“Non è possibile. Non somiglia affatto.“
“ Ma allora, chi può essere? “
“ Vattelappesca.”
Il ritratto non somigliava a nessuno. Interrogato il pittore, questi si vergognò di confessare che non aveva azzeccato la somiglianza e disse:
“È un ignoto. Non mi chiedete di più “.
Un ignoto. La cosa circolò, ebbe fortuna.
Tutti dissero: “Ma guarda che bell’ignoto ha dipinto Antonello”.
Un successone.

Da quel giorno Antonello capì qual era la sua vocazione e si dedicò a effigiare ignoti. Tutti gli ignoti andavano da lui a farsi fare il ritratto.
“Scusate - chiedeva il pittore, quando si presentava un tale alla sua porta - voi chi siete ? “
E quegli: “ Non ve lo posso dire. Fatemi il ritratto“.
Antonello si metteva all’opera. Certe volte, tra una pennellata e l’altra, pensava: Chi sarà? L’altro, zitto.Poi se ne andava tutto intabarrato, desiderando conservare l’incognito.
Esposto il ritratto, la gente diceva: “È somigliantissimo “.
Ma somigliantissimo a chi? Nessuno avrebbe potuto dirlo...
Gli altri pittori crepavano dalla rabbia.
"Bella forza!“ - dicevano - “Anch’io saprei fare ritratti somigliantissimi d’ignoti.”...

Era l’uovo di Colombo. Ma prima di Antonello nessuno ci aveva pensato.
Intanto Antonello aspettava i clienti.
Arrivava un tale.
“Desidero mantenere l’incognito”: gli diceva, invece di presentarsi. E si metteva in posa.
I guai cominciavano al momento di pagare il ritratto.
Me l’ha da pagare, pensava Antonello, una volta partito il cliente a lavoro ultimato, ma dove lo pesco? Non sapeva nemmeno l’indirizzo.
 
La moglie aveva un diavolo per capello.
“Anche tu, “ - gli diceva - “ benedetto uomo: vai a specializzarti proprio in ritratti di ignoti !...”
Una volta si presentarono un vecchio signore ignoto e un giovinotto suo figlio a chiedere d’essere effigiati. Eseguiti i ritratti. Antonello scrisse, sotto quello del vecchio: Ritratto d’Ignoto; e sotto l’altro: Ritratto di figlio d’Ignoto.
Apriti cielo. Esposti i quadri, padre e figlio volevano linciare il pittore. La moglie del vecchio signore querelò Antonello per diffamazione. >>

ACHILLE CAMPANILE


5 commenti:

  1. Da "Se la luna mi porta fortuna"

    Battista era uno di quelli che sperano di trovare un portafogli per istrada.
    Questi strani personaggi, quando rincasano di notte, profittano della solitudine per lanciare occhiate qua e là con la strana speranza. Trovare un portafogli allora, quando le strade son deserte e tutto è favorevole per raccoglierlo ed esaminarne il contenuto, sarebbe il colmo della benevolenza da parte della fortuna. Ma essi sono preparati anche per il caso che lo trovassero di giorno, in una strada affollata. In questo caso, o lo copriranno col piede e aspetteranno, per raccorglielo, che nessuno guardi; oppure si faranno cadere un giornale, o il fazzoletto, o altro e, curvandosi, per raccoglierlo, raccoglieranno anche il portafogli, di cui guarderanno il contenuto solo in luogo appartato. Però, malgrado questi propositi, non trovano mai un portafogli.
    Alcuni temono di non avere il coraggio o la prontezza di raccogliere un portafogli. Si tratta di un timore inutile. Non lo troveranno mai.
    In alcuni, l'idea di trovare un portafogli viene quando hanno un bisogno estremo di denaro. Questa idea ha due fasi. Prima si pensa che sarebbe molto strano trovare un portafogli proprio in questa circostanza. Poi siccome la speranza non conosce ostacoli, si pensa che - chi sa? - il caso è capriccioso e se ne sentono tante.
    Checché se ne pensi, il portafogli non si trova.

    (continua)

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    1. (continuazione)

      All'idea di trovare un portafogli si diventa esigenti. Poche lire non risolverebbero nulla. Si va subito sulle cifre alte e si sale con facilità estrema. Da diecimila a sessanta e centomila lire, non è che un passo. In realtà non c'è nessuna ragione di fermarsi a una cifra. Poi si finisce per pensare che meglio che niente, anche poche migliaia di lire andrebbero bene.
      Comunque, poiché nulla vieta di pensare a cifre esorbitanti, noi consigliamo di sperare in un portafogli contenente cento milioni. Tanto, non si trova lo stesso.

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  2. Grazie, Sergio, per il contributo.
    Grande Campanile !

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  3. (continuazione)

    Questa di trovare un portafogli è una strana idea. Come se si potessero trovare i portafogli! Il denaro non sta quasi mai per terra, e quelle rare volte che ci sta, ci resta pochi minuti.
    [...] L'oro che sta nei sotterranei delle banche manda in giro i suoi rappresentanti in forma di fogliolini di carta. Essi passano ininterrottamente dalle mani dell'uno alle mani dell'altro. È difficilissimo fermarli. E, del resto, appena si fermano, diventano inutili. Per procurarsi questi fogliolini di carta, quasi tutti faticano il giorno intero. Alcuni cercano di averli per mezzo di astuzie, altri li rubano e altri arrivano a eccessi, come minacce, ferimenti e uccisioni. Qualcuno mira soltanto ad accaparrarsene grosse risme. Molti incontrano enormi difficoltà per afferrarne almeno uno e c'è anche chi resta a mani vuote. Certe donne, per averli, sorridono agli uomini, fanno l'occhiolino e concedono le loro grazie. Le persone che li hanno se li scambiano fra loro. È difficile che li diano a quelle che non li hanno, come parrebbe presumibile. La vista di questi fogliolini, generalmente, rallegra tutti.
    Chi, per una ragione o per un'altra, li perde, piange, si dispera e qualche volta giunge a togliersi la vita.
    È rarissimo che siano gettati via. Solo un pazzo lo farebbe. In questo caso, c'è sempre qualcuno che li raccoglie.
    Ce n'è una richiesta straordinaria. Qualcuno, pensando a questi fogliolini, la notte non può prender sonno.
    Essi sono sempre troppo pochi. E - a sentire quello che se ne dice - ce ne vorrebbero tanti e tanti.

    (fine)

    P.S. Caro Lumen, strano: "Vite degli uomini illustri", che tu definisci uno dei libri più deliziosi di A. Campanile (ne desumo che sei un suo appassionato conoscitore) non si trova nella mia edizione di A. C. (Classici Bompiani, 2 voll., circa 3'000 pagine).

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  4. Caro Sergio, ho letto ed apprezzato alcuni libri e racconti di Campanile, ma la sua produzione è talmente vasta che non mi posso definire un appassionato conoscitore.
    Quanto all'antologia della Bompiani, sappiamo tutti che le scelte sono sempre soggettive...

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