mercoledì 3 agosto 2016

Varie ed eventuali – XXV

RAGIONARE PER APPARTENENZA
Una delle cose più sciocche, ed anche più pericolose, che possa fare un essere umano è ragionare per appartenenza.
Dice Alberto Bagnai: “Sono stato educato (…) a ritenermi migliore perché ero nato dalla parte giusta. Poi ho capito che il mondo è talmente ingiusto che una parte giusta non c'è, e ho cominciato a spogliarmi dalla logica dell'appartenenza. >>
Questo non vuol dire che, nei casi di emergenza, non si debba seguire il proprio gruppo, secondo il noto principio americano “right or wrong, my country”.
Ma un conto è collaborare in caso di necessità, e un conto è credere davvero che il proprio gruppo abbia sempre ragione.
Altrimenti si cade nella fede cieca, che non è mai una buona guida.
LUMEN


PROCESSO PENALE
Nel diritto penale occidentale le prove debbono essere raccolte in modo rigorosamente legale, ed è sufficiente un piccolo vizio di forma per escluderle dal processo, anche se, per ipotesi, risultassero fondamentali per accertare i fatti.
Questo principio ha una sua logica giuridica, ma a me pare assolutamente inaccettabile.
Perché se è giusto che nelle cause civili possa dominare il formalismo, nel campo penale no: qui lo scopo del processo non è dare ragione ad una parte contro l’altra, ma ristabilire l’ordine sociale violato e quindi occorre fare tutto il possibile per accertare la verità.
Ne consegue che tutte le prove disponibili, comunque raccolte, dovrebbero essere utilizzabili in un processo, con due sole piccole avvertenze:
1-l’organo giudicante deve essere informato dell’origine della prova.
2-chi ha raccolto la prova in modo illegale deve essere condannato in proprio, per la violazione commessa.
Ma nessuna prova, se risulta davvero utile alla ricerca della verità, dovrà mai essere annullata.
LUMEN


ISRAELE E PETROLIO
Una delle cose più paradossali dello scontro storico ed irriducibile tra israeliani ed arabi è questa: che i "maltrattati" (gli arabi) sono quelli teoricamente più ricchi, perchè hanno il petrolio, mentre i "prepotenti" (gli israeliani) sono quelli teoricamente più poveri perchè il petrolio non ce l'hanno (hanno solo della terra da coltivare).
Curioso no ?
LUMEN


GRANDI CONCERTISTI
Si narra che il grande violinista XXX, mentre si apprestava ad accompagnare al pianoforte il saggio di un suo allievo, si accorse all’improvviso che il suo volta-pagina non era presente in sala.
Se ne lamentò ad alta voce e venne udito dal grande pianista YYY, che si trovava tra gli spettatori, il quale, essendo suo grande amico, si offrì di fare lui il volta-pagina.
Il violinista XXX, sorpreso ed imbarazzato, tentò di dissuadere l’amico, poi, vista l’emergenza, decise di accettare e così il saggio potè avere luogo regolarmente.
Il giorno dopo, un critico musicale se ne uscì con la seguente folgorante recensione: << Ieri sera, abbiamo assistito ad un concerto assolutamente singolare, che ricorderemo a lungo: colui che voltava le pagine avrebbe dovuto suonare il pianoforte; colui che suonava il pianoforte avrebbe dovuto suonare il violino; e colui che suonava il violino avrebbe dovuto voltare le pagine >>.
Non so se l’aneddoto è vero, e non so chi possano essere i signori XXX e YYY. Però è davvero divertente.
LUMEN


ANIMALI E ANIMALISTI
<< La Natura è meravigliosa, ma non è “buona”. È potente e feroce. (…) Se non avete mai visto un pollaio dopo l’irruzione della faina, voi non sapete che cos’è una carneficina. (…).
Non è affatto vero che “i predatori uccidono solo quello che devono mangiare”. I predatori possono uccidere per fare scuola ai cuccioli, o perché l’odore del sangue li eccita, o per altre spigolature della loro complicata etologia. (…)
Ho la fortuna di vivere nella natura da quasi tutta la vita. Posso assicurare che gli animali non sono animalisti. Mi dispiace aggiungere che – in certi casi - molti animalisti non conoscono gli animali. >>
MICHELE SERRA


PETROLIO U.S.A.
<< Il collasso della produzione di petrolio e gas di scisto statunitense sono i due chiodi sulla bara dell'impero USA. Perché?
Perché gli Stati Uniti dovranno affidarsi ad importazioni di petrolio e gas sempre maggiori in futuro man mano che la forza e la fiducia nel dollaro si indeboliscono.
Prevedo un momento in cui i paesi esportatori di petrolio non accetteranno più il dollaro o i Buoni del Tesoro statunitensi in cambio del petrolio. Il che significa dover scambiare qualcosa di valore reale, anziché promesse di carta. (…)
L'impero Usa è un'economia di espansione suburbana che ha bisogno di molto petrolio per mantenere treni, camion e macchine in movimento. Un collasso della produzione di petrolio significa anche un collasso dell'attività economica. >>
STEVEN ROCCO

35 commenti:

  1. "Sono stato educato (…) a ritenermi migliore perché ero nato dalla parte giusta"

    Poi ho capito che non ero io ad essere dalla parte giusta, era la parte giusta ad essere tale perche' era la mia.
    :)

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    1. Ben detto.
      E questo meccanismo mentale è poi alla base di tutti i nazionalismi (la mia nazione è la migliore del mondo, quindi le altre sono peggiori) e di tutti monoteismi (il mio dio è l'unico vero, quindi gli altri sono tutti falsi).

      Si può salvare solo il culturalismo "intelligente": preferisco la mia cultura non perchè è superiore alle altre, ma perchè la conosco bene e ci sono affezionato.

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    2. Oggi l'amor di patria è sospetto, non va bene, può sfociare nel nazionalismo e poi nel fascismo, xenofobia e razzismo, magari anche nell'antisemitismo (mettiamocelo, tutto fa brodo, dobbiamo criminalizzare certa gente).
      Sono un po' stufo di questi discorsi. Si fa un gran parlare di ritorno al nazionalismo in Europa. Io non vedo alcuna mira espansionistica di qualche stato in Europa, a parte il desiderio di conquistare mercati. Gli stati europei lottano per sopravvivere all'omologazione e all'invasione programmate da Bruxelles, dalla massoneria, dal papa (sì, anche papa Francesco ha la sua parte in questo gioco al massacro, basta vedere come Scalfari e Napolitano atei notori lo sostengono).
      Io non sono mai stato in Giappone o negli Stati Uniti, Ho viaggiato poco, per scarsi mezzi ma anche per mancanza d'interesse (poi ho paura di volare ...). Nei documentari vedo paesi e paesaggi stupendi che ammiro, mi fanno persino amare di più questo mondo unico (almeno nel giro di qualche anno luce). Ma il mio mondo resta l'Italia e la Svizzera che conosco meglio: sono il mio spazio vitale in cui mi è più facile raccapezzarmi, anche o soprattutto per questioni linguistiche. E questi posti sono la mia patria (meglio il termine intraducibile tedesco Heimat, derivato da Heim, casa, rifugio, luogo del cuore, in cui ci si sente bene, a proprio agio).
      Ma anche la Heimat alla sinistra imbecille va stretta, odora o puzza di campanilismo, nazionalismo, visione ristretta, e poi naturalmente di xenofobia e fascismo. Basta, imbecilli. E pensare che sono stato anch'io una vita di sinistra.
      Si possono amare gli ideali, si può amare qualcosa che non si conosce bene o punto, come l'astrazione massima, Dio? Ma cos'è questo amore? Io dico che si ama davvero solo ciò che si conosce bene e con cui c'è frequenza o persino comunione di vita. Ciò che è al di là occorre considerarlo con attenzione, rispetto, ma proprio amare non si può. L'amore implica investimento di attenzioni e soldi e da cui è lecito aspettarsi un ritorno. Al di là sunt leones, non si sa mai.

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    3. "Ben detto.
      E questo meccanismo mentale..."

      Mi fa piacere che tu l'abbia intesa cosi', ma nel caso del personaggio significa che, dato che lui ha sempre ragione (e nel suo caso e' estremamente facile, dato che su cose economiche e' sempre possibile avere ragione), allora anche la parte che ha la sua stessa opinione e' dalla parte della ragione. Mentre tutti gli altri, per definizione stupidi, hanno torto.

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    4. "Oggi l'amor di patria è sospetto"

      Ci sarebbe da chiedersi piuttosto come evolvera' il processo di globalizzazione. Cosi' come in italia in un paio di generazioni sono spariti i dialetti (e ricordiamo che ai tempi della prima guerra mondiale i fanti in trincea non avevano una lingua comune con cui intendersi, perche' parlavano solo uno dei mille dialetti italiani), in non troppo tempo e' probabile che spariscano le lingue nazionali, e resti solo l'inglese. I giovani imparano la lingua dai coetanei e dal brodo culturale in cui sono immersi, non dai genitori. E qual e' il brodo attuale?

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    5. Credo che sia difficilissimo fare una previsione.
      Certo il processo di globalizzazione porta, abbastanza inevitabilmente, ad un affievolimento dei sentimenti nazionalisti, magari sostituiti nuovamente da quelli ideologico-religiosi, però è anche vero che, se sono fondate certe previsioni, il processo di globalizzazione potrebbe fermarsi per motivi energetici.
      E allora il sistema della nazioni potrebbe rimanere e rafforzarsi nuovamente.
      Vedremo.

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    6. Basta holliwood e internet, non servono le petroliere.

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    7. Gli uomini sono memi, non geni.

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  2. Serra e gli animalisti

    Brutta gente gli animalisti, vogliono toglierci persino la bistecca. Può anche darsi che ci sia ferocia tra gli animali, ma in genere ammazzano per vivere, sopravvivere, è la legge della natura. Io faccio fatica a guardare gli animali predare e uccidere nei documentari. Ma se mi metto dalla parte della gazzella creperanno i leoncini che sono anche loro carini e indifesi.
    Ma non credo che nel mondo animale ci siano le corride, le lotte fra galli o cani inferociti che tanto dilettano gli imbecilli. L'uomo è veramente unico nel creato, basta vedere che ingegnosi mezzi di tortura si è inventato (grazie al pollice inverso). Ma diciamolo, facciamo spesso proprio schifo, altro che Krone der Schöpfung come dicono i veri imbecilli (se ne trovano molti tra i credenti del Libro). Io penso anche che Serra, che è ateo, faccia parte del gruppo degli imbecilli. Non toccategli la bistecca, poverino.

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    1. P.S. Krone der Schöpfung: Krone è corona, in questa espressione è piuttosto il culmine, magari anche il fine della creazione (perché cià l'anima immortale ...). Vedi anche Kronzeuge, testimone chiave, che alcuni traducono in modo divertente con 'testimone della corona' (forse dei reali inglesi ...).

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    2. Caro Sergio, quello dei rapporti con gli altri animali è uno dei problemi che mi mette più in crisi a livello di coscienza personale.
      Io non ho nessuna difficoltà ad ammettere il primato teorico dell'homo sapiens, però mi piacerebbe evitare di aggiungere ulteriori sofferenze gratuite a quelle che madre natura dispensa già da sè alle varie specie animali.

      Invece pare proprio che l'allevamento e la macellazione degli animali per uso alimentare sia qualcosa da mettere in crisi anche gli stomaci più forti.
      Io non vorrei rinunciare alla mia bistecca ogni tanto (due, tre volte alla settimana, non di più), però anche io, nel mio piccolo, finisco per collaborare alle suddette crudeltà.

      Quasi quasi sarebbe meglio non sapere e non porsi domande, ma questo è contro la mia mentalità di base.
      Un bel dilemma, vero ?

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    3. D'altra parte e' vero che siamo l'unica specie in natura a farsi scrupoli morali.
      Se non avessimo il libero arbitrio il problema non si porrebbe, saremmo costretti a fare come e' stato costretto a fare quel poverino di Hitler.
      VI posso confermare che e' vero quello che dice Serra circa la faina nel pollaio, e ancora peggio per la volpe: massacra tutto quello che c'e' dentro, decine e decine di animali, quando per nutrirsi gliene basterebbe un pezzo di uno solo.

      Qui dalle mie parti, che non essendo piu' cacciate le volpi son tornate, ogni tanto c'e' un massacro addirittura in un rifugio per animali gestito da volontari animalisti: non vi dico lo sconcerto: sulle prime naturalmente danno la colpa a qualche maniaco di efferata crudelta' che merita la pena di morte, lo Schettino del pollaio da mettere alla gogna. Alcuni uomini non si smentiscono mai, neanche quando cercano di fare i buoni.

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  3. Il petrolio USA

    Non capisco. Fino a ieri si diceva che gli USA da paese importatore di petrolio fossero diventati di nuovo esportatori grazie alla nuova tecnica di estrazione. Erano dunque a cavallo, non più dipendenti dall'Arabia Saudita. Adesso invece è crisi nera. Sì, il crollo del prezzo del petrolio sembra aver fatto fallire molte ditte di estrazione. Ma lo stesso si resta sconcertati da certe notizie, dalle stelle alle stalle in un batter d'occhio.

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    1. " Il collasso della produzione di petrolio e gas di scisto statunitense sono i due chiodi sulla bara dell'impero USA."

      Bisognerebbe leggere tutto l'articolo, perche' detta cosi' e' veramente una scemenza: l'impero usa dopo gli anni '60 si e' formato, all'esatto contrario di quanto sottintende l'autore, proprio per avere assicurato l'approvvigionamento di petrolio dato che quello domestico era largamente insufficiente.
      Ma questi personaggi che gusto ci provano a mettere in giro queste scemenze? Perche' non fondano invece un gruppo rock megaamplificato con cui assordare le orecchie dei poveri passanti, come usano fare oggi i giovani maschietti in fase di espressione enfatica del loro aggressivo narcisismo?
      Ve la ricordate questa?:
      http://www.lescienze.it/edicola/2016/02/02/news/la_fine_dell_informazione-2944811/

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    2. Caro Diaz, l'autonomia petrolifera degli USA si basa, da quel che ho letto, su una serie di mezze verità e di autonganni ad uso dei media.
      Come sai bene anche tu, quello che conta non è la produzione complessiva di idrocarburi, ma l'EROEI effettivo che se ne può ricavare.
      Ora, l'EROEI delle attuali fonti pretrolifere USA è molto basso e si sta riducendo sempre di più.

      Spero di sbagliare, perchè io non mi auguro il crollo della potenza USA, per la quale, nonstante le molte colpe, ho sincera ammirazione.
      Ma temo che il trend futuro sia questo.

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    3. L'EROEI delle attuali fonti petrolifere USA è molto basso dagli anni '60, quindi i problemi attuali non possono essere dovuti a questo.

      Che il petrolio prima o poi non sara' piu' di conveniente estrazione o si esaurira', non ci piove, e' logico.

      Pero' il fatto che i catastrofisti arrivino a dire che il crollo attuale del prezzo del petrolio e' dovuto al fatto che si sta esaurendo, non ti puzza almeno almeno un pochettino di cretinata in malafede? Non potremmo anche dire che il prezzo prima era andato in bolla perche' proprio loro avevano esagerato col catastrofismo, e gli speculatori ci hanno approfittato alla grande? Esagerare non fa mai bene, ne' da una parte ne' dall'altra, ma dagli escatologici non ci si puo' aspettare altro.

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  4. OT

    Sentita poco fa alla televisione:

    "Il mondo è una polveriera in cui non si riesce a imporre il divieto di non fumare." (Friedrich Dürrenmatt 1921-1989)

    Carina.

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    1. Battuta d'altri tempi, evidentemente. Il divieto si impone eccome.

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  5. Riguardo al determinismo, e un po' a tutto cio' di cui si discute oggi relativamente a collassi, fini del mondo eccetera, e' molto interessante, perche' chiara e semplice, questa spiegazione sul caos, sul quale c'e' moltissima ignoranza e confusione in giro:

    http://leganerd.com/2016/08/01/la-teoria-del-caos/

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    1. Letto. Perplesso. È chiaro che non possiamo prevedere tutti gli eventi futuri non conoscendo tutti i dati, ma previsioni a breve - per esempio sul tempo - si possono fare (sul tempo si possono fare previsioni a breve, ma anche a medio termine - anche settimane). Non mi sono mai occupato della teoria del caos, ne ho solo sentito parlare vagamente. L'effetto farfalla si capisce intuitivamente: una causa minima può provocare davvero effetti macroscopici (in un racconto di Buzzati un personaggio sfila una barra di ferro da un'inferriata e piano piano se ne viene giù tutto il palazzo).
      La teoria del caos comunque non mi sembra smentire il determinismo. Il fatto è che gli elementi in gioco sono tanti e poi tanti che ogni previsione sembra impossibile. Possiamo però calcolare le eclissi di luna dei prossimi diecimila anni - in teoria. Poi se avverranno non lo sappiamo, potrebbero esserci eventi cosmici catastrofici.
      In una Cosmicomica di Calvino Qfwfq fa in un battibaleno dei calcoli complicatissime su pianeti e galassie, un gioco da ragazzi per lui. Plausibile, ma solo in teoria, perché è impensabile che disponesse di tutti i dati.
      Però appunto nel piccolo e a breve calcoli esatti si possono fare. C'è sempre l'imponderabile, ma non è tutto caotico e imprevedibile. Le leggi che scopriamo e i dati che raccogliamo permettono certe ipotesi. Tutta la nostra attività è in vista di certi risultati che speriamo di ottenere seguendo certe regole.

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    2. << La teoria del caos comunque non mi sembra smentire il determinismo. >>

      Lo penso anche io.
      L'unca cosa che, veramente, può scardinare il determinismo è la fisica quantistica, con i suoi principi di casualità statistica e di non località.
      Ma sono argomenti che sono troppo al di sopra delle mie modestissime conoscenze.

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    3. "La teoria del caos comunque non mi sembra smentire il determinismo."

      Infatti, la teoria del caos e' deterministica, cio' che fa e' solo affermare che minimi cambiamenti nelle condizioni iniziali possono produrre enormi differenze nelle situazioni finali.
      Inoltre, tali differenze, pur essendo "caotiche" ed imprevedibili, oscillano attorno ad un centro, non sono del tutto arbitrarie (e' caotica la goccia di un rubinetto, l'intervallo di caduta varia, ma non e' che l'intervallo va da zero a infinito, va da un minimo a un massimo, e il clima e' imprevedibile, ma non al punto di non poter dire che a natale fa piu' freddo che a ferragosto).

      "L'unica cosa che, veramente, può scardinare il determinismo è la fisica quantistica"

      Non e' che lo scardini, e' che nella quantistica non vale il determinismo, per ragioni intrinseche, e non per nostra ignoranza. Uno dei suoi principi fondamentali e' il principio di indeterminazione. La posizione degli elettroni e delle particelle e' in una nuvola di probabilita', descritta dalla "funzione d'onda". Lo e' finche' non avviene un'interazione, e solo allora si materializza in un luogo definito.

      Ma se mettete insieme le due cose, teoria del caos (infime variazioni iniziali che provocano grandi cambiamenti) e indeterminazione quantistica a infima scala, vedete che il determinismo come principio assoluto, in fisica, e' morto da un bel pezzo. Diciamo da quasi un secolo. Tutto e' semmai probabilistico (come del resto aveva gia' intuito il "nichilista" e liberale Hume - http://www.homolaicus.com/teorici/hume/hume.htm - e lo dice un "homolaicus" evidentemente pesantemente marxista)

      E il bello e' che tutte le attuali teorie deterministiche non scientifiche (compresi i socialdarwinismi, fra cui l'economia mainstream attuale) prendono, indebitamente, spunto dal determinismo che e' sorto dalla all'epoca incredibile precisione della meccanica celeste newtoniana del diciassettesimo secolo.

      En passant, e' probabile che la diatriba fra una societa' di fisica e i climatologi mainstream sia dovuto proprio a questo, la polemica viene ogni tanto rispolverata anche su effettorisorse (gli ho detto che le diatribe corporativ-sindacali non mi interessano, ma il commento non e' passato, la scienza non e' democratica, ma solo se la maggioranza ce l'ha chi ha idee diverse dalle proprie - altrimenti deve essere democratica).

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    4. Vi ricordate che vi dicevo di non riuscire piu' a trovare la storia del massacro delle aziende sementiere italiane dovuta essenzialmente al sordo oscurantismo di chi diceva di combattere le multinazionali, eccone qui un accenno nell'ultimo paragrafo:
      https://agrariansciences.blogspot.it/2016/08/dieta-mediterranea-celebriamo-la.html
      Lo stile e' un po' arzigogolato e ottocentesco, ma si capisce.

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    5. "Tutta la nostra attività è in vista di certi risultati che speriamo di ottenere seguendo certe regole."

      Direi di piu': tutta la nostra attivita' e' tesa ad eliminare l'imponderabile, e se possibile a pianificare tutto fino all'infinito, nel tempo e nello spazio, creando un sistema complesso e onnicomprensivo, da noi controllabile completamente, possibilmente premendo un bottone.
      Salvo poi accorgerci che il risultato fa cagare, e quindi cominciare a dare la colpa del disastro a destra e a manca (mai nel centro in cui si ritrova se stessi).
      In questo quadro umano direi che si possa riconoscere anche il movimento ambientalista-catastrofista: l'errore non e' mai nella pianificazione, e' nell'errata pianificazione: eppure senza pianificazione, errata o no, l'uomo non avrebbe potuto creare nessuno dei problemi di cui il catastrofismo ambientalista lo accusa.
      E' l'illusione per la quale una volta creato un meccanismo di governo perfetto, poi non potra' che essere governato dai buoni e dai saggi. Illusione totale, quel meccanismo quanto prima verra' monopolizzato dagli ambiziosi e dagli arrivisti imbecilli, ai buoni e ai saggi di governare gli altri e il mondo non importa nulla.

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    6. Come esempio eclatante, pensate alle varie dittature del XX secolo: con un minimo sforzo si sono trovate in mano le leve, potentissime, di Stati dotati di efficacissimi apparati di coercizione, perfezionati da decenni e secoli di gestione degli eserciti, e poi delle scuole. Si', le scuole sono un apparato di coercizione anche peggiore dell'esercito, perche' modellano fin dalla piu' tenera eta'. I dittatori, presa in mano la consolle, hanno potuto giocarci come in un videogioco.

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    7. "Direi di piu': tutta la nostra attivita' e' tesa ad eliminare l'imponderabile, e se possibile a pianificare tutto fino all'infinito ..."

      Si dice: gouverner, c'est prévoir. Vero. Si presume che chi assume la guida sia più intelligente dei guidati. L'intelligenza vede più in là della punta del proprio naso. Si sa che risolto un problema se ne presenta un altro, anzi altri dieci, propriò in virtù di quel problema risolto. Non abbiamo altra scelta che cercare di risolvere i nuovi problemi che abbiamo creato noi stessi: non possiamo esimerci, poi a volte è persino divertente, anzi esaltante. La vita diventa così sempre più ricca, ma anche complessa. E a un certo punto è difficile, impossibile dominare la complessità. Può seguire un crollo e bisogna ripartire dall'inizio. Ma ricominciamo a scalare le vette, non c'è altra scelta.
      Circa vent'anni fa ci fu un grande scandalo in Svizzera. Saltò fuori che lo Stato spiava i cittadini (come la Stasi o la Gestapo). Apriti cielo! Però lo faceva in un modo ridicolo.
      Le spie erano incaricate di osservare i comportamenti delle persone sospette (in genere di sinistra, anche scrittori affermati come Max Frisch). Le spie riempivano poi delle schede (a matita o con la biro) in cui erano annotati comportamenti che destavano allarme, per es.: il tale ha bevuto ieri sera un paio di birre nel tal locale ...
      Vent'anni fa appena! Fu lo scandalo delle "fiches" (schede).
      Fu creata naturalmente una commissione d'inchiesta ecc. ecc. Anch'io, lo confesso, ero indignato.
      Oggi di noi lo Stato sa tutto, veramente tutto, registra ogni nostra mossa - e noi collaboriamo lasciando ovunque tracce. Lo Stato legge addiruttura la nostra corrispondenza elettronica (una volta un postino che apriva una lettera veniva licenziato in tronco).
      Ma questo sviluppo, vent'anni fa ancora impensabile, almeno per la massa, era ed è inevitabile. Gouverner, c'est prévoir, e compito dello Stato è di ... proteggerci (i bambini vanno protetti, anche contro la loro volontà). Come combattere se no il terrorismo e l'evasione fiscale?
      Non vedo alternative, dobbiamo accettare il controllo dello Stato padrone. Credo che prima o poi impianteranno a tutti il chip come a cani e gatti fin dalla nascita. Il chip è molto pratico perché così si potrà registrare tutto, veramente tutto di una persona e prevenire così terrorismo e rivoluzioni. Poi anche la nostra salute si gioverà di questa piccola rivoluzione: preverremo malattie mortali.
      "In verità, in verità vi dico: non passerà questa generazione che a tutti s'impianterà il chip." (Mt 12, 34).

      Il supercomputer, sistemato sulla Luna o su Marte, potrà raccogliere così miliardi e miliardi, trilioni d'informazioni inutili nella vana ricerca dei terroristi. Non si esclude per altro che il supercomputer vada in tilt per l'indigestione di dati.

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    8. Ciliegina sulla torta, le tecnologie per il controllo sono monopolio mondiale gia' da ora di persone e societa' che si contano sulle dita delle mani. Per il momento hanno solo "gettato la rete", di cui siamo tutti entusiasti :)

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    9. << Oggi di noi lo Stato sa tutto, veramente tutto, registra ogni nostra mossa >>

      Può darsi che sia vero, anche se penso che molte di queste presunte intercettazioni non vengano mai esaminate da nessuno (ma vi immaginate il lavoro che sarebbe necessario ?).

      Resta però il sospetto che anche quando queste informazioni ci sono, sono pertinenti e coerenti, ed indicano un soggetto effettivamente pericoloso per la società, poi lo Stato non sappia bene cosa farne, essendo (giustamente) limitato dalle procedure del diritto moderno.

      Se ricordo bene, molti dei terroristi islamici che hanno recentemente insanguinato l'Europa erano già noti, schedati e, magari, sorvegliati da tempo dalle forze dell'ordine.
      Ma a cosa è servito, in concreto, tutto questo ?
      A nulla.

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    10. "Oggi di noi lo Stato sa tutto, veramente tutto, registra ogni nostra mossa"

      Questo e' solo un effetto collaterale del fatto che ogni nostra mossa e' e deve essere mediata e ufficializzata attraverso lo scambio di denaro (altrimenti e' reato, e' "nero", e' "sommerso").
      Il nostro mondo e' il trionfo della ragioneria contabile: e per quanta ne abbiamo, ancora non ci basta, e ci indignamo.

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    11. << ogni nostra mossa e' e deve essere mediata e ufficializzata attraverso lo scambio di denaro >>

      La motivazione ufficiale è quella di combattere meglio la criminalità, che fa del riciclaggio del denaro "sporco" la chiave dei propri guadagni.
      L'intento, quindi, è più che nobile.

      Peccato che poi le montagne di dati raccolti al riguardo (montagne di cartacce e dati informatici) partorisca poi spesso dei piccoli topolini di informazione utile.
      Mentre, per altro verso, tracciabilità di tutte le transazioni diventa uno strumento utilissimo ai fini fiscali (e magari anche commerciali).

      E' proprio vero che in uno Stato come il nostro, non totalitario ma comunque totalizzante, è difficile trovare il giusto equilibrio tra interventi utili e dannosi.

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  6. Il denaro, quello vero (monete, banconote) non quello elettronico, è garanzia di libertà, di una certa libertà: di fare del mio denaro quello che voglio senza dover renderne conto a nessuno. La tracciabilità di ogni transazione - in Svezia ormai si paga anche il caffè con la carta di credito - rende sì più difficoltosa l'evasione fiscale (forse l'azzera persino), ma a costo di quel poco di libertà o sensazione di libertà che ancora abbiamo. Credo che lo stato di polizia lo vogliano soli i comunisti e i tiranni. Terrorismo e evasione fiscale saranno pure battuti, ma saremo degli automi, si spegnerà anche la gioia di vivere, la creatività e lo spirito d'innovazione oggi tanto esaltati PER RILANCIARE L'ECONOMIA, FAVORIRE LA CRESCITA, CREARE POSTI DI LAVORO andranno a farsi fottere. La massima sicurezza è nemica della leggerezza, della douceur de vivre. Certo la sicurezza è un bisogno direi innato, ma non bisogna esagerare (io vivo in un paese in cui c'è l'ossessione dell'assicurazione, bisogna assicurarsi contro tutto). Io ho l'assicurazione auto e la responsabilità civile. Però sono assicurato anche contro le malattie (be' obbligatoriamente).
    Abbasso la tracciabilità! Sto infatti cercando di fregare il fisco ma la tracciabilità mi frega.

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    1. "Terrorismo e evasione fiscale saranno pure battuti, ma saremo degli automi, si spegnerà anche la gioia di vivere, la creatività e lo spirito d'innovazione"

      Questi atteggiamenti sono forse anche dovuti al fatto che facciamo fatica, non vogliamo accettare che tutto quello che avviene nel mondo, e ancora di piu' nelle nostre vite, e' probabilistico. Per noi la probabilita', il caso, e' un fastidioso inconveniente eliminabile, e da eliminare, e chi si oppone o non mette il massimo impegno per il raggiungimento del paradiso della perfezione dove non alberga il caso ne' l'errore, e' un pericoloso sovversivo e un lestofante.

      TUTTI i processi in natura sono probabilistici. Se si riconteggiano i voti delle elezioni, anche mille volte, vengono fuori necessariamente 1000 risultati diversi (se due volte vengono uguali e' solo perche' si fanno errori diversi che portano allo stesso risultato). A meno che non votiamo elettronicamente: ma anche in quel caso, se si rifacessero mille volte le elezioni con gli stessi identici elettori che credono di votare esattamente la stessa cosa della volta precedente, avremmo mille risultati diversi.

      La prima cosa che si insegna nei corsi di laboratorio di fisica e' la valutazione dell'errore nella misura (che si disperde di solito secondo la curva "gaussiana").

      Le previsioni del tempo, anche quelle di due ore dopo, danno la probabilita' che ci sia quel dato tempo, non il tempo che ci sara'.

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    2. Interessante, probabilmente (ahi!) vero. Ma per vivere, anche solo per sopravvivere, abbiamo bisogno di una base solida, della terraferma (non si vive bene in acqua sbattuti dalle onde, anzi alla fine si affoga). Dobbiamo dunque restringere necessariamente il campo delle cause avverse alla nostra esistenza o al nostro quieto vivere. Ci organizziamo quindi e direi che lo abbiamo saputo fare abbastanza bene, anche se gli imprevisti e gli insuccessi non si contano. Infatti siamo arrivati a una bella età e ci siamo tolti chi più chi meno parecchie soddisfazioni. Ma l'uomo ha una fame insaziabile di beni (Aristotele la chiamava crematistica) e di sicurezza pure. Ma gli eccessi si pagano. Si tratta di trovare il punto di equilibrio, individualmente e globalmente. Ma è un compito davvero diffiicile.

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    3. Come al solito vorremmo la botte piena e la moglie ubriaca.
      Vorremmo cioè una vita piena di novità e di sorprese (altrimenti ci annoiamo), ma solo se piacevoli, mentre gli imprevisti non li vogliamo, perchè ci creano fastidi.
      Ed allora chiediamo che vengano bloccati alla fonte, da un fitto e pervasivo controllo sociale.
      E come si fa ?

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    4. @ Diaz

      << Le previsioni del tempo, anche quelle di due ore dopo, danno la probabilita' che ci sia quel dato tempo, non il tempo che ci sara'. >>

      Ho letto che il modo più sicuro di fare le previsioni del tempo per il giorno dopo sia quello di replicare paro paro il tempo del giorno in corso.
      Pare che risulti azzeccato con notevole frequenza, molto al di sopra del 50 % dei casi.

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