sabato 26 maggio 2012

Save the Children (meno siamo, meglio stiamo)

Il numero esorbitante di individui della nostra specie che abita questo pianeta è, insieme al livello esorbitante di consumi della parte più ricca di questi, la causa principale della crisi ecologica in corso  (…).
Uno studio (…) ha stimato che una riduzione delle emissioni di 1 tonnellata di CO2 facendo uso del controllo delle nascite costa 7 $ da confrontare con 24 $ per l'energia eolica, 51 $ per l'energia solare (fotovoltaica) e 57-83 $ per il carbone con cattura e immagazzinamento della CO2.
E' ovvio che tale cifra sarebbe ancora minore nei paesi industrializzati, che sono i principali emettitori pro-capite. (…)
Pensiamoci. Save the children, use condom !
LUCA PARDI (Commenti dalla collina)


Le ideologie non sono un dato esogeno. Non è perché un gruppo di marziani assalta il Palazzo d’Inverno (…) che l’uomo, così, decide di abolire la razionalità. Eh no!
L’abolizione del pensiero non è il risultato di uno shock esogeno, ma è il raggiungimento endogeno di un equilibrio: pensare è faticoso, e gli uomini, quando sono stanchi, magari perché fiaccati da una crisi economica, non vogliono domande, ma risposte.
E sapete come va a finire. Il pensiero ideologico, il pensiero per appartenenza (io sono di sinistra, lui è di sinistra, quindi lui ha ragione), è una forma di economia di pensiero.
ALBERTO BAGNAI (Goofynomics)


La gente viene facilmente convinta che ci sono soluzioni miracolose ai problemi energetici e tende a trascurare le tecnologie, come le rinnovabili, che non sono così spettacolari, ma che producono energia.
Ma non esistono miracoli nella scienza e ce la dobbiamo cavare con quello che abbiamo ora.
MASSIMILIANO RUPALTI (Effetto Cassandra)


La situazione [della pesca mondiale] è preoccupante, per non dire disperata. Molti Paesi europei terminano la loro "quota" di pesce pescabile già nei primi mesi dell'anno, e ne consegue una guerra delle reti negli oceani e nei mari più grandi. 
Dire che alcune specie sono in via di estinzione è poi un eufemismo, quando si arriva a una depletion (sfruttamento - ndr) del 70 % e si continua a tentare di pescarle come forsennati. (..) 
Tra qualche anno di pesce non ce ne sarà praticamente più, o almeno del pesce che siamo abituati a mangiare.
DEBORA BILLI (Petrolio)


Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati.
BERTOLT BRECHT


Perchè, si chiedono da sempre gli uomini, esiste l'universo, con tutta la sua enorme vastità e complessità ? 
Perchè l'ha creato Dio, rispondono alcuni. E chi ha creato Dio ? Nessuno: egli (anzi Egli) è eterno ed infinito. 
E questa sarebbe una spiegazione ?
LUMEN

sabato 19 maggio 2012

Nice price

Fiammiferi più corti e più sottili; (…) jeans che non durano niente; (…) attrezzi col manico di plastica che si rompono durante la prima ora d'uso; ombrelli che si piegano quando li richiudi; scarpe che si scollano prima che finisca la loro prima stagione, bottiglie e cartoni dalle pareti sempre più sottili…
Tutti questi esempi illustrano un fenomeno sottostante che sempre di più sta acquistando la legittimità di naturale e che va molto oltre l’obsolescenza programmata alla quale siamo già abituati. Sono lampi, sintomi di un fenomeno nuovo, di un cambiamento più profondo: la degenerazione industriale. (…).
Arriverà il momento in cui alcuni industriali ingegnosi cominceranno ad offrire prodotti che, semplicemente, saranno ben costruiti, probabilmente in modo artigianale. Ma questo ad un suo prezzo. Sarà in quel momento che conosceremo qual è il prezzo reale delle cose.
E questi nuovi prodotti fatti in modo antico non saranno a buon mercato e (…)  finiranno per essere prodotti praticamente di lusso. Come lo sono stati, di fatto, nel modo antico.
ANTONIO TURIEL (Effetto Cassandra)


Uno studio sperimentale dimostra che quando si stimola il pensiero analitico, lasciando in sottofondo il sistema cognitivo intuitivo, che è basato su scorciatoie mentali utili per ottenere risposte rapide anche disponendo di poche informazioni,  il livello di adesione a credenze religiose e soprannaturali diminuisce, almeno temporaneamente.
LE SCIENZE


Gli economisti dovrebbero iniziare a capire che la dicotomia non è tra partito del rigore e partito della spesa, ma tra partito delle rinnovabili e partito dello sviluppo insostenibile.
MARCO PAGANI (Eco Alfabeta)


Ugo Bardi racconta un’antica storia Giapponese: al tempo delle guerre civili (…), i tre Signori più potenti si incontrarono per sentire cantare un cuculo, ma quel giorno il cuculo restò silenzioso. Uno disse: se non canta lo uccido; l’altro disse: lo convincerò a cantare; il terzo, il più saggio, disse: aspetterò finche non canterà.
Questo racconto ci dice che la strategia vincente, in tante cose della vita, non e’ la violenza, e nemmeno la furbizia, è la pazienza.
EUGENIO BARONTI (Effetto Cassandra)


Poiché si trattava di una buona idea, nessuno la prese in considerazione.
ENNIO FLAIANO


Molti sono convinti (magari lamentandosene) che oggi “la scienza e la razionalità dominano il mondo”. Magari fosse vero; purtroppo non è per nulla così !
Quella che domina il mondo oggi è la tecnologia, non la scienza; una tecnologia vista ed utilizzata come un docile strumento al servizio delle nostre pulsioni irrazionali  Vogliamo (come bambini ingordi) di tutto e di più, e la tecnologia è lì, pronta ad accontentarci.
Se davvero fosse il pensiero scientifico a dominare, non ci troveremmo lanciati in questa folle corsa verso il collasso ecologico.
LUMEN

sabato 12 maggio 2012

Siamo nati per soffrire

Ci sono quelli che vanno in estasi al pensiero del Grande Artefice Celeste, un Dio onnipotente e buono che ha creato la natura, perfetta e meravigliosa, e che deve essere adorato e ringraziato per questo.
Ma ci sono anche quelli che, pur non credendo nelle favole soprannaturali, sono portati ad ammirare il perfetto equilibrio della natura selvaggia, apparentemente libera e felice, senza farsi troppe domande.
A tutti costoro, dedico questa pagina,  sconvolgente ma impeccabile, del grande biologo inglese Richard Dawkins.  
Non servono commenti.
LUMEN


<< La natura non è nè gentile, nè feroce. Non è nè a favore, nè contro la sofferenza. La natura non è minimamente interessata alla sofferenza, a meno che questa non influisca sulla sopravvivenza del DNA.

E' facile immaginare un gene che tranquillizzi la gazzella nel momento in cui sta per ricevere il morso fatale. Quel gene verrebbe favorito dalla selezione naturale ? No, a meno che il fatto di tranquillizzare la gazzella non migliorasse le sue probabilità di venire trasmesso alle generazioni future.
Non vediamo come ciò potrebbe verificarsi, e quindi possiamo dedurne che la gazzella soffre la paura ed orrendi dolori quando un predatore la insegue e la uccide. E infatti è quasi sempre così.

La quantità complessiva di sofferenza inflitta ogni anno nel mondo naturale è al di là di ogni immaginazione.
Nel minuto che mi occorre per scrivere questa frase, migliaia di animali vengono mangiati vivi; altri, in preda al terrore, corrono a perdifiato; altri ancora vengono lentamente divorati dall'interno da un infaticabile parassita; migliaia di individui di ogni specie muoiono per fame, sete e malattie.
Deve essere così. Se vi è un momento di abbondanza, questo comporterà automaticamente un aumento della popolazione fino a quando lo stato naturale di inedia e sofferenza verrà ristabilito.

I parassiti probabilmente provocano ancora più sofferenza dei predatori, e comprendere il significato evolutivo della loro esistenza accresce, anzichè attenuare, la sensazione di gratuità che proviamo dinanzi a questi fenomeni. (...)
Gratuità ? Che sciocchezza. Una sciocchezza umana, sentimentale. La selezione naturale e tutta gratuita. >>
RICHARD DAWKINS


Non penso che la specie umana, nonostante la convinzione di molti, sia comparsa nel processo evolutivo per qualche specifico scopo.
Ma se proprio vogliamo trovarne uno, potremmo indicare l’accelerazione del processo entropico nell’eco-sistema terrestre. Parafrasando il grande umorista Marcello Marchesi, si potrebbe dire che “siamo nati per distruggere, e ci riusciamo benissimo”.
LUMEN

sabato 5 maggio 2012

Ambasciator non porta pena

Fra le tante costose ambasciate [dell'Italia] ce n'è almeno una che si potrebbe chiudere senza problemi, quella presso la Santa (?) Sede. (…)
Ma che bisogno c'è di avere questa rappresentanza diplomatica, quando i rapporti con il Vaticano sono regolati dalle direttive periodiche emanate dalla CEI, il Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida la politica “vaticaliana” ?
GIULIO VALLOCCHIA (NoGod)


Suona un campanello d'allarme della recessione economica, quando l'energia diventa una quantità sproporzionata della spesa totale del consumatore. In questo contesto, vengono richieste le pratiche di mitigazione del rischio da parte di governi ed aziende.
In quanto ai primi, una tempestiva educazione alla cittadinanza sul rischio di contrattura economica è una politica prudente per minimizzare la futura potenziale discordia sociale.
In quanto alle seconde, tutte le operazioni aziendali dovrebbero essere esaminate con l'obiettivo di costruire resilienza e prepararsi per uno scenario in cui capitale ed energia sono molto più costosi che in quelli BAU (Business As Usual).
DEAN FANTAZZINI (Risorse, Economia e Ambiente)


Il grosso, vero problema quando si parla di servizi sociali alla famiglia è che tutti i meccanismi mentali e giuridici della nostra civiltà, che erano corretti  in passato (quando si sono codificati), adesso non lo sono più, per via del boom spaventoso della popolazione mondiale.
Finchè la popolazione era limitata, era giusto che la società si facesse carico, gravando in particolar modo sui “single”, delle spese da sostenere per la generazione e la crescita dei figli: dal congedo per maternità, alle tasse diversificate, dai servizi sociali semi-gratuiti, alle detrazioni per i figli, ecc.
Ma OGGI tutto questo non è più accettabile, perchè siamo in una situazione di emergenza demografica mai vissuta prima. E quindi occorre ragionare al contrario: ovvero nessun servizio sociale per le madri, tasse maggiorate per chi fa tanti figli, ecc...
LUMEN


Ma se è vero che gli uomini sono tutti uguali, perché nessuno è contento di essere trattato come un numero ?
LUMEN


Ci sono i libri sacri; poi ci sono i commenti ai libri sacri; e poi ci sono le esegesi,  le apologie, le esortazioni, le confutazioni, i florilegi, le testimonianze, gli inni, le preghiere, ecc. ecc.  Insomma, pagine e pagine, migliaia, milioni, forse miliardi di pagine che parlano di Dio.  
Eppure, tutta questa sterminata letteratura può essere condensata in sole tre parole: SONO TUTTE BALLE.
LUMEN

sabato 28 aprile 2012

Ora et (non) labora


E’ prassi comune negli Stati Uniti accendere mutui decennali per pagarsi gli studi presso le più prestigiose università, costosissime.
La catena funziona così: se ti laurei in un'Università prestigiosa avrai la sicurezza di trovare un lavoro molto redditizio, quindi vale la pena indebitarsi per pagarne la retta, tanto si sarà certamente in grado, col futuro stipendio, di far fronte alle rate. (…)
Ma (…) questa garanzia è finita. Anche negli USA si fatica sempre più a trovare un lavoro dopo la laurea, e disoccupati qualificatissimi si ritrovano con mutui spaventosi da dover ripagare comunque. E non ce la fanno.
DEBORA BILLI (Crisis)


Re Carbone sta tornando e potrebbe presto reclamare il titolo di sovrano del mondo dell'energia che aveva perso negli anni 60.
Non vediamo niente di simile ad una tendenza a raggiungere il picco per il carbone e questo, sfortunatamente, non è buono per il clima. (…)
Non possiamo dire se l'esplosione dell'anidride carbonica che stiamo osservando sia dovuta al carbone, ma collima con il picco della produzione di carbone ed è sicuramente ed esso collegato.
La situazione del clima globale sembra andare rapidamente fuori controllo. (…). Inchinarsi di nuovo a Re Carbone potrebbe rivelarsi essere la peggiore scelta che abbiamo fatto nella storia.
MASSIMILIANO RUPALTI (Effetto Cassandra)


Gli accademici sono spesso oggetto di duri attacchi politici quando i loro punti di vista cozzano con gli attuali dettami politici o religiosi.
E' il caso (…) della biologia, dove i biologi evoluzionisti vengono attaccati come atei perché sono fermi sulle loro scoperte che la Terra è vecchia di miliardi di anni, piuttosto che di migliaia.
WILLIAM D. NORDHAUS (Effetto Cassandra)


Le democrazie muoiono di solito per eccesso di frammentazione, instabilità, incapacità decisionale, e per il discredito che, in certe fasi, colpisce i loro partiti.
Oggi i partiti italiani vengono percepiti da tanti come un problema anziché una soluzione (ciò spiega la popolarità di Monti).
ANGELO PANEBIANCO (Corriere della Sera)


Per chi ha responsabilità politiche mettersi a ragionare in modo innovativo, anche "al contrario" se necessario, è difficilissimo, quasi impossibile.
Come diceva Charles De Gaulle: "Sono il loro capo, quindi li seguo".
LUMEN


Sono convinto che, in democrazia, sia più utile una cultura scientifica di una classica, perché consente al cittadino di capire meglio che vi sono “cose che si possono fare” e “cose che non si possono fare”, nel senso fisico del termine.
Questo non piace ai politici, di ogni tipo e colore, che campano e prosperano  promettendo soprattutto cose che non si possono fare.
LUMEN

sabato 21 aprile 2012

Il Motore primo

Cosa fa muovere il mondo? Se qualcuno risponde: "il denaro", allora fa parte della (purtroppo folta) schiera dei metafisici. 
Eppure, anche uno scolaretto sa che tutti i cambiamenti della realtà fisica sono dovuti a trasformazioni energetiche.  (…).
Il denaro è una convenzione culturale, che riflette semplicemente i rapporti di potere all'interno delle società umane e la conseguente priorità nell'accesso all'energia. (…).  
Il denaro però non può creare l'energia dove non c'è, o pagarsi un flusso più abbondante di quello determinato dalla geologia.
MARCO PAGANI (Eco Alfabeta)


Nel momento in cui (…) la domanda di energia globale non potrà essere più garantita dalle possibilità e dalle capacità estrattive, il conflitto non potrà che esplodere.
Lo scontro globale per il petrolio resta oggi ancora occultato sotto la foglia di fico della democrazia da esportare, dello sviluppo locale da favorire, ma la situazione sta peggiorando velocemente e con ogni probabilità tra non molto dovremo assistere a guerre guerreggiate esplicitamente per il dominio sui pozzi.
Quasi certamente saranno anticipate da disordini interni alle nazioni socialmente più esposte e fragili, da ricorrenti, profonde e complesse crisi economico-finanziarie, (…) ma dobbiamo anche aspettarci che si verifichino fenomeni di collasso della rappresentatività democratica: quanti cittadini, all’evidenziarsi di una prima sostanziale carenza, privi della benchè minima consapevolezza della situazione, sapranno comprendere l’ineluttabilità di un improvviso razionamento dei carburanti, o dell’elettricità o delle forniture di gas ? (…)
Assisteremo anche al liquefarsi delle alleanze tra stati, già ora così incerte e fragili.
MIRCO ROSSI (Risorse, Economia e Ambiente)


Anche il futuro, non è più quello di una volta.
PAUL VALERY


Gli economisti non amano i sussidi. Gli incentivi alla produzione o alle vendite dovrebbero dare fiato a un settore, in realtà lo drogano, conferendo un vantaggio immeritato ad aziende inefficienti, vantaggio destinato a essere temporaneo. (…)
Tutto ciò secondo il manuale.
Ma quello che sta succedendo ormai da mesi in Italia intorno ai sussidi all’energia rinnovabile, e al fotovoltaico in particolare, rischia seriamente di farci buttare il bambino con l’acqua sporca.
Sul tema esperti ed economisti (…) mettono reiteratamente l’accento, in maniera quasi ossessiva, sui costi eccessivi per la bolletta elettrica degli italiani di sussidi troppo generosi in un momento in cui aumenta tutto tranne che i redditi (da lavoro).
L'operazione è dannosa in quanto fa sì che “pestando” sui costi si oscurino totalmente nella mente di chi legge e ascolta i benefici. E occhi e orecchie sono molto ricettivi,  perché i costi riguardano la generazione attuale, mentre i benefici (…) riguardano le generazioni future, ancorché non troppo lontane.
MARZIO GALEOTTI (La Voce Info)


Una società con ottimi medici, è sicuramente un luogo migliore per vivere.
Una società con ottimi ingegneri è sicuramente un luogo migliore per vivere.
E una società con ottimi giudici, è sicuramente un luogo migliore per vivere.
Ma una società con ottimi avvocati è un luogo migliore per vivere ?
LUMEN

sabato 14 aprile 2012

I Mostri

C’è una verità, rivelata da Dio agli uomini, scritta nell’Evangelio, garantita dai miracoli e che, essendo perfetta perché divina, è immutabile: se variasse, non sarebbe più la verità.
L’ufficio della Chiesa è di esserne la custode (…) e l’individuo deve conformarsi a questa verità unica e immutabile, perché se ognuno si avvisasse di possedere la propria verità, si cadrebbe nel caos, nell’assurdo, giacché è evidente che su uno stesso soggetto non possono esserci milioni di verità, o mille, o cento, o dieci, o due, ma una sola.
SANT’AGOSTINO

LUMEN: Certo che la verità è una sola. Peccato che sia un’altra.


Quello che è fatto per volontà di Dio è ottimo anche se può sembrare malvagio; al contrario ciò che è fatto contro la volontà di Dio e gli dispiace, anche se viene giudicato ottimo, è invece pessimo e iniquo.
Perciò, se qualcuno uccide un uomo, perché così vuole Dio, commette un omicidio che è meglio di qualsiasi atto di carità; e, ancora, se qualcuno risparmia un uomo, e lo tratta con indulgenza contro il volere di Dio, questa bontà è più criminale di un omicidio. Non è la natura dei fatti che rende le azioni buone o cattive, ma la volontà del Signore.
SAN GIOVANNI CRISOSTOMO

LUMEN: Che brava persona, che deve essere Lei…


[Noi respingiamo]  la detestabile filosofia dei diritti umani, (…) e tutte le forme di un sapere critico, tutte le istituzioni nate per garantire le moderne libertà.
PIO VI

LUMEN: Diritti, sapere, libertà ? Che parolacce !


La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde, gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo al vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo, e così via (…).
Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da ogni vento di dottrina, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo, che non riconosce nulla di definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.
BENEDETTO XVI

LUMEN: Si chiama Democrazia, Santità; forse ne ha sentito parlare.


Se c’è un regime totalitario – totalitario di fatto e di diritto – è il regime della Chiesa, dato che l’uomo appartiene totalmente alla Chiesa.
PIO XI

LUMEN: Un po’ brutale, come concetto, ma “viva la sincerità”.


Ho dovuto sospendere il sapere per fare posto alla fede.
EMMANUEL KANT

LUMEN: Non sembra un buon affare, per un uomo di pensiero.