mercoledì 21 giugno 2017

Facciamo cifra tonda

E’ ben noto che gli esseri umani sono affascinati dalle “cifre tonde”, probabilmente perché sono più facili da memorizzazione.
Ma ci sono casi in cui le cifre tonde possono essere una trappola o addirittura un errore da evitare.
Ecco tre brevi considerazioni sull’argomento, liberamente tratte dal web (con poscritto personale).
LUMEN


 
INDICI DI BORSA
<< Spesso le cifre tonde, per gli indici di borsa, ma anche per i singoli titoli, rappresentano obiettivi psicologici di una certa importanza.
Non c’è nessuna ragione razionale in questo, ma è una ricorrenza empirica che consente di individuare le cifre tonde come aree di resistenza.
Di fatto, spesso lo sforzo dei mercati si orienta a raggiungere questi traguardi e, una volta fatto, scattano “prese” di beneficio.
Ciò è in parte legato al fatto che chi si posiziona al rialzo su un trend, spesso mette ordini di vendita, per “accontentarsi”, proprio in coincidenza di cifre tonde.
Questo comportamento è dovuto alla semplificazione percettiva del nostro cervello, che, abituandosi a ragionare sui numeri col sistema decimale, vede inconsapevolmente il raggiungimento della cifra tonda come un obiettivo che precede la ripartenza del conteggio da 1 (ovviamente sulla decina, centinaio o migliaio superiore).
Per questo se dobbiamo scegliere un numero tendiamo istintivamente a scegliere una cifra tonda. >>
dal sito TREND-ONLINE.COM


 
GIOCO D’AZZARDO
<< Perché non ci si ferma quando è il momento di fermarsi e si insegue la “cifra tonda”?
Sappiamo che il cervello è una macchina perfetta e tra le sue peculiarità c'è quella di elaborare i segnali che riceve per renderci più semplice l'interpretazione.
I numeri sono informazioni da gestire ed è più facile gestirli in blocchi e le cifre tonde fanno parte degli schemi base con cui ragioniamo.
Che sia identificare anniversari, mettere scadenze, o ricevere il resto dal negoziante, la cifra tonda è quella che ci mette più a nostro agio.
Al casinò la cifra tonda è un pericolo per chi non ha un obiettivo ragionevole preciso, sia in vincita che in perdita.
Facciamo un esempio pratico:
Ad un giocatore la serata ha già dato soddisfazioni, tra alti e bassi dopo l'ultima puntata vinta si ritrova con un saldo parziale di +195 € che fare?
Quanti si fermano e chiudono bottega ? I più fanno il ragionamento: "arrivo a 200 e chiudo".
Il giocatore perde 5 € e poi ancora 10 € e a quel punto la cifra tonda del 200 € si allontana: "Ok 150 € li metto via e mi gioco questi" il suo è il comportamento tipico.
Così arriva a 150 e, se è un giocatore intelligente, si ferma e si mangia le mani per aver buttato via 45 €.
Oppure si può fissare su 100 €, come cifra tonda, e continuare a giocare inseguendo la vittoria, rischiando di vedere la cifra tonda scendere a 50 € e poi a 0.
La cifra tonda del pareggio è la peggiore di tutte, se si è in vincita, perchè è quella che vanifica tutti gli sforzi fatti.
C'è chi sostiene che tornare a casa con 20 € dopo essere stati quasi a 200 € non ha senso, tanto vale provare il colpo della fortuna.
Beh il colpo della fortuna nella maggior parte dei casi è un regalo al casinò e tornare a casa pareggiando fa crescere il rammarico meglio avere in tasca quei 20 € o anche 15 € o addirittura 5 €, per quanto piccola la cifra è un segno + sulla cassa della serata.
Ma soprattutto è la somma di quei 20 € che con il passare del tempo diventano una bella cifra, tonda o non tonda che sia. >>
dal sito LA ROULETTE.IT



TRUCCHI DEL MARKETING
<< Vediamo sempre più spesso proposte di prezzi a cifre ricche di decimali.
Offerte a 9.90 anziché a 10 euro, oppure appartamenti a 398.450 euro e non a 400.000, [e sin qui, la cosa appare ovvia - NdL], ma anche biglietti a 71,50 anziché 70 euro: i prezzi che non presentano “cifra tonda” sono ritenuti più affidabili.
Quando si deve vendere, il potenziale acquirente tende a ritenere una valutazione del prezzo più efficace quando questa presenta una cifra non tonda, perché si ha l’impressione che questi sia stato proposto dopo una valutazione più precisa.
Le persone, infatti, tendono a considerare una cifra più “dettagliata” maggiormente affidabile, in quanto esito di un processo di valutazione minuzioso, mentre la cifra tonda genera un senso di approssimazione.
Nel campo della negoziazione si è notato che le proposte con cifre tonde sono più facilmente non accettate, come se la controparte, percependo approssimazione nella valutazione da cui è stato generato il prezzo, pensi di poter esercitare un maggior diritto di negoziazione.
Se invece la stima appare (si sottolinea il verbo “appare”) più accurata, l’idea è che ci sia meno spazio per poter contrattare. >>
dal sito PSICOLOGO-MELZO.COM



UNO, NESSUNO E CENTOMILA (Poscritto)
A proposito di cifre tonde, anche il sottoscritto vorrebbe dire la sua.
Mi sono accorto infatti che - clicca oggi, clicca domani - il mio piccolo blog ha raggiunto il traguardo simbolico delle 100.000 visualizzazioni.
Mai avrei immaginato nel 2010, quando ho incominciato (quasi per caso) a condividere le mie riflessioni sul web, di arrivare a tanto.
E di questo devo ringraziare soltanto voi, amici lettori.
Da parte mia, posso solo confermare la minaccia (ehm, volevo dire l’impegno) di continuare ad annoiarvi ancora per un po’, magari con ritmi un po’ più blandi.
In fondo, tutti coloro che amano scrivere, dovrebbero essere soggetti alle 4 regole auree di Beppe Severgnini: avere qualcosa da dire / dirlo / dirlo brevemente / non ridirlo.
Ecco: io avevo qualcosa da dire, l’ho detto e, grazie alla mia innata pigrizia, l’ho detto brevemente; ora devo evitare di ridirlo troppo spesso.
Alla prossima.
LUMEN

44 commenti:

  1. "il potenziale acquirente tende a ritenere una valutazione del prezzo più efficace quando questa presenta una cifra non tonda, perché si ha l’impressione che questi sia stato proposto dopo una valutazione più precisa"

    Qualunque menzogna e' tanto piu credibile quanto piu' e' ricca di particolari, e' la prima regola del mentitore. I migliori mentitori sono quelli dotati di fervida fantasia verosimigliante (tipo i romanzieri), e mi pare che il "bugiardo patologico" sia una sindrome psichiatrica ben catalogata e formalizzata: quella che e' una normale caratteristica degli esseri umani in alcuni diventa tanto esagerata da essere ritenuta patologica.

    Detto questo, c'e' da chiedersi quante siano le informazioni che riceviamo che non siano semplicemente il costrutto fantastico di un qualche mentitore seriale, da solo o in gruppo.

    Molto poche, temo.

    A proposito, ve lo ricordate il "dott." giannino e le sue precoci esperienze con mago zurli'? Ma quanti ce ne sono cosi', ma di cui non ci accorgiamo? Moltissimi, anzi forse quasi tutti lo siamo in qualche misura non sempre trascurabile, e anzi arrivo quasi a credere che chiunque raggiunga una posizione di successo in una qualche attivita', bugiardo patologico lo debba essere per forza in grande misura: per forza deve autoconvincersi a credere in un mare di stronzate concatenate, e riuscire a convincerne il maggior numero possibile di altri.

    C'e' un bellissimo libro che tratta di questo argomento in modo indiretto, "madre notte" di vonnegut.

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  2. Arrotondiamo?

    Notizia choc di Televideo Svizzero di oggi, 22 giugno (la RAI non dà queste notizie) :

    «UNO: Nel 2050 saremo 10 miliardi»

    Come si vede le proiezioni sono sempre al rialzo anche se il tasso di natalità cala (e in Italia sprofonda). E nel 2100 la popolazione mondiale - sempre secondo questa fonte UNO - arriverebbe a 11,2 miliardi.
    Nel testo però - con mia immensa soddisfazione - si precisa che nel 2050 saremo per l'esattezza appena 9,9 miliardi, non proprio 10. Ammetterete che c'è una bella differenza: 9,9 è ben altra cosa da 10. 10 è un colpo da k.o., un gancio, e in fondo anche una cifra approssimativa, sicuramente arrotondata. Invece 9,9 miliardi fa meno impressione e la cifra sembra anche più accurata, precisa (ma magari hanno tolto qualche decimale: che impressione farebbe comunicare che saremo 9,999 miliardi?).
    Personalmente arrotonderei anche la cifra per il 2100 (a parte che dubito che saremo esattamente o quasi 11,2 a questo ritmo africano). Che ne direste di un bello e franco 12 miliardi, molto più probabile? Anzi, continuando di questo passo facciamo pure 15 miliardi. E non venite a raccontarmi che il tasso di natalità cala ovunque e potremo persino collassare per la rapida scomparsa di miliardi di vecchi. Intanto cresciamo, continuiamo a crescere e gli interrogativi e il disagio crescono pure.
    Ma mi raccomando, eh! Niente catastrofismi. La specie homo sa adattarsi e ci riuscirà anche stavolta, magari con qualche intervento sul patrimonio genetico. Forse avremo l'homo sardina che non avrà bisogno di molto spazio e si accontenterà di poco.

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    1. Nel nostro paese, nonostante l'abbondanza di mezzi materiali, si vive talmente di merda che nessuno che non sia un criminale o un irresponsabile fa piu' figli, nei prossimi decenni e' previsto il crollo della popolazione, ma d'altra parte siamo la sponda di sbarco d'elezione di quella marea umana montante che e' l'africa (adesso siamo solo all'inizio).

      Sinceramente non vedo come si possa risolvere questo dilemma, non credo sia cosi' facile dire alla gente quanti figli debba fare ed essere obbediti. Hanno sempre avuto qualche piccolo problema anche i genitori nei confronti delle proprie figlie :)

      Comunque sara' che prima o poi non scoppia qualche tremenda epidemia che risolva in modo "naturale" la faccenda...

      Le popolazioni naturali sono credo tutte contenute dalle avversita' microbiologiche, specie quando le condizioni di vita cominciano a farsi critiche, quando superano un certo livello di guardia, che e' il piu' basso nei carnivori e il piu' alto nei vegetali, con tutti gli altri in mezzo.

      In caso di disorganizzazione sociale, ad esempio, i medicinali sofisticati sparirebbero, il cibo diventerebbe scarso, e vi immaginate quanto ci vorrebbe per un riesplodere delle epidemie con la densita' elevata attuale, e quanti morti farebbero?

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    2. Naturalmente se cio' succedesse avremmo subito l'insorgere feroce dei complottisti che cercherebbero immediatamente di stanare e impiccare l'untore efferato che mai riconoscerebbero nella loro immagine riflessa allo specchio, quindi vi consiglio di lasciar perdere l'argomento.
      Come disse Schettino, vabbuo'.

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    3. << non credo sia cosi' facile dire alla gente quanti figli debba fare ed essere obbediti. >>

      Verissimo.
      Gli esempi storici ci sono, ma - probabilmente - si contano sulle dita di una mano.
      Il più importante è stato quello recente della Cina "post Mao", che ha avuto pregi e difetti, ma ha funzionato abbastanza, almeno a livello numerico.
      Poi ne ricordo uno, citato da Ugo Bardi, relativo ad Giappone di qualche secolo fa, che aveva trovato l'equilibrio ottimale tra risorse e popolazione, funzionando piuttosto bene.

      Qualcuno di voi ha qualche altro esempio da aggiungere ?

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    4. Anche i Romani si erano liberati dalla scocciatura dei figli. Tanto che Augusto introdusse una tassa per chi aveva "solo" tre figli. Benito, patito della romanità, forse s'ispirò a lui per punire gli scapoli.
      Debbo però dire che né Augusto né Benito avevano tutti i torti. Viviamo in società, società che ci assicura tanti benefici, se non addirittura la sopravvivenza, per cui questa società ha il diritto di dire la sua in merito a questioni come l'eutanasia, l'aborto ecc. Niente di più stupido della famosa rivendicazione delle femministe: l'utero è mio e me lo gestico io. Sì, nella foresta vergine magari (ma anche lì non puoi fare ciò che vuoi, ammesso che tu possa volere qualcosa - lì contano le risorse e l'istinto).
      Visto che viviamo in società e ne approfittiamo dobbiamo anche accettare le regole, per es. pagare le tasse, prestare servizio militare (dove è ancora obbligatorio), presentarci in ufficio o in fabbrica agli orari stabiliti, non ammazzare e non rubare ecc. Il figlio unico in Cina potrà essere stato un errore, ma l'obbligo era cogente, non si discuteva - e a ragione, visto che il politbüro temeva la sovrappopolazione e bisogna fare qualcosa. Può esistere una società, un gruppo senza regole? Non credo, anche il club nautico ha dei regolamenti da rispettare (a cominciare dalla quota sociale).
      Flores d'Arcais esige un "welfare spinto" per tutti. Tutti hanno diritto di vivere come i milionari di oggi. Otto, dieci miliardi di Paperoni con diritto di fare i cazzi propri? Temo che i cazzi propri collidano con i cazzi degli altri.

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    5. "Niente di più stupido della famosa rivendicazione delle femministe: l'utero è mio e me lo gestisco io"

      A pari livello di insensatezza porrei un altro storico (?) slogan femminista:
      "voglio tutto e ancora di più!"

      (Congratulazioni a Lumen per il tot di visualizzazioni)

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    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    7. Caro Claudio, credo che il famoso slogan sull'utero fosse nato, storicamente, come esternazione del diritto di aborto, che una volta era fortemente osteggiato dalla società ed anche punito dalla legge.
      Oggi per fortuna non è più così, e un denatalista come me non può che esserne lieto, in quanto l'aborto consente di evitare le tanto dannose "maternità indesiderate".

      Dove si può discutere, dal punto di vista giuridico, dello slogan, è se il diritto della donna all'autoderminazione non venga in conflitto con quello del padre biologico, che ha comunque una sua rilevanza.
      Credo però che, all'atto pratico, sia un problema abbastanza marginale.

      P.S.- Grazie per le congratulazioni.

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    8. @ Sergio

      La storia di Augusto e di Mussolini dimostra comunque che, in campo demografico, si poteva ottenere qualche effetto mediante uno strumento pacifico come la leva fiscale.
      E se loro la usavano per aumentare il numero dei figlio, perchè non potremmo usarla oggi per cercare l'effetto opposto ?
      In fondo, siamo pieni di tasse e questa sabbe più utile di tante altre.

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    9. "... perchè non potremmo usarla oggi per cercare l'effetto opposto ?"

      È naturalmente impossibile. Te l'immagini qualcuno in Italia o inoccidente che proponesse una tassa del genere? Si ribellerebbero persino gli Italiani che hanno solo un figlio o magari nessuno. Perché non vogliamo imposizioni di nessun genere, tanto più in questioni così personali. Personali? Un figlio dovrà risucchiare parecchie risorse dalla comunità, non vedo perché la società non dovrebbe esprimere opinioni anche su questioni delicate (come anche sull'aborto, l'eutanasia, l'omofilia ecc.). Non c'è per es. un cane che contesti il pagamento delle tasse, tutt'al più se ne contesta - giustamente - l'enormità (dovrebbero, secondo un sito cattolico, non superare il 10, al massimo il 20% del reddito).
      Comunque la pressione sociale induce a comportamenti ragionevoli. In Cina la politica del figlio unico si è imposta con le sanzioni ma anche con la persuasione (bastone e carota). Da noi il calo demografico si è avuto grazie al boom economico del dopoguerra e alla pillola. Oggi le famiglie numerose (tre figli e più) non suscitano molto apprezzamento.
      Gli Italiani si sono dati una regolata senza imposizioni,
      anche se l'hanno fatto per l'utilitaria, gli elettrodomestici e le vacanze (dunque perché avidi rerum novarum). E adesso ci si lamenta che non fanno più figli. Ma penso che non si lasceranno sedurre dalle lusinghe del Vaticano e degli economisti. Perciò l'immigrazione alias invasione è voluta dalle élite (compresi d'Alema, Bonino l'abortista ecc.). L'ONU ha calcolato che l'Italia avrebbe bisogno di 6000 immigrati per milione all'anno per non affondare (dunque 6000 x 60 ogni anno).

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    10. << L'ONU ha calcolato che l'Italia avrebbe bisogno di 6000 immigrati per milione all'anno per non affondare (dunque 6000 x 60 ogni anno). >>

      Aveva proprio ragione Luigi De Marchi (di cui abbiamo parlato in uno dei post precedenti): questi danno i numeri.

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    11. "In fondo, siamo pieni di tasse e questa sabbe più utile di tante altre."

      Ma in che mondo vivi? :)
      La discussione semmai e' sull'aumentare la tassazione generale in modo da sgravare le famiglie con figli, e cosi' ripristinare l'equilibrio demografico fra le generazioni, soprattutto nel tentativo di mantenere ampia la "base imponibile". Come detto sotto, lo stato italiano e' del tutto impossibilitato a vedere diminuire la sua demografia, perche' altrimenti dovrebbe ancora di piu' gravare pro capite fiscalmente, e la pressione fiscale e' gia' insostenibile da decenni (altro che colpa dell'europa!).

      Pensa ai servizi pubblici che danno i comuni: quasi tutti ormai sono in gran parte costi fissi (spazzatura compresa) indipendenti dal numero di abitanti, se gli abitanti diminuiscono quelli che restano si vedono aumentare ancora di piu' gli importi gia' incompatibili con qualsiasi attivita economica a lungo termine. Nel tentativo di posticipare il colasso, e' infatti sempre maggiore il ricorso alle patrimoniali (la stessa tassa immondizie ormai lo e'), perche' con esse si sottrae patrimonio cioe' risparmio al privato per tenere in piedi l'ambaradan del consumo pubblico, che per la formula di keynes del pil fa TUTTO pil.

      Nell'amministrazione dello stato e' la stessa cosa, sono oramai tutti costi fissi, che non diminuiscono con il calo della popolazione, anzi semmai vanno in aumento col progressivo rovesciatùrsi della piramide demografica (la grandissima parte delle spese vanno in pensioni e sanita', delle tre grandi voci di spesa la scuola e' di gran lunga la piu' piccola, una frazione di quasi un decimo ormai).

      In questa situazione di merda, ci mancavano solo i coglioni dei sovranisti di destra e di sinistra che non trovano di meglio che dare la colpa all'europa, la quale si imporrebbe al nostro stato onesto e morigerato, poverino.

      Secondo me continuare a guardare con pazienza e interesse a quei personaggi comincia a diventare pericoloso, per loro stessi non meno che per gli altri.

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    12. Egregio Lumen, (per quel che può valere) ovv.te anch'io sono pienamente favorevole alla legalizzazione dell'interruzione di gravidanza (peraltro, pratica tuttora di non semplice attuazione a causa della diffusione della c.d. obiezione di coscienza dei medici e che con un più massiccio impiego delle tecniche anticoncezionali potrebbe cmq. essere resa tendenzialmente superflua) ma certamente non per le motivazioni rabbiosamente misandriche sostenute dalle femministe di ieri & di oggi, tra l'altro generalmente del tutto disinteressate alla prospettiva denatalista in quanto tale (cfr. il crescente ricorso alla "fecondazione artificiale", anche per le lesbiche)...

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  4. << Forse avremo l'homo sardina che non avrà bisogno di molto spazio e si accontenterà di poco. >>

    Forse lo abbiamo già, perlomeno nei grandi centri urbani, dove lo spazio vitale disponibile per ciascuno di noi è davvero limitato.
    E ci stiamo talmente abituando, che basta un qualsiasi evento di un certo richiamo per radunare in uno spazio limitato (stadio, piazza, ecc.) migliaia di uomini sardina disponibili ed entusiasti.

    (Purtroppo, anche se accetta di fare la sardina, l'uomo nuovo non pare disposto ad accontentarsi di poco. E le conseguenze si vedono.)

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    1. "Forse lo abbiamo già"

      Anche senza forse, e da 2000 anni.

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    2. Però adesso stiamo anche diventando più obesi.
      E un uomo-sardina obeso sembra un po' una contraddizione in termini. :-)

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    3. "Però adesso stiamo anche diventando più obesi. "

      Pensa te che scarsita' di risorse che stiamo soffrendo...

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  5. L'opinione di un cattolico

    Ce lo imporrà l’Onu

    di Ettore Gotti Tedeschi
     
    Lo ius soli non è altro che la conseguenza naturale e incontrastabile (è solo questione di tempo) del processo di immigrazione, voluto e pianificato da decenni, proposto con solerzia umanitaria, che prescinde dalle cause del problema e dalle soluzioni. Tutte le spiegazioni ufficiali delle migrazioni (conflitti, carestie, gap di popolazione) non sono le cause, sono i mezzi usati per imporre migrazioni previste a pianificate da decenni dall’Onu e organismi satelliti (Oms) al fine di imporre una forma di sincretismo religioso ed evitare nel globale la “pericolosa” applicazione dell’etica cattolica dogmatica e potenziale origine di conflitti. Si vadano a leggere in proposito le dichiarazioni del segretario dell’Onu Kofi Annan nel 2000, anticipate dalle dichiarazioni del direttore dell’Oms (1992) e seguite dalle ultime dichiarazioni del successivo segretario generale dell’Onu Ba Ki-moon nel 2106 ,dove impone accordi definitivi per migrazioni sicure, ordinate, e regolari per gli immigrati (Gian Antonio Stella, Corriere: 6,5 milioni di immigrati previsti in Italia). Ciò risulta ancor più evidente rilevando la non volontà europea alla ridistribuzione ed espulsione dei migranti, oppure al migration compact.
     
    E’ evidente che lo ius soli ci verrà imposto (come ogni altra cosa ormai) nonostante i suoi evidenti rischi di dis-ordine economico, sociale, politico, xenofobo, religioso. E come dimostrato dove già applicato (a Parigi lunedì scorso, per esempio), rischi di sicurezza, perché limita i controlli e rende impossibili le espulsioni.
     
    Ciò detto, quello che mi lascia più perplesso è la posizione dell’Autorità Morale, che sembra voler dimostrare di voler accogliere per dimostrare la sua apertura al pluralismo, manifestando che questa nuova chiesa è parte del mondo, e senza una sua dottrina sul mondo e per il mondo, accoglie senza voler convertire, senza evangelizzare, per rispetto umano… Sembrerebbe che la nuova chiesa auspichi le migrazioni (con solerzia umanitaria) per dimostrare che vuole riconciliarsi con il mondo ostile al cattolicesimo dimostrando il nuovo pluralismo teologico che deve contraddistinguerla.


    Il Foglio, 24-6-2017

    http://www.ilfoglio.it/politica/2017/06/24/news/ius-soli-dibattito-fogliante-141139/7

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  6. Interessante, ma devo confessare che non mi ci raccapezzo più.
    Ma allora i cattolici sono pro o contro l'immigrazione indiscriminata ?
    Il papa è leggidramente favorevole e non perde occasione per ribadirlo, mentre il signor Gotti Tedeschi (personaggio di spicco del mondo cattolico ed ex banchiere dello IOR) è giustamente perplesso, per non dire contrario.
    Come la mettiamo ?

    Intanto, mentre stiamo mandando in rovina la nostra economia perchè ce lo chiede l'Europa, mandiamo in riina anche il nostro tessuto sociale, perchè ce lo chiede l'ONU.
    Ma noi italiani dobbiamo sempre e solo ubbidire a qualcun altro ?

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    1. "stiamo mandando in rovina la nostra economia perchè ce lo chiede l'Europa"

      L'europa, l'ultimo capro espiatorio dei mascalzoni. (parafrasi della famosa frase di samuel johnson, "patriottismo, estremo rifugio delle canaglie").
      La nostra crisi e' platealmente di debito sovrano, e che prima o poi sarebbe esplosa lo si sapeva e lo si prevedeva fin dagli anni '70. A parte che siamo ancora nella fase cronica, non esplosiva, il livello dei consumi soprattutto pubblici e' mantenuto alto attraverso il lento e progressivo esproprio del risparmio e del capitale privato, da cui lo studiato sempre maggiore peso delle tasse patrimoniali: per mantenere in attivita' al solito regime la macchina dei consumi, nell'ambito pubblico, tentando di colpire meno possibile quelli privati (da cui le elargizioni dei vari 80 e 500 euro di renzi)!

      "mentre il signor Gotti Tedeschi..."

      Il di lui gene egoista evidentemente gli ordina di prendere posizioni contro il "meticciato", in un "sano" ritorno allo spirito del 1938. Ma se l'immigrazione fosse di soli cattolici obbedienti privi di scolarizzazione ci scommetto che gli andrebbe benissimo.

      E' facile comunque mettere insieme le due cose, immigrazione e tasse: lo stato italiano ha dimostrato in 50 anni di essere del tutto incapace di contenere la sua bulimia espansiva, per cui dato il previsto restringersi demografico della popolazione stanziale e cioe' della BASE IMPONIBILE, per affrontare il calo della popolazione e la decrescita che ne consegue dovremmo prepararci ad un nuovo raddoppio della pressione fiscale, ripeto per mantenere in vita la macchina dello stato, e dei suoi sgherri del privato ad esso collaterale, che NON NE VUOLE SAPERE DI RIDIMENSIONARSI e di stringere sempre di piu' il cappio all'economia, anzi si espande sempre.

      La smettiamo di fare le vispe terese italiche, un po' tutti? Tutti questi fatti sono collegati, in questa scacchiera non si sposta una pedina alla volta, l'unica su cui ci piace concentrare la nostra attenzione: mossane una, istantaneamente si riadattano tutte le altre (e l'esproprio di stato, cioe' le tasse, aumentano sempre)

      ;)

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    2. "Ma allora i cattolici sono pro o contro l'immigrazione indiscriminata ?"

      La base cattolica non può che essere contraria, e lo erano anche personalità di spicco come il cardinale Biffi, forse anche Scola.
      Il papa attuale invece, ma già anche Ratzinger, è per l'apertura indiscriminata per distruggere l'Italia e l'Europa non più cristiane e perse per la Chiesa. Che ancora una volta, per la millesima volta (vedi Bruno Guerri a la Magli), si schiera contro gli Italiani. Certo la sua missione è universale, il papa è sì il vescovo di Roma, ma anche capo della Chiesa universale e quindi non può tifare per l'Italia di cui appunto se ne strafotte.
      Si mormora che vari cardinali in Vaticano siano massoni. Non riesco a crederci, ma quasi tutto è possibile, pure che esistano cardinali massoni. Una volta si era scomunicati ad essere massoni, adesso forse la Chiesa traffica pure con la massoneria. Anvedi come vanno d'accordo personaggi atei come Napolitano, Bonino e Boldrini con sua maestà Francesco primero (che non vuole lo si chiami Francesco primo: vuole essere forse il primo e l'ultimo, dubito del resto che ci sian un altro fesso successore che voglia darsi questo nome). Chiesa e Massoneria, un bel binomio per distruggere l'Italia in nome degli ideali universalistici.
      Quanto a Gotti Tedeschi non saprei. Lui è per l'incremento demografico (ha cinque figli) e come banchiere si può anche capire. Ma credo non apprezzi le aperture e in fondo la banalizzazione del cristianesimo volute da Francesco Primero - che non sembra piacere nemmeno a Ratzinger (si parla di scontro fra i due - anche se non sbandierato).
      Probabile che Gotti tedeschi vedrebbe di miglior occhio un'immigrazione cattolica per es. dal Sudamerica (come auspicava anche Biffi).

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    3. "si schiera contro gli Italiani"

      Ma siamo sicuri che non sia proprio questa l'essenza dell'italianita'? La penisola ha la tendenza all'universalita' come minimo dai tempi dell'impero dei romani antichi, tendenza ereditata poi, ma solo ereditata, dalla chiesa.

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    4. Mah, sinceramente da "nominalista moderato" penso che l'italianità (così come la francesità, la germanicità, ecc.) in quanto tale NON esista: esistono concretamente solo gli individui che hanno la cittadinanza ital.na e/o quelli che cmq. risiedono nel territorio italiano...

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    5. Le idee della nostra mente non solo esistono, ma hanno anche effetti drammatici sul mondo. Il nazionalismo e' una di queste.

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    6. Lo storico ed antropologo Juval Harari le chiama 'realtà immaginate' e le considerà il motore della storia umana (nonchè il vero carattere distintivo della nostra specie).

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    7. Appunto: siffatti concetti esistono solo nella ns. mente, non nella "realtà esterna"! Proprio xchè su quest'ultima possono avere effetti anche drammatici, andrebbero ridimensionati: ad es. il vecchio Aristotele rispondeva a Platone affermando di non avere mai visto la Cavallinità bensì sempre & solo cavalli in carne ed ossa...

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    8. Un famoso neuro-scienziato (non ricordo chi) ha detto che la nostra mente è un grande impostore.
      Ed infatti - aggiungo io - è capace di manipolare qualsiasi stimolo fisico ricevuto dal corpo, dandogli i significati che preferisce.

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  7. << La penisola ha la tendenza all'universalita' come minimo dai tempi dell'impero dei romani antichi >>

    Certo, ed ovviamente qui non si vuole fare per nulla un discorso di razza (?).
    E' ovvio che la razza italica non esiste (con buona pace del povero Mussolini) e che siamo tutti dei meticci rimescolati dai secoli.

    Il problema è culturale.
    L'antica Roma poteva attirare gente di tutti i tipi e di tutte le provenienze, ma l'impero e la cultura latina provvedevano ad unificare il tutto.

    Oggi il problema, oltre che ovviamente numerico, è proprio culturale e, allo stato delle cose, praticamente irrisolvibile.

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    1. Come il cattolicesimo?

      Dostoevskij - Diario di uno scrittore:
      «L'unico grande diplomatico del secolo XIX è stato Cavour e anche lui non ha pensato a tutto.
      Sì, egli è geniale, ha raggiunto il suo scopo, ha fatto l'unità d'Italia. Ma guardate più addentro, e che cosa vedete? Per duemila anni l'Italia ha portato in sé un'idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un'idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l'idea dell'unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un'idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano. La scienza, l'arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale. Ammettiamo pure che questa idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita (ma è stato proprio così?) ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l'Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? È sorto un piccolo regno di second'ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, [... ] un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un'unità meccanica e non spirituale (cioè non l'unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second'ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!».

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    2. Singolare e interessante affermazione di un reazionario come Dostoesvskij, troppo esaltato (e oggi quasi dimenticato - lo sentite mai una volta citare?). Un ortodosso che vedeva nella santa Russia la guida dei popoli. Gide vedeva in Dostoevskij l'immensa vetta la cui vista era ancora coperta dalla cima Tolstoi. Ma più ci si allontanava e più appariva secondo lui la vetta più alta, Dostoevskij. Invece è Tolstoi che ancora primeggia (il miglior Tolstoi ovviamente, non quello della Sonata a Kreutzer e di Resurrezione).

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  8. @ Sergio

    Ormai l'Italia (l'Europa ?) ha perso il controllo del papato e stiamo incominciando a vedere le conseguenze.
    Il presunto dissidio tra Ratzinger e Bergoglio sul tema dell'immigrazione è senz'altro verosimile e molto indicativo.
    D'altra parte l'occidente sta diventando sempre più laico e secolarizzato: questo probabilmente è uno dei prezzi da pagare.

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    1. Il dissidio tra Ratzinger e Bergoglio non è sull'immigrazione (sono entrambi pro), ma sui principi non negoziabili che per Bergoglio sono una scemenza. E poi sulla svendita di quel che restava del cattolicesimo. Ha persino condannato il proselitismo. E cosa ha fatto la Chiesa per due millenni? Se è lì dov'è (e se la gode) è perché i cristiani hanno cercato di convertire gli infedeli "con tutti i mezzi", leciti ed illeciti (ammazzavano pure).

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    2. << Il dissidio tra Ratzinger e Bergoglio non è sull'immigrazione (sono entrambi pro) >>

      Scusa, sono io che avevo capito male.
      Allora, non c'è proprio speranza...

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  9. "Ormai l'Italia (l'Europa ?) ha perso il controllo del papato"

    Mi pare che l'italia "si e' fatta" in alternativa al papato, non in aggiunta. I papi sono rimasti rinchiusi a castel sant'angelo per un bel po'. Solo, con un po' di influenza in meno. L'italia e' molto meno influente nel contesto mondiale perfino della repubblica di venezia, quando c'era, col suo dominio del mediterraneo orientale e i suoi traffici dappertutto, figuriamoci del papato.

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    1. "Solo, con un po' di influenza in meno" avrebbe dovuto riferirsi all'italia, rispetto al papato: dopo altre aggiunte ho dimenticato di togliere questa frase, che cosi' e' fuori posto.

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    2. Il rapporto tra l'Italia e il Papato è sicuramente complesso e contraddittorio.
      Però (e lo dico da ateo) ho il sospetto che dal punto di vista economico e culturale la Chiesa di Roma, nei secoli, abbia dato all'Italia più di quanto gli abbia tolto.
      Ma forse la mia è solo una sensazione.

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    3. Per prima cosa dovremmo riconoscere che l'italia non e' roma.
      Poi, che l'italia come entita' statuale nazionale esiste da ieri l'altro, mentre le popolazioni italiche portano culture antiche di millenni.
      Sicuramente il vaticano era ed e' immensamente piu' importante dell'italia di oggi nell'economia del mondo, ma lo stesso si puo' dire di molte delle entita' statuali che componevano la penisola. Dopo la roma papale, la firenze dei medici e dei banchieri e la venezia dei commercianti erano immensamente piu' influenti politicamente ed economicamente di quanto lo sia mai stata l'italietta del dostojevski di cui sopra.

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    4. Sono d'accordo.
      Si potrebbe forse dire, un po' paradossalmente, che l'Italia unita ha avuto un peso ed un valore inferiori alla somma delle sue parti.

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    5. "un peso ed un valore inferiori alla somma delle sue parti"

      Se non inferiore ad una qualsiasi, da sola, delle sue parti!
      Ma forse cio' dipende dal fatto che piu' che unirsi, e' caduta sotto il dominio della piu' povera, gretta e militaresca aristocrazia d'europa occidentale, quella piemontese.

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    6. Poveri Savoia.
      Ma ne riparleremo tra qualche settimana (post in arrivo).

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    7. Di solito noi definiamo sprezzantemente levantina la nostra burocrazia, e forse lo e' nel suo aspetto irragionevole, ma sospetto che la sua spietatezza vessatoria sia invece del tutto di origine sabauda.

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    8. Forse abbiamo preso il peggio da ognuna delle due (quando si dice la sfortuna :-)).

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