sabato 29 agosto 2015

A tempo debito – 2


Concludiamo qui il post di Gail Tverberg sui vantaggi e gli svantaggi dell’economia capitalistica fondata sul “debito”.  Lumen


(seconda parte)

 << Cosa c'è di sbagliato nel debito
1 - Come ho detto all'inizio, il debito funziona molto male se l'economia è in contrazione. Diventa impossibile ripagare il debito con gli interessi, senza ridurre il reddito voluttuario. I programmi governativi, come il servizio sanitario per gli anziani, diventa a sua volta più costoso in relazione ai redditi attuali.

2 - I pagamenti degli interessi sul debito tendono a trasferire  ricchezza dai membri più poveri della società a quelli più ricchi. Gli economisti hanno avuto la tendenza ad ignorare il debito, perché rappresenta una transazione più o meno bilanciata fra due individui. Però rimane il fatto che i membri più poveri delle società si trovano particolarmente nella necessità di debito e molti pagano tassi di interesse molto alti. Coloro che prestano soldi tendono ad essere più ricchi. A causa di questo assetto, nel tempo i pagamenti degli interessi tendono ad aumentare le disparità di ricchezza.

3 - Troppo spesso, il flusso dei pagamenti dal quale dipende il debito si dimostra insostenibile. Nell'esempio fatto sopra [v.post precedente -ndr], tutti pensano che il petrolio del Nord Dakota continuerà per un po', quindi stipulano prestiti come se fosse così. Se invece non è così, c'è una situazione difficile. Nel caso dei prestiti studenteschi negli Stati Uniti, molti studenti non saranno mai in grado di avere posti di lavoro con salari sufficientemente alti per pagare i prestiti ricevuti.

4 - I governi tendono a implementare programmi che sono più costosi di quelli che potrebbero realmente permettersi sul lungo termine. Man mano che un'economia diventa più ricca (a causa dell'uso di più combustibili fossili), c'è una tendenza ad aggiungere nuovi programmi. Vengono aggiunte cure mediche e pensioni per gli anziani, così come le indennità di disoccupazione e livelli scolastici più avanzati. Sfortunatamente, è difficile stimare opportunamente quali saranno i costi a lungo termine di questi programmi.

Inoltre, anche se i programmi fossero sostenibili con un alto livello di combustibili fossili, quasi sicuramente non lo sarebbero se la disponibilità di energia declina. E' virtualmente impossibile ritirare i programmi, anche se non sono garantiti, una volta che le persone pianificano la loro vita sui nuovi programmi. (…) [Così, negli Strati Uniti,] le spese governative sono aumentate molto più rapidamente dei salari. Immagino che questo valga in molti altri paesi.

5 - Non c'è nessun collegamento reale fra quantità di debito emesso e ciò che verrà effettivamente prodotto in futuro. Ci viene detto che i soldi sono una riserva di valore e che questi trasferiscono il potere d'acquisto dal presente al futuro. In altre parole, non possiamo contare sui bilanci dei nostri conti in banca e, di fatto, in tutti i titoli cartacei straordinari.

Questa storia è vera soltanto se l'economia può continuare a creare una quantità di beni e servizi crescente per sempre. Se, invece, la produzione di beni e servizi scende drammaticamente (molto probabilmente perché i prezzi non possono crescere a sufficienza per incoraggiare una sufficiente estrazione di beni), abbiamo un grosso problema. Per ogni anno, tutto ciò che abbiamo a disposizione è la quantità reale di risorse che possono essere tirate fuori dal sottosuolo, più la quantità reale di cibo che può essere coltivato. Insieme, queste quantità determinano in che modo sono disponibili molti beni e servizi. I soldi fungono da distributori dei beni e dei servizi disponibili.

Presumibilmente, le persone che lavorano all'estrazione e alla produzione di questi beni e servizi devono essere pagate per prime, o tutto il processo si fermerebbe. Questo lascia fondamentalmente le “rimanenze” da condividere fra coloro che ora sono sostenuti dagli introiti delle tasse e da coloro che possiedono titoli cartacei di qualche tipo. E' difficile immaginare che chiunque, oltre ai lavoratori che producono i beni e i servizi, avrà molto se perdiamo l'uso dei combustibili fossili. I lavoratori diventeranno meno efficienti e la produzione diminuirà troppo. 

6 - I “derivati” ed altri prodotti finanziari espongono il sistema finanziario a rischi significativi. Alcune grandi banche hanno scoperto di poter guadagnare introiti considerevoli vendendo derivati ed altri prodotti finanziari, permettendo alle persone o alle imprese essenzialmente di scommettere su certi risultati, come il crollo del prezzo del petrolio al di sotto di un dato prezzo, o la crescita molto rapida dei tassi di interesse, o una certa società che fallisce. Finché tutto va bene, non c'è un problema enorme.

La preoccupazione ora è che, con i prezzi dei beni (…) e i livelli delle valute che cambiano rapidamente, le società potrebbero fallire e potrebbero essere innescati grandi pagamenti. In teoria, alcuni di questi pagamenti potrebbero essere compensativi: i soldi dovuti da un cliente potrebbero compensare i soldi dovuti ad un altro cliente. Ma anche se fosse così, i default a volte possono impiegare anni per assestarsi. Potrebbero anche esserci problemi, con molti dei prodotti [finanziari], con la capacità di una delle parti di pagare. (…)

7 - I governi tendono ad essere negativamente condizionati da un'economia in contrazione, quindi potrebbero essere di poco aiuto quando ci serve di più. I pagamenti ai governi si comportano praticamente come il debito. Man mano che un'economia si contrae, i programmi che sembravano sostenibili in passato diventano meno sostenibili ed devono essere tagliati con urgenza. Così, i governi tendono ad avere problemi esattamente nello stesso momento in cui li hanno le banche ed altri prestatori.

I governi dei paesi “sviluppati” ora hanno livelli di debito che sono alti per gli standard storici. Se c'è un'altra grossa crisi finanziaria, il piano sembra essere quello di usare salvataggi delle banche analoghi a quelli di Cipro, dove, invece di salvare le banche usando il debito governativo, i depositi bancari (…) sono stati trasformati [in parte] in azioni della banca. Ma questo approccio ha molte difficoltà. Le imprese hanno bisogno dei loro fondi, per scopi come il pagamento dei dipendenti e la costruzione di nuove fabbriche. Se i loro fondi vengono presi in un salvataggio interno, la capacità dell'impresa di andare avanti potrebbe esserne danneggiata.

Anche i singoli consumatori dipendono dai loro conti bancari. L'assicurazione sul deposito, in teoria, è disponibile, ma la vera quantità di fondi per questo scopo è molto bassa in confronto alla quantità potenzialmente a rischio. Quindi torniamo al problema se i governi possano e saranno in grado di salvare le banche ed altre istituzioni finanziarie dal fallimento.

8 - Serve più debito per nascondere la mancanza di crescita economica in un'economia mondiale sofferente. Questo debito diventa sempre più difficile da ottenere, man mano che i salari ristagnano a causa dei ritorni decrescenti.  Se i salari crescono abbastanza velocemente, i salari stessi possono essere usati per pompare la domanda di beni e così aumentare i prezzi. I nostri salari, invece, sono praticamente fermi ed i salari medi sono diminuiti negli Stati Uniti. Se i salari non crescono a sufficienza, l'aumento del debito dev'essere usato per accrescere la domanda. (…)

9 – Politiche diverse rispetto ai tassi di interesse ed alla creazione di moneta sembra avere la possibilità di fare a pezzi il sistema finanziario mondiale. In un'economia in rete, non allontanarsi troppo dallo status quo è un indubbio vantaggio. Se le politiche statunitensi hanno l'effetto di aumentare il valore del dollaro e le politiche di altri paesi hanno la tendenza ad abbassare le loro valute, l'effetto netto è quello di rendere il debito detenuto in altri paesi ma denominato in dollari statunitensi impagabile. E rende anche inaccessibile i beni venduti dalle società americane.

L'economia, per come è oggi, è stato reso possibile da paesi che lavorano insieme. Con le sanzioni contro l'Iran e Russia, ci stiamo già allontanando da questa situazione. I prezzi del petrolio bassi ora stanno mettendo a rischio le economie degli esportatori di petrolio. Man mano che i paesi provano approcci diversi riguardo i tassi di interessi, questo aggiunge un'altra forza ancora, demolendo le economie.

10 - L'economia comincia a comportarsi in modo molto strano quando troppo dell'attuale reddito è bloccato nel debito e in strumenti simili al debito. I modelli economici suggeriscono che se i prezzi del petrolio scendono, la domanda di petrolio crescerà in modo robusto e l'offerta scenderà rapidamente. Se i produttori di petrolio sono protetti da contratti futuri che bloccano un prezzo alto, potrebbero non rispondere nella maniera attesa. Infatti, se sono obbligati a effettuare i pagamenti del debito, potrebbero continuare a trivellare anche quando altrimenti non avrebbe senso finanziario farlo.

Analogamente, i consumatori sono a loro volta condizionati da impegni precedenti. Se gran parte del reddito dei consumatori è legato ai pagamenti del condominio, dell'auto e delle tasse, questi potrebbero non avere molta capacità di rispondere ai prezzi del petrolio più bassi. Al posto di aumentare le spese voluttuarie, i consumatori potrebbero saldare parte del loro debito con il loro reddito ritrovato.

Conclusione
Se l'attuale sistema economico collassa e diventa necessario crearne un altro, il nuovo sistema dovrà avere a che fare col fatto di avere una quantità di beni e servizi disponibili sempre minore per un periodo di transizione piuttosto lungo. (…) A causa di ciò, il nuovo sistema dovrà essere molto diverso da quello attuale. La maggior parte delle promesse dovranno essere di breve durata. I trasferimenti fra persone che vivono in una particolare area potrebbero ancora essere facilitati da un sistema finanziario, ma sarebbe difficile avere contratti a lungo termine e a lunga distanza.

Di conseguenza, la nuova economia avrà probabilmente bisogno di essere molto più semplice di quella attuale. E' dubbio che possa includere i combustibili fossili. Molte persone chiedono perché non possiamo semplicemente cancellare il debito e ricominciare da capo. Fare questo probabilmente significherebbe cancellare anche tutti i conti in banca. Gran parte dei nostri attuali posti di lavoro probabilmente sparirebbe. Saremmo probabilmente senza rete elettrica e senza petrolio per le auto.

Sarebbe molto difficile ricominciare da una situazione del genere. Dovremmo davvero ricominciare dal nulla. (…) Se ci sono problemi reali, tutto ciò che non è fisico finisce nella categoria della “ricchezza sulla carta” e non possiamo contare sulla ricchezza sulla carta (…) nel lungo termine.

Ogni anno, la quantità di beni e servizi che l'economia può produrre è limitata dalle prestazioni dell'economia stessa, dati i limiti che stiamo raggiungendo. Se la quantità di questi beni e servizi comincia a crollare rapidamente, i governi potrebbero fallire, in aggiunta ai nostri problemi coi default del debito. Coloro che hanno ricchezza sulla carta non possono contare di ricevere molto. I lavoratori che producono qualsiasi bene e servizio che vengono realmente prodotti dovranno probabilmente essere pagati per primi.   >>

GAIL TVERBERG

sabato 22 agosto 2015

A tempo debito – 1


E' molto probabile che la causa principale della grave crisi ecologica e demografica che ci attende sia il successo mondiale dell'economia capitalista, che ha ormai conquistato, con poche e trascurabili eccezioni, tutto il pianeta. Ne consegue che, secondo alcuni, sarebbe necessario un superamento del capitalismo.
Però "economia capitalista" vuol dire anche "economia del debito" e l'invenzione del "debito", nella storia umana, ha dato grandi vantaggi alla nostra civilità, vantaggi ai quali sarebbe difficile rinunciare. Si tratta quindi di un sistema che ha i suoi “pro” ed i suoi “contro” e che non è facile né migliorare, né sostituire.
Ce ne parla l’ambientalista Gail Tverberg in questo lungo post, tratto da Effetto Risorse. LUMEN


(prima parte)

<<  Il debito è ciò che tiene insieme la nostra economia in rete. Il debito, e le altre promesse, permettono la divisione del lavoro, perché ognuno può “pagare” gli altri del gruppo per il lavoro con una promessa di qualche genere, piuttosto che con un pagamento immediato in beni. L'esistenza del debito ci permette di avere molte forme di pagamento convenienti, come le banconote, le carte di credito e gli assegni. Indirettamente, le molte forme convenienti di pagamento permettono il commercio ed anche il commercio internazionale.

Ogni debito, e - di fatto - ogni promessa di qualsiasi tipo, comporta due parti. Dal punto di vista di una parte, l'impegno è quello di pagare una certa quantità (o una certa quantità più l'interesse). Dal punto di vista dell'altra parte, si tratta di un guadagno futuro: una quantità disponibile in un conto in banca, o una busta paga o un impegno da parte di un governo a pagare delle indennità di disoccupazione. Le due parti sono in un certo senso legate fra loro da questi impegni in un modo analogo a quello in cui gli atomi sono legati nelle molecole.

Non ci si può sbarazzare del debito senza sbarazzarsi dei benefici che il debito fornisce, il che è un enorme problema.  E' stato scritto molto sulle bolle del debito ed i collassi del passato. La situazione che abbiamo di fronte oggi è diversa. In passato, l'economia mondiale stava crescendo, anche se un'area specifica stava raggiungendo i limiti, come per esempio la troppa popolazione in relazione al terreno agricolo. Anche se un'area locale collassava, il resto del mondo poteva andare avanti senza di loro.

Ora, l'economia mondiale è molto più collegata, quindi un collasso in un'area condiziona anche altre aree. C'è molto più pericolo di un collasso diffuso. La nostra economia è costruita sulla crescita economica. Se la quantità di beni e servizi prodotti ogni anno comincia a scendere abbiamo un enorme problema. Ripagare i prestiti diventa molto più difficile (…) [ed anche] le “promesse” che non sono debito - come le promesse di pagare le pensioni e le spese mediche per gli anziani, come parte delle tasse - diventano a loro volta più difficili da pagare.

La quantità che ci resta di spese voluttuarie diventa molto inferiore. Queste pressioni tendono a spingere un'economia ulteriormente verso la contrazione e rende le nuove promesse ancora più difficili da ripagare.

La natura del debito
In senso allargato, il debito è una promessa di “qualcosa di valore” in futuro. Con questa definizione allargata, è chiaro che una banconota da 10 dollari è una forma di debito, perché è una promessa che ad un certo punto in futuro voi o, la persona a cui passate la banconota da 10 dollari, sarete capaci di scambiare la banconota da 10 dollari con qualcosa di valore. In un certo senso, anche le monete d'oro sono una promessa di valore per il futuro. Questa però non è necessariamente una promessa sulla quale possiamo contare. A volte in passato le monete d'oro sono state confiscate. (…)

Per capire quanto sia importante il debito, dobbiamo pensare ad un'economia senza debito. Un'economia del genere potrebbe avere un mercato centrale dove ognuno porta beni da scambiare. Ma anche in un'economia del genere, ci sarebbe un problema se non c'è una corrispondenza precisa delle necessità. Se porto mele e voi portate patate, possiamo scambiarcele a vicenda (“barattare”). Ma se voi non avete bisogno di patate? Potremmo avere la necessità di portare un terza persone nel cerchio, così ognuno di noi può ricevere ciò che vuole. Visto che il baratto è così complicato, non è mai stato usato per le transazioni quotidiane all'interno delle comunità.

Un approccio che sembrava funzionare meglio è menzionato da David Graeber (…). Con questo sistema, tutto si gestiva con un mercato. L'operatore del mercato forniva un “prezzo” per ogni oggetto, in termini di un'unità comune, come “stai di grano”. Ogni persona poteva portare beni al mercato (e forse anche servizi – lavorerò per un giorno in una vigna) e scambiarli con altri in base al valore. Non servivano in realtà “soldi” perché l'operatore prendeva una tavoletta d'argilla e su quella faceva il calcolo del valore in “stai di grano” che la stessa persona riceveva in cambio e si assicurava che le due cose combaciassero.

Naturalmente, appena permettiamo che “un giorno di lavoro” sia scambiato in questo modo, torniamo al problema delle promesse future e di assicurare che si verifichino realmente. Inoltre, se permettiamo ad una persona di riportare un bilancio da un giorno all'altro – per esempio portando una grande quantità di beni che non possono essere venduti in un giorno – entriamo nell'area delle promesse future. O se permettiamo ad un contadino di comprare semi a credito, con una promessa di ripagarli quando arriva il raccolto entro pochi mesi, ancora una volta entriamo nell'area della promesse future.
Quindi anche in questa situazione semplice, dobbiamo essere capaci di gestire il problema delle promesse future.

Promesse future anche prima del debito
Ogni qualvolta ci sia una divisione del lavoro, ci deve essere un accordo su come avrà luogo quella divisione, quali sono le responsabilità di ogni partecipante.

Nel caso più semplice, ci sono i cacciatori-raccoglitori. Se c'è la decisione per cui gli uomini si occuperanno della caccia e le donne si occuperanno della raccolta e dei bambini, allora deve esserci un accordo su come funzionerà la disposizione. L'approccio usuale sembra sia stato una specie di “economia del dono”. In un'economia del genere, tutti condividevano qualsiasi cosa fossero in grado di ottenere con gli altri e guadagnavano lo status a seconda della quantità che potevano mettere in condivisione.

Al posto del coinvolgimento di un debito formale, c'era un accordo tacito secondo cui se le persone volevano partecipare al gruppo dovevano seguire le regole dettate quella particolare cultura dettava, compreso, molto spesso, condividere tutto. Le persone che non seguivano le regole venivano escluse. A causa della difficoltà di vivere da soli in un ambiente del genere, chi lo era probabilmente moriva. Così, i partecipanti erano in un certo senso legati insieme dai costumi che sottostavano alle economie del dono.

Ad un certo punto, man mano che si è costruita più di un'economia, c'è stata la necessità di uno o più capi, così come un qualche modo di sostenerli finanziariamente. Così, si è presentato anche il bisogno di una specie di tassazione. Mentre la tassazione per sostenere il capo non veniva considerata debito, questa ha molte delle caratteristiche del debito. Si tratta di un obbligo di pagamento continuo. Il capo e gli altri membri del gruppo pianificano le loro vite come se questa situazione dovesse continuare. In un certo senso, i servizi di governo e la tassazione risultante aiutano a legare insieme l'economia. 

Benefici del debito
I benefici del debito sono davvero grandi (…):

1 - Il debito permette che si facciano transazioni che non avvengono esattamente nello stesso momento e luogo. Posso ordinare beni e farmeli consegnare a casa. Un datore di lavoro può pagarmi per un mese di lavoro con un assegno anziché dovermi dare cibo o altri articoli di baratto che corrispondono ad ogni ora che lavoro. Non c'è bisogno di avere miliardi di monete d'oro (o altre valute di metallo prestabilite) per facilitare qualsiasi transazione e di portarsele in giro. Ognuno di noi può avere un conto in banca. Dal punto di vista della banca, la quantità contenuta in un conto bancario è un obbligo (debito) dovuto al depositante.

2 - Il debito addizionale dà potere d'acquisto addizionale ai singoli individui, ai governi o alle imprese. I fondi addizionali disponibili possono essere spesi immediatamente. Molto spesso, il rimborso (con gli interessi) viene spalmato su diversi anni, rendendo accessibili i beni che non lo sarebbero. Così il debito aumenta la “domanda” di beni ed anche di commodity usate per creare quei beni.

3 - Siccome il debito rende i beni più accessibili, il debito addizionale tende a “pompare” il prezzo dei beni. Questi prezzi più alti fanno sì che per le imprese valga la pena di piantare più acri di cibo. Il debito, in particolare il debito a basso costo, rende accessibile alle imprese la costruzione di nuove fabbriche e l'apertura di nuove miniere.

4 - Il debito permette un forte incremento dello standard di vita, come quello ottenuto aggiungendo carbone o petrolio ad un'economia. Il debito permette l'acquisto di beni che cambieranno sostanzialmente il futuro di una persona, come il passaggio in un nuovo paese, o l'acquisto di un'educazione universitaria, o l'acquisto di un veicolo per le consegne per far partire un'attività.

Senza debito, è improbabile che sarebbe mai stato possibile estrarre i combustibili fossili; i consumatori non sarebbero mai stati in grado di permettersi i beni forniti dai combustibili fossili e le imprese avrebbero avuto difficoltà a finanziare le molte nuove fabbriche necessarie per produrre i beni usando questi combustibili. (…)

5 - Aggiungere debito è auto-rinforzante. Supponete che una quantità considerevole di debito venga aggiunta per (…) estrarre petrolio in Nord Dakota. Le società petrolifere useranno il debito che ricevono per molti scopi diversi, compreso pagare i dipendenti, le royalty ai proprietari terrieri e le tasse allo stato. I dipendenti compreranno nuove case ed automobili, stipulando prestiti. I residenti del Nord Dakota, che ricevono le royalty, potrebbero decidere di stipulare dei prestiti per ristrutturare le proprie case, aspettandosi che le royalty continueranno ad arrivare.

Lo stato potrebbe sistemare le proprie strade con i propri proventi, dando ulteriore reddito (…) ai lavoratori stradali. Una catena di negozi potrebbe decidere di costruire un nuovo punto vendita (prendendo in prestito soldi per farlo), alimentando ulteriormente la catena. Ciò che accade è che, indirettamente, il debito delle nuove società petrolifere rende molte persone più ricche, almeno temporaneamente. Questi individui temporaneamente più ricchi possono “avere diritto” a prestiti più consistenti di quanto non sarebbe possibile diversamente, dando loro di più da spendere e permettendo ad altri ancora di avere diritto ai prestiti. 

6 - Accordi che non sono debito, ma “debito subordinato”, fanno sentire le persone più sicure nel sistema attuale. Ci sono programmi assicurativi, piani pensionistici e coperture per i conti bancari (…). Questi programmi assicurativi generalmente non contengono molti soldi, in confronto a ciò che assicurano. Ma fanno sentire bene le persone, specialmente se c'è un governo che potrebbe subentrare e prenderle in consegna, al di là del reale finanziamento del programma assicurativo. >>

GAIL TVERBERG

(continua)

sabato 15 agosto 2015

Di gracile Costituzione – 5


Il testo della Costituzione Italiana rivisitato e reinterpretato alla luce della prassi materiale sviluppatasi in questi ultimi decenni –  quinta parte. LUMEN 



COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA

Parte prima - DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
Titolo IV - RAPPORTI POLITICI


Art. 48.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

Lum -  Sono elettori tutti i cittadini maggiorenni che, nel giorno fissato, non hanno niente altro di meglio da fare.
Il voto personale è segreto, salvo il caso che sia stato oggetto di accordi. Il suo esercizio è un dovere qualora sia stabilito un compenso.
La legge stabilisce i requisiti e le modalità per ostacolare l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, che attribuisce i seggi ai candidati scelti preventivamente dai partiti.
Il diritto di voto può essere limitato in caso di cattivo tempo o di ostacolo ad accedere al seggio.



Art. 49.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Lum. - Tutti i cittadini hanno diritto di pagare la quota di iscrizione ad un partito, senza concorrere a determinare la politica nazionale, essendo questa riservata ai politici di professione.



Art. 50.
Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Lum. -  Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità; le petizioni verranno inviate al macero con la raccolta differenziata.



Art. 51.
Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

Lum. - Tutti i cittadini possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di disuguaglianza, secondo la quantità e la qualità delle raccomandazioni ricevute.
La Repubblica promuove con appositi provvedimenti l’accesso privilegiato delle donne non meritevoli alle cariche politiche.
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, prevedere la semplice cooptazione di parenti ed amici.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di utilizzare il proprio tempo nel modo che preferisce, conservando il suo posto di lavoro ed il relativo stipendio.



Art. 52.
La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.
L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

Lum. - La difesa della Patria è affidata agli Stati Uniti d’America.
Il servizio militare non è obbligatorio, ma consigliato a tutti coloro che cercano un guadagno sicuro senza fare nulla. L’adempimento di missioni pericolose deve essere volontario e pagato il doppio.
L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito di inefficienza e di massima spesa  tipico della Repubblica.



Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Lum. - Tutti i lavoratori dipendenti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro impossibilità di evadere il fisco.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività inversa, in modo da consentire esenzioni ed elusioni ai ricchi ed ai potenti.



Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Lum. -  Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla propria squadra di calcio, di osservarne il calendario e di assistere agli incontri.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle nell’interesse personale, prestando giuramento alle organizzazioni malavitose di riferimento, nei casi che lo richiedono.

sabato 8 agosto 2015

Ma anche

Per i politici italiani fare affermazioni contraddittorie è una cosa abbastanza normale, ma ce ne sono alcuni che hanno fatto del “cerchio-bottismo” (orrido neologismo che però rende perfettamente l’idea) una vera e propria arte, come per esempio l’ex leader PD Valter Veltroni, noto per i suoi ineffabili “ma anche”.
Scendendo dall’empireo della politica al semplice divertimento enigmistico, ritroviamo il “ma anche” in un gioco di grande effetto linguistico, che una volta si chiamava (un po’ oscuramente) CRITTOGRAFIA MNEMONICA e che oggi viene invece definito, più semplicemente, FRASE BISENSO.
Eccone alcune, tra le più divertenti ed argute, che ho trovato sul web.
LUMEN


ARMATURA D’UNA VOLTA
(una vecchia corazza – ma anche una struttura edile)


ARTICOLO MASCHILE SINGOLARE
(un termine grammaticale – ma anche il kilt scozzese)


BASE PER ALTEZZA
(una formula geometrica – ma anche una pedana per il Re)


CAPOVOLGIMENTO DI FRONTE
(un contrattacco – ma anche mettersi a testa in giù)


COMPRESSA PER IL TIFO
(una medicina - ma anche una grande folla allo stadio)


EROINA TAGLIATA
(una droga adulterata – ma anche Anita Garibaldi ferita)


FARE I PROPRI PORCI COMODI
(ignorare il decoro – ma anche risistemare il porcile)


FATTORE DI POTENZA
(una grandezza elettrica – ma anche un contadino lucano)


LA CAMPAGNA DI LODI
(una zona della Lombardia - ma anche un battage pubblicitario)


L’AVANZATA DI UNA DIVISIONE
(la manovra di un esercito – ma anche l’ultima fetta di torta)


LEGAMENTO CROCIATO
(una parte del ginocchio – ma anche la cintura di castità)

 
LENTE A CONTATTO
(uno strumento ottico – ma anche l’incontro di due tartarughe)


LETTO AD UNA PIAZZA
(un tipo di giaciglio - ma anche declamato in pubblico)


MEZZO MINUTO DI RACCOGLIMENTO
(un momento di meditazione – ma anche un cucchiaino)


MITI PRELATINI
(antiche leggende – ma anche religiosi inoffensivi)


ORDINATA ALL’ORIGINE
(un termine matematico – ma anche una suora novizia)


PARTITA DI GOLF
(una gara sportiva – ma anche uno stock di maglioni)


PASSO SPEDITO
(un modo di camminare – ma anche la cartolina di un valico)


POLPACCIO SINISTRO
(una parte della gamba – ma anche una piovra)


PRESA DI CORRENTE CON MESSA A TERRA
(un accessorio dell’elettricista – ma anche il placcaggio di un rugbista)


PRIMA CONIUGAZIONE
(una forma del verbo – ma anche la coppia Adamo ed Eva)


PROVVISTE DI BORDO
(i viveri della nave - ma anche fornite di orlo)

 
RETTA GENERATRICE
(un termine geometrico – ma anche la vergine Maria)


SCRITTI DI GENTILE SU CROCE
(testi filosofici – ma anche la scritta INRI)


SOMMA NON ESATTA
(un importo impreciso – ma anche un credito insoluto)


SONO LE DUE PASSATE
(un’indicazione dell’orologio - ma anche il pelo e contropelo)


TANGENTE IPERBOLICA
(un termine trigonometrico – ma anche una bustarella esagerata)


TRA SETTE MINUTI
(un breve intervallo di tempo – ma anche Biancaneve in mezzo ai nani)


TOSCANO SUL LASTRICO
(un poveraccio fiorentino - ma anche un sigaro per terra)


UNA FUNZIONE DEL SENO
(un termine trigonometrico – ma anche l’attività di allattamento)


martedì 4 agosto 2015

Il Dawkins egoista - 6

(da IL GENE EGOISTA di Richard Dawkins – sesta parte)



<< La selezione naturale nella sua forma più generale significa la sopravvivenza differenziata di varie entità. Alcune entità vivono e altre muoiono ma, perché la morte selettiva abbia qualche impatto sul mondo, è necessaria un’ulteriore condizione. Ogni entità deve esistere nella forma di molte copie, e almeno alcune delle entità devono essere potenzialmente in grado di sopravvivere — nella forma di copie — per un periodo significativo di tempo evoluzionistico. Le unità genetiche piccole hanno queste proprietà; invece gli individui, i gruppi e le specie non l’hanno. [...]

Un altro aspetto particolare del gene è che non invecchia; quando è vecchio un milione di anni, non ha più probabilità di morire di quando ne ha solo 100. Salta da un corpo all’altro attraverso le generazioni, manipolando un corpo dopo l’altro, a modo suo e per i suoi propri scopi, abbandonando i corpi mortali uno dopo l’altro prima che giungano alla vecchiaia e alla morte. I geni sono gli immortali. [...]

Noi, le singole macchine di sopravvivenza presenti nel mondo, possiamo aspettarci di vivere qualche decennio. Ma i geni presenti nel mondo hanno un’aspettativa di vita che va misurata non in decenni ma in migliaia e milioni di anni. Nelle specie che si riproducono sessualmente, l’individuo è un’unità genetica troppo grande e troppo temporanea per qualificarsi come unità significativa di selezione naturale. Il gruppo di individui è un’unità ancora più grande.

Geneticamente parlando, gli individui e i gruppi sono come nuvole nel cielo, o tempeste di sabbia nel deserto. Sono aggregazioni temporanee. Non sono stabili lungo il tempo evoluzionistico. Le popolazioni possono durare un po’ di più, ma si fondono costantemente con altre popolazioni e quindi perdono la loro identità. Sono anche soggette a un cambiamento evolutivo dall’interno. Una popolazione non è un’entità abbastanza discreta per fungere da unità di selezione naturale; non è abbastanza stabile e unitaria per essere “selezionata” al posto di un’altra popolazione.

Un corpo individuale sembra abbastanza discreto finché dura, ma purtroppo, quanto a lungo dura? Ogni individuo è unico. Non puoi ottenere un’evoluzione selezionando tra varie entità, quando esiste una sola copia di ogni entità! La riproduzione sessuale non è replicazione. Proprio come una popolazione è contaminata da altre popolazioni, così la discendenza di un individuo è contaminata da quella del suo partner sessuale. I vostri figli sono solo metà di voi, i vostri nipoti solo un quarto di voi.

In qualche generazione, il massimo che potete sperare è di avere molti discendenti, ognuno dei quali contiene solo una piccola porzione di voi — pochi geni — anche se alcuni di essi portano anche il vostro cognome. Gli individui non sono cose stabili, sono fluttuanti. Anche i cromosomi vengono rimescolati fino a scomparire, come una mano di carte subito dopo essere stata distribuita. Ma le singole carte sopravvivono al rimescolamento. Le singole carte sono i geni.

I geni non sono distrutti dal crossing-over, cambiano soltanto partner e vanno avanti. Naturalmente vanno avanti. È questa la loro specialità. Essi sono i replicatori e noi siamo le loro macchine di sopravvivenza. Quando abbiamo assolto al nostro scopo, siamo gettati via. Invece i geni esistono nel tempo geologico: i geni sono per sempre. I geni, come i diamanti, sono per sempre, ma non proprio nello stesso modo dei diamanti. Nel caso dei diamanti, ciò che dura è il singolo cristallo, la struttura inalterata di atomi. Le molecole di Dna non sono persistenti in quel senso.

La vita di ciascuna molecola fisica di DNA è molto breve — forse qualche mese, certamente non più di una vita umana. Ma una molecola di Dna potrebbe teoricamente vivere più di 100 milioni di anni nella forma di copie di se stessa. Inoltre, proprio come gli antichi replicatori nel brodo primordiale, le copie di un particolare gene possono essere distribuite per tutto il mondo. La differenza è che le versioni moderne sono impacchettate con cura nei corpi delle macchine di sopravvivenza. [...]

Il gene è il replicatore a vita lunga, che esiste nella forma di molte copie duplicate. Non ha una vita infinitamente lunga. Perfino un diamante non è eterno [...]. Il gene è definito come un pezzo di cromosoma abbastanza piccolo da durare, potenzialmente, abbastanza a lungo da fungere da unità significativa di selezione naturale. [...]

È la sua potenziale immortalità che rende un gene un buon candidato a fungere da unità di selezione naturale. Ma ora è venuto il momento di enfatizzare la parola “potenziale”. Un gene può vivere un milione di anni, ma molti nuovi geni non superano nemmeno la prima generazione. Quei pochi che riescono a farlo lo fanno in parte perché sono fortunati, ma soprattutto perché hanno ciò che serve, il che significa che sono bravi a produrre macchine di sopravvivenza.

Hanno un effetto sullo sviluppo embrionale di ogni successivo corpo in cui si vengono a trovare, tale che quel corpo ha un po’ più di probabilità di vivere e riprodursi di quante ne avrebbe se fosse stato sotto l’influenza del gene rivale, o allele. Per esempio, un gene “bravo” potrebbe assicurare la propria sopravvivenza tendendo a dotare i successivi corpi in cui si trova di gambe lunghe, che aiutano questi corpi a fuggire dai predatori. Questo è un esempio particolare, non universale. Le gambe lunghe, dopotutto, non sono sempre un vantaggio. In una talpa sarebbero un handicap.

Anziché perderci nei dettagli, possiamo pensare a qualche qualità universale, che ci aspetteremo di trovare in tutti i geni (cioè in quelli più longevi)? Viceversa, quali sono le proprietà che classificano istantaneamente un gene come “cattivo”, di vita breve? Potrebbero esserci varie proprietà universali di questo tipo, ma ce n’è una particolarmente importante in questo libro: al livello dei geni, l’altruismo deve essere male e l’egoismo deve essere bene.

Questo segue inesorabilmente dalla nostra definizione di altruismo ed egoismo. I geni competono direttamente con i loro alleli per la sopravvivenza, poiché i loro alleli nel pool di geni competono per la loro stessa posizione sui cromosomi delle generazioni future. Ogni gene che si comporti in modo da aumentare le proprie probabilità di sopravvivenza nel pool di geni alle spese dei suoi alleli tenderà, per definizione, tautologicamente, a sopravvivere. Il gene è l’unità di base dell’egoismo.

Ho espresso ora il messaggio principale di questo capitolo. Ma ho evitato alcune complicazioni ed assunzioni nascoste. La prima complicazione è stata già menzionata brevemente. Per quanto indipendenti e liberi possano essere i geni nel loro viaggio lungo le generazioni, non sono affatto liberi e indipendenti nel controllare lo sviluppo embrionale. Essi collaborano e interagiscono in modi inestricabilmente complessi, sia tra di loro, sia con l’ambiente esterno.

Espressioni come “gene per le gambe lunghe” o “gene per il comportamento altruistico” sono comode figure retoriche, ma è importante capire cosa significano. Non esiste un gene che da solo costruisce una gamba, lunga o corta che sia. Costruire una gamba è un’impresa cooperativa che coinvolge molti geni. Sono anche indispensabili delle influenze dall’ambiente esterno: dopo tutto, le gambe sono fatte di cibo! Ma può esserci benissimo un singolo gene che, a parità di altri fattori, tende a produrre gambe più lunghe di quanto lo sarebbero state sotto l’influenza dell’allele di quel gene.

Come analogia, pensate all’influenza di un fertilizzante, diciamo un nitrato, sulla crescita del grano. Tutti sanno che le piante di grano crescono più grandi in presenza di nitrato che in sua assenza. Ma nessuno sarebbe così sciocco da affermare che, di per sé, il nitrato può fare una pianta di grano. Sono necessari, naturalmente, un seme, il suolo, il sole, l’acqua, e vari minerali . Ma se tutti questi altri fattori restano costanti, e anche se variano entro certi limiti, l’aggiunta di un nitrato farà crescere di più la pianta di grano. Lo stesso vale per i singoli geni nello sviluppo di un embrione.

Lo sviluppo embrionale è controllato da una rete di relazioni così intricata che quasi ci passerebbe la voglia di guardarla. Nessun singolo fattore, generico o ambientale, si può considerare come l’unica causa di una data parte di un bambino. Tutte le parti di un bambino hanno un numero quasi infinito di cause antecedenti. Ma la differenza tra un bambino e un altro, per esempio la differenza nella lunghezza di una gamba, è facile da ricondurre a una o a poche semplici differenze antecedenti, nell’ambiente o nei geni.

Sono le differenze che contano nella lotta competitiva per la sopravvivenza; e sono le differenze controllate dei geni che contano nell’evoluzione. Dal punto di vista di un gene, i suoi alleli sono i suoi nemici mortali, ma gli altri geni sono solo parte dell’ambiente, come la temperatura, il cibo, i predatori, o gli amici. L’effetto del gene dipende dal suo ambiente, il quale comprende gli altri geni. A volte un gene ha un effetto solo in presenza di un altro insieme di geni compagni. L’intero insieme di geni in un corpo costituisce una specie di “clima”, o background genetico, che modifica e influenza gli effetti di ogni particolare gene.

Ma ora sembra che siamo arrivati a un paradosso. Se costruire un bambino è un’impresa cooperativa così intricata, ed ogni gene ha bisogno di molte migliaia di geni compagni per svolgere il suo compito, come possiamo riconciliare tutto questo con la mia descrizione dei geni come entità che saltano da corpo a corpo lungo i millenni, liberi, autonomi e senza ostacoli? Erano cose prive di senso? Assolutamente no. Forse mi sono lasciato trasportare dall’enfasi, ma non stavo dicendo sciocchezze, e non c’è alcun paradosso.

Possiamo spiegare tutto questo mediante un’altra analogia. Un vogatore non può vincere da solo la gara di canottaggio tra Oxford e Cambridge. Ha bisogno di otto colleghi. Ognuno è specializzato a sedersi in una parte precisa della barca — prodiere, primo rematore, timoniere, eccetera. Condurre la barca è un’impresa cooperativa, ma alcuni uomini sono comunque migliori di altri. Supponiamo che un coach debba scegliere la squadra ideale da un pool di candidati, alcuni dei quali specializzati nella posizione di prua, altri come timonieri e così via.

Supponiamo che il coach effettui la selezione come segue. Ogni giorno assembla tre nuove squadre di prova, mescolando a caso i candidati in ciascuna posizione, e fa gareggiare le tre squadre una contro l’altra. Dopo qualche settimana comincerà ad emergere che la barca vincitrice tende a contenere sempre gli stessi uomini. Questi vengono contrassegnati come bravi rematori. Altri individui finiscono per trovarsi spesso nelle squadre perdenti, e alla fine questi vengono scartati.

Ma anche un rematore incredibilmente bravo potrebbe a volte trovarsi in una squadra lenta, o a causa dell’inferiorità degli altri, o perché ha avuto un colpo di sfortuna — diciamo un forte vento contrario. È solo in media che l’uomo migliore tende ad essere sulla barca vincitrice.

I rematori sono i geni. I rivali per ogni sedile sulla barca sono alleli potenzialmente capaci di occupare la stessa posizione su un cromosoma. Remare velocemente corrisponde a costruire un corpo bravo a sopravvivere. Il vento è l’ambiente esterno. Il pool di candidati alternativi è il pool di geni. Per quanto riguarda la sopravvivenza di ciascun corpo, tutti i suoi geni sono nella stessa barca. Molti geni “buoni” hanno la sfortuna di trovarsi in cattiva compagnia, e si trovano a coabitare nello stesso corpo con un gene letale, che uccide il corpo durante l’infanzia. In questo caso il gene buono va distrutto insieme agli altri.

Ma si tratta solo di un corpo, e le repliche di quello stesso gene buono vivono anche in altri corpi che non hanno il gene letale. Molte copie dello stesso gene vengono scartate perché hanno la sfortuna di trovarsi nello stesso corpo con dei geni cattivi, e molti muoiono per altri tipi di sfortuna, diciamo quando il corpo è colpito da un fulmine. Ma per definizione la sfortuna colpisce a caso, ed un gene che si trova regolarmente dalla parte perdente non è sfortunato: è un gene cattivo.

Una delle qualità di un buon rematore è il gioco di squadra, la capacità di adattarsi e di cooperare con il resto della squadra. Questa qualità potrebbe essere importante quanto avere buoni muscoli. Come abbiamo visto nel caso delle farfalle [noi abbiamo saltato quell'esempio, NdM], la selezione naturale potrebbe inconsciamente “modificare” un complesso di geni mediante inversione e altri grossi spostamenti di pezzi di cromosoma, in tal modo portando nello stesso gruppo geni che cooperano bene insieme.

Ma in un altro senso, dei geni che non sono collegati l’uno con l’altro fisicamente possono essere selezionati per la loro mutua compatibilità. Un gene che coopera bene con la maggior parte degli altri geni che si trova ad incontrare nei corpi successivi, cioè con i restanti geni del pool di geni nel suo complesso, tenderà ad avere un vantaggio.

Per esempio, in un corpo efficiente di carnivoro sono desiderabili un certo numero di attributi, tra cui denti aguzzi, il giusto tipo di intestino per digerire la carne, e molte altre cose. Un erbivoro efficiente, d’altra parte, ha bisogno di denti piatti, e un intestino molto più lungo con diversi tipi di chimica digestiva.

Nel pool di geni di un erbivoro, ogni nuovo gene che conferisse denti affilati al suo possessore non avrebbe molto successo. Questo non perché mangiare carne sia intrinsecamente un’idea sconveniente, ma perché non puoi mangiare carne in modo efficiente se non hai il giusto tipo di intestino, e tutti gli altri attributi di un carnivoro. I geni che producono denti aguzzi non sono intrinsecamente cattivi. Sono solo cattivi in un pool di geni che sia dominato da geni per qualità erbivore. >>

RICHARD DAWKINS

sabato 1 agosto 2015

Il Dawkins egoista - 5


Continuo a pubblicare alcune pagine di uno dei libri fondamentali per capire il mondo degli esseri viventi, e quindi dell’uomo, ovvero IL GENE EGOISTA di Richard  Dawkins. Le parti precedenti sono state pubblicate nell’aprile 2014 (1 e 2) e nel novembre 2014 (3 e 4). Buona lettura. LUMEN




<< Noi siamo macchine di sopravvivenza [dei geni], ma “noi” non significa solo le persone. Comprende tutti gli animali, le piante, i batteri, e i virus. Il numero totale di macchine di sopravvivenza sulla terra è molto difficile da contare, ed è ignoto persino il numero totale di specie viventi. Considerando i soli insetti, il numero di specie viventi si stima a circa 3 milioni, e il numero di singoli insetti potrebbe essere un milione di milioni di milioni.

I vari tipi di macchine di sopravvivenza sono molto diversi tra di loro, sia nella parte esterna che negli organi interni. Un polipo è molto diverso da un topo, ed entrambi sono molto diversi da una quercia. Eppure nella loro chimica fondamentale sono piuttosto uniformi e, in particolare, i replicatori che hanno al loro interno, i geni, sono fondamentalmente lo stesso tipo di molecole in tutti noi — dai batteri agli elefanti.

Siamo tutti macchine di sopravvivenza per lo stesso tipo di replicatore — molecole chiamate DNA — ma ci sono molti modi diversi di sopravvivere nel mondo, e i replicatori hanno costruito una vasta gamma di macchine per sfruttarli. Una scimmia è una macchina che preserva i geni stando sugli alberi; un pesce è una macchina che preserva i geni stando in acqua; c’è persino un vermicello che preserva i geni nei sottobicchieri di birra tedeschi. Le vie del DNA sono misteriose.

Per semplicità ho dato l’impressione che i geni moderni, fatti di DNA, siano molto simili ai primi replicatori che si trovavano nel brodo primordiale. Non è importante per i nostri scopi, ma questo potrebbe non essere vero. I replicatori originali potrebbero essere stati molecole imparentate col DNA, o potrebbero essere stati del tutto diversi. Nel secondo caso potremmo dire che le loro macchine di sopravvivenza devono essere state catturate dal DNA in un tempo successivo.

Se è così, i replicatori originali sono andati del tutto distrutti, poiché non resta alcuna traccia di essi nelle moderne macchine di sopravvivenza. Lungo queste linee, A. G. Cairns Smith ha avanzato l’intrigante ipotesi che i nostri antenati, i primi replicatori, potrebbero non essere stati affatto molecole organiche, ma cristalli inorganici — minerali, pezzettini d’argilla. Usurpatore o meno, il DNA è indubbiamente al potere oggi, a meno che, come suggerisco nel capitolo 11, non stia avvenendo proprio adesso un nuovo passaggio di potere.

Una molecola di Dna è una lunga catena di blocchi costitutivi, piccole molecole chiamate nucleotidi. Proprio come le molecole di proteine sono catene di aminoacidi, le molecole di Dna sono catene di nucleotidi. Una molecola di Dna è troppo piccola per essere vista, ma la sua forma esatta è stata scoperta ingegnosamente per vie indirette. Consiste di una coppia di catene di nucleotidi attorcigliate insieme in un’elegante spirale; la “doppia elica”; la “spirale immortale”. Il blocchi costitutivi di nucleotidi possono essere solo di quattro tipi diversi, i cui nomi posso essere abbreviati in A, T, G, C.

Sono gli stessi in tutti gli animali e le piante. Ciò che cambia è l’ordine in cui sono attaccati insieme. Un blocco costitutivo G in un uomo è identico a un blocco costitutivo G in una lumaca. Ma la sequenza di blocchi costitutivi in un uomo non solo è diversa da quella in una lumaca; è anche diversa — sebbene in minor misura — dalla sequenza presente in ogni altro uomo (tranne nel caso dei gemelli identici).

Il nostro Dna vive dentro il nostro corpo. Non è concentrato in un punto particolare del corpo, ma è distribuito tra tutte le cellule. Ci sono circa mille milioni di milioni di cellule in un corpo umano medio, e, con alcune eccezioni che possiamo ignorare, ognuna di queste cellule contiene una copia completa del Dna di quel corpo. Questo DNA si può considerare come un insieme di istruzioni per costruire un corpo, scritte nell’alfabeto A, T, G, C dei nucleotidi. È come se, in ogni stanza di un gigantesco edificio, ci fosse una libreria contenente i piani architettonici dell’intero edificio.

La “libreria” in una cellula è chiamata nucleo. I piani architettonici sono divisi in 46 volumi nell’uomo — questo numero è diverso in altre specie. Questi “volumi” si chiamano cromosomi. Sono visibili con il microscopio e hanno l’aspetto di lunghi filamenti, e i geni sono incastonati su di essi in un preciso ordine. Non è facile, anzi potrebbe essere persino privo di senso, decidere dove finisce un gene e dove comincia il successivo.
Fortunatamente, come mostrerà questo capitolo, ciò non è importante per i nostri scopi.

Farò uso della metafora dei piani architettonici, mescolando liberamente il linguaggio della metafora con il linguaggio della cosa reale. “Volume” sarà usato intercambiabilmente con “cromosoma”. “Pagina” sarà temporaneamente usato intercambiabilmente con “gene”, sebbene la divisione tra i geni sia meno netta della divisione tra le pagine di un libro. Questa metafora ci accompagnerà per molto tempo. Quando finalmente cadrà, introdurrò altre metafore. Tra parentesi, non c’è ovviamente alcun “architetto”. Le istruzioni nel Dna sono state assemblate dalla selezione naturale.

Le molecole di Dna fanno due cose importanti. Prima di tutto si replicano, cioè fanno copie di se stesse. Questo è avvenuto incessantemente sin dall’inizio della vita. E le molecole di DNA oggi sono davvero molto abili a far ciò. Da adulti, voi siete fatti di 1.000 milioni di milioni di cellule, ma quando siete stati concepiti eravate una cellula sola, dotata di una copia master dei piani architettonici. Questa cellula si è divisa in due, e ognuna delle due cellule ha ricevuto la sua propria copia dei piani. Le divisioni successive hanno portato il numero di cellule a 4,8,16,32, e così via fino ai miliardi. Ad ogni divisione, i piani del Dna venivano copiati fedelmente, quasi senza errori.

Una cosa è parlare di duplicazione del Dna. Ma se il DNA è in realtà un insieme di piani per costruire un corpo, come vengono messi in pratica questi piani? Come si traducono nella fabbricazione del corpo? Questo mi conduce alla seconda cosa importante fatta dal DNA: sovrintende indirettamente alla produzione di un diverso tipo di molecola — la proteina. L’emoglobina che ho menzionato nell’ultimo capitolo è solo un esemplare di una vastissima gamma di molecole di proteine.

Il messaggio codificato nel Dna, scritto nell’alfabeto di quattro lettere dei nucleotidi, viene tradotto con un semplice meccanismo in un altro alfabeto. Questo è l’alfabeto degli aminoacidi che descrive le molecole di proteina. Produrre proteine potrebbe sembrare una cosa molto diversa da produrre un corpo, ma è il primo piccolo passo in quella direzione. Le proteine non solo costituiscono la maggior parte della struttura fisica del corpo; esercitano anche un controllo sensibile su tutti i i processi chimici dentro la cellula, attivandoli e disattivandoli selettivamente in precisi momenti e in precisi luoghi.

Agli embriologi occorreranno decenni, o forse secoli, per decifrare in dettaglio come tutto ciò porti allo sviluppo di un bambino. Ma è certo che lo fa. I geni controllano davvero, indirettamente, la produzione dei corpi, e l’influenza è strettamente unidirezionale: le caratteristiche acquisite non vengono ereditate. Non importa quanta conoscenza e saggezza voi acquisiate durante la vita, neanche un pezzettino di essa passerà ai vostri figli per vie genetiche. Ogni nuova generazione riparte da zero. Il corpo è il modo usato dai geni per preservare se stessi inalterati.

Il fatto che i geni controllino lo sviluppo embrionale ha un’enorme importanza evolutiva: significa che i geni sono almeno in parte responsabili della loro sopravvivenza nel futuro, perché la loro sopravvivenza dipende dall’efficienza dei corpi in cui vivono e che loro hanno aiutato a costruire. Tanto tempo fa, la selezione naturale consisteva nella sopravvivenza differenziata di replicatori liberamente fluttuanti nel brodo primordiale.

Oggi, la selezione naturale favorisce replicatori che sono bravi a costruire macchine di sopravvivenza, geni che sono bravi nell’arte di controllare lo sviluppo embrionale. Nel far ciò, i replicatori non sono più consci o dotati di scopi di quanto lo fossero prima. Avviene ancora lo stesso vecchio processo di selezione automatica tra molecole rivali in base alla loro longevità, fecondità, e fedeltà di copiatura; ed avviene tanto ciecamente e inevitabilmente quanto avveniva in quel tempo lontano. I geni non hanno lungimiranza. Non fanno dei piani per il futuro. I geni semplicemente esistono, alcuni più di altri, ed è tutto qui.

Ma le qualità che determinano la longevità e la fecondità di un gene non sono così semplici come erano una volta. Tutt’altro. Negli anni recenti — gli ultimi 600 milioni circa — i replicatori hanno conseguito notevoli trionfi nella tecnologia delle macchine di sopravvivenza, “inventando” cose come i muscoli, il cuore, e l’occhio (che si è evoluto indipendentemente molte volte). Prima di questo, alterarono radicalmente alcune caratteristiche fondamentali del loro modo di vivere come replicatori, e dobbiamo comprendere questa cosa prima di procedere nell’argomento.

La prima cosa da capire di un moderno replicatore è che è altamente sociale, gregario. Una macchina di sopravvivenza è un veicolo che contiene non un solo un gene ma molte migliaia. La produzione di un corpo è un’opera di cooperazione talmente intricata che è quasi impossibile isolare il contributo di un gene da quello di un altro.

Un dato gene avrà tanti effetti diversi in parti del corpo molto diverse. Ogni parte del corpo sarà influenzata da molti geni, e l’effetto di ciascun gene dipende dall’interazione con molti altri. Alcuni geni agiscono come geni “master”, controllando il funzionamento di un gruppo di altri geni. Usando l’analogia di prima, ogni data pagina dei piani si riferisce a molte diverse parti dell’edificio; e ogni pagina ha senso solo in termini dei riferimenti incrociati a numerose altre pagine.

Questa intricata interdipendenza dei geni potrebbe farvi domandare perché mai usiamo la parola “gene” in primo luogo. Perché non usare un nome collettivo come ” gruppo di geni”? La risposta è che per molti scopi quest’ultima cosa è davvero conveniente. Ma se guardiamo le cose in un altro modo, ha senso anche pensare al gruppo di geni come diviso in tanti replicatori discreti, o geni. Questo avviene a causa del fenomeno del sesso.

La riproduzione sessuale ha l’effetto di mescolare i geni. Questo significa che ogni singolo corpo è solo un veicolo temporaneo per una combinazione di geni che ha vita breve. La combinazione di geni che costituisce un singolo individuo può avere vita breve, ma i geni stessi sono potenzialmente molto longevi. Le loro strade si incrociano e ri-incrociano costantemente nell’arco delle generazioni. Un gene si può considerare come un’unità che sopravvive per un gran numero di corpi individuali successivi. >>

RICHARD DAWKINS

(continua)