venerdì 27 luglio 2012

Religione Super-Market

Nel suo delizioso libro "Trattato di Ateologia" il filosofo francese Michel Onfray mostra in maniera impietosa la contraddizione che regna nei testi sacri delle varie religioni e che consente, in sostanza, di trovare una giustificazione testuale per qualsiasi opinione si voglia sostenere.
Onfray l'ha chiamata "Piccola teoria del Prelievo" ed io ve ne riporto qui di seguito i passi più significativi. Difficile non essere d'accordo con lui.
LUMEN


<< L’Antico Testamento arriva grossomodo a 3.500 pagine, il Nuovo Testamento a 900, il Corano a 750, ossia complessivamente un po’ più di 5.000 pagine in cui si dice tutto e il contrario di tutto.

In ognuno dei 3 libri fondatori le contraddizioni abbondano: a una cosa corrisponde quasi immediatamente il suo contrario, trionfa un’idea, ma anche il suo esatto opposto, viene prescritto un valore, ma un po’ più lontano la sua antitesi.
A nulla serve il lavoro di fissazione definitiva, la costruzione di un corpus coerente, e neanche la decisione di inserire 3 Vangeli sinottici perché leggibili uno a fianco degli altri.

L’ebreo, il cristiano, il musulmano possono, secondo i loro desideri, attingere dalla Torah, dai Vangeli e dal Corano, e trovare argomenti per giustificare il bianco e il nero, il giorno e la notte, il vizio e la virtù, a seconda delle loro esigenze.
Un capo militare cerca un versetto che giustifichi le sue azioni ? Ne trova in quantità incredibile. Ma un pacifista che detesta la guerra, deciso a far trionfare il suo punto di vista,  può altrettanto bene brandire una frase, una citazione, una parola opposta !

Uno attinge al testo per giustificare la guerra di sterminio totale ? I libri esistono, i testi pure. Un altro invoca la pace universale ? Trova ugualmente massime di suo gradimento.
 Un antisemita vuole giustificare il suo odio isterico ? Un credente, legittimare il suo disprezzo dei palestinesi con l’aiuto della Bibbia ?

Un misogino dimostrare l’inferiorità delle donne ? I testi abbondano e lo permettono. Ma una parola prelevata da questo guazzabuglio autorizza anche a concludere il contrario.
Ugualmente se ci si vuole scaricare la coscienza giustificando l’odio, il massacro, il disprezzo: si trovano altrettanti argomenti sia per legittimare la propria bassezza che per professare un indistruttibile amore del prossimo.

Troppe pagine scritte in un periodo di troppi anni da troppe persone sconosciute, troppi rifacimenti e troppi pentimenti, troppe fonti, troppi argomenti: in mancanza di un unico ispiratore, Dio, i tre libri sacri richiedono troppi scribi, intermediari, copisti. Nessuno di questi libri è coerente, omogeneo, univoco. (…)

In questo cantiere di scavo all’aria aperta, il prelievo regna da padrone.
Siccome ognuno di questi libri passa per essere ispirato o dettato da Dio, non può che essere perfetto, assoluto, definitivo. (…)

Poiché il Tutto è perfetto, lo sono anche le Parti che lo compongono. (…) La Bibbia è Vera, quindi lo è anche ognuno dei suoi frammenti, una frase prelevata pure. (…)
Un brano dice il contrario ? Sì, ma un altro dice il contrario del contrario. >>

MICHEL ONFRAY

venerdì 20 luglio 2012

In principio

LUMEN - Vostra immensità, come state ?

GEOVA - Bene, grazie.
LUMEN - Mi sembrate un po’, come dire, annoiato.
 
GEOVA - In effetti, sapete, l’eternità è una cosa lunga. E poi, rimpiango un po’ i primi tempi, davvero eccitanti, in cui ho creato il mondo.
LUMEN - Una cosa impegnativa, non c’è dubbio. Cosa mi potete raccontare di quei giorni ?
 
GEOVA - In principio io creai il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e il mio spirito aleggiava sulle acque.
LUMEN - Ma Voi creaste solo la terra o tutto l’universo ?
 
GEOVA -  Onestamente non ricordo, sapete, è passato un bel po’ di tempo da allora.
LUMEN - In effetti.
 
GEOVA - Poi dissi: «Sia la luce!». E la luce fu.
LUMEN - Questa è senza dubbio una delle scene più famose.
 
GEOVA - Non per vantarmi, ma fu una cosa davvero spettacolare. Peccato che non ci fosse nessuno per ammirarla. 
LUMEN - Eh già, peccato davvero.
 
GEOVA - Vidi che la luce era cosa buona e separai la luce dalle tenebre e chiamai la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: ed era il primo giorno.
LUMEN - Beh, se il sole era stato appena creato, doveva essere il primo giorno per forza.
 
GEOVA - Poi dissi: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Così feci il firmamento e separai le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che sono sopra il firmamento. E chiamai il firmamento cielo.
LUMEN - Ho le idee un po’ confuse, su questo punto, perdonatemi. Le acque di sotto dovrebbero essere gli oceani, ma le acque del firmamento cosa diavolo sono ?
 
GEOVA - Lasciate stare il diavolo, per piacere, che mi innervosisce. E poi, è un’altra storia.
LUMEN - Chiedo scusa, era solo un modo di dire.
 
GEOVA -  Meglio così. Io sono molto buono, e vi ho già perdonato.
LUMEN - Grazie. Ma torniamo a noi: cosa sono le acque del firmamento, le piogge ?
 
GEOVA - Sì, mi pare evidente.
LUMEN - Ma le piogge vengono dall’atmosfera terrestre, non certo dallo spazio cosmico che voi chiamate firmamento.
 
GEOVA - Come siete petulante. Comunque fu di nuovo sera e fu mattina: ed era il secondo giorno.
LUMEN - Povero mondo: aveva solo due giorni e già pioveva ? Non è stato un bell’inizio.
 
GEOVA - Allora dissi: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. E chiamai l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E vidi che era cosa buona.
LUMEN - In effetti prima c’era un po’ troppa confusione, tutto paludi, fango ed acquitrini.
 
GEOVA - E dissi: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne. E vidi che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: ed era il terzo giorno.
LUMEN - Quindi prima sono arrivati i vegetali sulla terra ? A me risultava che la vita è nata prima nel mare.
 
GEOVA - Che discorso è questo ? Eravate presente ?
LUMEN - No di certo.
 
GEOVA - E allora ? Volete saperne più di me ?
LUMEN - Ci mancherebbe. Ubi maior…


GEOVA - E io dissi: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: feci le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.
LUMEN - Non mi quadra tanto la cronologia. Ma la luce non c’era già dal primo giorno ?
 
GEOVA - Certamente.
LUMEN - E allora doveva già esserci anche il sole, no ?
 
GEOVA - Questo non me lo ricordo. Magari l’ho creato due volte. O forse era un’altra stella. Sapete, con tutte queste galassie, si fa presto a confondersi.
LUMEN - Non insisto.

GEOVA - E vidi che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: ed era il quarto giorno.
LUMEN - Allora è come dico io: se si contano i giorni, il sole doveva essere presente fin dall’inizio.
 
GEOVA - Non mi seccate. E allora dissi: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».
LUMEN - Veramente, tra i pesci e gli uccelli dovrebbero esserci i rettili.
 
GEOVA - E poi creai i grandi mostri marini.
LUMEN - I mostri marini ?
 
GEOVA - E tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E vidi che era cosa buona e li benedissi: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: ed era il quinto giorno.
LUMEN - Cinque giorni belli pieni, non c’è dubbio.
 
GEOVA - E io dissi: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne. E io vidi che era cosa buona.
LUMEN - Ecco che sono saltati fuori i rettili. Mi sembrava.
 
GEOVA - E poi dissi: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E io creai l'uomo a mia immagine.
LUMEN - A Vostra immagine ? Non mi pare proprio.

GEOVA - Voi dite ? Non notate la somiglianza ?
LUMEN - No, proprio no. Ma continuate, prego.
 
GEOVA - Maschio e femmina li creai.
LUMEN - Ecco appunto, come possono assomigliare a Voi che siete uno solo ?
 
GEOVA - Non cominciamo a fare domande imbarazzanti, adesso. Cosa ne sapete voi di queste cose ?
LUMEN - Nulla, nulla, ci mancherebbe.
 
GEOVA - Io li benedissi e dissi loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Poi dissi: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo».
LUMEN: Direi che Vi hanno preso in parola e si sono impegnati molto.
 
GEOVA - Sì, in effetti, non mi posso lamentare.
LUMEN - Non è che forse noi uomini stiamo esagerando ?
 
GEOVA - Può darsi. In effetti siete diventati un po’ troppo numerosi e state esagerando con l’inquinamento, ma all’epoca c’era così tanto spazio. E io vidi quanto avevo fatto, e mi sembrava cosa molto buona. 
LUMEN - Per uno che si dichiara onnisciente, non mi pare molto lungimirante.
 
GEOVA -  Beh, era stata una settimana dura.
LUMEN - Un po’ debole come scusante, comunque la prendo per buona.

GEOVA - E fu sera e fu mattina: ed era il sesto giorno. Allora io, portato a termine il lavoro che avevo fatto, cessai nel settimo giorno da ogni mio lavoro. E benedissi il settimo giorno e lo consacrai, perché in esso avevo cessato dal lavoro che io, creando, aveva fatto.
LUMEN - E poi venne la settimana corta e il week-end di due giorni.
 
GEOVA - Come ?
LUMEN - Niente, niente. Credo che sia una invenzione del diavolo di cui sopra.

sabato 14 luglio 2012

Varie ed eventuali - XV

ALTRUISMO
Secondo me, esistono 3 tipi di altruismo per la specie umana: l'altruismo del Fenotipo, quello del Gene e quello del Meme.
- L'altruismo del Fenotipo è di tipo razionale ed è basato sulla reciprocità: io aiuto te perché poi domani tu aiuti me. Funziona bene, ma solo tra persone leali.
- L'altruismo del Gene è di tipo innato ed è diretto verso i consanguinei: io aiuto i miei figli ed i miei parenti perché così favorisco il successo riproduttivo dei miei geni. E' una forza potente che ci guida tutti, anche se non ne siamo consapevoli.
- L'altruismo del Meme è di tipo culturale, ed è diretto genericamente verso il prossimo: io aiuto gli altri uomini per adempiere a superiori principi di carattere ideologico o religioso. Sfortunatamente, è molto utilizzato dai furbi senza scrupoli, che vogliono approfittare degli ingenui.
LUMEN

 
ENTROPIA
<< C'è una curiosa eccezione alla regola generale dell'ENTROPIA [aumento del disordine]: gli esseri viventi. 
Ogni essere vivente riesce, in un periodo limitato di tempo – la sua vita – non solo a non aumentare la sua entropia, ma di fatto a diminuirla, trasformandosi durante la crescita in un essere sempre più strutturato, più ordinato, più improbabile (…) nel mondo fisico.
Gli esseri viventi riescono in tale prodezza perché non sono sistemi isolati e quello che fanno in realtà e diminuire la propria entropia a discapito di quella del proprio ambiente. 
Per esempio, un animale ingerisce alimenti perfettamente strutturati (vegetali, carne di altri animali) ed espelle detriti molto più disorganizzati. 
In ultima istanza, sono le piante e le alghe verdi quelle che riescono nel portento sul quale si basa la vita della gran parte degli esseri viventi, e lo fanno sulla base del fatto che captano la radiazione più energetica del Sole e aumentano la propria entropia riemettendola a frequenze più basse, in un processo di bassa efficienza, ma che riesce (…) a sostenere tutta la biosfera planetaria.
 
Eppure, questo “miracolo” dura per un tempo limitato: nonostante tutto (…) gli esseri viventi non possono evitare che si vada accumulando una certa entropia al loro interno (…). 
Di fatto, la vecchiaia è un processo di accumulo di entropia fino al punto che arriva a livelli incompatibili col mantenimento di un organismo strutturato, e l'essere vivente muore. 
La strategia degli esseri viventi per continuare la loro lotta è la riproduzione, una specie di capsula di salvataggio minimale: riduce l'entropia ad un piccolo gruppo di cellule, lo zigote, basato sul suo stesso assorbimento, e lancia questa capsula di salvataggio nel mondo perché abbia una nuova vita dopo la morte del suo progenitore. 
In realtà, l'aumento inesorabile dell'entropia non porta soltanto alla necessaria morte di ogni essere vivente, ma in ultima istanza dell'intero Universo: la morte termica dell'Universo. >>
ANTONIO TURIEL


AGGRESSIVITA'
La diatriba sulla prevalenza genetica o culturale dell'aggressività umana ha radici lontane, e non è sicuramente di facile soluzione.
Una recente teoria, che trovo convincente, afferma che i geni danno la forbice massima di aggressività dell'individuo (da un minimo di X a un massimo di Y) ed è poi l'ambiente (sia quello famigliare che quello socio-culturale) a determinare, intervenendo nello sviluppo cerebrale dei primi anni, il livello effettivo a cui si posizionerà l'aggressività dell'adulto.
Quindi se è vero che i geni, da soli, non sono tutto, è anche vero che: 
1 - un certo livello minimo di aggressività è ineliminabile.
2 - una volta che l'essere umano, terminata la crescita, ha acquisito il suo livello definitivo di aggressività, non ci sono santi: quella è, e quella rimane, ed anche con tutti gli sforzi culturali da parte della società, non si può più tornare indietro. 
Le conseguenze di questa interpretazione, se corretta, sarebbero davvero notevoli a livello sociale.
Così, per esempio, il sistema penale occidentale, palesemente sbilanciato verso i concetti (tipicamente cristiani) del Pentimento / Ravvedimento / Rieducazione, finirebbe per essere un po' troppo ingenuo e, quindi, inadeguato.
LUMEN

 
LINGUAGGIO
<< Il linguaggio può aver preceduto, forse di un certo tempo, l'emergere di un sistema nervoso centrale specifico dell'uomo e aver contribuito in termini decisivi alla selezione di quelle varianti che sono più adatte a utilizzarne tutte le risorse.
In altre parole, può darsi che sia stato il linguaggio a creare l'uomo, anziché l'uomo a creare il linguaggio. >>
JACQUES MONOD

sabato 7 luglio 2012

Talis Pater...

LUMEN: Good morning, mister Kipling, how are you ?
 
KIPLING: Well, well, non c’è male.
LUMEN: Il figlio di un mio caro amico sta per diventare maggiorenne. Sono certo che avete qualche buon consiglio per lui.
 
KIPLING: Certamente.
LUMEN: Ecco, allora facciamo finta che il ragazzo sia qui. Cosa vorreste dirgli ?
 
KIPLING: Caro ragazzo, se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono, e te ne fanno una colpa, se riesci a credere in te stesso quando nessuno lo fa, ma anche a tener conto del loro dubbio, allora sarai un uomo.
LUMEN: Ottimo, ben detto.
 
KIPLING: Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare, o ad essere calunniato senza mentire, o ad essere odiato senza lasciarti prendere dall’odio, e tuttavia a non sembrare troppo buono, o troppo saggio, allora sarai un uomo.
LUMEN: Davvero sottile, quest’ultimo consiglio. In effetti chi sembra troppo buono rischia di essere vessato e chi sembra troppo saggio diventa antipatico. Complimenti, mister Kipling.
 
KIPLING: Grazie. Se riesci a sognare e non fare del sogno il tuo padrone; se riesci a pensare e non fare del tuo pensiero il tuo scopo, allora sarai un uomo.
LUMEN: Al pensiero, in effetti, deve seguire l’azione. Ma solo quando è possibile.
 
KIPLING: Se riesci ad affrontare il Trionfo e la Rovina e trattare quei due impostori allo stesso modo; se riesci a sopportare di udire la Verità da te detta distorta da furfanti per abbindolare gli ingenui, o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, distrutte, e fermarti per ricostruirle con arnesi logori, allora sarai un uomo.
LUMEN: Non montarsi mai la testa, non disperare, non mollare mai. Non si poteva dire meglio.

KIPLING: Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vittorie e rischiarle in un colpo a testa e croce, e perdere, e ricominciare dall’inizio, senza mai lasciarti scappare un sospiro sulla perdita; allora sarai un uomo.
LUMEN: Eh no, mister Kipling, qui non ci siamo. State per caso invitando questo povero ragazzo a giocare d’azzardo con la propria vita ?
 
KIPLING: Perché no ?
LUMEN: Beh, questo non posso proprio accettarlo. La vita non è una bisca e quello che si perde per imprudenza o leggerezza, raramente si riesce a ritrovarlo.
 
KIPLING: Voi non apprezzate l’azzardo ed il rischio nella vita ?
LUMEN: No, proprio no, mister Kipling, E ne sono fiero.
 
KIPLING: Se riesci a forzare il tuo cuore, i nervi e i muscoli e costringerli a servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, e a tener duro quando in te non resta altro che la Volontà, che ingiunge: ”Tieni duro!”, allora sarai un uomo.
LUMEN: Tenere duro va bene, ma senza esagerare. La saggezza insegna che ci sono momenti in cui occorre fermarsi, perché la volontà da sola non basta. La vita ha tempi lunghi e ci sono momenti in cui è necessario sospendere la lotta per ritrovare le forze.
 
KIPLING: Se riesci a parlare con la folla e conservare la virtù, o a camminare con i re senza perdere il buon senso, se non riesce a ferirti il nemico come l’amico più caro, se tutti contano per te, ma nessuno troppo, allora sarai un uomo.
LUMEN: Questo è difficilissimo, e non so neppure se sia desiderabile. Le cattiverie del nemico si possono sopportare, ma i tradimenti dell’amico no, fanno male dentro, perché di lui ti fidi. Altrimenti non sarebbe vera amicizia ed io non posso augurare ad un uomo di vivere senza vere e profonde amicizie.
 
KIPLING: Se riesci a riempire l’impercettibile minuto con sessanta inestimabili secondi di Vita, tua è la Terra, e tutto ciò che vi è in essa, e – quel che è più importante – sarai un Uomo.
LUMEN: Perdonate, mister Kipling, ma questa conclusione mi pare proprio senza senso.
 
KIPLING: Voi dite ?
LUMEN: Sì, lo dico. Va bene l’invito a vivere pienamente ogni attimo di vita, visto che abbiamo solo questa, ma promettere il dominio della Terra e di tutto ciò che essa contiene mi pare di cattivo gusto. La pienezza della vita riguarda solo noi stessi, il rapporto tra i nostri desideri e quello che riusciamo a realizzare, non certo il dominio sugli altri.
 
KIPLING: Ma io mi riferivo al “Fardello dell’Uomo Bianco”; lo conoscete?
LUMEN: Lo conosco, lo conosco. E non mi piace per nulla. Quindi lasciamo perdere, che è meglio.