sabato 16 ottobre 2010

L’ignoranza della Filosofia

EUGENIO – Lumen, ho appena letto un libro che si intitola "LA SAGGEZZA DELLA FILOSOFIA".
LUMEN – Bene. E ti è piaciuto ?

EUGENIO – Ehm, temo proprio di no.
LUMEN – Non mi stupisce.

EUGENIO – Perché dici questo ?
LUMEN – Perché la filosofia  merita molto  meno ammirazione  di quanta  normalmente glie  ne venga attribuita. Si possono fare molte considerazioni contrarie, anche abbastanza ovvie,  ma che  non vengono normalmente fatte, perchè non seguono il pensiero tradizionale, e il ribaltamenti  di prospettiva sono sempre difficili.

EUGENIO – Vorrei capirne qualcosa di più.
LUMEN - Per  cominciare   occorre  ovviamente  avere  ben   chiaro  il concetto di cosa si intende con questa parola. “Filosofia”   è  una   parola  nata   nell'antica  Grecia   che significa "amore  per la  sapienza" (filo-sofos)  e indicava  la ricerca della conoscenza da parte dei sapienti dell'epoca.

EUGENIO – Questo più o meno lo sapevo.
LUMEN - Purtroppo i "sapienti dell'epoca"  erano, per ovvie carenze di informazioni, degli ignoranti in tante cose. Erano diventati  molto bravi nelle elaborazioni  matematiche e geometriche, e  cercavano con gli  stessi metodi deduttivi, di  capire e spiegare anche la natura che li circondava. Purtroppo la  natura la si scopre  e la si spiega  solo con la ricerca sperimentale,  per cui,  privi com'erano di  valide informazioni astronomiche  e naturalistiche,  quando discettavano  della costituzione dell'universo,  degli  astri,  della  terra e  della  natura  in  genere prendevano delle solenni cantonate.

EUGENIO – Me lo immagino.
LUMEN - Loro,  poveretti, facevano  del  loro meglio,  ma i  risultati sono  per noi  patetici,  come  abbiamo imparato  a  scuola studiando  i "grandi" filosofi greci del passato: Eraclito, Platone, Aristotele, ecc. Ovviamente, man  mano che le scoperte  astronomiche spiegavano scientificamente i  segreti dell'universo,  della terra, e  degli astri, più nessun filosofo si è azzardato a discettarne.

EUGENIO – Era inevitabile.
LUMEN – I filosofi  però non si sono  estinti per così poco, limitandosi  a mutare il  loro campo  di indagine, che  si è  progressivamente limitato all'uomo, ai suoi problemi esistenziali e al suo destino. Tutto ciò ha costituito un  campo di indagine ritenuto "sicuro" e non  più riducibile,  in quanto  considerato estraneo  alle ricerche della scienza. In altre  parole è  come se i  filosofi dicessero:  ok, in passato  ci  siamo  occupati  di  cose  che  non  ci  riguardavano.   Lo facevamo  per nostro  piacere e  curiosità perchè  la scienza  non era ancora nata.  La gente ci credeva  anche se eravamo inaffidabili, ma non era colpa  nostra, perchè non c'erano  alternative. Poi ci siamo  accorti che il metodo  scientifico era superiore e quindi, pur con qualche resistenza, ci siamo fatti da parte. Ma  ora che  ci occupiamo  dell'uomo non  temiamo concorrenza, perchè  siamo nel  campo della  metafisica, e  qui la  scienza non  si applica per cui non potrà mai scalzarci.

EUGENIO – Beh, in effetti, il ragionamento sembra valido.
LUMEN – Ma non lo è. E qui entra in gioco il cosiddetto “metodo speculativo”.

EUGENIO – Ovvero ?
LUMEN – E’ il metodo con il quale i filosofi elaborano le loro meravigliose e infondate teorie. È oltretutto  molto comoda,  in quanto non  è necessario vedere le cose, misurarle, sperimentarle,  provare e  riprovare facendo una  fatica tremenda, subendo  delusioni  cocenti  perchè  le   cose  sono  diverse  da  come ipotizzato. No.  Il filosofo  fa più presto: si chiude nel  silenzio della sua cameretta e pensa.

EUGENIO – Beh, ma deve pur sempre partire da dei dati di fatto.
LUMEN – Certo, qualche materiale  per il  ragionamento lo  deve avere: ma non è nient'altro  che   la  sua esperienza  personale   sulle  cose   e  il comportamento umano. Anche  nella migliore  delle ipotesi,  gli unici  dati veri  di cui dispone sono le manifestazioni visibili, mentre gli sfuggono del tutto le cause. Così elabora  le sue teorie  inventando semplicemente i  nessi causali, purchè  il risultato  “teorico” finale  coincida con  i  sintomi da  lui rilevati. E poi ci si stupisce che non arrivino mai a nulla.  Anche con tutta la buona volontà non potrebbero proprio.

EUGENIO – Ma allora quale sarebbe il metodo giusto ?
LUMEN - In realtà  non esiste un  metodo di ricerca filosofico  “a sé stante”, in qualche maniera contrapposto a un metodo scientifico. La conoscenza  usa un  solo metodo,  che è  quello di  ricercare un nesso causale ripetibile  all'infinito e non confutabile  come falso, per poter rifare a  piacere e in qualsiasi momento ciò  che è desiderabile ed evitare ciò che è dannoso. E questo stesso metodo lo applica  sia la scienza, sia la filosofia sia la religione, solo che nel primo caso funziona davvero, e quando non funziona è perchè  si è trovato qualcosa di meglio,  negli altri casi non  funzionerebbe comunque.

EUGENIO – E perché ?
LUMEN – Perché si  cerca  sempre  e comunque di  non contraddirsi, e quindi si fa in  modo  che  gli insuccessi vengano giustificati in qualche altro modo.

EUGENIO – Ma lo scopo è sempre lo stesso, ovvero procurarsi una utilità futura.
LUMEN –.Esattamente. Così ad esempio i vecchi  sacerdoti pagani che compivano sacrifici per  ingraziarsi la  divinità,  cercavano semplicemente  un sistema, ovviamente inefficace,  per ottenere un utilità  per il proprio popolo, quando  ne avevano bisogno. Allo  stesso modo, ma con ben altro risultato,  i  moderni scienziati  studiano  un sistema  per ottenere e riprodurre a piacere i vantaggi e le comodità desiderate.

EUGENIO – Eppure la storia della filosofia è piena di opere, di testi, di dimostrazioni.
LUMEN – Certo, ma l'unica attività nella quali  i filosofi  riescono benissimo  è la confutazione dei loro colleghi, sia predecessori che contemporanei. Ovvio, parlano  solo del  nulla, e  del nulla  si può  sempre dire quello che si vuole.

EUGENIO – Quindi non si può arrivare a nulla di utile.
LUMEN – Proprio così. L'unica verità “vera” può aversi  solo in campo scientifico, perchè e dimostrabile, verificabile da chiunque, ripetibile a richiesta. Tutte le verità metafisiche sono invece asserzioni indimostrabili e fideistiche. Ti faccio due esempi.

EUGENIO – Sentiamo.
LUMEN – Anzitutto,  si vede che le nuove  "verita"   metafisiche  possono  benissimo  convivere   con  le precedenti, alle quali pretendono di sostituirsi senza riuscirci. Le  nuove verità  scientifiche, invece,  si  sostituiscono definitivamente  alle precedenti, alle quali nessuno può più credere.

EUGENIO – Verissimo.
LUMEN – Un altro esempio: le guerre. Si  fanno guerre ferocissime per  il  trionfo della  verità metafisica  (della propria verità,  si capisce) perchè  quei testoni degli "altri",  non si capisce bene perchè,  non la capiscono. Le scoperte scientifiche, invece, si  diffondono semplicemente  comunicandole  agli altri,  e se  gli  "altri" non  le seguono, sono semplicemente affari loro.

EUGENIO – Però le leggi della  natura sono oscure e difficili da apprendere
LUMEN – Questo è vero e nessuno nega. Dopo  secoli  e secoli  di  studio  gli scienziati  hanno  imparato tantissimo, ma molto resta ancora da scoprire. Eppure poichè la  nostra realtà è soltanto quella “naturale” sono le uniche leggi valide, funzionanti, che hanno un senso. Le uniche, cioè, a cui attingere per  capire il mondo, noi stessi e i nostri comportamenti. L'invenzione di regole metafisiche a cui ispirarsi e nient'altro che un espediente infantile per credersi sapienti senza fare fatica. E porta ad errori e sofferenze  incredibili, perchè solo la natura è in armonia  con se stessa, solo  le leggi naturali sanno  spiegare le cose senza forzature.

EUGENIO – Ma allora, cos’è davvero la “Metafisica” ?
LUMEN – Lo dice la parola stessa: è tutto ciò che non appartiene al mondo fisico. Quindi, quando si parla  di metafisica, o soprannaturale,  si parla di cose che, per loro stessa definizione, non possono esistere. Infatti, se la realtà è data dalla natura, che è sottoposta alle sue  leggi, ciò che  non appartiene alla  natura non esiste,  e se anche esistesse, non potrebbe interagire con  essa in quanto, per definizione,  non è soggetto alle stesse leggi.

EUGENIO – A questo non avevo mai pensato.
LUMEN - La metafisica è solo una invenzione geniale dei  filosofi e dei pensatori in  genere, i quali, in questo modo, possono dilettarsi  ad inventare tutto quello  che vogliono, sicuri che nessuno potrà mai smentirli, perchè tanto non esiste nulla.

EUGENIO – E cosa possiamo dire, allora, del concetto di Essere Supremo ?
LUMEN - La prima  regola, quando si ragiona, è  che chi afferma  l'esistenza di qualcosa  lo  deve  provare:  e nessun  teologo  o  filosofo ha  mai dimostrato  in modo veramente  inequivocabile l'esistenza di  un  Essere  Superiore, si  chiami Assoluto o Dio.

EUGENIO – Questo è vero. Siamo ancora qui a discuterne, dopo migliaia di anni.
LUMEN – Personalmente, ritengo decisiva questa semplice considerazione: "Dio  (l'Assoluto),  se  esistesse,  sarebbe  una  "cosa"  talmente enorme,   immensa,  abbagliante,   che  nessuno   potrebbe  anche   solo lontanamente pensare di ignorarla".

EUGENIO – Però non c’è solo il corpo fisico, c’è anche lo “spirito”.
LUMEN - Il concetto  di “spirito” o di “anima” è  uno dei  più riusciti e  brillanti "furti" commessi dalle religioni agli antichi pensatori. Gli  antichi  greci  avevano elaborato  il  dualismo  corpo-spirito semplicemente  perchè  dovevano  "inquadrare" le cose che non si vedevano,  ma che tuttavia avevano verificato come esistenti. Oggi  tutto questo  è  semplicemente  ridicolo: ciò  che  è, è  per definizione   fisico,  cioè  materiale   (ancorchè  invisibile:   forze, particelle, onde, ecc.); ciò che non è fisico non può esistere. Per la religione, però, il dualismo è essenziale.

EUGENIO – E perché mai ?
LUMEN - Posto che  il corpo con la  morte "sparisce", e questo  nessuno può oggettivamente negarlo,  su che cosa  si "abbatteranno" il castigo  o il premio dell'aldilà ?. Ecco  allora   la  bella   trovata  dell'anima  come   qualcosa  di immateriale che, appunto per ciò stesso, rimane dopo la morte e subisce il giudizio eterno.

EUGENIO – E questo non è vero ?
LUMEN – Purtroppo (o per fortuna), no. Possiamo metterci  il cuore in  pace, su questo punto: siamo  e rimaniamo solo  un'entità fisica,  che "pensa"  per effetto  di meccanismi  fisici (chimici, elettromagnetici,  ecc.) e  che non può  lasciare nulla  di sé, dopo la decomposizione del corpo. Credere nell'aldilà è semplicemente un errore.

EUGENIO – Che cosa intendi, Lumen, per “errore” ?
LUMEN – L’errore  è ciò che si commette allorquando,  avendo mal valutato i pro e i contro  di una  determinata  situazione (per  carenza  di elementi  di giudizio o per  incapacità di elaborazione) si finisce  per compiere una azione o tenere un comportamento contrario ai propri reali interessi. Non ha niente a che  vedere, ovviamente, con il peccato (religione) o con  il comportamento  immorale (etica)  che si  basano su  giudizi di valore che nella realtà naturale non hanno nessun significato.

EUGENIO – Quindi il peccato non esiste.
LUMEN – Certo che no. L'errore  è l'unico  criterio distintivo  dei comportamenti  umani, così come per  gli animali (ai quali non  attribuiamo giustamente nessun codice etico), e pur tuttavia è  il meno considerato, visto che sono gli uomini stessi, tranquilli  e beati, ad andare spessissimo  contro i loro reali interessi. Contenti loro...


EUGENIO – E cosa possiamo dire del “Libero Arbitrio” ?
LUMEN – Il “Libero Arbitrio” è la colonna portante di tutte  le concezioni etiche, morali, religiose, e via dicendo. Sarebbe bello se ci fosse (e infatti tutte lo conservano, proprio perchè è un concetto "confortevole"), ma ormai  la scienza ha fatto piazza pulita anche di questo reperto archeologico : tutti i comportamenti, i pensieri e le volizioni umane sono il risultato di una serie di cause fisiche che determinano, dati i presupposti, quella e quella sola risposta. Sembrano  casuali, o  meglio  "volute", solo  perchè  non siamo  in condizioni di conoscere e controllare tutte le cause. Ma   il   risultato   è   prestabilito   in   senso   rigorosamente deterministico.

EUGENIO – Ma l’uomo ha pur sempre la “Ragione”.
LUMEN -  Tenuto  conto  che l'uomo  non  è  null'altro  che un  animale,  è ovviamente dominato dall'istinto.  E la ragione non può essere qualcosa di diverso, di opposto all'istinto. Ne  è semplicemente  uno strumento.   L'arma più  sottile e  più potente di cui dispone l'istinto per raggiungere i propri scopi.

EUGENIO – Ma allora, ha senso parlare di uno “scopo” per l’uomo ?
LUMEN - L'uomo non  ha ovviamente nessuno  scopo nella sua vita, essendo un mero strumento  di riproduzione  a disposizione  dei propri  "geni", che producono  appunto  individui capaci  di  riprodursi  per perpetuare  se stessi. A questo fine sono diretti  tutti gli istinti, tutti  i desideri, tutte le  pulsioni e tutti  i nostri  comportamenti, anche  se non  ce ne rendiamo  conto   e  sembrano,  a prima  vista,   diretti  in  tutt'altre direzioni.

EUGENIO – Non è facile pensarlo.
LUMEN – Invece è proprio quello  che avviene, inevitabilmente, per  ogni essere vivente, piante  e animali, anche  se  la  storia  culturale dell'uomo  è  piena  di  sovrastrutture metafisiche (regolarmente inventate) per  compiacerci con un fine ultimo più o meno gradevole, ma sempre comunque "importante". Invece  siamo solo  uno strumento  fisico della  vita "genica"  che riproduce se stessa. Un pò pochino, lo riconosco, ma è solo così.

EUGENIO – Ma la “vita”, che cos’è alla fin fine ?
LUMEN - La vita è strettamente connessa con il concetto di riproduzione. Una  cosa  pertanto possiamo  dire  con  certezza:  la vita  è  una tautologia.

EUGENIO – Cioè ?
LUMEN - Cioè esiste perchè esiste. Significa che un essere vivente è tale perchè possiede i meccanismi della riproduzione. E perchè li possiede? Per  riprodursi,  perchè  se  non li  possedesse  non  si  potrebbe perpetuare e quindi la "vita" cesserebbe subito.

EUGENIO - Sembra un gioco di parole.
LUMEN – Lo sembra, ma non lo è. Non  dobbiamo essere troppo  orgogliosi  di  noi stessi  come  esseri viventi superiori. Esistiamo  perché,   per  caso,  si   è  formato  un   meccanismo  di riproduzione auto-perpetuantesi, che si è perpetuato appunto perchè tale. Nè più, nè meno di così.

EUGENIO – C’è chi dice che la filosofia resterà sempre indispensabile, perchè  è l'unica  che può dare  una risposta  alle domande fondamentali dell'umanità, mentre la scienza non potrebbe mai.
LUMEN - Le famose 3 domande fondamentali. Tu sai dirmi quali sono ?

EUGENIO - Sono queste: da dove  veniamo, dove andiamo, cosa ci stiamo a fare sulla terra.
LUMEN – Benissimo. Ma chi l'ha detto che la scienza non ha le risposte ?  Allo stato attuale delle conoscenze le risposte sono: Da dove veniamo: dalla terra. Dove andiamo: da nessuna parte. Cosa facciamo sulla terra: ci riproduciamo.

EUGENIO – Non mi sembrano risposte  molto poetiche  ed esaltanti.
LUMEN – Certamente no.  Ma quelle inventate dalla  filosofia o dalla  religione sono peggio,  perchè sono inventate e non significano nulla.

EUGENIO – Però, molti filosofi hanno avuto delle grandi intuizioni, valide ancora oggi.
LUMEN - Quando  a posteriori  viene  riesaminato un  filosofo, c'è  sempre qualcosa che viene salvato perchè,  dice il commentatore, le conoscenze successive hanno confermato l'intuizione del grande filosofo.

EUGENIO – Questo mi sembra un punto a favore della Filosofia.
LUMEN – E invece no. Questo in realtà ci conferma che: il grande filosofo andava a casaccio; ci ha azzeccato per caso; ai  suoi tempi  non  era  affidabile, in  quanto  i contemporanei  non potevano sapere quanto della sua dottrina era credibile e quanto no.

EUGENIO – Non ci avevo pensato.
LUMEN - La  sua grandezza non  è solo limitata,  ma inesistente,  perchè la validità “a posteriori” di alcune delle sue idee  è data soltanto dalle scoperte scientifiche successive, non dalle sue intuizioni casuali.

EUGENIO – Quindi non è utile seguire i precetti filosofici ?
LUMEN -  Non solo non è utile, ma è un errore pericoloso.     Vi sono moltissimi esempi di teorie filosofiche errate che hanno condizionato la storia. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Anzi la storia è quasi un continuo susseguirsi di disastri causati da teorie filosofiche errate. Per fortuna i disastri erano inframezzati dalle tante cose buone portate dalla scienza e dalla tecnica, altrimenti, non saremmo qui, oggi, a fare la bella vita.

EUGENIO – Ma a questo punto, cosa rimane della Filosofia ? E coma la possiamo davvero definire ?
LUMEN - I Dizionari  e le  Enciclopedie danno  in genere  della parola le definizioni che tutti conosciamo, che ne esaltano il ruolo, l’importanza  e la profondità.. In  realtà, la definizione più corretta è ben più misera.

EUGENIO – E sarebbe ?
LUMEN – Questa: “La Filosofia è quell’attività umana che consiste nel dare delle spiegazioni inventate e indimostrabili alle domande alle quali la Scienza non ha ancora dato una risposta accettabile”.

EUGENIO - Quindi  la  filosofia  diventa,  per  definizione, un  esercizio  di ignoranza.
LUMEN – Proprio così. L'affermazione è  sicuramente un pò forte,  e sembra assurda se si considera  che, come abbiamo visto, la parola deriva dal greco  Filo-sofos, cioè amore per  la  conoscenza,  ma  è inevitabile.

EUGENIO - Ma i  filosofi in genere sono persone di grande cultura.
LUMEN - Questo nessuno lo nega.  Io però non ho detto che il filosofo è un ignorante come persona.  Dico  che la filosofia, come esercizio del pensiero è una manifestazione di ignoranza. Per cui il  filosofo può essere benissimo  una persona colta, anzi  quasi sempre  lo è,  e molto,  ma si  comporta da  ignorante, per definizione, quando "fa il filosofo".

EUGENIO – E quindi il libro che ho letto avrebbe dovuto avere un altro titolo.
LUMEN – Proprio così. Avrebbe dovuto intitolarsi “L’Ignoranza della Filosofia”.

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