mercoledì 30 agosto 2017

Varie ed eventuali – XXXIV

TRIBALITA’ 
Molti sostengono che lo Stato-Nazione sia in declino irreversibile e che il futuro sia un ritorno alla tribalità, sul modello tipico del mondo arabo, che non l’ha mai abbandonato. 
La cosa non mi sorprende, perché quello della tribù è l'unico tipo di aggregazione umana che si accordi con la nostra natura biologica, essendo fondata sull'altruismo genetico. 
Lo stato-nazione, invece, è esclusivamente una sovrastruttura culturale, in quanto presuppone un altruismo sociale di tipo ideologico. 
E’ abbastanza logico quindi che, in un momento di grave crisi come quella che ci attende (economica, ambientale e demografica), lo stato-nazione possa andare in frantumi, mancando totalmente di coesione biologica. 
Staremo a vedere. 
LUMEN
 

SINGAPORE 
Secondo il demografo Massimo Livi-Bacci, l’aumento della popolazione non deve preoccupare, in quanto l’uomo si è ormai abituato a vivere in numerosa vicinanza: lo conferma il fatto che Singapore, che ha la più alta densità di popolazione al mondo, è anche il posto dove si ha la maggiore speranza di vita. 
Tutto bene, quindi ? Forse no. 
Come ha osservato giustamente Luca Pardi, il nostro demografo ha esposto solo una parte del problema, dimenticandosi che l’homo sapiens, nell’occupare ogni possibile nicchia del pianeta, ha progressivamente accresciuto il tasso di prelievo dall’ambiente che lo sostenta. 
La questione, quindi, non è rilevare quanto stanno bene gli abitanti di Singapore, pur ristretti in uno spazio minimo, ma vedere da quante risorse esterne dipendono i suoi abitanti, cioè stimare la loro Impronta Ecologica. 
Ed allora ci si accorge che Singapore consuma risorse ad un tasso tale che se tutti i cittadini della Terra facessero lo stesso, ci vorrebbero circa 4 pianeti come il nostro. 
Quindi, felici (forse) sì, ma a quale prezzo ! 
LUMEN
 

VOTO SEGRETO 
L’unico tipo di “voto” che può - anzi deve ! - essere segreto, in una democrazia rappresentativa, è quello dei cittadini elettori. 
Ed invece la nostra Costituzione prevede espressamente lo scrutinio segreto anche per i membri del Parlamento, in caso di votazione su alcune materie e circostanze (art. 49 e segg.). 
Il principio mi appare inaccettabile. 
In una democrazia rappresentativa, il cittadino-elettore è costretto a decidere sulle faccende dello Stato per interposta persona, tramite i parlamentari da lui eletti. 
Se costoro possono trincerarsi dietro un voto segreto, negando all’elettorato di conoscere le proprie decisioni in “ogni” circostanza, il rapporto di fiducia è finito, e così anche il principio di rappresentanza. 
Non so come funzionino le cose all’estero, ma qui in Italia il voto segreto in parlamento è diventato una prassi non marginale. 
E questa è la negazione della democrazia. 
LUMEN
 

BASTA LA PAROLA 
Pare che nell’editoria scientifica divulgativa – un campo non facile, per il modesto numero di lettori - vengano applicati dagli editori due principi molto pratici: 
1 -ogni formula (matematica o fisica) contenuta nel testo dimezza i lettori. 
2 –la parola “dio” nel titolo del libro li raddoppia. 
Non so se sia tutto vero, però nei saggi che mi è capitato di leggere le formule erano sempre ridotte al minimo. 
Per contro, la parola “dio” nel titolo è stata usata anche da molti scienziati dichiaratamente atei o agnostici, come Edoardo Boncinelli, per cui sono abituato a non prenderla “alla lettera”. 
L’unico caso in cui sono rimasto “fregato” è stato con il fisico Paul Davies, il cui libro “La mente di Dio”, parla proprio (più o meno)… di quello. Succede. 
LUMEN
 

SCUOLA DI VITA 
<< Il bambino piccolo ha una doppia esperienza esistenziale: il contatto con i genitori e il contatto con i coetanei. 
Dai genitori avrà sempre protezione, carezze, perdono. 
Mentre dai coetanei riceverà il peggio dell’umanità: percosse, vessazioni e perfino atti di crudeltà di cui gli adulti si vergognerebbero. Infatti i bambini non hanno ancora una coscienza morale. 
I genitori danno spesso ai piccoli una certezza d’impunità che gli altri bambini gli tolgono immediatamente. 
Addirittura, il ragazzino avrà modo di accorgersi che con i genitori a volte non era punito neanche se si comportava male, con gli altri bambini gli può capitare di essere maltrattato per semplice capriccio. 
È questa una delle ragioni per le quali i bambini devono assolutamente avere un contatto con i coetanei: perché soltanto questo contatto darà loro un’idea del rapporto col prossimo. 
E infatti crescono più maturi i figli delle famiglie numerose. >> 
GIANNI PARDO


IDEOLOGIA 
 << Sulla questione dell’ideologia c’è scarsa chiarezza e si confonde l’ideologia in quanto tale con il suo cattivo uso. 
L’ideologia non è altro che un sistema di idee organizzato, per il quale i vari pezzi si sostengono a vicenda e si integrano. 
Anche la scienza è un sistema ideologico, anzi, ospita nel suo interno molteplici ideologie che spesso assumono la forma di paradigmi scientifici. 
Il suo cattivo uso è la pretesa che ci siano dogmi indiscutibili, ma una visione di insieme, un modello di società cui ispirarsi, un sistema valoriale sono cose di cui non si può fare a meno. 
Ovviamente le ideologie, al pari dei paradigmi scientifici, non sono eterne e, dopo un periodo più o meno lungo, sono destinate ad essere superate, abbandonate o trasformate in nuove sintesi. 
E possono anche ibridarsi fra loro, dando risultati più o meno riusciti. >> 
ALDO GIANNULI

31 commenti:

  1. Sul voto segreto

    I costituenti hanno toppato alla grande riconoscendo ai deputati la facoltà di votare "secondo coscienza" senza vincolo di mandato. In ogni partito o fazione ci sono dissidenti che hanno il diritto di non attenersi alle direttive e quindi di votare secondo coscienza. Ma che si sappia. Invece il voto segreto serve per nascondersi, per evitare le ire dei compagni. Il vincolo esiste invece, specie in questioni di rilevanza o di principio. Un eletto che ha cambiato radicalmente posizione su certe questioni - può succedere, è naturale - ha il dovere morale di dimettersi (ma poi perde il vitalizio ...).

    Sul voto segreto all'estero non saprei. Nel paese in cui vivo non ho mai sentito parlare di questo voto segreto.

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    1. << Un eletto che ha cambiato radicalmente posizione su certe questioni - può succedere, è naturale - ha il dovere morale di dimettersi. >>

      Appunto.
      Invece il "mercato" dei parlamentari avviene, quasi quotidianamente, sotto i nostri occhi.
      La cosa triste (per la democrazia) è che questi signori, una volta finita la legislatura, dovrebbero essere spazzati via dal giudizio degli elettori. Invece no.
      Grazie agli attuali meccanismi di formazione delle liste, avranno ottime possibilità di essere rieletti anche alle elezioni successive.

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    2. Paradossalmente pero' il voto segreto ha piu' senso oggi che la democrazia all'interno dei partiti, con la tendenza di delegare tutto il potere all'uomo forte del momento, tende sempre di piu' verso lo zero, e le liste elettorali sono chiuse e decise dal padrone del partito (il dissidente all'interno del partito perde ogni speranza di essere rimesso in lista, e all'elettore a sua volta dissidente non resta che l'astensione - nei tre maggiori partito oggi di fatto funziona cosi').

      Sempre piu' ristretta e' la scelta dell'elettore: bisogna votare a scatola chiusa, e prendersi tutto cosi' com'e', che diciamoci la verita', a qualsiasi partito si guardi, non e' un granche'.

      Nella prima repubblica, questo modo di organizzare era tipico del partito comunista e del suo "centralismo democratico", che mostrava quale fosse la vera scarsa considerazione che quel partito della democrazia aveva, non certo della DC che era un partito di partiti, con la massima democrazia interna, pieno di correnti, ai limiti del caos.

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    3. "avranno ottime possibilità di essere rieletti anche alle elezioni successive"

      Non credo proprio, ed e' per questo che sono i trasformisti che le temono al massimo. Oggi ad essere premiata e' proprio la fedelta' al partito, partito che a sua volta e' una macchina amorale per vincere le elezioni, che promette qualsiasi cosa.
      Tutti i partiti oggi promettono cose impossibili, per guadagnare il voto degli elettori imbecilli che sono la stragrande maggioranza, fra l'altro per fortuna poi fregandosene delle promesse elettorali, altrimenti sarebbe il fallimento del paese seduta stante! Forse i costituenti un po' pensavano anche a questo, erano meno polli di oggi, non avevano tutti i torti...

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    4. "Tutti i partiti oggi promettono cose impossibili, per guadagnare il voto degli elettori imbecilli"

      Infatti i danni maggiori li fanno non quando non mantengono le promesse DOPO le elezioni, ma quando fanno regalie clientelari PRIMA delle elezioni, per essere piu' sicuri di vincere.

      :)

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    5. Ed infatti, guarda caso, da gennaio 2018 - dopo lunghi tentennamenti - partirà lo pseudo-reddito di cittadinanza.
      Giusto in tempo per le elezioni di primavera.
      Che timing, eh...

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    6. E gli 80 euro di Renzi al bacino elettorale della sinistra arrivati in busta paga guardacaso proprio il mese precedente delle ultime europee...

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  2. Può interessare: in Svizzera non esiste il voto di fiducia, il governo resta in carica "qualsiasi cosa accada". Di fatto può essere realmente sfiduciato, dal parlamento e dall'elettorato che lo tiene costantemente sotto tiro con la minaccia dei referendum abrogativo o propositivo. Ma anche se sfiduciato il governo resta. Resta pure dopo le elezioni, come se niente fosse. I ministri (in tutto sette) sono eletti per quattro anni dalle due camere riunite e riconfermati dopo le elezioni (la conferma è una pura formalità). Un ministro può addirittura restare in carica quanto tempo vuole, anche tutta la vita! Si dimette quando vuole (abbiamo avuto ministri in carica per 12-15 anni).
    Il governo è costituito da cinquant'anni da una "grosse Koalition" dei quattro maggiori partiti (liberali, socialisti, democristiani, democentristi). Non esiste un primo ministro. Uno dei sette ministri svolge per un anno, a turno, le funzioni di presidente della confederazione, carica onoraria (e con 30'000 franchi in più di stipendio). Un ministro guadagna 450'000 franchi (più del presidente degli Stati Uniti e il doppio della Merkel) e ha diritto, dopo le dimissioni, alla metà dello stipendio di un ministro. Un paese ben organizzato e tranquillo,
    ma di dimensioni modeste (grande come la Lombardia). Non so, non credo che la democrazia diretta (referendum abrogativo e propositivo) possa funzionare in un grande paese come l'Italia o la Germania, forse sarebbe il caos. Per il Foglio la democrazia diretta è un'idiozia.

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    1. Interessante, ma tutto cio' ha senso se il governo fa il lavoro che dovrebbe fare, cioe' curare l'applicazione delle leggi. (governo = potere esecutivo, non legislativo - il governo deve ubbidire alle leggi non farle).
      Se facesse solo i compiti suoi propri, il goverrno potrebbe essere composto da semplici funzionari.

      Ma qui in Italia e' il governo che fa le leggi! Quasi tutte le leggi nascono come decreti del governo!
      Il parlamento poi, quasi sempre, serve solo per la ratifica, magari sotto il ricatto del "voto di fiducia" (che e' solo il governo a poter richiedere), spesso mettendo nello stesso voto di fiducia una marea di leggi diverse accorpate come commi di un'unica enorme legge, a cui il parlamento non possa dire di no pena lo sputtanamento.

      Le ultime leggi finanziarie, di certo l'ultima del governo Renzi dell'anno scorso, che decidono l'intera politica economica del paese, sono state approvate col voto di fiducia! Anche in questo caso si trattava di una legge sola con migliaia o decine di migliaia di commi, perche' deve far finta di essere una legge unica sottoponibile ad un unico voto di fiducia. E se il parlamento non approva tutto in blocco, il governo perde la fiducia, va a casa e lo spread va a 10.000. Molto democratico, no?

      Il voto di fiducia e' solo il governo che lo puo' richiedere, e di solito serve a ricattare il parlamento: o fai quello che voglio io o vado a casa con tutto cio' che ne puo' conseguire, magari nuove elezioni e quindi perdita del seggio per i peones che non saranno rimessi in lista.

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    2. Infatti il problema maggiore dell'italia, secondo me, e' nell'incertezza che sorge dal diluvio legislativo che e' tale perche' e' troppo semplice e facile per il governo, peraltro abusando dei suoi poteri istituzionali, fare nuove leggi in continuazione.

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    3. << e' troppo semplice e facile per il governo, peraltro abusando dei suoi poteri istituzionali, fare nuove leggi in continuazione. >>

      Oltretutto fare nuove leggi appena sorge un'emergenza sociale è un ottimo sistema per mettersi in mostra col minimo sforso, dando l'impressione di preoccuparsi vivamente della faccenda, restando comunque al livello teorico.
      In realtà non sono mai le leggi che mancano, ma la loro corretta applicazione.
      A volte mi vengono in mente le famose "grida" di manzoniana memoria...

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    4. "Oltretutto fare nuove leggi appena sorge un'emergenza sociale è un ottimo sistema per mettersi in mostra col minimo sforzo"

      Figurati pero' cosa succederebbe con la democrazia elettronica diretta, che probabilmente produrrebbe leggi SOLO sull'emergenza sociale _percepita_, che equivale a dire propagandistica, del momento.

      Normalmente i sistemi istituzionali moderni, civili ed efficaci, coi loro mille pesi e contrappesi, servono proprio ad evitare la dittatura estemporanea della maggioranza (o di una minoranza), che peraltro si manifesterebbe sugli stessi temi e con la stessa intelligenza delle riviste di gossip o dei talk show che ne sono la versione attualizzata, con produzione probabilmente ISTERICA di nuove leggi e norme, siamo realisti.

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  3. Per restare in argomento. Leggo proprio nel Foglio questo cappello del direttore Cerasa (l'articolo non è disponibile per i non abbonati):

    "Nell’indifferenza generale, il Movimento 5 stelle, ha confermato di essere “a favore dell’introduzione di un vincolo di mandato”. Spacciando l’anfetamina della democrazia diretta, si punta a trasformare i parlamentari in marionette della Casaleggio Associati."

    Meglio il mercato delle vacche attuale? Non vedo proprio che male ci sia nel vincolo di mandato? Hai cambiato opinione? Benissimo, solo gli scemi non cambiano mai parere. Però prendi soldi da chi ti ha messo lì per altri scopi, mi parrebbe onesto farsi da parte.
    Il parlamento svizzero è di milizia: tutti i parlamentari hanno una professione che continuano ad esercitare anche durante la legislatura. Si riuniscono nel capoluogo quattro volte all'anno per due o tre settimane per discutere le leggi e poi tornano al proprio lavoro. Oltre alla diaria per quando stanno a Berna (per alloggio, pasti, pernottamento ecc.) e l'abbonamento ferroviario di prima classe percepiscono circa 130'000 franchi l'anno lordi (troppi secondo me). Comunque lavorano, hanno un'impiego, sono anche imprenditori, creano valore aggiunto, non fanno i parassiti a vita in parlamento come Napolitano che non ha mai esercitato una professione. Che mestiere avevano Rutelli, Fini ecc.=

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    1. Caro Sergio, se devo essere sincero, neppure il vincolo di mandato mi piace molto, anche perchè è difficilissimo da formalizzare nella pratica.
      D'altra parte, pretendere che un parlamentare "pentito" si dimetta mi sembra un po' troppo.

      Diciamo che, su questo argomento ci troviamo a metà tra la padella (del voltagabbana) e la brace (della marionetta), ed è difficile trovare un equilibrio ragionevole.

      Io mi accontenteri che - una volta abbandonato il partito "di elezione" per sopraggiunta incompatibilità (può succedere veramente) - al parlamentare sia impedito di passare ad un altro partito (o di fondarne uno lui stesso), costringendolo a rifugiarsi nel limbo del c.d. gruppo misto.

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    2. Sergio, vivi davvero in un altro pianeta!
      Il nostro problema del "vincolo di mandato" comunque e' anche nel fatto che spesso non sono i parlamentari a cambiare idea rispetto a quanto promesso elettoralmente, ma al contrario e' il loro partito! (vedi le scissioni della sinistra verso le estreme una volta al governo, ma vale anche per la destra: prima delle elezioni regolarmente vengono fatte promesse roboanti per attirare il voto degli scalmanati, salvo poi, come detto sopra per fortuna, disattenderle...

      La svizzera mi pare di capire che e' un paese dove non ci sono molti scalmanati, o perlomeno non sono quelli a decidere l'esito delle elezioni. Non e' una piccola differenza, e senza di questa differenza puoi implementare il sistema elettorale che vuoi...

      Siamo un paese alfabetizzato in massa da una sola generazione o poco piu' (diciamo due o poco piu' contando anche la nostra), dove la maggior parte del popolo e' sempre dipesa dal favore di qualche potente per la sua fortuna e sopravvivenza, popolo che cosi' continua a ragionare perche' cosi' continua a svolgersi la sua esistenza (il che significa anche maledire il potere se le cose vanno male, perche' chi decide per gli altri e' anche il responsabile del loro benessere, liberta' = responsabilita', illiberta' = irresponsabilita', come ben sappiamo noi con le nostre discussioni sul libero arbitrio).

      Anche se dal punto di vista giuridico formale se non erro e' vero il contrario, cioe' che il vero potere, in quanto rappresenta la legge, e' irresponsabile in quanto non ha nulla al di sopra di esso che possa giudicarlo (come il nostro presidente della repubblica, se non erro)

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    3. Come vivo in un altro pianeta? Non mi pare. Io sono per il vincolo di mandato, pure Lumen, ma anche lui ha delle riserve.
      Quanto alla Svizzera, sì effettivamente è gente assennata, fanatismi veri e propri non ne vedo. I socialisti non hanno mai sfondato, prima di essere accolti nel governo hanno dovuto fare un'anticamera di decenni (il governo era in mano ai liberali che vantavano persino sette ministri su sette al governo).
      Oggi i socialisti sono circa al 20%, coi verdi più a sinistra di loro arrivano al 28-29%.
      La famosa iniziativa popolare (referendum propositivo in Italia), che può essere lanciata da chiunque che riesca a farla sottoscrivere da 100000 elettori (secondo me troppo pochi, siamo passati dai 5 milioni di abitanti del dopoguerra agli 8,4 milioni attuali), non ha mai rivoluzionato il quadro politico.
      In un secolo sono state approvate appena cinque iniziative, l'elettorato è dunque conservatore. Ha respinto iniziative come per il diritto alla casa, recentemente anche alle cinque settimane di vacanza. Ultimamente però i partiti abusano dell'iniziativa popolare, diventato uno strumento di lotta politica, di sfida elettorale. Inizialmente era stato pensato per dar modo alle minoranze di farsi valere.
      La cosa "sconvolgente" dell'iniziativa popolare è che comporta una modifica della costituzione: è il popolo sovrano che decide di una modifica costituzionale, non cosiddetti costituenti. Il guaio è però che finiscono nella costituzione articoli strambi come il divieto di costruire minareti. Ma nel complesso gli Svizzeri mi sembrano moderati e anche opportunisti, gente che bada al sodo (mica scemi, no?). Volevano difendere coi denti il segreto bancario, ma hanno dovuto arrendersi. Per aderire all'ONU ci hanno messo mezzo secolo e quattro votazioni (tre contrarie).

      P.S. Ti ricordi Achille Lauro? Quello che regalava una scarpa sola e l'altra dopo le elezioni se la plebe votava giusto (allora monarchico). Però acquistò Hasse Jespson (pagato 105 milioni, che nel 1955 era una cifra spaventosa) e poi Luís Vinicius de Menezes (in arte Vinicio, grandissimo centravanti, il mio idolo).

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    4. Pardon, Jepson, svedese.

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    5. << Quanto alla Svizzera, sì effettivamente è gente assennata, fanatismi veri e propri non ne vedo. >>

      Che ci sia un nesso tra "cotanto senno" e il loro tranquillo benessere ?
      Io penso di sì.
      Bravi (o fortunati) loro ad aver avuto in sorte un simile carattere, che li compensa ampiamente della quasi totale assenza di ricchezze primarie.
      D'altra parte, i fanatismi non hanno mai portato bene a nessuno.

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    6. "Come vivo in un altro pianeta? Non mi pare. Io sono per il vincolo di mandato, pure Lumen, ma anche lui ha delle riserve."

      Ma non in quel senso, bensi' in senso letterale, nel senso che la Svizzera dove vivi, da come ce la descrivi (ad esempio in quel che ci dici del suo governo esecutivo), sembra proprio un altro pianeta rispetto all'italia.

      Il segreto bancario pero' a quel che ne so permane rigoroso in austria, la quale ce l'ha in costituzione. Probabilmente la svizzera ha dovuto cedere su pressione Usa, in quanto il suo peso finanziario internazionale (della svizzera) e' enormemente superiore a quello dell'austria. Per dire, attraverso la svizzera se non ricordo male passa il 70 per cento dell'oro prodotto al mondo!
      D'altra parte i cittadini Usa sono fra i pochi al mondo che devono continuare a pagare tutte le tasse (federali) nel loro paese anche su tutto quello che guadagnano all'estero e anche se all'estero sono completamente residenti. Tant'e' che non pochi alla fine rinunciano alla cittadinanza statunitense per questo motivo.
      Quindi un paradiso fiscale come la svizzera dava MOLTO fastidio all'agenzia delle entrate Usa, che assomiglia invece di piu' all'inferno fiscale, non molto diversamente dall'italia.

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    7. "Che ci sia un nesso tra "cotanto senno" e il loro tranquillo benessere ?"

      Secondo me ai fini dell'arricchirsi di un paese e' fondamentale, dopo la liberta', la stabilita', in tutti i sensi possibili del termine: creare ricchezza, anche solo culturale, richiede la possibilita' da parte del cittadino di prevedere un minimo il futuro, di immaginare, proiettare la propria esistenza nel domani. Se dal punto di vista regolativo, legislativo e fiscale non sai cosa ti succede domani, non farai mai investimenti sul futuro, a meno che tu non sia un idiota o uno con la dipendenza dal gioco d'azzardo. E senza investimenti sul futuro, o coninvestimenti fatti solo da idioti e speculatori/giocatori d'azzardo, niente progresso della ricchezza e del benessere.

      Infatti Sergio ci informa che:
      "In un secolo sono state approvate appena cinque iniziative, l'elettorato è dunque conservatore."

      Un elettorato ricco e' probabile che sia conservatore, la rivoluzione la vuole solo chi non ha niente da perdere e almeno qualcosa, eventualmente, da guadagnare, partendo da una situazione insoddisfacente.

      Insomma la stabilita' produce stabilita', mentre l'instabilita' produce altra instabilita'.


      Da questo punto di vista, della stabilita', foss'anche solo psicologica (la piu' importante), penso sia estremamente negativo, nel nostro paese, il continuo richiamo, la continua lamentazione sul disastro prossimo venturo, ecologico, ambientale, finanziario, demografico, che sembra mandare in orgasmo tante cassandre. Io conosco personalmente persone gia' un po' deboli e instabili di mente che sono andate del tutto fuori di testa, che hanno ceduto, di fronte al continuo martellamento propagandistico del collasso prossimo venturo. Alcuni in modo depressivo, altri violento.

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    8. "estremamente negativo, nel nostro paese, il continuo richiamo al disastro prossimo venturo"

      Per non parlare poi dei legislatori, dei normatori e dei tassatori compulsivi, ai quali non par vero che si soggiaccia a tale situazione di continua paura ed emergenza, tale da richiedere il loro continuo legiferare, normare e tassare. Per il nostro bene, per la nostra salvezza.

      Da quando il mondo e' mondo, il Potere cerca di tenere la popolazione nel terrore e nella paura dell'ignoto, per ottenerne sempre di piu' la grata approvazione, incrementando se stesso.

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  4. Singapore:
    voto decisamente Pardi VS. Livi Bacci!
    E ricordo l'illuminante passo di Lorenz (da "Gli otto peccati capitali della ns. civiltà") sui gravi danni prodotti dal sovraffollamento...

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    1. Si' pero' guarda che la solita legittima e piu' immediata critica a quello che hai scritto sopra e' che basta consumare meno e inquinare meno e possiamo tranquillamente stiparci come sardine.

      Anzi, e' stipandoci come sardine che consumiamo meno, ad esempio suolo. Hai presente le economie di scala? Vedi l'ode al grattacielo di Agobit, e di personaggi inquietanti tipo Aldo Loris Rossi, o Mercalli (si puo' dire inquietanti, se non si e' d'accordo con loro?).

      Sinceramente, questo ecologismo da laboratorio del dottor Mabuse e' da sperare che non divenga mai main-stream, e che soprattutto resti lontanissimo dalle "stanze dei bottoni", oppure e' la fine anticipata. A meno che non ci si auguri la fine anticipata (a questo punto... piuttosto che una interminable agonia meglio la fine anticipata, e non ci pensiamo piu').

      A proposito, circolano voci ripetute e insistenti che il governo voglia introdurre la nuova tassa di proprieta' dell'automobile "progressiva" nel senso che la macchina non paghera' piu' a seconda del valore che aveva da nuova, bensi' a seconda di quanto e' vecchia: piu' e' vecchia e piu' paghera' - in soldoni se non cambi macchina comprandone una nuova ti inculo (il politicamente corretto dice non quanto e' vecchia, bensi' quanto "inquina", ma una macchina se e' per questo inquina in primo luogo a seconda di quanti km percorre annualmente e di quanto uno la fa durare, non di quanto e' nuova, e una macchina vecchia continua ad essere "buona" solo se uno la usa poco, e quindi inquina poco).

      Immagino che sul sito dei "testimoni di cassandra" di Bardi (un incrocio fra i testimoni di geova e cassandra) si leveranno altissime proteste contro questa legge smaccatamente pro tesla, a favore di auto nuove ed elettriche, e del completo rifacimento dell'infrastruttura della distribuzione elettrica...

      A proposito la sapete l'ultima? A parte che stanno rimodulando le tariffe elettriche in modo che chi consuma di piu' non sia piu' penalizzato come e' sempre stato, hanno anche gia' fatto in modo da far pagare uguale a tutti o quasi il "fisso" e i costi della struttura di distribuzione, in modo da penalizzare al contrario chi consuma poco, dato che paga lo stesso fisso anche se non consuma. Ma nessuno nel campo dell'ecologismo ha nulla da dire in proposito, vedo. Omerta'. O cialtroneria? Mah.

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    2. << basta consumare meno e inquinare meno e possiamo tranquillamente stiparci come sardine. >>

      Va bene, ma perchè dovremmo scegliere questa opzione ?
      Perchè mai dovremmo accettare di fare una vita grama per il "piacere" di essere tot miliardi sulla terra ?

      Il guaio è che, in realtà, non abbiamo neppure la scelta tra queste due opzioni: "pochi che stanno bene" vs "tanti che stanno male".
      Sono tutti fieri sostenitori del "tanti che stanno bene".
      Alla faccia della compatibilità ecologica.

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    3. "Va bene, ma perchè dovremmo scegliere questa opzione ?"

      Ve l'ho cercato di dire in mille modi: perche' ognuno di noi la vede in modo diverso, e quelli "strani", dal punto di vista della maggioranza, siamo noi.

      Fra l'altro, se quello che pensiamo prendesse piede, guarda che la maggior parte della gente comincerebbe a pensare, con notevole senso pratico, ai pogrom, a chi cominciare ad eliminare, mica ad altro, anche perche' in pratica nient'altro risolverebbe il "problema". Ci sono frequentatori di questo e altri blog similari, che riscuotono simpatie manifestandolo esplicitamente, senza che nessuno o quasi osi contraddire.

      D'altra parte, non e' che ci voglia molto acume per notare che i posti piu' (secondo noi) sovraffollati e "incompatibili ecologicamente" sono quelli che richiamano piu' gente e non per obbligo, ma volontariamente, per andare in ferie e a divertirsi. E sai cosa gliene frega dell'ecologia? Per loro, per la maggioranza, come per quasi tutti quelli che ne parlano, e' solo una moda cui bisogna uniformarsi per non essere emarginati dal gruppo (vedi i relativi siti di fanatici, che sembrano quelli dei testimoni di geova: l'attesa dell'apocalisse, della catastrofe, del giudizio universale, del nuovo avvento, e' l'unico legante che li tiene insieme).

      Questo blog ha 100.000 visulizzazioni? Ma ne faccio 10 al giorno solo io (ogni volta che aggiorno la pagina il contatore scatta), piu' altri 4 frequentatori fa 50 al giorno, che sono 20.000 all'anno. In cinque anni le 100.000 visualizzazioni le facciamo noi quattro gatti da soli. I blog che parlano del complotto delle scie chimiche le fanno al giorno... pensa al giorno in cui tante visualizzazioni le faranno i blog che denunciano la necessita' di "sfoltire" la popolazione: ci sara' da tremare.

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  5. "Basta consumare meno e inquinare meno e possiamo tranquillamente stiparci come sardine"

    Effettivamente l'abituale risposta clerico-terzomondista-turbocapitalista è grosso modo questa, tuttavia ad essa si può legittimamente obiettare quantomeno che nessuna scatola di sardine può contenere un numero tendenzialmente infinito di sardine: prima o poi occorre porre un freno (e prima lo si fa, minori saranno i danni ambientali e sociali...)! Del resto, ciò dovrebbe valere già a livello locale/familiare: se hai già poche risorse a tua dispos.ne e non si intravvedono concrete prospettive di miglioramento, che senso ha (continuare a) sfornare figli in quantità industriale???

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    1. Elementare, Watson. Anche le scatole di sardine hanno una capienza massima.
      Ma dicono che non sappiamo qual è la capienza massima e quindi possiamo continuare tranquillamente. Ai posteri l'ardua sentenza (se ci saranno).

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    2. Ben detto.
      La nostra povera Terra quella è, e più di tanto non la si può caricare (con l'aggravante che dell'irreversibilità di certi rpocessi ci si accorge sempre "dopo").

      Ma i tecno-ottimisti hanno una soluzione anche per questo: quando avremo riempito tutto, qui, andremo trionfalmente alla conquista di altri mondi.
      Tanto, nello "spazio", lo spazio (perdonatemi il bisticcio) non manca di certo...

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    3. Anche la Hack buonanima diceva che bisognerà spostarci su Marte, non ci sono alternative (in previsione dell'aumento della temperatura solare). Prima però bisognerà naturalmente rendere Marte abitabile e magari ospitale. Cosa non impossibile, ma quanto ci vorrà? E quanti terrestri potrà ospitare il pianeta rosso che è molto più piccolo della Terra? Certo non si potranno trasportare centinaia di milioni di terrestri lassù o laggiù. Ma è la qualità che conta, non la quantità, l'importante è che i geni terrestri mettano le radici colà, poi si vedrà. Penso che già in questo secolo il sapiens sapiens metterà i piedi su Marte (ma viaggio di sola andata con pasticca di cianuro nel bagagliaio). Ma una colonizzazione di Marte in un prossimo futuro non la vedo, forse tra mille o diecimila anni (sole permettendo). Marte poi sarà l'ultima destinazione del sapiens, più in là è impossibile (a meno che non si possa sfruttare il "buco del verme" (?) o il teletrasporto per Andromeda ). Per intanto dobbiamo vedercela con la Corea del Nord e forse anche con il deludente Trump.

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    4. Caro Sergio,
      la colonizzazione di altri pianeti è semplicemente impensabile, non per l'impossibilità tecnologico in sè (le conoscenze ci sono già) ma perchè presuppone uno spreco di energia e di risorse che è incompatibile con i motivi che la renderebbero necessaria.

      Abbiamo una Terra bellissima: teniamocela da conto.

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    5. "tuttavia ad essa si può legittimamente obiettare quantomeno che nessuna scatola di sardine può contenere un numero tendenzialmente infinito di sardine"

      Senti, a me sinceramente non importa nulla di sapere, o calcolare, quante sardine possano stiparsi in una scatola: preferirei, a mio arbitrio, che nessuna sardina fosse stipata in alcuna scatola, specialmente se contro la sua volonta'.
      L'equivoco, il falso problema, la discussione sviante, e' tutta qua.

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