Due brevi post di Luca Pardi sul progressivo deterioramento della situazione ambientale, che sembra ormai totalmente fuori controllo.
I testi sono tratti dalla sua pagina Facebook.
LUMEN
<< Siamo di fronte ad un situazione che a livello globale è serissima. Le guerre e il debito stratosferico sono solo sintomi di un'instabilità prevedibile e prevista già cinquant'anni fa con una precisione inattesa perfino da coloro che quella previsione la fecero. Siamo sempre più vicini all'orlo dell'abisso.
Praticamente si accumulano continue conferme del fatto che la civiltà globale si avvicina a un collasso senza precedenti. I motivi per cui siamo a questo punto sono controversi, ma alla fine le opzioni sono due: i limiti delle risorse o i limiti degli ecosistemi terrestri di accogliere i rifiuti (emissioni di gas serra e altre forme di inquinamento che determinano una disintegrazione della biosfera) di 8 miliardi di individui lanciati in un modello economico insostenibile e profondamente ingiusto?
Io propendo per non scegliere fra l'una e l'altra ipotesi. Ambedue i fatti sono evidenti, stabilire quale sia quello prevalente mi sembra un esercizio abbastanza inutile che ripete le polemiche fra chi sosteneva (e forse sostiene ancora) che il picco del petrolio era più importante del cambiamento climatico o viceversa.
«The limits to growth» (LTG), il primo rapporto per il Club di Roma intitolato in Italiano come "I limiti dello sviluppo» conteneva, in uno dei 13 scenari presentati, uno scenario che si è rivelato, a dispetto dello scetticismo degli stessi autori, sorprendentemente predittivo. (…)
Ci sarebbero un paio di cose da aggiungere (...).
1 = Quando il modello di LTG raggiunge il punto critico, che è oggi, non funziona più, cioè il sistema che esso tenta di modellizzare si deve per forza riassestare. Quindi le curve dopo i vari picchi della popolazione, della produzione industriale e di cibo ecc.. vanno prese con le molle. Sicuramente non descrivono la dinamica mondiale nel lungo periodo, cioè da qui al 2100. È su questo punto che si accentrano speranze, ma anche paure. Entriamo in un regime radicalmente diverso, non sappiamo quello che ci aspetta.
2 = Secondo i ricercatori che hanno operato la ricalibrazione di LTG l'inizio della crisi si presenta come un collasso sistemico vero e proprio, rappresentato, nella loro simulazione, da un'inversione dell'Human Development Index.
3 = (Quindi, poi, le cose da dire erano tre e non "un paio"). Il mondo è diviso in stati nazione, a loro volta divisi in regioni più o meno omogenee dal punto di vista economico, sociale, culturale ed ecologico. Quindi non verrà giù tutto in un botto unico. Ci saranno (ci sono) conflitti e resistenze, i più resilienti assorbiranno le crisi in modo più efficace di quelli più fragili. Saranno tempi interessanti. >>
<< Tutti sappiamo di camminare sull'orlo di un abisso. Sappiamo che per evitare l'abisso dovremmo affrontare sacrifici molto seri, sappiamo che questa società è condannata ad un collasso, ma non vogliamo ammetterlo (anche perché quasi tutti abbiamo fatto dei figli e ci sentiamo responsabili).
A questo punto ci rifugiamo in due scappatoie alternative.
La prima è costituita dai "miti salvifici": la transizione ecologica, la rivoluzione sociale, la decrescita felice e combinazioni varie di questi.
La seconda è una combinazione di negazionismi e ricerca del capro espiatorio: il cambiamento climatico è un'invenzione del potere, così come lo sono le epidemie/pandemie, la colpa è dell'Europa, del mercato, dello stato, degli immigrati, degli islamici, degli ebrei .....
Il risultato è che, governati dai bisogni immediati, spesso determinati dalla natura atomizzata della società costituita da un insieme di famiglie mononucleari, continuiamo con comportamenti e stili di vita insostenibili talvolta addolciti da comportamenti ossessivamente virtuosi come il riciclo della plastica e simili. La crisi si aggrava, la caduta nell'abisso si avvicina. (...)
Il problema non è che la plastica non è riciclata abbastanza efficacemente. il problema è che di plastiche ce ne sono troppe e in quantità eccessiva.
Il problema non è la scelta fra diesel e auto elettrica, ma il fatto che di auto ce ne sono troppe.
Il problema non è fra carne e fagioli, ma il fatto che il 95% della biomassa degli animali su questo pianeta è costituita dagli umani e da mucche, maiali, pecore, pollame, (cani e gatti).
Non è nemmeno fra carne e pesce dato che stiamo devastando anche le zone di pesca usando metodi industriali di estrazione dei pesci dal mare e a sistemi industriali di allevamento che sono insalubri ed ecologicamente impattanti.
Il problema non è la "tutela dell'ambiente", cioè il giardinaggio, ma il fatto che in meno di mezzo secolo abbiamo falcidiato le popolazioni di insetti e altri artropodi riducendo la diversità genetica e funzionale della biosfera. E come siamo riusciti in questa impresa? Usando pesticidi senza ripensamenti, riducendo gli habitat delle altre specie e allargando lo spazio agricolo.
Il problema non è la lotta contro il cancro, ma la salute dell'ecosistema in cui viviamo.
Il problema non è la depurazione delle acque, ma il fatto che in poco più di un secolo (con una accelerazione negli ultimi 50 anni) abbiamo sconvolto tutti i cicli bio-geo-chimici che si sono instaurati in centinaia di milioni di anni: quello del carbonio (che è l'unico di cui si parla e spesso a sproposito), quello dell'acqua, quello dei nutrienti (Azoto e fosforo).
Il problema non sono le culle vuote. Ma 8-9 miliardi di individui condizionati dal sogno americano del consumo senza limiti.
La crisi è conclamata e avviene con delle élite che hanno smesso di condurre le società e grazie a una ricchezza senza fine si sono arroccate difendendosi dai danni ambientali che le loro stesse società infliggono al pianeta, si possono permettere il lusso di non vederli e/o nutrire le fedi contraddittorie nei miti del progresso o della negazione a cui ho accennato sopra. Controllando informazione- intrattenimento- spettacolo ed educazione di massa gli viene facile. >>
LUCA PARDI
Che bel quadro. Ma si può fare ancora qualcosa per evitare il disastro, il collasso? E cosa in concreto, ma molto in concreto, e cominciare subito, nei prossimi cinque minuti? L'impronta ecologica serve o è una balla (secondo il cattolico Ettore Tedeschi, l'ex presidente dello IOR)? Io non sono un climatologo e non oso più esprimermi sul clima (è un fatto come giurano e spergiurano persino i papi - prima Bergoglio, ora Prevost - o è anche questa una balla come sostengono politici, economisti, cattolici vecchia maniera, ma anche persone serie come Franco Prodi?). Stranamente si continua a tacere dell'impatto di una popolazione mondiale in crescita spaventosa sull'ecosistema, sul pianeta. Anzi, adesso che il tasso di natalità sta calando ovunque, si alzano alti lai di economisti, politici, destra e sinistra (rischiamo l'estinzione, chi ci pagherà le pensioni, chi curerà gli anziani ecc. ecc.).
RispondiEliminaCinquant'anni fa eravamo circa tre miliardi, adesso saremo presto nove miliardi (ma accidenti, il tasso di natalità sta calando). La popolazione mondiale è triplicata in solo cinquant'anni, sicuramente mai tanti homo sapiens hanno popolato la Terra. Provate a immaginare cosa significhi un miliardo di persone, quasi la popolazione della Cina e dell'India. Tutta questa gente ha bisogno innanzi tutto di acqua e di cibo, poi di un riparo, abiti, istruzione, cure mediche e altro (ci metterei anche un'occupazione, il lavoro). E purtroppo gli umani inquinano pure, montagne di rifiuti e schifezze varie rendono certi posti - ma ormai tanti posti - veri letamai, invivibili. Ma gli eterni ottimisti ci dicono che non c'è limite alla creatività umana grazie alla quale troveremo i rimedi per i mali che causiamo. Anzi, senza crescita (economica e demografica) saranno disastri, solo grazie alla crescita troveremo la soluzione ai problemi presenti e futuri. Sono proprio i paesi avanzati e più ricchi i più salubri grazie alle nuove tecniche, ai progressi in tutti i campi. I paesi più poveri sono anche quelli più inquinati appunto perché non hanno i soldi per provvedere e - giustamente - dell'ambiente se ne strafottono, vogliono primum vivere, giustissimo, e poi anche lo smartphone, giusto anche questo (io non ho lo smartphone, non faccio vacanza da trent'anni, non prendo mai l'aereo, nemmeno il treno, però - devo ammetterlo - ho però, l'ammetto, una citycar piccola piccola (Suzuki, pagata 14'882 franchi). Tutti hanno macchinoni incredibili, costosi, si vergognerebbo a girare in citycar. Però anch'io nel mio piccolo inquino, la mia impronta ecologica è quella di un iperconsumatore, strano. Ci vorrebbero una paio di Terre se tutti avessero lo stesso standard di vita come il sottoscritto.
E allora? Il nostro Gian ci dice che la pacchia, la cuccagna è finita e ce ne accorgeremo presto (fra nemmeno dieci anni).
Ma perché questi fottuti Verdi rifiutano di prendere in considerazione il fattore demografia? Persino la Chiesa sta prendendo a cuore la salvezza del pianeta, inquinare è uno dei nuovi peccati.
Caro Sergio, hai posto delle domande interessanti, direi fondamentali, ma io, purtroppo, non ho le risposte.
EliminaMi sento però di dire 2 cose.
La prima è che noi persone comuni possiamo, in teoria, fare qualcosa, ma il nostro impegno personale rischia facilmente di essere inutile, come una goccia nel mare.
La seconda è che i decisori pubblici, dovendo per prima cosa proteggere la loro posizione di potere, non faranno mai nulla che li possa rendere impopolari.
Sì, hai ragione. Qualcosa nel nostro piccolo possiamo fare, ma non possiamo farci grandi illusioni. Per gioco ho rifatto il test sull'impronta ecologica (ho dovuto rispondere a ben 38 domande) e il risultato è deludente, dovrei vergognarmi:
EliminaSe tutta la popolazione mondiale avesse la tua stessa impronta ecologica servirebbero
2.67 Pianeti
Accidenti. Eppure ho l'impressione di avere una coscienza ecologica e di non consumare troppo. Non saprei dove cominciare per ridurre la mia impronta. Ti dicono di fare una doccia veloce veloce (due minuti), ma io sotto la doccia ci resto anche venti minuti (ma solo una volta la settimana). Non viaggio, non vado in vacanza, spendo pochissimo - quasi niente - per vestiario e calzature.
Nessun politico ha in programma la riduzione dei consumi, tutti auspicano la crescita (robusta e continua eh!). Prima la crescita, poi penseremo (forse) all'ambiente. E il possesso di un'autovettura è un diritto umano, ovvio. L'industria aumobilistica è in crisi (che bello, finalmente), ma tutti o molti piangono per questo, anche Feltri.
Caro Sergio, noi, in occidente, viviamo in una economia capitalistica.
EliminaLe motivazioni storiche sono state diverse, ma ormai sono irrilevanti: ci siamo e basta.
Ora, il capitalismo ci ha dato tanto: ricchezza, benessere, alta tecnologia, cure avanzate e così via.
Ma ha un limite notevole: può funzionare solo in una situazione di crescita demografica, altrimenti crolla.
E chi mai, in vista di un ipotetico vantaggio futuro, può avere il coraggio di far crollare tutto quello che ci ha dato (e continua darci) tanto benessere ?
"Ma ha un limite notevole: può funzionare solo in una situazione di crescita demografica, altrimenti crolla."
EliminaSembri accettare questo fatto e ... non capisco. Perché se l'accetti possiamo smetterla di lamentarci. Succederà quel che deve succedere fino al probabile o quasi sicuro collasso, ma noi possiamo/potremmo fregarcene visto che le conseguenze non ci riguardano (saremo passati a miglior vita).
E tuttavia non sono così sicuro che la crescita demografica sia fondamentale per il capitalismo. Il capitalismo non è solo espansione e accumulo, ma anche innovazione. Il capitalismo potrebbe continuare a produrre sempre nuovi prodotti per una popolazione stabile.
Ma quale sarebbe l'ideale per te, che razza di mondo ti immagini o desideri? Una popolazione mondiale sostanzialmente stabile sarebbe anche socialista, nel senso che non accetterebbe privilegi e disuguaglianze ingiustificate o eccessive. Naturalmente ciò non significherebbe nemmeno che "siamo tutti uguali". La libertà d'impresa potrebbe sopravvivere, ma con alcuni paletti (niente inquinamento per es., rispetto dell'abiente ecc.). Di questa libertà approfitterebbe naturalmente tutta la società. Dunque sì libertà, ma senza prevaricazioni e inquinamento.
<< Ma quale sarebbe l'ideale per te, che razza di mondo ti immagini o desideri? >>
EliminaDomanda difficile, molto difficile.
A me piace il paese in cui vivo, ed anche il capitalismo moderato che vige da noi, ma sono consapevole che il futuro sarà meno piacevole del presente.
Certo, una volta crollato il capitalismo dovrà essere trovato un nuovo equilibrio, ma questo non può essere pianificato da nessuno, perchè si verificherà da solo, come conseguenza dei nuovi rapporti economici e di potere.
Tutto sommato, non posso che augurarmi che tu abbia ragione, cioè che il capitalismo possa sopravvivere anche senza crescita demografica, o anzi con una decrescita, perchè questi flussi non stanno (quasi) mai fermi: o salgono o scendono.
Certamente gli occidentali della nostra fascia di età hanno vissuto in un mondo davvero invidiabile.
Quando leggo dei saggi (o dei romanzi) ambientati in altri periodi storici mi viene il magone.
Caro Sergio, grazie per la "citazione".
EliminaPurtroppo mi secca fare la Cassandra di turno, in fondo lo siamo un po' tutti sui vari blog/forum che parlano dei limiti dello sviluppo, però effettivamente ogni mese che passa i segnali che il modello LTG fosse esatto diventano sempre più evidenti.
In Italia, ormai siamo arrivati al 32°mese di declino della produzione industriale ma i tromboni in tv dicono che va tu bene.
Non appena hai il coraggio di digitare "cassa integrazione" e "licenziamenti" su un motore di ricerca ti escono decine e decine di notizie su vertenze ed esuberi.
L'acciaio è in stallo. Quasi tutti i produttori sono fermi.
L'edilizia, finita la sbornia del superbonus, è in rianimazione.
Con essa tutto l'indotto: dai produttori di pompe di calore, ai produttori di infissi, mobili, ecc.
Nel settore moda, in Toscana, leggo che è quadruplicata la cassa integrazione!
Insomma, la crescita economica ha solo appena iniziato a fermarsi che già si vedono i drammatici effetti.
E tra 5/10 anni quando sarà appurato l'inarrestabile dirupo della decrescita causa demografia e saturazione di tutti i mercati?
Sarà un tutti contro tutti!
I furti, già ora in aumento, saranno all'ordine del giorno, così come le sempre più lunghe file alla Caritas.
Il futuro alla Soylent green sta violentemente prendendo a capocciate la porta ma noi fingiamo di non sentirle.
Urge una "sobria" dittatura militare per forza.
Non puoi tenere a bada milioni di consumatori compulsivi che "esigono" uno stile di vita che il pianeta non può più offrire senza manganellate, repressione e forza bruta.
La militarizzazione della società a cui stiamo lentamente assistendo, in questo senso cade a proprio a fagiuolo.
Aggiungi poi l'eventualità di un conflitto con la Russia che sembra che i padroni del vapore diano per ormai per certo manco si fossero già messi d'accordo a tavolino, e il piano di decrescita e controllo delle masse è servito.
Purtroppo chi è in cima sa benissimo le cose come stanno. Mi ricordo le parole dell' ex ministro della transizione energetica quando disse che il pianeta è "progettato" per 3 mld di persone.
Quindi la domanda è di questi, ormai prossimi, 6 mld di individui, che ce ne facciamo?
Caro Gian, grazie per il tuo intervento.
EliminaIn effetti uno degli scenari più credibili è che la perdita del benessere porti ad una serie di violenze sociali che potrebbero rendere pericolosa ed intollerabile la nostra vita quotidiana.
Al punto che potrebbe essere la stessa popolazione a chiedere una dittatura militare, nell'illusione che il controllo autocratico possa riportare l'ordine.
Purtroppo (a parte la perdita della libertà) anche il presunto 'ordine sociale' delle dittature è più apparente che reale.
P.S. - Per chi fosse curioso, "Soylent Green" (in italiano "2022: i sopravvissuti") è un film di fantascienza del 1973 con la regia di Richard Fleischer, tratto dal romanzo distopico di Harry Harrison (Largo! Largo!).
Purtroppo non l'ho mai visto (e nemmeno ho letto il libro).
P.S. - Chi sarebbe quel ministro che ha avuto il coraggio di dire la verità?
EliminaDa un lato la cosa mi fa piacere; dall'altro è la conferma che i governi hanno molto meno potere di quello che pensiamo.
Roberto Cingolani, uno sveglio, figlio di un fisico e sua volta laureato in fisica, ma che ovviamente ha le "mani legate" come chiunque salga al potere.
Eliminahttps://youtu.be/bjahp8zuv0s?si=JViD2SEYI5b22nDl
Condivido un video di un' intervista di un' altra persona molto sveglia ,Alex Ricchebuono, un economista che sa benissimo che non è possibile avere una crescita infinita su un pianeta finito.
RispondiEliminaLessi il suo libro anni fa, Bankageddon, per poi beccare su YT alcune sue interviste.
Ebbene secondo lui le elite (magari durante il suo lavoro nella city londinese ha avuto a che fare con alcuni di loro), sono ben consapevoli della fine della crescita e quindi a breve avrebbero messo in essere dei piani ben architettati per "governare la decrescita" creando una sorta di implosione controllata.
Le CBDC, le monete virtuali, (ormai si parla dell' introduzione dell' Euro Digitale da qui a qualche anno) avrebbero anche loro uno scopo per garantire il controllo delle masse.
https://www.youtube.com/live/zbsOSf3TUj8?si=CPEk6gBIh506ZfO5
Grazie della condivisione.
EliminaOvviamente le elites mondiali sanno benissimo cosa ci aspetta.
Non sono stupide (sono solo ciniche) ed hanno a disposizione i migliori cervelli del globo.
Quindi, che possano aver programmato una decrescita controllata, per salvare la loro posizione di potere, è perfettamente plausibile.
Bisogna vedere però due cose:
= quanta sofferenza è prevista per noi gente comune.
= se il trucco funzionerà davvero secondo i programmi (un noto aforisma dice che le battaglie non si svolgono mai come previsto).
Io dalla mattina alla sera di tutti i giorni sento solo parlare di crescita. Solo con la crescita potremo salvarci. La famosa "decrescita felice" fa solo ridere ed è pure passata di moda, nessuno più la propone. Invece secondo Gian decrescita sarà e tutt'altro che felice e fornisce anche qualche dato che penso non inventato. Eppure il discorso ufficiale è sempre improntato all'ottimismo, cioè alla crescita (a cominciare da Mattarella e pure dal papa, tutti vogliono o sognano la crescita, robusta, continua, infinita). Il pianeta è progettato per 3 miliardi? Difficile dire, comunque Juval Harari ricordo che diceva: ci sono miliardi di esseri inutili. Detto da un ebreo fa una certa impressione (credo però che Harari sia un israeliano, non un ebreo, ortodosso per giunta, è dichiaratamente ateo). Già, che fare dei miliardi in eccesso. Alcuni complottisti cattolici, come Blondet e Pecchioli, dicono che le elite vogliono ammazzarci in vari modi - la balla del clima, i falsi vaccini, l'eutanasia, il malthusianismo, magari anche il sesso sfrenato e il calo della natalità ecc.). Chissà, forse anche il Vaticano fa parte del piano con la promozione dell'omosessualità).
EliminaCaro Gian, qui Lumen e io e qualcun altro siamo "malthusiani" (che non significa ovviamente volere ammazzare i 6 miliardi inutili). Tu come lo vedi il problema demografico (ammesso che sia un problema per te)? Be', in caso di vera, profonda crisi economica e ambientale si risolverebbe quasi da sé. Il calo della natalità nel mondo intero, salvo l'Africa, fa pensare a una consistente riduzione della popolazione mondiale in tempi relativamente brevi.
C'è poi una contraddizione: il capitalismo, secondo Lumen (ma non secondo me), ha bisogno di una crescita demografica: se la popolazione cala, cala ovviamente anche il profitto (a chi li vendi i prodotti?). Se davvero le elite o certe elite vedono con favore il calo demografico, anzi intendono accelerarlo (anche con i virus e lo sterminio) non sarebbero in contraddizione con sé stesse, essendo per esse il profitto fondamentale? A meno che nei loro piani non puntino a un ridimensionamento demografico essendosi rese conte che "così non si può continuare" (per il degrado ambientale, la finitezza di certe risorse tra cui prima l'acqua - vi ricordo che a Teheran non hanno attualmente acqua, potete immaginare ciò che significhi).
EliminaCaro Sergio, le elites attuali sono capitaliste per convenienza, ma nulla esclude che possano cambiare sistema, se il capitalismo diventasse insostenibile.
EliminaLe elites ci sono sempre state nella storia, anche prima che il capitalismo nascesse.
Però potrebbero anche sbagliare i calcoli e cadere insieme al capitalismo, per essere sostituite da elites diverse.
In effetti la storia ci mostra che, in genere, i cambi di paradigma portano anche cambi di elites.
Di Harari - uno storico che apprezzo moltissimo - sto leggendo (rileggendo per essere precisi) NEXUS, libro interessante, con analisi e riflessioni molto profonde.
EliminaLeggere uno storico che non parla di guerre, regine e imperatori, ma dello sviluppo dei flussi di informazioni sociali, è davvero un grande piacere.
ED IO DOVREI COMPRENDEREEEEEEE!
RispondiEliminaCioè dovrei ripulire il mio orticello, tenerlo in ordine, il solo fazzolettuccio che i figli dei poveracci danno in prestito temporaneo ai loro parenti stretti, per poi riaverlo indietro senza danni apparenti né occulti.....per contro i forzati crocieristi del piacere, stipati in enormi navi da diporto, gettano i mozziconi fuori bordo , occhiate distratte alla piatta linea orizzontale, ai riflessi color legno di teak che le acque solcate dal naviglio assumono nel marezzarsi con le acque scure delle fosse biologiche di bordo e di babordo svuotate in navigazione...Hanno mica ragione gli eterni Pooh?
MA DA CAPIRE COSA C'È?
La nave da crociera più grande del mondo è la 'Icon of the Seas' appartenente alla compagnia di navigazione Royal Caribbean.
EliminaE' lunga circa 365 metri, larga 65 e alta 80.
La nave, suddivisa in 20 ponti, di cui 18 accessibili agli ospiti, è in grado di accogliere un massimo di 7.600 passeggeri in 2.805 cabine, oltre a 2.300 componenti dell'equipaggio.
Troppa gente, per i miei gusti.
Insomma, una piccola città galleggiante, pazzesco. E non la sola, non so quante di queste navi circolano, e ne costruiscono ancora. Io mi sentirei perso in un simile termitaio, anzi sarei terrorizzato. Io abito al pianterreno, prima abitavo al primo piano. Mai vorrei vivere in un grattacielo o al decimo piano. Chissà se avranno scialuppe di salvataggio a sufficienza per tutti questi balordi in crociera, pieni di soldi e che vogliono divertirsi, vedere gente, luoghi. Puoi dire quello che vuoi, ma Gaia sui guai del turismo ha mille volte ragione.
EliminaSono d'accordo con te.
EliminaOltretutto ho il sospetto che certe vacanze siano meno divertenti di quello che la gente pensa e che vengano fatte più per sfoggio sociale che per intima soddisfazione.
Vado via dalla ressa della terraferma per richiudermi nella ressa di una citta galleggiante. Mah...
L'ultimo indicatore che si è aggiunto come campanello d'allarme è il record del prezzo dell' argento.
RispondiEliminaLa produzione ha raggiunto il picco nel 2016.
È ormai evidente che abbiamo superato la gaussiana.
Il plateau già ora sembra spaventoso con la fine della crescita e i rincari generalizzati.
Ma la discesa sarà puro terrore soprattutto se iniziamo a considerare possibili conflitti per accaparrarsi quel che rimane.
Recentemente c'è stato un politico americano che ha ammesso che la storia del narcotraffico in Venezuela è solo una scusa per mettere le mani sulle riserve petrolifere del paese.
Insomma, viva l'onestà!
Ritornando all' argento, il Silver Institute (https://silverinstitute.org/the-silver-market-is-on-course-for-fifth-successive-structural-market-deficit/) ci dice quindi che l'argento è nel 5°anno di deficit.
Produzione stimata nel 2025 a 813 milioni di once, un 10% in meno rispetto al picco del 2016.
Al link vi è un' interessante tabella che dimostra chiaramente quello che sta succedendo.
Nonostante il picco produttivo dalle miniere nel 2016 il mercato era rifornito grazie alle scorte precedenti e al riciclo.
Quando dal 2021 la domanda è aumentata rispetto alla disponibilità, le scorte sono diminuite mentre si è cercato di aumentare la quantità fisica di argento da riciclare, ma inutilmente.
Ecco quindi che il prezzo "casualmente" è iniziato a salire vertiginosamente, sostanzialmente è triplicato.
Infatti il market balance fino al 2020 era positivo, poi nel 2021 è sceso a -89 milioni di once, poi -272, -210 e così via erodendo le scorte.
Aggiungi ora un consumo di argento in aumento causa transizione green e possiamo dire addio (per fortuna?!?!?!?) a qualsiasi sogno di fantomatica transizione ecologica.
Ho detto ecologica? Hahahahahahaha
Scusa la mia ignoranza, ma a che c... serve l'argento? Il suo prezzo rispetto a quello dell'oro è irrisorio, non vale quasi niente. Invece da quello che scrivi sembra un metallo pregiatissimo, importantissimo. Sicuramente c'è argento in tanti prodotti, a qualcosa servirà. Ma del "picco" dell'argento non avevo mai sentito parlare, al contrario del picco del petrolio (e magari dell'acqua - dell'acqua non si parla mai che è anche detta "oro blu" - a Teheran sono attualmente disperati come scrivevo sopra). Per dissalare l'acqua di mare in abbondanza per tutti i miliardi di esseri umani ci vorrebbero non so quante centrali nucleari. Ma dicono che la fusione è alle porte, accenderemo il sole in casa e avremo risolto tutti i problemi energetici.
EliminaBeh l'argento è il materiale migliore dal punto di vista della conducibilità elettrica. Infatti si cerca di "argentare" il più possibile tutto ciò che conduce.
EliminaNelle radiofrequenze poi è essenziale argentare i cavi a causa dell' effetto pelle che riduce la sezione effettiva del trasporto della corrente.
In ogni circuito stampato ne trovi un po' e sommando i miliardi di circuiti stampati eccoti il consumo di 36.000 tonnellate annue.
Ma l'argento è già storia ormai, siamo post gaussiana.
Tra poco arriva il picco del rame e lì sì che ci "divertiamo".
Ho letto che il grande valore dell'oro è quasi solo convenzionale, legato alla tesaurizzazione.
EliminaPer l'argento, invece, ci sarebbe un'utilità oggettiva a livello industriale.
Ma allora come si spiega l'enorme differenza di prezzo tra i due metalli?
E il rame (usatissimo nei cavi che portano l'elettricità), come si inserisce nel discorso ?
Beh la produzione aurifera è circa 3000 tonnellate annue, l'argento 36.000. È sempre la disponibilità a decidere il prezzo.
EliminaPer i cavi che trasportano l'elettricità a grandi distanze si utilizza l'alluminio. Il rame risulterebbe un salasso!
Certo, ma la scarsità dovrebbe riferirsi a qualcosa di utile, direi anzi di necessario.
EliminaMentre con l'oro sembra quasi che la rarità sia fine a se stessa.
Un po' come per i francobolli rari, che hanno un valore di scambio enorme, ma restano dei piccoli pezzettini di carta privi di qualsiasi utilità.
Misteri della psiche umana.
L' oro è inossidabile e potrebbe servire a molti usi pratici, non solo per monete, collanine, fedi e cose del genere. Ma la rarità e il prezzo (in ragione della rarità) ne sconsiglia l'uso per oggetti di uso quotidiano. Sembra che qualcuno possa permettersi anche cessi d'oro, ma saranno eccezioni, i Paperoni sono in numero ridotto.
EliminaCerto, ma - scusa se insisto - l'oggetto d'oro è ricercato perchè come metallo è meglio degli altri o solo perchè denota ricchezza ?
EliminaNon è che se ho le posate d'oro mangio meglio che con quelle di acciaio inossidabile.
Una volta con l'oro ci facevano i denti finti, perchè non si ossidavano, ma oggi usano altri materiali che sono oggettivamente migliori.
Ho il sospetto che quella dell'oro sia soltanto una bolla autoreferenziale.
Eppure l'oro ha un suo fascino ... intrinseco. Sarà per il bel colore giallo, per il valore che ha ufficialmente perché raro, ma l'oro piace, è sempre piaciuto (dalla corsa all'oro di ieri a quella attuale). Avevo comprato per divertimento un lingotto d'oro per 40'000 franchi e l'ho poi rivenduto quasi subito guadagnandoci qualcosa (43'000). Attualmente quel lingotto vale quasi 100'000 franchi, pazzesco. E tutti consigliano di comprare, comprare oro come bene rifugio. Eppure re Mida fu in difficoltà, non poteva mangiare l'oro ...
Elimina"Non è che se ho le posate d'oro mangio meglio che con quelle di acciaio inossidabile."
Sì che mangi meglio! Naturalmente il sapore dei cibi non cambia, ma vuoi mettere la consapevolezza di poter mangiare con posate d'oro, cosa che ben pochi possono permettersi. Ti senti un altro, sei tra i primi (sai, quella teoria di un certo Lumen ...)
Appunto: incomincia e finisce tutto con la mia famosa teoria.
EliminaMa per me, che l'ho individuata, ormai ha perso tutto il suo fascino.
Come al solito i due interventi di LP risultano istruttivi pragmatici (NON ideologici) realistici e problematici!
RispondiEliminaLa modesta sensazione del sottoscritto è che oggi stia prevalendo su larga scala la seconda delle "scappatoie" individuate da P. ovvero una combinazione di negazionismi & ricerca del capro espiatorio ampiamente promossa e cinicamente "cavalcata" dalle trionfanti destre ultra-conservatrici clericali ferocemente anti-malthusiane e apertamente filo-trumpiane (e filo-putiniane) secondo le quali il degrado ambientale è una colossale panzana strumentalmente inventata dalle Sinistre mondiali(ste) e le strategie "Green Deal" sono (se va bene) una sorta di truffa legalizzata. Ora: premesso che ANCHE le Sx complessivamente intese hanno pesanti responsabilità (ad es. nella costante tetragona negazione del problema della sovrappopolazione mondiale) nell'attuale drammatica situazione ... va da sè che in qs modo il collasso ecologico e sociale di cui parla (non solo) LP verrà allegramente e masochisticamente accelerato con conseguenze indubbiamente differenziate a seconda dei vari contesti spazio-temporali ma cmq. generalmente POCO piacevoli. Ma FORSE meglio un collasso rapido tipo "dirupo di Seneca" che una lenta e dolorosa agonia (anche se dispiace molto dirlo perchè volendo si potrebbero ancora almeno LIMITARE I DANNI)! Scusate la franchezza...
Caro Claude, sono d'accordo con te.
EliminaUna lenta discesa, adeguatamente gestita a livello mondiale, sarebbe teoricamente possibile.
Ma, per motivi anche giustificati, a livello internazionale nessuno si fida di nessuno.
E questo basta per condurre dritti dritti al dirupo si Seneca.