domenica 3 dicembre 2023

Punti di vista – 34

ELITES E CRISI AMBIENTALE
I membri delle élite mondiali non sono più intelligenti della gente comune, almeno in media. Ma alcuni di loro cominciano a vedere che hanno un grosso problema [con la crisi ambientale]. Veramente molto grosso.
Sicuramente sono meglio equipaggiati della gente comune per sopravvivere durante il caos che li attende. Ma se le cose si mettono davvero male, non c'è alcuna garanzia che anche i miliardari sopravviveranno.
Consideriamo ora che le élite hanno poteri decisionali al di là di qualsiasi cosa la gente comune possa fare.
Pensate alla guerra in Ucraina; la gente comune è stata consultata? No. Nella migliore delle ipotesi, gli è stato detto chi dovevano odiare; nel peggiore dei casi sono stati arruolati e mandati in trincea. E questo è tipico di come le élite mondiali gestiscono le risorse: investendo centinaia di miliardi di dollari in attività che non avvantaggiano nessuno tranne le lobby industriali.
Ma si noti anche che le élite, non importa quanto potenti, non sono un gruppo affiatato che si riunisce nel seminterrato della casa di Bill Gates per adorare il demone Baphomet. Sono una galassia di lobby che spingono in direzioni diverse per fare soldi con i loro prodotti: guerre, droga, carburanti, eccetera.
Quindi, difficilmente possono gestire il tipo di piano globale che sarebbe necessario.
UGO BARDI


VIVA IL LATINORUM
Il latino è una lingua precisa, essenziale. Verrà abbandonata non perché inadeguata alle nuove esigenze del progresso, ma perché gli uomini nuovi non saranno più adeguati ad essa.
Quando inizierà l’era dei demagoghi, dei ciarlatani, una lingua come quella latina non potrà più servire e qualsiasi cafone potrà impunemente tenere un discorso pubblico e parlare in modo tale da non essere cacciato a calci giù dalla tribuna.
E il segreto consisterà nel fatto che egli, sfruttando un frasario approssimativo, elusivo e di gradevole effetto “sonoro” potrà parlare per un’ora senza dire niente.
Cosa impossibile col latino.
GIOVANNI GUARESCHI


INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Massimo Chiriatti ha lanciato un monito (…): “Stiamo cercando attraverso le macchine di deresponzabilizzarci, quando invece dovremo essere più responsabili per evitare rischi sistemici e imprevedibili.” “Il problema è che ci comportiamo come se il mondo fosse un dominio lineare, mentre non è così.
Un dominio lineare è prevedibile e ha un basso grado di interazione tra gli elementi che contiene; in un dominio complesso, invece i legami causali sono difficilmente visibili e la prevedibilità estremamente bassa.
In psicologia ed economia ci sono fattori e cause che semplicemente non capiamo, o che hanno così alti livelli di interdipendenza che le previsioni ex ante sono inaccessibili dal punto di vista computazionale; pertanto le previsioni diventano disponibili solo ex post.”
Questo perchè la realtà è irriducibile, è incalcolabile ed è imprevedibile, perciò invece di venerare l’intelligenza artificiale e perseguire autisticamente, come fanno le nostre istituzioni, la svolta digitale in tutti gli ambiti delle nostre esistenze “sarebbe meglio far risolvere alla I.A. sia i problemi deterministici sia quelli probabilistici, ma lasciare a noi tutto il resto, ossia quando ci sono novità, incertezze e quando servono astrazione, intuizione e creatività”.
FRANCESCO CENTINEO


FIDARSI O NON FIDARSI
In inglese si dice: fool me once, shame on you, fool me twice, shame on me.
Significa che imbrogliare qualcuno è scorretto, ma se non impariamo dai nostri errori e ci fidiamo di nuovo della persona che ci ha già ingannato, allora dobbiamo prendercela in primis con noi stessi.
GAIA BARACETTI


CRISI STATISTICHE
Non sono le teorie economiche a non funzionare più, [oggi]. A non funzionare piu’ sono i calcoli degli indici economici, e la trasparenza sulle metodologie di calcolo.
Perché parlo di trasparenza? Per farvi un esempio, ISTAT e’ stato lottizzato gia’ nel periodo di Berlusconi ed ha sempre avuto un presidente vicino o vicinissimo al governo.
Qual è il senso di lottizzare una ISTAT (ma all’estero le cose non vanno tanto diversamente) ? Il senso e’ una pressione per cucinare i numeri, in modo che dipingano situazioni più o meno felici. (...)
C’è solo un problema. E il problema e’ che cucinare i numeri per dire che tutto va bene funziona in politica solo fin quando le persone stanno bene. Cioè, se quasi tutti hanno un lavoro di cui sono soddisfatti, e gli racconti che hai creato un 'gozzilione' di posti di lavoro, molto probabilmente ti crederanno e ti voteranno.
Se invece ci sono davvero troppi disoccupati, e gli racconti la stessa panzana, penseranno che tu abbia dimenticato proprio e solo loro, e ti odieranno.
URIEL FANELLI

5 commenti:

  1. La citazione di Guareschi è tratta dalla sua autobiografia, intitolata "Chi sogna nuovi gerani?".
    Il titolo del libro, apparentemente piuttosto strano, è semplicemente l'anagramma del suo nome completo (Giovannino Guareschi).
    La sua profezia sul destino del latino risale quindi alla metà del '900, ma direi che i fatti l'hanno ampiamente confermata.

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  2. COMMENTO di GP VALLA

    ÉLITES E CRISI AMBIENTALE

    Personalmente sono dubbioso sulla esistenza stessa della crisi ambientale, almeno quale ci viene costantemente presentata dall'informazione main stream, e vieppiù sulle soluzioni che le élites propongono - o meglio impongono - per affrontarla.
    Ciò premesso, non è necessario per le oligarchie riunirsi nel semiterrato di Gates: bastano le sedi ufficiali: per fare solo alcuni nomi la Commissione Trilaterale, l'Aspen Institute, il Club Bilderberg, il World Economic Forum, la Sunvalley Conference, il Council for Inclusive Capitalism etc.; ognuno di questi organismi ha poi a disposizione consulenti, studiosi, studi professionistici ai massimi livelli. Mica si riuniranno per raccontarsi barzellette...
    A me pare evidente che l'imposizione di certe politiche in tutto il mondo sia troppo unanime e troppo coordinata per poter essere semplicemente casuale: il caso della epidemia di Covid-19 ne è un esempio.
    Quanto alla asserita impossibilità di coordinare gli eventuali interessi contrapposti dei vari esponenti delle oligarchie, va tenuto conto che - anche all'interno delle stesse - esistono gerarchie ed è in corso una concentrazione di potere: basti pensare che informatica e social network sono dominati da meno di una decina di grandi corporations.
    Bisogna infine considerare la presenza di enormi fondi di investimento (Black Rock, Vanguard etc.) Che controllano di fatto molte multinazionali - anche quelle che possono sembrare rivali storiche - e che possono fungere da camere di compensazione per comporre eventuali interessi contrapposti.

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    1. Caro Beppe, sono d'accordo con te che le soluzioni proposte nei consessi mondiali (e quindi dalle elites che li controllano) siano frutto di una manipolazione mediatica, volta ad ottenere risultati diversi da quelli proclamati.
      Credo però che una crisi ambientale sia veramente in atto, che sia di notevole gravità e che possa essere molto pericolosa per il nostro futuro.

      Direi che anche in questo caso possiamo vedere all'opera le c.d. 'elites opportuniste', le quali non determinano le crisi, ma, una volta scoperta la loro esistenza, le gestiscono e le utilizzano per aumentare la propria ricchezza e mantenere il proprio potere.
      Nihil sub sole novi.

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  3. Concordo in linea di massima con te Lumen. Le elites sfornano le ciambelle e se le pappano quasi tutte loro, indipendentemente dalle epoche, condizioni climatiche eccetera. Il mulino dei ricchi, dei potenti non cessa mai di macinare.

    I romani probabilmente riuscirono a conquistare gran parte del mondo conosciuto anche grazie al clima del periodo, particolarmente caldo oppure temperato durante i dodici mesi. Non dimentichiamo l'abbigliamento abbastanza sbrigativo dei legionari, le loro calzature , i resti fossili di vitigni trovati vicino alle rovine del foro di Londinium. L'attuale Londra. Nihil sub sole novi?

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    1. La conquista del mondo occidentale da parte dei romani è una vicenda eccezionale a cui hanno sicuramente concorso diversi elementi, non ultimo il clima particolarmente mite, da te giustamente citato.
      Non tralascerei però la feroce determinazione delle strutture militari (che, viste con l'occhio di oggi, sarebbero tutte da tribunale internazionale) ed il vantaggio culturale del politeismo allargato (che consentiva di occupare una nazione SENZA inimicarsi le elites religiose del paese).

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