sabato 10 giugno 2023

Pensierini – LVIII

L'ESSENO E LO ZELOTA
Secondo una scuola di pensiero che ho scoperto recentemente, il Gesù Cristo raccontato dai Vangeli sarebbe la sovrapposizione di due personaggi storici, molto diversi da loro: un maestro spirituale Esseno ed un rivoluzionario Zelota.
Dal primo hanno tratto la predicazione, le guarigioni e gli altri miracoli, dal secondo la cattura, i maltrattamenti e la morte in croce, tipica di chi si opponeva violentemente all'occupazione romana.
Leggo sul Blog di Natura Mirabilis: << Le notizie in mio possesso dicono che i Vangeli sono stati scritti ad Alessandria d'Egitto, dove si erano stabiliti i Terapeuti, che altro non erano se non gli Esseni. Che sia esistito un maestro spirituale Esseno è altamente verosimile, che sulla sua figura si sia applicato il martirio di un patriota, giustiziato dai romani, forse è servito a rendere il maestro spirituale un martire, facendolo passare alla storia.
All'epoca piaceva la figura del buono che viene ucciso dai cattivi romani, occupanti di un territorio che non gli apparteneva. Gli Esseni erano guaritori; non occupandosi di politica, non hanno interferito con i piani degli occupanti romani e sono stati da questi lasciati in pace. Gli Zeloti, invece, conosciuti anche come Sicari, vedi Giuda Iscariota (Sicariota), volevano solo la libertà per la loro terra invasa dallo straniero. >>
La tesi mi piace molto e mi sembra anche convincente, perchè può dare un'ottima spiegazione di certe contraddizioni che emergono dai Vangeli, in cui il personaggio di Gesù Cristo appare ora buonista, ora violento.
Purtroppo, per quanto mi risulta, non è molto diffusa tra gli studiosi.
LUMEN


FARE IL PAPA - 1
E' piuttosto nota la battuta di George Bernard Shaw sulla stupidità associata al golf.
Volendo parafrasare il suo aforisma, ed applicarlo ad un argomento un po' più serio (anzi 'sacro'), si potrebbe dire che "non è indispensabile essere atei, per fare il Papa, però aiuta".
E la storia, secondo le malelingue, lo ha ampiamente dimostrato.
LUMEN


FARE IL PAPA - 2
Quando nel febbraio de 2013 Papa Benedetto XVI decise di (o meglio: fu costretto a) rassegnare le proprie dimissioni - evento clamoroso e [quasi] mai avvenuto nella storia del papato - avrebbero dovuto aggiornare il famoso proverbio sulla morte del Papa.
E farlo diventare così: “Sbagliato un Papa, se ne fa un altro”.
LUMEN


PERSONAGGI STORICI
Tutti i grandi personaggi che la Storia ha reso famosi erano pieni, come la gran parte delle persone, di pregi e di difetti.
Perchè allora sono diventati così famosi ?
Perchè si trovarono al posto giusto nel momento giusto, di modo che i loro pregi facessero aggio, almeno per un certo periodo, sui loro difetti.
Di molti altri personaggi simili, invece, non conosciamo neppure il nome, perchè vissero nel luogo e tempo sbagliati. Così va la storia.
LUMEN


DIALOGO TRA CITTADINI
Nelle nazioni moderne, dove non esiste più l'unità di religone (come ai tempi del 'cuius regio, eius religio'), credenti e non credenti devono per forza dialogare.
Ma devono dialogare anche i credenti A con i credenti B ed i credenti C.
Ed io mi chiedo su quale terreno comune sia davvero possibile dialogare visti i presupposti totalmente diversi su cui queste persone si basano.
Anche la Costituzione dello Stato, purtroppo, non basta, perchè per un credente i propri libri sacri vengono prima, e dicono cose molto diverse,
Si rischia di avere un dialogo sono formale, ma non costruttivo. E questo, per la coesione sociale, non è una cosa positiva.
LUMEN


RILEGGERE UN AUTORE
Può capitare che uno, da ragazzo, legga appassionatamente un certo autore e lo trovi affascinante; poi quando prova a rileggerlo in età adulta, o avanzata, lo trovi invece deludente e ci rimanga male.
Purtroppo certi ripensamenti fanno parte della vita: non sono gli autori che cambiano, perchè le loro opere sono sempre uguali; ma siamo noi che cambiamo con gli anni, ed anche molto.
Io credo che noi amiamo gli autori dai quali abbiamo l'impressione di imparare qualcosa che non sappiamo.
Ma se a un certo punto, con la maturazione, ci rendiamo conto di averli superati e di essere noi, ora, a saperne più di loro, ecco che il loro fascino scompare.
LUMEN

20 commenti:

  1. COMMENTO di SERGIO

    “… in cui il personaggio di Gesù Cristo appare ora buonista, ora violento.

    Sì, una contraddizione vistosissima, come si può essere così ciechi a non notarla? Ma i credenti hanno la buona abitudine di non soffermarsi troppo sugli elementi che disturbano.
    Basta pensare all’orrenda affermazione di Gesù: “Andate e predicate il vangelo. Chi l’accetterà sarà salvo, chi non l’accetterà sarà dannato.” (forse non sono le parole esatte, cito a memoria,
    magari c’è un perfezionista che mi rimprovererà l’imprecisione, un classico).
    Oppure la minaccia dell’inferno, per ben settanta volte nel vangelo di Matteo (ma gli “interpreti” dicono che non sono parole autentiche di Gesù, gli “ipsissima verba” - sembra che occorra distinguire nei detti di Gesù tra gli autentici, i probabili, gli attribuiti, i sicuramente inautentici ecc. ecc. Vacci a capire!).

    RispondiElimina
  2. COMMENTO di SERGIO

    Gesù esseno o zelota?

    E chi lo sa con esattezza? Anche questa è una tesi,
    ammetto accattivante, ma ho poca o nessuna voglia
    di approfondire. Dovrei farmi non so quante letture,
    in parte sicuramente barbose e chissè quanto
    attendibili. È anche il motivo per cui ho rinunciato
    a leggere il libro di Cascioli che secondo lui
    «dimostra» la vera identità di Gesù. Diciamo
    che non ho bisogno di Cascioli per avere
    un’idea di quel che successe o non successe
    in Palestina duemila anni fa. Certo alcuni
    particolari inediti possono interessare, la
    Chiesa esiste ancora e continua a romperci
    le scatole (abbandonata la sessuofobia e
    il terrorismo brutale - la dannazione eterna -
    vuole imporci l’accoglienza obbligatoria di
    tutti i dannati della terra). Dunque Gesù
    esseno o zelota? Boh, chi se ne frega (scusa).
    Certo un poveraccio che fece una brutta
    fine (ma se faceva il terrorista e ammazzava
    romani forse se la meritava pure).
    Comunque concedo volentieri che Gesù
    ha avuto qualche idea brillante se non geniale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. << Comunque concedo volentieri che Gesù
      ha avuto qualche idea brillante se non geniale. >>

      Davvero ?
      Io invece sono molto critico sul Gesù profeta, perchè tutti i suoi principali insegnamenti risultano o assurdi o inapplicabili o controproducenti.
      L'unico suo motto che può essere davvero utile ed intelligente è quello del Sabato ("il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!"
      Per il resto, non saprei cosa salvare...

      Elimina
    2. COMMENTO di SERGIO

      Lumen: “Io invece sono molto critico sul Gesù profeta, perchè tutti i suoi principali insegnamenti risultano o assurdi o inapplicabili o controproducenti."

      Accidenti che … demolizione cristica! Anch’io ho espresso perplessità e persino una
      certa antipatia per questo personaggio semi-storico. Però lo stesso qualcosa salverei,
      non è proprio tutto da buttare. Non penso tanto al “mandatum novum” (amatevi l’un l’altro,
      come io vi ho amato), che poi così novum non è (trovi persino in Mosè l’amore per i nemici,
      e poi in altri filantropi). Ma alcuni detti e parabole sono belli o fanno pensare. Un paio di
      esempi: “il vostro dire sia sì sì, no no.” Lode dell’assoluta sincerità, mi piace, deve piacere anche a te. Forse cancelliamo “assoluta”, se no si arriva alla follia di Kant (che pretende tu debba dire la verità sempre e comunque, anche se la Gestapo bussa e ti chiede se nascondi
      degli ebrei - e tu non devi mentire!). Ma la lode della sincerità in generale è buona cosa (ma diceva una professoressa di psicologia giorni fa che tutti mentiamo, tutti, e continuamente,
      sia per avvantaggiarci che per per scansare un pericolo - be’, c’è qualcosa di vero anche in questo).
      Altra “perla” di Gesù, vi ho già accennato: “Siate candidi come le colombe, astuti come serpenti.” È impossibile, ma come ideale a cui tendere mi piace, vivremmo forse meglio.
      E altre cose che adesso non mi vengono in mente. Insomma, quel mitico personaggio non è del tutto negativo. Certo aveva ragione Hegel quando diceva che l’applicazione pura e semplice del cristianesimo (ama il prossimo tuo come te stesso, non preoccupatevi per il giorno dopo, Dio che nutre gli uccelli provvederà anche a voi, ecc. ecc.) significherebbe la distruzione della società.
      Insomma, caro Lumen, sii un po’ più buono e … cristiano anche verso Gesù. Dovresti leggere Eugen Drewermann, un ex prete uscito dalla Chiesa, psicoterapeuta che ti farebbe riscoprire o persino rivelare Gesù che lui ammira. Ma anche l’agnostica Ida Magli ha scritto un bel libro su Gesù (“Gesù ti Nazaret”) che mi è piaciuto. Fra parentesi la Magli sostiene addirittura che il famoso “il vostro dire sia sì sì, no no” Gesù potrebbe averlo mutuato dai Romani per i quali
      la “parola” era tutto (Ottavia si mette in viaggio da Roma per cercare di riprendersi il marito Antonio, divenuto amante di Cleopatra. Giunta ad Atene riceve il ripudio di Antonio: la parola di Antonio è chiara e definitiva, non si discute, Ottavia fa le valigie e torna a Roma. Ma adotterà poi i figli di Antonio e Cleopatra dopo la loro fine).

      Elimina
    3. Caro Sergio, il personaggio di Gesù piace, ha seguito ed affascina, proprio perchè ci dice come dovremmo essere, come ci piacerebbe essere, ma purtroppo non siamo.
      All'atto pratico, i suoi insegnamenti non servono a nulla (a cominciare da quello sulla sincerità assoluta, che distruggerebbe in poco tempo qualsiasi gruppo sociale).

      Elimina
  3. COMMENTO di SERGIO

    "evento clamoroso e mai avvenuto nella storia del papato”

    Accidenti, come fai a fare affermazioni simili?
    Celestino V non ti dice niente? E non fu il solo!
    Attento, ti squalifichi con queste affermazioni
    (agli occhi dei credenti)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mamma mia, che errore !
      Mi sono fidato della memoria, senza controllare ed ho preso uno sfondone.
      Vado subito a rettificare il testo del pensierino, ringraziandoti per la segnalazione.

      Elimina
  4. COMMENTO di SERGIO

    Dialogo fra i cittadini

    Ben detto, Lumen. Per convivere in pace
    bisogna avere una base comune, in
    genere la costituzione, il diritto. Ma
    per i credenti i loro libri sacri sono
    più importanti delle costituzioni.
    Come se ne esce, come se ne uscirà?
    Con la religione universale prossima
    ventura, la Dichiarazione di Abu Dhabi
    è una buona premessa (Bergoglio
    ha declassato, se non cancellato,
    i dogmi fondamentali del cristianesimo:
    divinità di Cristo, Trinità ecc. ecc.).
    Forse però ci vorrà ancora un po’ di
    tempo se penso alle centinaia di milioni
    di pazzi pronti a tagliarti la testa se
    offendi il profeta, ma … siamo sulla
    strada buona, la strada della ragione
    (e di Severino).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ho già detto in un'altra occasione, io non credo alla religione unica universale.
      Le religioni (essendo una semplice sovrastruttura culturale degli istinti genetici) finiscono sempre per dividere, mai per affratellare.

      Elimina
    2. Concordo. A 71 anni suonati continuo a chiedermi cosa ci azzecchiamo noi con il cristianesimo o, ancor peggio, con la religione cattolica. Proprio non riesco a capire, mi rifiuto, il mio cervello non ce la fa.

      Elimina
    3. Caro Mauro, noi col cristianesimo ci 'azzecchiamo' per forza, perchè dentro a questa religione ci siamo nati, e poi ci siamo vissuti, almeno sino ad una una certa età, e certe cose lasciano una traccia culturale.
      Quando Croce diceva che, in Italia, 'non possiamo non dirci cristiani', non aveva tutti i torti (in linea di principio).

      Elimina
    4. Già, resta però il fatto che a me della storiella di Abraham che "conobbe" Sara in età avanzata non me ne fotte un pazzo (con la c iniziale)... Ahi ahi ahi, una mezcla de disgracia y mala suerte, traduzione induttiva, ovvero quando un motto in lingua straniera rende più l'idea di un equivalente nel nostro, di idioma....

      Elimina
  5. COMMENTO di SERGIO

    Rileggere un autore

    Belle osservazioni, le tue, Lumen. Da certi autori
    dobbiamo purtroppo prendere congedo (penso a Pavese).
    Ad altri restiamo affezionati perché sono ancora
    vivi e attuali, la loro rappresentazione del mondo
    collima ancora con la nostra (penso a Tolstoi che
    Mauro aborre). Certo quando leggiamo un autore
    che non conoscevamo o leggiamo un nuovo libro
    di un autore che conosciamo e apprezziamo
    ci aspettiamo sempre qualcosa di nuovo,
    la messa a fuoco di certi aspetti a cui non
    avevamo finora fatto troppa attenzione,
    persino una rivelazione (se no non ne valeva
    la pena: vedi anche l’esaurirsi della vena
    creativa di certi autori che amavamo -
    Tolstoi dopo Guerra e Pace e Anna Karenina
    aveva esaurito gli argomenti e la vena,
    Resurrezion fu un fallimento, difatti nessuno
    cita più questo terzo grande romanzo).
    Siamo cupidi rerum novarum.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io, per esempio, trovo ancora attualissimo il Manzoni dei Promessi Sposi, ma pochi altri.

      Elimina
    2. Vero, a volte non ci riconosciamo più in alcuni autori, oppure in alcune credenze. Siamo forse maturati, a dispetto dei grossisti del pensiero, eterni vincitori dell'appalto della verità, saggezza, eccetera. Possiamo farne a meno, di costoro. Superati.

      Nel campo religioso, o fideistico, le dottrine, qualsiasi dottrina, mostrano la trama, col tempo, col diverso approccio degli utenti, o. fedeli, anch'essi destinati a maturare, cosicché certe profezie non avveratesi, parusie mai realizzatesi, doveri o comportamenti sempre più difficili da assolvere, fan sì che una religione diventi pian piano avulsa ai più, in buona sostanza obsoleta, come le cabine telefoniche, la gomma per cancellare. Quindi sarebbe d'uopo disintossicarsi. Oppure cambiare spacciatore....

      Elimina
    3. << Quindi sarebbe d'uopo disintossicarsi. Oppure cambiare spacciatore.... >>

      Una bella metafora !
      Qualcuno (ma sono pochi privilegiati) riesce a scegliere la prima opzione.
      La grande maggioranza, invece, si accontenta della seconda.

      Elimina
    4. COMMENTO di SERGIO

      “Io, per esempio, trovo ancora attualissimo il Manzoni dei Promessi Sposi.”

      Ma dài, Massimo. Il fatto che i P.S. ti piacciano molto è una cosa, ma la
      sua attualità quale sarebbe? Nota che i P. S. piacciono ancora anche a me
      (ho passato quattro bellissime giornate rileggendo il romanzo vent’anni
      fa, per la terza o quarta volta). E i P.S. piacevano a tanti agnostici o
      atei come Eco, Gadda, Sciascia. Gadda morente si fece leggere da
      Pietro Citati la fine dell’ottavo capitolo, per lui sublime e una delle
      più belle pagine della letteratura italiana (“Addio monti sorgenti dall’acqua”).
      Ma noi italiani abbiamo un rapporto speciale con questo benedetto
      romanzo che “subiamo” da un secolo e mezzo, è un po’ una storia
      di famiglia che non possiamo considerare criticamente. All’estero
      Manzoni nessuno se lo fila, nonostante la sponsorizzazione di
      Goethe (a cui Manzoni aveva spedito il romanzo nella versione
      Ventisettana).
      Ma la sua attualità proprio non la vedo. La trama non è molto
      appassianante per un giovane di oggi, i personaggi sono ridicoli
      o antipatici (don Abbondio, Fra Cristoforo, Renzo, Lucia, donna
      Prassede, il cardinale Borromeo). Molto meglio i personaggi negativi,
      su tutti la monaca di Monza, in parte l’Innominato, anche don Rodrigo
      e il Griso sono vivi e perciò interessanti, in un certo senso affascinanti.
      Ma ovviamente i gusti sono gusti. Più dei P.S. trovo attuale
      la “Storia della colonna infame” (preferibile la prima versione)
      che tu non hai letto (e non vuoi leggere!).

      Elimina
    5. Caro Sergio, in effetti il fatto che un testo sia ancora piacevole da leggere non vuol dire necessariamente che sia ancora attuale.
      E ci sono molti elementi dei P.S. (come queli che hai citato tu) che di attuale non hanno più nulla.
      Però il Manzoni è anche un acuto psicologo ed ha disseminato nella sua opera, a piene mani, molte osservazioni di psicologia spicciola che, secondo me, non hanno perso nulla della loro attualità.
      Perchè la cultura passa, ma la natura umana - in fondo - resta la stessa.

      Elimina
  6. Bei commenti, forse immeritati dal pippone manzoniano. A me pare trattarsi della rievocazione, edulcorata e romanzata, di uno jus primae noctis reclamato ed effettivamente accaduto, roba non infrequente nelle province lombarde dell'eooca, forse proprio nei terreni, feudi, di quel democristiano ante litteram, risciacquatore di panni in Arno, vergatore di periodi estenuanti, scaturiti a volte da un nonnulla, per poi srotolarsi sine die oltre le fasce di Van Hallen, come le spire di un serpente, e, come tali, suscitare sentimenti contrastanti nel lettore, ammirazione, uggia, fastidio eccetera eccetera. Frasche con troppi frutti appesi, tentativi inani di dar sapore al sale. Già sapido di suo.......

    Più che lo strazio per i monti aviti in fase di temporaneo abbandono, la fanciulla forse si doleva del fatto che Rodrigo non si era voluto accontentare di una botta e via, anzi, se la spupazzava 2 o 3 volte la settimana, troppo, dai, in paese già si mormorava, anche se quel babbeo di Renzo non si era accorto di nulla... Avrebbe poi egli, don Rodrigo, mantenuto la promessa di dotarla di marenghi e di terre, anche nel malaugurato caso il primogenito della ditta Tramaglino-Mondella fosse in realtà il frutto del peccato pre - nuziale?? Meglio dunque allontanarsi, poi si vedrà.

    Personaggi sopra le righe, nel bene, nel male, nella coglionaggine. Si salva don Rodrigo, il più umano, prima avvinto alle grazie intonse di Lucia, poi definitivamente vinto dalla peste. Femmina anch'essa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella dello 'jus primae noctis' è una interpretazione a cui non avevo mai pensato.
      In effetti una volta (e forse anche a quei tempi) si usava, ma, se così fosse, tutto l'impianto narrativo del romanzo avrebbe dovuto essere diverso.
      Perchè se Don Rodrigo aveva solo l'intenzione di esercitare il suo diritto, non avrebbe avuto bisogno di far saltare il matrimonio (con tutte le peripezie che ne sono derivate).

      Elimina