sabato 6 giugno 2015

Di gracile Costituzione – 2


Il testo della Costituzione Italiana rivisitato e reinterpretato alla luce della prassi materiale sviluppatasi in questi ultimi decenni – seconda parte. LUMEN



COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA
Parte prima - DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
Titolo I - RAPPORTI CIVILI


Art. 13.
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Lum. - La libertà personale dei ricchi e dei potenti è inviolabile.
Nei loro confronti non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale.
In casi di necessità ed urgenza, per meglio garantire la loro tutela, l'autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'Autorità giudiziaria, la quale, a sua volta, deve richiederne la convalida alla persona interessata.
È consentita la  violenza fisica e morale sulle vittime dei reati.
E’ esclusa la carcerazione preventiva per le persone socialmente pericolose che possono commettere nuovi reati.


Art. 14.
Il domicilio è inviolabile.
Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.
Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.

Lum. - Il domicilio dei ricchi e dei potenti è inviolabile.
Nei loro confronti non si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, anche se previsti dalla legge.
Gli eventuali accertamenti e le ispezioni per motivi economici e fiscali possono essere eseguiti solo previo congruo preavviso.


Art. 15.
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

Lum. -  La libertà dei ricchi e dei potenti, la segretezza della loro corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro violazione può avvenire soltanto per atto motivato dei giornali scandalistici, con la garanzia di poterne comunque bloccare la pubblicazione.


Art. 16.
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.
Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

Lum. - Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la Pubblica sicurezza stabilisce, caso per caso,  per garantire la tranquillità e la sicurezza dei ricchi e dei potenti.
Particolari restrizioni possono essere determinate da ragioni politiche, ideologiche o religiose.
Ogni evasore fiscale è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di mancia previsti dalla prassi.


Art. 17.
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Lum. - I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente ovunque, ed anche con le armi se in prossimità di uno stadio di calcio.
Per le riunioni delle organizzazioni malavitose, purché in luogo privato, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, in modo da evitare, se opportuno, la presenza di forze dell’ordine.


Art. 18.
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Lum. -  I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per qualsiasi fine, anche se vietato dalla legge penale.
Sono proibite, e quindi sciolte, le associazioni segrete che si fanno scoprire e quelle malavitose che si fanno arrestare.
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Art. 19.
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Lum. - Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non rechino danno o disturbo alla Chiesa Cattolica.


Art. 20.
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

Lum. - Il carattere ecclesiastico ed il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione, soprattutto se collegata alla Chiesa Cattolica, può essere  causa di speciali agevolazioni legislative e di speciali sgravi fiscali per la sua costituzione,  capacità giuridica e ogni forma di attività.


Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'Autorità giudiziaria.
Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Lum. - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, salvo che non rechino danno ai ricchi ed ai potenti.
La stampa è soggetta ad autorizzazioni o censure da parte di chi la controlla.
Si può procedere a sequestro della stampa a semplice richiesta dei ricchi e dei potenti che ne hanno interesse. Quando vi sia assoluta urgenza, il sequestro può essere eseguito da chiunque.
La legge può stabilire che i mezzi di finanziamento della stampa politica non vengano resi noti
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie agli interessi dei politici.


Art. 22.
Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.

Lum. – Nessun politico può essere privato, neppure per motivi giudiziari, dei guadagni, delle rendite e dei privilegi già ottenuti.


Art. 23.
Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.

Lum. - Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta ai ricchi ed ai potenti, se non in base a leggi approvate con il loro assenso.


Art. 24.
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Lum. - Tutti possono agire in giudizio per chiedere, a proprio rischio e pericolo, la tutela dei propri diritti ed interessi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento, a condizione che l’avvocato venga pagato.
E’ assicurata ai non abbienti, con apposite norme, la possibilità di presentarsi ed essere condannato davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per evitare la riparazione degli errori giudiziari.


Art. 25.
Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

Lum. – I ricchi ed i potenti, se lo richiedono, possono essere distolti dal giudice naturale precostituito per legge.
Qualora debbano essere processati in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso, possono chiedere l’emissione di una nuova legge ad hoc.
In caso di pericolo, possono ottenere misure di protezione e di sicurezza personale, purché a carico dello Stato.


Art. 26.
L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali.
Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici.

Lum. - L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto in via teorica, a condizione che risulti materialmente ineseguibile.
Non può in alcun caso essere ammessa per i ricchi ed i potenti, salvo loro espressa richiesta.


Art. 27.
La responsabilità penale è personale.
L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

Lum. - La responsabilità penale dipende dalla persona coinvolta.
L'imputato può essere considerato colpevole anche prima della condanna definitiva, secondo l’opinione pubblica prevalente.
Le pene da applicare ai ricchi ed ai potenti devono consistere in trattamenti simbolici e non devono ostacolare la loro normale attività.
Non è ammessa la pena di morte, in quanto viene già applicata alle vittime degli omicidi.


Art. 28.
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Lum. - I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono totalmente irresponsabili, indipendentemente dalle leggi penali, civili e amministrative vigenti, per gli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile, da applicarsi in misura ridotta o simbolica, può essere scaricata direttamente sullo Stato o sugli enti pubblici.

8 commenti:

  1. Caro Lumen,

    sembri avercela coi "ricchi e potenti"! Non sarai mica invidioso? Non è poi bello essere ricco e potente? Non vorresti esserlo forse anche tu? Io non direi di no.
    Insomma, stavolta non eri molto ispirato, come vedi dall'assenza di commenti. Non volevo commentare ma poi ho voluto lo stesso farlo per non lasciarti solo. Meglio una critica che proprio niente, no?

    Quasi nessuno avrà letto gli articoli costituzionali commentati. Non li conoscevo nemmeno io. Ma in effetti non è necessario conoscerli essendo tutti ovvi. I costituzionalisti si sono spremuti le meningi per esprimere ovvietà. Ma si sa, la costituzione contiene solo principi astratti (e ovvi), poi le leggi le fa il parlamento.

    *L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva."
    Il povero Bossetti ne sa qualcosa. È già ergastolano prima ancora che cominci il processo.


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  2. Caro Sergio,
    accetto di buon grado il tuo rabbuffo, ma ti assicuro di non avere nessuna particolare invidia per i potenti (per i ricchi magari sì).
    Il fatto è che la loro importanza nel corso della storia umana (e quindi della politica, dell'economia, del pensiero, ecc.) è superiore a quello che si pensa e viene troppo spesso sottovalutata.

    Tutto il mondo è sempre ruotato (letteralmente) intorno alle loro decisioni ed alle loro attività, volte a conquistare il potere oppure a mantenerlo .
    Possono cambiare i sistemi - che possono essere i più diversi - ma non è mai cambiata la logica.
    Io, ultimo degli ingenui, l'ho scoperto solo in età adulta e ritengo che il mio sarcasmo sia meno paradossale di quello che sembra.

    P.S. - E non finisce qui. Vi dovrete sorbire ancora 2-3 post che ho già preparato (siete però esentati dai commenti :-)).

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  3. "Possono cambiare i sistemi - che possono essere i più diversi - ma non è mai cambiata la logica.*

    Allora che non sia una costante ovvero una legge di natura - contro cui si può fare ben poco?
    Un'altra legge di natura è che siamo tutti senza eccezione opportunisti. Abbiamo sì delegato un po' di sovranità, ma lo stesso tendiamo a riappropriarcela (di nascosto). Il comunità a cui abbiamo delegato parte della nostra sovranità, o quasi tutta, non fidandosi di noi (per forza, siamo tutti opportunisti, mors tua vita mea) ha creato le leggi, la polizia (anche l'esercito) per fare rispettare le regole comuni. Che spesso, troppo spesso, non riusciamo a rispettare interamente (prima vengo io e i miei, poi gli altri). Senza regole un gruppo non può stare, ma quante regole soffocanti ci sono.

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  4. << Un'altra legge di natura è che siamo tutti senza eccezione opportunisti. >>

    E' vero, ma con una ulteriore complicazione: che alcuni (per eredità genetica o per accidente ambientale) risultano più abili di altri nel mettere in pratica il proprio opportunismo.
    Ed ecco allora che nascono le gerarchie, con i vari gradi di potere, ai vertici dei quali c'è posto solo per quei pochi eletti che riescono a spintonare meglio (con più intelligenza, o con più cattiveria, o semplicemente con più impegno).

    D'altra parte, anche le galline, nel loro piccolo, non hanno forse il loro "ordine di beccata" ?

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    1. L'ordine di beccata, ovvero l'esistenza - e necessità? - di una gerarchia. Che non è un male in sé: ognuno al suo posto, per il bene comune. Certo non pochi - che non meritano la loro posizione gerarchica, frutto spesso del caso, delle amicizie particolari - ne possono approfittare. Ma ci sono dei correttivi (le leggi, la polizia, le sanzioni).

      Oggi imperversa (è il caso di dire) il mito dell'uguaglianza e l'bbligo assoluto della non discriminazione. Sette miliardi di uguali? È possibile, è auspicabile? Viva la differenza.

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    2. @lumen

      Cio' che ha determinato lo sviluppo del cervello e' chiaramente la selezione intraspecifica, sessuale. Chi sa parlare meglio, sa giocare meglio a scacchi, sa barcamenarsi nelle dispute linguistico-intellettuali, fotte (opportunisticamente) gli altri (e soprattutto le altre): ad un certo punto la selezione, nella nostra specie, si e' focalizzata su quel carattere, cosi' come nel cervo si e' focalizzata nelle corna, nel pavone nella coda.
      L'harari che sto lentamente leggendo ne mostra tutte le evidenze, salvo dire che non si spiega perche' sia successo.

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    3. Come se un perche' dovesse esserci.

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  5. << Chi sa parlare meglio, sa giocare meglio a scacchi, sa barcamenarsi nelle dispute linguistico-intellettuali, fotte (opportunisticamente) gli altri (e soprattutto le altre) >>

    Ovvero, "il successo come afrodisiaco", secondo la folgorante definizione di non ricordo più chi (con gli scacchi però ci andrei piano, e lo dico da giocatore dilettante :-) ).

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