sabato 15 ottobre 2011

Il Gene della politica

Alcuni giorni fa, il giornale LA STAMPA ha pubblicato un articolo di Michele Brambilla che faceva il punto sulle difficoltà politiche in cui si dibatte attualmente la Lega Nord.
Tralascio il resto dell’articolo (comunque molto interessante ed approfondito) per concentrarmi su una frase che mi ha colpito molto, a livello, come dire, antropologico.

Ecco la frase: << Perché, allora, Bossi e Maroni non riescono a raggiungere un’intesa politica? Il Senatùr si è molto arrabbiato quando ‘Panorama’ ha sottolineato il ruolo decisivo di sua moglie (Manuela Marrone – ndr). Ma nella Lega è questo che dicono: che il problema è la moglie. Bossi, al di là di quello che si possa pensare di lui, non è comunque uomo che si sia arricchito con la politica: e la moglie - si sussurra nella Lega - gli ricorda che, dopo aver dato tutta la vita al partito, adesso deve pensare ai figli. Per questo qualunque colonnello cresca nei consensi interni diventa un pericolo: nella Lega del futuro dopo Bossi ci dev’essere un altro Bossi, che sia Renzo la Trota o Roberto Libertà. >>.

Perché la notizia (o, se vogliamo, l’indiscrezione) mi è sembrata antropologicamente interessante ?
Perché dimostra che il buon vecchio, onnipresente ed onnipotente Gene Egoista colpisce ancora.
Il gene replicatore che fa muovere tutti i fenotipi da lui generati come tanti burattini, occupati esclusivamente del benessere e del futuro dei propri figli, come se fosse l’unica cosa che conta al mondo (e per il gene egoista, in effetti, è l’unica cosa che conta).

Quindi anche un movimento politico come la Lega, con milioni di simpatizzanti e migliaia di iscritti, sedi, sezioni,  funzionari, amministratori, politici ecc, ecc, finisce per essere preso prigioniero da un minuscolo pezzetto di DNA, quello della moglie del capo.
Sembra un paradosso, ma il mondo è sempre andato avanti così.

Per provare a ribellarsi, bisogna essere, come dice il titolo di questo blog, un fenotipio consapevole.
Ma non è facile. Non è per nulla facile.

6 commenti:

  1. Lumen, come non essere d'accordo con te? Condivido quello che esprimi! Alla fine ci si rende conto che siamo tutti solo delle macchine biologiche, ma il 99.99% delle persone non è consapevole di questo. Purtroppo, l'esserne consapevoli non fa che rendermi ancora più triste.

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  2. Ringrazio Arturo Tauro per le belle parole e lo iscrivo d'ufficio nel club dei fenotipi consapevoli.
    Il mio punto di riferimento in materia è il bellissimo libro di Richard Dawkins intitolato Il Gene Egoista.
    Da quando l'ho letto (e meditato, e interiorizzato) il mio modo di pensare è cmabiato per sempre.
    Si tratta di un libro dal prezzo modesto (in versione economica costa pochi euro), reperibile con facilità e che tutti potrebbero leggere senza particolare sforzo (non è per nulla astruso).
    E invece....

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  3. Accolgo l'iscrizione "d'ufficio" al club ben volentieri :)
    Grazie per il libro, cerchero di trovarlo in libreria o in rete

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  4. Dovresti trovarlo senza difficoltà.
    E poi mi aspetto di ricevere il tuo commento (che mi auguro positivo, anzi entusiasta).

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  5. Mah, non mi convince questa storia o interpretazione della realtà. Che tutti facciano sempre e comunque innanzi tutto il proprio interesse - non importa se immediato (successo, soldi ecc.) o remoto (in un più o meno lontano futuro o addirittura nell'aldilà per i credenti) - mi sembra assodato e pacifico. Perciò è anche convincente che il gene voglia replicarsi ad ogni costo, anche a spese degli altri (facendo magari credere agli altri che si sta sacrificando per loro). Abbiamo dunque un eterno conflitto di geni (che non è il plurale di genio!).
    Ma il conflitto tra geni o portatori di geni è una storia antichissima, è la storia dell'uomo.
    Non si tratta in fondo di diventare sempre più consapevoli delle motivazioni del proprio agire? Nel proprio interesse (perché il gene sembra anche ottuso e mira all'interesse immediato, la propria replicazione, ma in determinate situazioni può anche andare a sbattere), e nell'interesse generale. Il bellum omnium contra omnes può anche nuocere al gene.
    Resta il fatto che anche l'azione apparentemente più altruista, sublime, eroica può essere un inganno del f... gene. Non c'è che un mezzo per rintuzzare le velleità di questi geni: tenere gli occhi ben aperti, esercitare eterna vigilanza.

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  6. Ringrazio l'amico Sergio per il suo commento.
    In effetti per cercare di resistere alle insidie del gene burattinaio, l'uomo deve essere molto attento e vigile, ovvero, come dice il titolo di questo blog, un fenotipo consapevole.

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