Si
conclude qui l'intervento di Maria Luisa Cohen al Convegno 2008 di
Rientrodolce, dal titolo “Perchè i media ignorano l´impatto
dell’incremento della popolazione”. LUMEN
(seconda
parte)
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Qualsiasi metro si adoperi, si ha sempre torto. La stampa di destra
non riconosce che l´economia è sussidiaria all´ambiente, le
risorse del pianeta sono finite e non le importa se nel corso dello
sviluppo economico a tutti i costi si perdono qualche milione di
specie. La stampa di sinistra abbraccia lo slogan cretino: " non
è la popolazione, ma il consumo” come se le due non fossero in
relazione l´una coll´altra. In effetti, dicono la stessa cosa: che
la torta basta per tutti, se viene distribuita in porzioni eguali.
L’imperativo
è focalizzare l’attenzione sull’ultimo trend internazionale. Al
momento esso è il Global Warming (GW), due anni orsono era di moda
la Povertà, temi affrontati con concerti , gadgets e una panoplia di
celebrità. In una ridicola intervista, John Lennon, che tutti gli
ammiratori del defunto cantante dovrebbero considerare come
testimonianza della sua insensatezza, dice che la popolazine, phew,
no problem, it will balance itself out. Il Video conferma che i
cantanti dovrebbero aprire la bocca solo per cantare o mangiare. Nel
caso del nostro, il problema era anche fumare.
La
CNN presenta un'abitante di una delle nazioni più povere del pianeta
che si lagnava di non poter nutrire i suoi 6 figli (forse sarebbe
stato il caso di regalargli un preservativo – n.d.r.).
L’intervistatore mai batte ciglio o commenta queste notizie. Esse
sono assolutamente normali, ovvie nella loro neutralità.
Nell’aprile
30 dall´Herald Tribune, si apprende che mancano i fertilizzanti
artificiali, derivati dal petrolio, e vera manna dell´aumento della
produzione agricola. Essi sono infatti piu’ efficaci di quelli
naturali: mezzo chilo di fertilizzante chimico contiene piu´
nutrienti di 50 chili di quello naturale.
Jeffrey
Sachs, quello della riduzione della povertà, dice che questa è la
differenza tra la vita o la morte, essa è una delle cause per cui il
mondo ha poche alternative a questa dipendenza dal petrolio, poiché
la popolazione aumenta e cosi anche i noveau riches richiedono il
loro share di benessere, insieme ai nuovi poveri. Intanto le
associazioni ambientaliste dirigono l´attenzione del pubblico
attraverso le loro direttive mediatiche sul fattore consumo.
E’
il loro mantra, ma Jeffrey McKee dell´Università di Columbus ci
avverte che: "Anche se vivessimo come santi vegetariani, avremmo
lo stesso impatto negativo sulla biodiversità”. Jane Goodall la
protettrice dei primati in Africa è della stessa opinione. ("Heads
not footprints stamp out species" da un rapporto del 25 luglio
2003.) Eppure il Corriere della Sera del 28 settembre 2003 riportava
(a fine pagina) che durante una Conferenza in Etiopia, 200 scienziati
da 35 differenti paesi dichiararono che 45.000 specie di flora
Africana stanno sparendo per lo disboscamento dovuto a nuove
coltivazioni.
Similarmente,
un recente articolo del Times di Londra annuncia che i leoni sono
minacciati da estinzione perché cacciati per salvare specie
domestiche utili all’alimentazione. Eccetera. Ho una lunga lista di
notizie, tutte rigorosamente riportate sui media, su distruzioni,
carestia, esaurimento di risorse, tutte le catastrofi umanitarie che
potete immaginare nella vostra fantasia più sadica, ma senza
accusare che esista una relazione causale con il numero di persone
che subiscono tali effetti devastanti.
Naturalmente,
la domanda che potrebbe essere alla base di un quiz di uno show
televisivo popolare sarebbe: "Quale è l´elemento comune a
questa notizie?" Semmai troviamo una sclerotica referenza
all´aumento della popolazione, è come un ripensamento, messo li
distrattamente per giustificare l´ingiustificabile, suscitare
compassione in cuori oramai assuefatti al peggio, con la notizia che
esiste una fatalità incombente e travolgente come una valanga, una
legge inevitabile a cui non possiamo sfuggire ma soltanto accettare
perché scritta nel libro del Fato.
E’
certo che questa rassegnazione dipenda anche dal riconoscimento che
l´istinto a procreare è un imperativo biologico, altrimenti la
specie si sarebbe già estinta. Per consolazione, arriva sempre la
soluzione tecnologica. La sola cosa importante è di nutrire gli
affamati, ma senza dare loro una vita vera. Quelli d’altra parte
non si accontentano della coltivazione a chilometro zero, ma la vita
vera – secondo i canoni dei mass media manipolati dagli interessi
economici mondiali - se la vanno a cercare ed emigrano in numero
sempre crescente.
Di
fronte all´inevitabile, i media e I politici vedono negli OGM la
salvezza che ci condurrà ad un altro circolo vizioso, già previsto
da Aldous Huxley. Ma spunta nell´inconscio collettivo un altro
colpevole: l´ingiustizia umana: Non c´è acqua ? essa è
distribuita in modo ineguale dalla piu´ grande originatrice di
ingiustizia che esista, la natura. Se tanta gente muore laddove non
c´è acqua è perchè vivono in luoghi senza acqua.
Si
dovrebbe calcolare la "human density for unit of productive
area.” Che ci direbbe che la terra dove questa gente abita non ha
la capacità produttiva di sostenere neanche dieci di loro per metro
quadrato, a ogni livello di vita decente. Una schiera di buoni
intenzionati ci assicurano che, se eliminassimo tutte le guerre,
distribuiamo le risorse equamente, incoraggiamo l´economia di
mercato, diritti umani, democrazia, saggezze tradizionali, offriamo
solidarietà, globalizziamo, deglobalizziamo, curiamo l´Aids o la
malaria, ma non contraccettivi, allora ? Allora secondo costoro il
mondo ridiverrebbe verde e le megalopoli finirebbero di inquinare.
Invece,
ultimamente l´attenzione dei media si rivolge a un altro problema
scottante: la mancanza di nascite nell´Occidente, Europa e Giappone.
Singapore incoraggia coppie con iniziative decisamente osè per gli
standard puritani dei paesi asiatici: suggerimenti come avere sesso
nei sedili posteriori della macchina, inclusi mappe per i luoghi piu’
appartati e altri mating rituals organizzati dal governo.
Già
l’Ansa nel 10 luglio 2006 intitolava drammaticamente una notizia:
Famiglia: dagli anni '70 il crollo della natalità: “Sono emersi
dunque dati definiti "allarmanti", e cioé che in Italia si
è passati in meno di un quarto di secolo da più di 2,7 a meno di
1,2 figli per donna: la capacità di fare bambini della società
italiana, in soli 25 anni, si è ridotta di quasi tre volte.”
Dunque,
il problema è un altro: siamo troppo pochi. Non importa che la
densità della popolazione in italia sia del 197,5 al km2, che ci
pone i già menzionati problemi di occupazione del suolo. (la ricca
Australia ha una densità di 2,6…) Per l’ Europa, in generale, il
declino delle nascite è la metafora del declino della nostra
civilizzazione. Dappertutto, culle vuote e incentivi finanziari per
procreare. Ma quale fu il numero di cittadini di Atene al tempo di
Pericle ?
E
se contiamo sul numero di Conferenze sulla Popolazione che si sono
susseguite nel passato, e già menzionate, dobbiamo riconoscere che
il soggetto doveva essere riconosciuto come importante. Importante ma
tabù. Il soggetto è potenzialmente esplosivo, per le sue
ramificazioni ideologiche e perché per sua stessa natura induce una
specie di “scale paralysis” che prende qualsiasi dirigente che
debba affrontare decisioni impopolari dal punto di vista politico,
sociale e morale.
L´United
Nation World Summit on Sustainable Development, focalizzato sullo
sviluppo dell´Agenda 21, era una buona occasione per sollevare la
questione. E cosi il Millennium Development Goals: gli otto obiettivi
non comprendono la sovrapoppolazione, ma l´eliminazione della
povertà. Si continua a non vedere la connessione e la vera origine
del problema.
In
caso che aveste perduto il tema, tutte queste Conferenze
Internazionali parlano di povertà e della sua eliminazione e, come
quella del Cairo, dei Diritti della Donna ma sempre vista come madre
pronta a prolificare. Intanto, sono andata a vedermi il Bollettino
dell´Earth Negotiation (ENB) pubblicato dall´International
Institute for Sustainable Development (IISD), ma non ho trovato il
problema popolazione. Quando ho telefonato per sapere il perché di
questa omissione, mi fu risposto che il problema apparteneva a
un´altra Istituzione dell´ONU, la Population Division.
La
maggior parte delle discussioni post Johannesburg e Millennium Goals
assumono la posizione dello struzzo. Leggendo le risoluzioni passate
e presenti (e presumo future), sono tutte un labirinto di non-eventi,
concernenti formalità e formule per accedere ad altri eventi,
specificazioni di azioni spiegate in maniera da perdere il loro
significato originale e disegnate allo scopo di confondere e
occultare il vero problema. Gli incontri prendono tempo per
organizzare altri incontri inconcludenti, dove verranno formate nuove
Commissioni e Gruppi, tutti espressi in acronimi, nel caso consueto
che non si possano pronunciare i loro titoli.
A
un certo punto, con l´arrivo degli esperti che devono presentare
rapporti sulla desertificazione, per esempio, l´accumulazione delle
conoscenze senza relazione ad altre conoscenze è cosi vasta che ogni
persona sana di mente rinuncia a pensare che si possa arrivare a una
soluzione ai problemi espressi in un farragginoso burocratese
(infarcito di politically correct) che non è comprensibile da
nessuno. In conclusione, sono convinta che la comunicazione sia una
priorità, che non ci si puo’ chiudere dentro se stessi ma
rivolgersi al vasto pubblico.
E’
essenziale l’aiuto delle comunicazioni di massa che possono anche
convincere la politica dell’importanza del fattore Popolazione. Gli
stessi politici devono sapere che è loro dovere diffondere le
“cattive notizie”, perché la situazione è grave, e piu´ la si
ignora piu´ diviene intrattabile. Spero di avere aiutato a
dimostrare l’urgenza della ignorata connessione tra i problemi del
pianeta e la sovrappopolazione, cosi come la necessità della
cooperazione dei media nonché di tutte le forze responsabili che ne
sono a conoscenza, per influenzare e diffondere questa
consapevolezza.
Queste
influenze si rinforzano mutualmente e sinergicamente per un incentivo
alla auto regolazione delle nascite e l’appoggio di strumenti
adeguati per favorire la sua attuazione. I politici che cercano di
convincerci che la sostituzione di efficienti lampadine e il ciclo
virtuoso dei rifiuti possano salvare il pianeta, dovranno rivolgere
la loro attenzione verso un cambiamento di priorità dei loro
cittadini. La rivoluzione dei costumi può, anzi deve, cominciare da
una rigorosa ed onesta informazione. Ma….. >>
MARIA
LUISA COHEN