mercoledì 21 febbraio 2018

La donazione che non c'era

Un articolo di Andrea Frediani su uno dei più importanti falsi storici del passato, ovvero la “Donazione di Costantino”, un documento sul quale la Chiesa Cattolica ha costruito gran parte delle sue fortune. 
E pensare che Gesù Cristo, ai suoi tempi, diceva di essere venuto a portare "la verità”.
Lumen
 

<< «E affinché la dignità pontificale non sia svilita, ma sia onorata più della dignità e della potenza della gloria dell'impero terreno, ecco che, trasferendo e lasciando al più volte nominato beatissimo pontefice, il padre nostro Silvestro, papa universale, e alla potestà e giurisdizione dei pontefici suoi successori, il nostro palazzo e tutte le province, luoghi e città di Roma, dell'Italia, e delle regioni occidentali, determiniamo, con decreto imperiale destinato a valere in perpetuo, in virtù di questo nostro editto e prammatico costituto, che essi ne possano disporre, e concediamo che restino sottoposti al diritto della Santa Romana Chiesa».
 
Quando è un imperatore a mettere nero su bianco parole così pesanti, la storia può cambiare in modo radicale. La citazione è il passaggio più importante di un documento, la Donazione di Costantino (Constitutum Constantini), con il quale l'imperatore Costantino I il Grande, quello passato alla storia soprattutto per aver reso lecita la religione cristiana, consegna l'impero romano al papa Silvestro I e ai suoi successori.
 
A quanto è scritto nel documento, nel 314 d.C. il pontefice sarebbe stato capace di guarire il sovrano dalla lebbra e Costantino, in un impeto di gratitudine, lo avrebbe ricompensato nientemeno che con l'impero.
 
Nella Donazione si legge: «il clero della santa Romana Chiesa sia ornato come l'esercito imperiale»; inoltre, tanto per rafforzare il concetto cardine, «al beato padre nostro Silvestro, sommo pontefice e papa universale della città di Roma, e a tutti i pontefici suoi successori che siederanno nella sede di Pietro fino alla fine del mondo, immediatamente consegniamo, il nostro imperiale palazzo del Laterano, che è il più illustre e onorato dei palazzi del mondo, e poi il diadema, cioè la corona del nostro capo, e, insieme, il berretto e il super-omerale, ossia la fascia che suole circondare il collo del l'imperatore, e, ancora, la clamide purpurea e la tunica scarlatta e tutte le vesti imperiali, la dignità di cavalieri imperiali, gli scettri imperiali e, insieme, tutte le insegne, le bandiere e i diversi ornamenti imperiali, e ogni prerogativa dell'eccellenza imperiale e la gloria del nostro potere».
 
Una disposizione di tale portata avrebbe dovuto scongiurare qualunque disputa tra potere spirituale e potere temporale, tra imperatori medievali e papi, chiarendo una volta per tutte che l'imperatore non poteva essere altro che un vassallo del pontefice, a sua volta vicario di Cristo e diretto interprete della volontà divina.
 
E non è un caso che il documento, apparentemente risalente all'inizio del IV secolo d.C., sia saltato miracolosamente fuori solo pochi decenni dopo l'istituzione del Sacro romano impero, ovvero nel IX secolo: l'incoronazione di Carlo Magno, avvenuta nella notte di Natale dell'800 su iniziativa del papa Leone III, aveva posto fin da subito, infatti, rilevanti problemi di gerarchia.
 
Leone aveva bisogno di un alleato contro i suoi avversari politici, che avevano tentato di accecarlo, e aveva seguito l'esempio dei suoi più immediati predecessori, ricorsi al sostegno dei ‘franchi’ contro i ‘longobardi’ che circondavano il nascente Stato della Chiesa.
 
E se papa Zaccaria aveva confermato al padre di Carlo Magno, Pipino il Breve, la corona del regno franco, sancendo l'uscita di scena dei re merovingi, Leone era andato perfino oltre, assegnando al suo prescelto la corona di imperatore e resuscitando per lui l'antico impero romano, caduto in occidente da oltre tre secoli; ma, ed era questa la trovata geniale, ponendo la nuova entità statale sotto l'egida papale con quell'aggettivo, «sacro», che avrebbe dovuto chiarire chi comandava davvero: non a caso, era il papa a incoronare l'imperatore, con una sorta di investitura che richiamava quella di un signore col suo vassallo.
 
Ma nell'arco di due generazioni le dispute tra sovrani e papi su chi, per esempio, dovesse nominare i vescovi, erano divenute all'ordine del giorno. È quindi in questo clima che viene alla luce la Donazione di Costantino. Durante tutto il Medioevo, i papi se ne sarebbero valsi per sostenere il loro diritto al potere temporale ovvero la piena sovranità su uno stato, il Patrimonio di San Pietro e la loro preminenza sugli imperatori.
 
Peccato che fosse un falso. Una truffa monumentale.
 
Per secoli non fu percepita come tale, in realtà. Sì, qualche imperatore la mise in dubbio, per ovvi motivi: Ottone III, allo scoccare del millennio, affermò di sapere che a redigerla era stato un certo diacono Giovanni «dalle dita mozze»; molto tempo dopo, Dante non ne metteva in dubbio l'autenticità, ma il valore giuridico, sostenendo che un imperatore non poteva alienare le proprietà che gli erano state trasmesse in eredità da Augusto attraverso i suoi successori; tanto meno il papa poteva entrarne in possesso senza contravvenire all'obbligo di povertà per la Chiesa.
 
Ma fu solo in pieno Umanesimo che qualcuno dimostrò finalmente che si trattava di una bufala. E fu soprattutto Lorenzo Valla, con il suo “De falso credita et ementita Constantini donatione declamatio”, un'opera che la Chiesa mise all'indice e che poté essere pubblicata solo sessant'anni dopo la sua morte, per giunta solo tra i protestanti.
 
A tutt'oggi, tuttavia, non sappiamo ancora quando e da chi fu redatta la Donazione; probabilmente fu un parto della cancelleria papale in un anno a cavallo tra VIII e IX secolo, ma potrebbe essere anche nata Oltralpe, in uno di quei monasteri in cui, nello stesso periodo, fu redatta la collezione pseudo-isidoriana, ovvero quella serie di lettere dei primi papi, decretali, capitolari franchi e deliberazioni conciliari che, inventati di sana pianta o solo interpolati, puntavano a rendere sempre più solida la posizione di supremazia del papato. >>

ANDREA FREDIANI
 


(Link: http://www.ilgiornale.it/news/cultura/donazione-costantino-regalo-romanzesco-1381372.html)


20 commenti:

  1. E se ci occupassimo della "donazione di Costantino" di oggi, che e' immensamente piu' cospicua? I cittadini europei attuali cedono quasi tutta la loro sovranita' allo Stato senza che gli venga mai minimamente chiesto alcun consenso. In cambio gli viene data solo la possibilita' di votare a delle cosiddette elezioni, che l'unico effetto che producono nel tempo, paradossalmente, e' la cessione di sempre piu' sovranita', in cambio, tutto sommato, di fuffa.

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  2. Il problema principale mi sembra costituito dal fatto che, anche una volta scoperto/denunciato il falso storico della Donazione costantiniana, il Potere religioso-confessionale cattolico-romano ha continuato (e tuttora per molti versi continua) a pretendere di dettare legge al Potere laico-secolare e (a maggior ragione) al Popolo: basti pensare al costante boicottaggio nei confronti della libera circolazione/diffusione dei moderni metodi anticoncezionali, indispensabile freno alla moltiplicazione di fame, miseria, immigrazione di massa, consumo del territorio, degrado ambientale, ecc. ecc.

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    1. << anche una volta scoperto/denunciato il falso storico della Donazione costantiniana, il Potere religioso-confessionale cattolico-romano ha continuato (...) a pretendere di dettare legge al Potere laico-secolare >>

      E' vero, ma questo successe perchè ormai il potere di Roma era diventato così forte e pervasivo, che non poteva più essere messo in discussione.

      Un po' come quei grandi imprenditori che hanno iniziato le loro fortune grazie a comportamenti disinvolti (per non dire scorretti), che però, una vosta diventati ricchi e famosi, nessuno ha più il coraggio di rinfacciare loro.
      Penso, tra i tanti, al grande armatore greco Onassis, che fece i primi miliardi acquistando per 4 soldi, e poi noleggiando, delle vecchie bagnarole arrugginite già destinate al disarmo (e quindi pericolosissime per gli equipaggi).

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    2. Già, la 'Donazione di Costantino' rappresenta in un certo senso l'apice del processo di progressivo accentramento/gerarchizzazione romanocentrico delle Comunità cristiane occidentali, già "de facto" se non ancora (fino al 1054) di diritto (canonico) separate da quelle orientali (anch'esse ampiamente desiderose di presentarsi in continuità anche giuridica con l'antico Potere imperiale, ma incentrate su Bisanzio/Costantinopoli): una vicenda anche piuttosto paradossale, se consideriamo appunto la matrice inequivocabilmente orientale e "cesaro-papista" dell'Imperatore a cui fu attribuita la donazione dei territori all'origine dello Stato pontificio...

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    3. In principio era il l'imperatore-dio, in cui la stessa persona rappresentava entrambi i ruoli.
      Poi incominciò il gioco delle parti tra potere spirituale e potere temporale.

      Secono me - ma posso sbagliare - questo fu un colpo di fortuna per il Papa, che poteva concentrarsi sull'indottrinamento dei cervelli, lasciando le rogne del governo materiale a qualcun altro.

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    4. A monte di tutto ciò fondamentalmente sta(va) l'antica e inquietante dicotomia tra Materia e Spirito: dicotomia di origine orientale e pitagorico-platonica, ripresa dal Cristianesimo ufficiale e (ahinoi) rilanciata, molto probab.te allo scopo di evitare dure reprimende controriformistiche, ancora a inizio del XVII secolo dal pur acuto Descartes: in tale ottica negare la legittimità teorico-pratica di questa dicotomia (come compiuto ad es. da Machiavelli e da Spinoza) significava "ipso facto" venire drasticamente censurati se non apertamente demonizzati...

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  3. "Per secoli non fu percepita come tale, in realtà."

    Tanto per esplorare le meraviglie del possibile, avete mai provato a chiedervi come mai?

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  4. "Peccato che fosse un falso. Una truffa monumentale."

    Mi pongo un problema ... tecnico. Dunque la Chiesa ha esibito per secoli questo "documento" come prova dell'avvenuta donazione un millennio prima. Ma cos'era questo documento?
    Un pezzo di carta o cartapecora? O una copia di una copia di una copia ecc. del documento originale? Non tutti sanno che i manoscritti antichi risalgono al decimo secolo d. C., anche al nono. Sono stati incessantemente copiati e ricopiati. Per quanto ne so non esistono documenti originali dei vari concili della Chiesa, a cominciare dal fondamentale di Nicea.
    Insomma, il papa di turno tirava fuori il pezzo di carta o cartapecora, l'ennesima copia del famoso documento, e diceva trionfante: vedete, sta scritto qua, tiè! E i babbioni dicevano: oh, ma è proprio vero allora, scusate tanto santo padre.

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    1. Beh, se il pezzo di pergamena copiato e ricopiato (con tutti i refusi del caso) funzionava alla grande per la parola di Dio (addirittura !) poteva ben essere sufficiente per la dichiarazione di un Imperatore.

      Credo che all'epoca la gente, di fronte alle affermazioni dell'autorità, fosse molto di bocca buona e si beveva praticamente tutto (spesso erano pure analfabeti).
      Oggi siamo sicuramente più diffidenti, ma se le elites vogliono metterci nel sacco, ci riescono lo stesso (devono solo usare tecniche un po' più sofisticate).

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    2. Personalmente trovo piu' interessante il fatto che per suggellare la legittimita' fosse utile dire "sta scritto qua".
      Perche' mai la chiesa (e chicchessia) avrebbe dovuto aver bisogno di un documento che lo legittimasse?
      In quelle che ancor oggi si chiamano satrapie orientali, non ce n'e' alcun bisogno, il potere comanda e basta senza bisogno di alcuna legittimazione/investitura.
      Quindi la domanda, perche' il bisogno di una qualsivoglia forma di legittimazione?

      Secondo me il punto importante, e interessante, della questione e' che la chiesa e tutti gli altri, noi babbioni compresi, dai romani hanno ereditato il concetto di Legge intesa come complesso di norme "naturali, cui tutti devono sottostare, _anche il potere_ stesso.
      Non e' banale.
      Che poi la donazione di Costantino fosse un falso o meno, rispetto a questo fatto, e' del tutto secondario (a parte che, secondo me, vera lo e' di fatto, la chiesa e' stata per almeno un millennio l'erede del concetto di legalita'/legittimazione romana, dopo la fine dell'impero: l'unica differenza e' che mentre i romani la legittimita'/legalita' la traevano dalla voce del popolo, la chiesa la trae dalla voce di dio. Ma il passo e' breve, "vox populi vox dei"... cosa c'e' di piu' aderente alla legge naturale/divina che il rispetto di quella voce interiore chiamata coscienza?

      Inoltre, gia' nella tarda romanita' era in atto il processo di congelamento della legge in un corpus scritto e immutabile, prima che la chiesa portasse all'estremo tale congelamento (chiamandolo "legge divina o naturale", che oggi, perlomeno razionalmente, sappiamo avere ben poco di naturale, ma molto di umano).

      Quindi, in qualche modo, soffermarsi sulla falsita' della donazione di costantino equivale a guardare il dito di chi indica la luna.

      Mi pare che s'intoni con questa interpretazione pure il periodo in cui si comincio' a chiedersi se tale donazione fosse davvero da ritenersi valida e obbligante: il periodo rinascimentale, col suo accento sull'individuo creativo e la sua liberta', fino quasi al superomismo, individualita' superiore percio' a qualsiasi legge e tradizione ereditata dal passato. Senza tale spirito, nessuno si sarebbe mai sognato di delegittimare la donazione, vera o falsa che fosse.

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    3. Caro Diaz, trovo molto interessanti le tue considerazioni e le condivido.
      In effetti il primato della legge oggettiva sull'arbitrio del sovrano è forse stata la scintilla che ha reso l'occidente diverso dall'assolutismo orientale e, mutatis mutandis, il cristianesimo diverso dall'islam.

      Può anche darsi che tutto nasca dell'invenzione del popolo ebraico, tanto inedita quanto sconvolgente, di un essere supremo che viene a patti (A PATTI !) con dei miseri esseri umani.
      Una manifestazione di superbia pagata poi molto cara, come ben sappiamo, ma dagli sviluppi notevolmente fecondi.

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    4. L'invenzione culmine da cui deriva tutto e' quella dei romani: della legge tratta dal costume del popolo, cui tutti devono sottostare.

      Da cio' deriva anche la legittimazione della moderna democrazia, con la sua detestabilissima tirannia della maggioranza.

      La divinita' protettrice della tribu', ebraica, del vecchio testamento, in termini di storia delle religioni e' quanto di piu' banale ci sia, e non e' originale nemmeno in quanto a monoteismo, vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Amon#L%27eresia_di_Akhenaton

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  5. Dictatus papae

    Visto che parliamo di Chiesa e documenti ecclesiastici ecco un documento autentico del secondo millennio, il dictatus papae di Gregorio VII. La sua figura è controversa e a giudicare dal suo tractatus il minimo che si possa dire è che era affetto da patologica megalomania (o detto in termini più colloquiali: era pazzo da legare). Ovviamente santo (ma non subito, dovette aspettare qualche secolo, chissà che miracoli fece per ascendere agli onori degli altari).
    A proposito di papi santi. Negli ultimi quattro secoli la Chiesa aveva "cannonizzato" (secondo la dizione di Belli) appena due papi (Sisto V e Pio X). Adesso vengono cannonizzati tutti (Pio IX, Pio X, Pio XII, Giovanni XXII, Paolo VI, Wojtyla, Ratzinger seguirà a ruota non appena toglierà il disturbo). Alcuni dei nominati sono solo beati, non ancora santi (Paolo VI e Pio XII per es.). Non trovate strano o singolare che ormai tutti i papi vengano deificati? Sì, deificati non è il termine corretto, lo so. Visto che i papi sono infallibili (in materia di fede e morale) forse la santità è inclusa nel concetto. Oppure è il potere che si autocelebra quando il potere non c'è più (almeno in Europa, ormai scristianizzata).
    Godetevi intanto il dictatus:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Dictatus_papae

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    1. << Oppure è il potere che si autocelebra quando il potere non c'è più >>

      Credo che tu abbia colto nel segno.
      Come dicevano gli spagnoli di qualche secolo fa: "todos caballeros".

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    2. Signori, siete/siamo davvero sicuri che il potere cattolico-apostolico-romano (in Europa/Italia) non ci sia più? Certo, (fortunatamente) non siamo più nel Seicento controriformistico, ma aspetterei a "cantare vittoria"...

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    3. La Chiesa serve ancora o no al potere (quello vero)? Sembrerebbe di no, tanto è vero che la Chiesa, almeno in Europa, è chiaramente sulla difensiva (e lo è persino in Irlanda). Renzi, che è almeno sulla carta un democristiano e cattolico, ha avuto il coraggio o la facciatosta di dire: io ho firmato sulla costituzione (non sul vangelo). Mai un De Gasperi avrebbe osato fare una simile affermazione. Il potere (quello vero)
      mi sembra stia scaricando la Chiesa che è davvero in difficoltà (almeno in Europa, anche in Italia). La fede è morta e stramorta, al peccato originale e tutto quel che segue non credono nemmeno più i preti (vedi quel prete a Torino che ha detto chiaramente che non recita più il Credo perché non ci crede!). Tuttavia può ancora servire, motivo per cui i non credenti e massoni (Napolitano, Boldrini, Bonino, Ferrara ecc.) vanno ancora in Vaticano a fare la commedia (ricambiati dal gesuita!). Bergoglio, che lo sa che nessuno può più credere alle scemenze della fede (peccato originale ecc.) ha perciò cambiato tattica. E ha dichiarato l'Italia e l'Europa paesi aperti che devono accogliere tutti i diseredati del mondo. Basta teologia, accoglienza obbligatoria! Forse è un gioco delle parti: il potere e la massoneria hanno un piano (l'omologazione universale) e il papa può ancora servire allo scopo. Magari può servire ancora meglio l'islam, perciò se ne incoraggia la diffusione in Europa
      (mentre puoi dire che Dio non esiste e che i dogmi cattolici sono tutte fregnacce, prova a fare qualche battuta su Maometto e poi vedrai!).

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    4. << Tuttavia può ancora servire, motivo per cui i non credenti e massoni (Napolitano, Boldrini, Bonino, Ferrara ecc.) vanno ancora in Vaticano a fare la commedia >>

      E' vero, Sergio, però con una possibile riserva.

      Tutti i personaggi che hai citato non sono più molto giovani.
      Non sarà la loro forma mentis (che si è formata nel secolo scorso) a fargli sopravvalutare l'importanza del Vaticano e del suo sostegno come 'instrumentum regnii' ?

      La gente comune segue ancora i princìpi della Chiesa ed i suoi precetti di vita quotidiana ?
      Non molto, mi sembra.
      E se qualcuno, oggi, si facesse la famosa domanda su "quante divisioni ha il Papa", non so davvero cosa potremmo rispondere.

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    5. "La Chiesa serve ancora o no al potere (quello vero)?"

      Scusate l'insistenza, ma rimango convinto che la Chiesa (cattolica, per fortuna ne esistono anche altre!) rappresenti/possieda una fetta ancora piuttosto cospicua del Potere (per riprendere la medesima espressione, quello vero: economico-finanziario, etico-politico, socio-culturale, perfino massmediatico...)

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    6. Be', sì, avrai o hai ragione. Ma è anche un fatto che la fede è morta o sta morendo in tutta Europa e il potere di ricatto della Chiesa sta scemando. Le chiese sono ormai vuote, in Germania le vendono perché la manutenzione costa troppo (le tirano giù o le trasformano in condomini o centri commerciali o altro). Alcuni anni fa la Chiesa impose ancora in Italia quella perversa legge sulla fecondazione artificiale che poi è stata smatellata dalla Corte. Oggi credo che la Chiesa avrebbe più difficoltà a imporre certe leggi, in fondo ha accettato senza troppo mugugnare la legge sulle unioni civili e penso che Bergoglio non si opporrebbe nemmeno alle nozze gay (matrimonio per tutti). Infatti chi è lui per giudicare? In altre parole: la Chiesa ha ancora un certo potere di ricatto e soprattutto un patrimonio immobiliare di tutto rispetto, ma ha perso o sta perdendo l'imperio sulle coscienze.
      Almeno in Europa è in ritirata. Fra parentesi, io sono agnostico o ateo o ateo-agnostico (come la maggior parte degli italiani, anche quelli che vanno magari ancora in chiesa, ma sono pochini ormai). Però francamente mi dispiacerebbe un sacco che S. Pietro faccia la fine dell'Hagia Sophia, fosse cioè trasformata in moschea (e di questo passo non dovrebbe passare più molto tempo).

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  6. Rig.do alla considerazione finale sulla basilica di S. Pietro: sinceramente ritengo molto più probabile una "Santa alleanza" Chiesa cattolica-Islam (e non solo) contro la Modernità laico-illuministica e liberal-democratica, alleanza del resto già verificatasi ad es. nell'ottica della paralisi (dal 1994!) delle periodiche Conferenze onusiane su Popolazione & Sviluppo: Conferenze certo non risolutive, ma che quantomeno lanciavano un messaggio ben preciso e prezioso...

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