sabato 12 gennaio 2013

C.S.I. (Christ Scene Investigation)

Una delle affermazioni più importanti e (giustamente) famose di San Paolo è questa: << Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede >>.

Giusto. E siccome nessun testo storico ne parla, come si fa a sapere come e quando Cristo sarebbe risorto ?  Che domande: si leggono i Vangeli che parlano proprio di questo. Semplice, vero ?
E invece no, pare proprio di no. Se uno si mette a leggere i quattro Vangeli cercando una storia coerente ed univoca di quello che sarebbe successo,  non ci riesce.
Come ci racconta, con grande ironia, il saggista americano Dan Barker in questo irresistibile articolo.
LUMEN


<< Lancio una sfida ai cristiani, una sfida semplice: ditemi cosa è realmente accaduto il giorno di Pasqua. Non voglio prove, sto semplicemente chiedendo ai cristiani di dirmi esattamente cosa è successo nel giorno in cui è nata la loro dottrina più importante.

l fedeli cristiani dovrebbero essere felici di accogliere questa sfida, perché senza risurrezione non esiste il cristianesimo. (…).

 
Le regole di questa sfida sono semplici e ragionevoli: leggete l'intera storia della Pasqua così come viene riportata nei Vangeli (…) e da Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi. Per leggere questi centosessantacinque versi ci vuole giusto qualche minuto.
Poi, senza omettere alcun dettaglio di questi diversi racconti, scrivete un semplice resoconto cronologico degli eventi accaduti tra la risurrezione e l'ascensione: l'ordine degli avvenimenti, chi ha detto cosa e quando, e dove sono accadute queste cose. (…)

Il vostro racconto non deve presentare un quadro perfetto di quello che è accaduto, deve semplicemente fornire un resoconto plausibile dei fatti. Delle spiegazioni aggiuntive possono essere aggiunte tra parentesi.
Tuttavia la condizione importante di questa sfida è che nessun dettaglio della Bibbia venga omesso. Una sfida giusta, no?

Devo ammettere che ho provato a vincere questa sfida io stesso, ma non ci sono riuscito (…).  Il problema sono le contraddizioni.

[Come diceva] Thomas Paine (…): «se tutte le parti di una storia sono coerenti, ciò non prova che essa sia vera, poiché può esserci coerenza anche in una storia completamente falsa; (…) ma se c'è disaccordo tra le parti di una storia, allora è provato che essa non può essere vera». (…)


Una delle prime incongruenze l'ho trovata in Matteo 28:2, dopo che due donne
arrivano al sepolcro: «Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa». 
Anche senza tener conto del fatto che nessun altro Vangelo parla di questo «grande terremoto», accettiamo pure il fatto che la pietra è stata fatta rotolare via dopo l'arrivo delle due donne.
Il problema è che il Vangelo di Marco dice che questo evento è accaduto prima dell'arrivo delle tre donne: «Esse dicevano tra loro: "Chi ci porterà via il masso dall'ingresso del sepolcro?" Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande» (Marco 16:3-4).
Luca (24:2) invece scrive: «Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro», e anche Giovanni dà questa versione dei fatti. Nessun terremoto, nessuna pietra che rotola. Tre contro uno: Matteo perde. Oppure sono gli altri tre a sbagliare. L'evento non può essere accaduto sia prima che dopo l'arrivo delle donne. (…)

Un altra palese incongruenza si riscontra nel fatto che in Matteo la prima apparizione di Gesù ai discepoli successiva alla risurrezione avviene su una montagna della Galilea, come predetto dall' angelo seduto sulla roccia: «Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete» (Matteo 28:7).
Si suppone che questo fosse un messaggio di suprema importanza, dato che era il messaggio che Dio aveva trasmesso attraverso l'angelo (o gli angeli). Lo stesso Gesù aveva predetto questa cosa durante l'Ultima Cena (Matteo 26:32).
In Matteo 28:16-17 troviamo invece scritto: «Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano». (…)

E’ chiaro che Matteo intende dire che questa è la prima apparizione di Gesù. In caso contrario, se Gesù è stato visto prima, perché alcuni dubitano di lui?
Riguardo il messaggio dell'angelo che dice che Gesù apparirà in Galilea, Marco dice le stesse cose di Matteo, ma dà una differente versione della prima apparizione, e questo è un problema.
Luca e Giovanni riportano dei messaggi differenti dell'angelo e contraddicono radicalmente Matteo. Luca dice che la prima apparizione avviene sulla strada per Emmaus e poi in una casa di Gerusalemme; Giovanni dice che la prima apparizione avviene di sera tardi in una casa di Gerusalemme, ma Tommaso non è presente.
I messaggi di questi angeli, i luoghi gli spostamenti, sono difficilmente conciliabili. (…)

I cristiani tentano di spiegare questi racconti contraddittori paragonandoli alle differenti versioni date dai testimoni oculari di un incidente automobilistico: il fatto che un testimone dica che un'auto è verde e un altro testimone dica che l'auto è blu può essere spiegato dalle differenti angolazioni da cui si è vista la scena, dalla luce, dalla percezione o dal significato dato alle parole. (…)
Ma come la mettiamo se un testimone dice che l'incidente è accaduto a Chicago, mentre l'altro dice che è accaduto a Milwaukee? Almeno uno di questi testimoni non sa distinguere il vero dal falso.
Luca dice che la prima apparizione dopo la risurrezione è avvenuta a Gerusalemme, mentre Matteo dice che è avvenuta in Galilea, a sessanta o cento miglia di distanza!  C'è davvero qualcosa che non va, qui.

E questa è solo la punta dell'iceberg. Ovviamente nessuna di queste contraddizioni prova che la risurrezione non sia avvenuta, tuttavia fa notevolmente dubitare della credibilità dei presunti testimoni. Alcuni di essi dicono il falso, magari tutti. (…)
Perché mai qualcuno che non era lì dovrebbe essere più propenso a credere alla risurrezione di quanto lo sia stato il dubbioso Tommaso che viveva proprio a quel tempo, o degli stessi apostoli di Gesù che dissero che le notizie riportate dalle donne «parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse» (Luca 24:11) ?

Thomas Paine sottolinea che ogni cosa scritta nella Bibbia è frutto del sentito dire. Per esempio, il messaggio al sepolcro, se mai è esistito davvero, come minimo prima di giungere a noi ha seguito questo percorso: Dio, angelo/angeli, Maria, discepoli, autori dei Vangeli, copisti, traduttori (i Vangeli sono tutti anonimi e non esistono versioni originali).
Ma torniamo al punto: o i cristiani mi dicono esattamente cosa è accaduto la domenica di Pasqua, oppure che il mito di Gesù venga seppellito per sempre. >>

DAN BARKER

6 commenti:

  1. Letto con divertimento e sorridendo. Sono anni o decenni che non ho più riletto o riaperto i vangeli (al massimo per cercare una citazione o un passaggio) e non ricordavo più tutti questi particolari contraddittori.
    Caro Lumen, come ti dicevo recentemente: se non si leggono questi racconti "in ginocchio", cioè con la convinzione (o la speranza?) che siano libri ispirati dallo Spirito Santo e quindi "parola di Dio" - le stranezze saltano subito agli occhi, non si possono non vedere o fare finta di niente. Eppure per ben due millenni (duemila anni, santo cielo) i cristiani o hanno fatto finta di niente o hanno considerato le contraddizioni e stranezze solo apparenti e sono riusciti a nasconderle sotto il tappeto. Tra i cristiani ci sono naturalmente anche persone di vasta cultura (dicono che Ravasi abbia una cultura immensa, addirittura spaventosa) e grazie a questa cultura capace di risolvere questi problemini di "apparenti contraddizioni". Non so quanta buona fede ci possa essere nelle spiegazioni dei dotti cristiani, specialmente oggi alle soglie del terzo millennio. Per me resta indimenticabile un ragazzetto a Venezia di forse otto anni che teneva brillantemente testa a un frate che se lo lavorava per convincerlo delle verità di fede. Il frate con santa pazienza rintuzzava i dubbi del ragazzino che ragionava come un filosofo in erba. Però a un certo momento la pazienza gli scappò e tagliò corto: "Basta, bisogna crederci!".

    Bella l'osservazione di D. Barker: "E questa è solo la punta dell'iceberg."
    Ci fosse solo il problema della resurrezione! Ma tutto il vangelo è pieno di cose strane, a cominciare dalla "genealogia" di Gesù Cristo. Ma per dirne una: tutti i credenti (a parte forse Ravasi e qualche altra persona colta) pensano che la predicazione di Gesù durò tre anni. Anche questo non è certo: secondo alcuni durò solo un anno, "come si può evincere dal testo stesso". Be', mettetevi d'accordo, poi ci fate sapere.

    In merito alla resurrezione poi leggiamo in Marco che Gesù ascese al cielo il giorno stesso della resurrezione. Quindi niente incontro in Galilea. Ma poi che appuntamento è mai questo: "Vi precede in Galilea, là lo vedrete." Mi sembra un po' vago. Vorrei almeno una precisazione, per es.: " Vi aspetta al semaforo della piazza principale del capoluogo o al bar della stazione."

    Sempre in tema di resurrezione. Un filosofo contemporaneo dice che la resurrezione è un'invenzione di Paolo ripresa poi dagli altri "evangelisti". Gli scritti di Paolo sembrano infatti essere i primi scritti in assoluto. Forse, io non lo so. Ma solo per dire: le ipotesi sono tante, che fare? Mah, direi di non rompersi troppo la testa su queste questioni ormai futili perché il cristianesimo è morto anche se ha ancora un certo seguito. Una religione è morta o al tramonto quando non ha più diritto di vita e di morte sui suoi seguaci. L'islam è per es. una religione ancora estremamente viva - e terrificante (chi sgarra muore, non si scherza).

    Una domanda scherzosa e irriverente: ma Gesù - vero Dio e vero uomo - che patì e morì sotto Ponzio Pilato (così dicono tutti i giorni i cristiani nel Credo) si resuscitò da se stesso (ma se era morto?) o ebbe bisogno degli altri due spicchi della Trinità (Padre e Spirito Santo)?

    Poi quando uno muore avvengono immediatamente processi irreversibili nel cervello. Molecole, atomi, quark, bosoni ecc. prendono un'altra direzione, insomma la materia si degrada. Al momento della resurrezione tutte le particelle elementari rifanno il percorso all'incontrario (di colpo o successivamente?) oppure d'incanto è tutto come prima senza spostamento di particelle elementari?
    Adesso sarò considerato o blasfemo o ignorante. Be', ignorantello lo sono di sicuro. Perciò, signor Ravasi, aspetto da lei spiegazioni: prego, mi dica. Ma sia non solo paziente, come il frate di cui sopra, ma anche convincente, diciamo passabilmente convincente.

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  2. Caro Sergio, ti ringrazio per la lunga e piacevole dissertazione e soprattutto per l'impossibile invito finale: te lo immagini se il grande Ravasi passasse dal mio (umile) blog e lasciasse un suo dottissimo commento ?
    Ma non succederà.
    Anche perchè i teologi sono dotti quando parlano tra di loro, ma frequentano poco i "non allineati", visto che con noi le citazioni dei testi sacri non servirebbero a nulla ed altre argomentazioni serie non le hanno.

    Comunque, per quanto riguarda il "mito" della resurrezione, ti confermo che l'ipotesi più accreditata è che si tratti di una creazione di San Paolo.

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  3. Caro Lumen,

    mi permetto alcune altre considerazioni irriverenti che in tempi non eccessivamente remoti - diciamo il Seicento o giù di lì - mi sarebbero costate la testa previa tortura.

    I miracoli di Gesù sono 28. Sì, proprio 28 o 27 se si contano tutti quelli narrati nei quattro testi. Non sembrano poi tanti, no? Alla fine di un vangelo arriva puntuale l'iperbole: se si volessero narrare tutte le grandi imprese di Gesù non basterebbero chissà quanti volumi!
    Vabbè, ma intanto ne contiamo 28. Ma su alcuni miracoli avrei qualcosa da dire. Innanzi tutto sul primo, quello del vino alle nozze di Cana in Galilea (nella Bibbia del grandissimo Belli il sonetto dedicato a questo avvenimento porta il titolo: Le nozze der cane de Galileo: i popolani associano le parole strane o ignote - qui Cana - a quelle note, qui appunto il cane).
    Be' francamente a me questo miracolo non mi sembra degno di un figlio di Dio: è piuttosto un numero da circo, quasi ridicolo. E non importa se poi Veronese ha dipinto quella immensa e bellissima tela esposta al Louvre che rappresenta appunto quel miracolo ...

    Poi la moltiplicazione dei pani (e dei pesci). Anche questo mi sembra un numero certamente spettacolare ma anche un po' - come dire - sospetto. Stamattina mi è venuto in mente che forse Gesù si era accordato con un panettiere che ha fornito la mercanzia. Uomo previdente Gesù: tutta sta folla avrà fame dopo aver ascoltato le mie arringhe, ci vogliono le scorte. Poi ne hanno fatto un miracolo ... (la complicazione dei pesci mi sembra risolvibile: accordi coi pescatori ...).

    Fra parentesi ho trovato anch'io deludente il libro di Augias e Pesce, "Inchiesta su Gesù", una lettura che potevo risparmiarmi (anche Pesce, con tutto che è un cattedratico, uno scienziato - al contrario del dilettante Augias - non fa vere rivelazioni).
    Invece l'altro, "Inchiesta sul cristianesimo - Come si costruisce una religione" l'ho trovato decisamente meglio, ma non assolutamente necessario.

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  4. Caro Sergio, la storia dei miracoli (e di tutte le guarigioni varie riportate dai vangeli) è discutibile sotto tutti i punti di vista.
    A parte i problemi scientifici (un miracolo è per definizione una violazione di una legge fisica), resta il fatto, evidente, che se Gesù li avesse compiuti davvero, il popolo lo avrebbe acclamato come un vero Dio e ne avrebbe impedito la messa a morte da parte dei romani a costo di fare la rivoluzione.
    Invece i poveri ebrei dell'epoca si sono pure presi l'accusa di "deicidi" !

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  5. " ... resta il fatto, evidente, che se Gesù li avesse compiuti davvero, il popolo lo avrebbe acclamato come un vero Dio e ne avrebbe impedito la messa a morte da parte dei romani a costo di fare la rivoluzione. "

    Non sono tanto d'accordo. Gesù, come cento altri "guaritori", penso abbia davvero guarito qualcuno. Ma questi fatti, le guarigioni, per altro diffuse, non erano fatti così straordinari e sconvolgenti da innescare rivoluzioni. Oltretutto mai gli ebrei avrebbero considerato qualcuno Dio per quanto straordinarie fossero le sue prestazioni: sarebbe stata una bestemmia degna di morte! Gli ebrei condannano Gesù proprio perché ha bestemmiato ed è perciò reo di morte.

    Veri miracoli, fatti cioè portentosi, inimmaginabili sarebbero - dei 28 noti - le due resurrezioni (Lazzaro e un altro caso) - se queste resurrezioni fossero vere! Ma è chiaro che Lazzaro non era davvero morto e Gesù l'ha "sentito" (aveva il fiuto o un sesto senso).

    Resta il fatto - immenso - che Gesù non ha lasciato traccia nella tradizione ebraica, come se non fosse mai esistito. Dal che si può logicamente dedurre che tutta la vicenda sia stata di poco conto, trascurabile: la messa a morte di un sedizioso che si era messo in luce per alcune guarigioni e i suoi discorsi contro il potere. Gli amici e i seguaci hanno poi gonfiato i fatti e il personaggio.
    Certo però che la morte in croce doveva essere una morte tremenda (ma credo meno dell'impalazione - che terribile mostro è stato questo sapiens sapiens).

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  6. << che terribile mostro è stato questo sapiens sapiens) >>

    Sono perfettamente d'accordo con te e per la prossima settimana, caso vuole, sto preparando proprio un post su questo argomento.

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