sabato 16 giugno 2012

Non c'è più religione

La Chiesa Cattolica è strepitosa: è riuscita a convincerci che esiste un dio caritatevole, misericordioso, che ha creato il cielo e la terra, che ci ama, ci vuole vicino a lui, è l'onnipotente, e ha bisogno di soldi.
GEORGE CARLIN


Quando dio creò l'uomo era già stanco. Ciò spiega molto.
MARK TWAIN


Quando l'uomo creò dio era ancora ignorante. Ciò spiega tutto.
B. DARTAGNAN


Una volta ho pregato Dio di regalarmi una bicicletta, ma poi ho capito che non è così che lavora; allora ne ho rubata una e gli ho chiesto di perdonarmi.
EMO PHILIPS


Se parli con Dio stai pregando. Se Dio parla con te, sei uno schizofrenico.
THOMAS SZASZ


Quando i missionari vennero per la prima volta nella nostra terra, loro avevano le Bibbie e noi avevamo la terra.
Cinquant'anni dopo, noi avevamo le Bibbie e loro avevano la terra.
JOMO KENIATTA (presidente del Kenya)


Se il mondo è ridotto così dopo che Gesù è venuto sulla terra a salvarci, Dio ti prego, la prossima volta mandalo da un'altra parte.
CARL WILLIAM BROWN


Con o senza la religione, ci sarebbero sempre uomini buoni che fanno il bene e uomini cattivi che fanno il male.
Ma perché i buoni facciano del male, occorre la religione.
STEVEN WEINBERG


Il male grande e innominabile che sta al centro della nostra cultura è il monoteismo. Da un barbarico testo dell'età del bronzo, noto come Vecchio Testamento, si sono evolute tre religioni antiumane (...). Quelli che lo rifiutano devono essere convertiti o ammazzati, per il loro stesso bene.
RICHARD DAWKINS


La nostra concezione di dio deriva dall'antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi.
BERTRAND RUSSELL


La gente cerca la via che porta al cielo per la semplice ragione che ha perso la strada sulla terra.
GEORGIJ. PLECHANOV


Non sono le parti della Bibbia che non capisco quelle che mi preoccupano, sono le parti che capisco.
MARK TWAIN


La frase più commovente che abbia mai sentito sulla religione è questo pensiero del famoso filosofo francese Blaise Pascal: “Tu non mi cercheresti, se non mi avessi già trovato”.
Molto toccante, davvero. Peccato che sia (inevitabilmente) falsa.
LUMEN


Uno dei paradossi più divertenti del pensiero teologico è che pretende di utilizzare la logica per descrivere un Essere che, se davvero esistesse, avrebbe come caratteristica principale proprio il potere di violare e sovvertire ogni logica.
LUMEN




12 commenti:

  1. Direi che l'autore di questo divertente florilegio è non solo agnostico, ma anche anticlericale ...

    La migliore battuta è il commento alla geniale intuizione di Pascal. A dir la verità l'intuizione pascaliana non è falsa, la direi piuttosto incomprensibile o balorda. Sembrerebbe che ? mi stia cercando ( ? penso sia Dio). E perché mai mi cerca? Ah già, perché mi ama (e se vede!). E adesso la pensata straordinaria di Pascal: ma se mi cerca, mi ha già trovato! Logicamente, diciamo con la nostra logica umana (non paragonabile a quella di ?, lo so), chi cerca non ha ancora trovato.
    Ma forse Pascal voleva dire che se ? mi cerca e perché sa che io esisto e che prima o poi mi troverà e mi renderà felice perché nessuno può resistere alla sua bellezza e al suo amore. Ma allora non è che ? si mette in cerca. Del resto come può ? mettersi a cercare, lui che sa tutto? Basta che mi pensi e già mi localizza, uno scherzo, altro che geosatelliti.
    Ah Pascà, credevi di aver detto una cosa originale e profondissima, ma hai steccato di nuovo. Era meglio se continuavi ad occuparti di geometria e calcolatrici.

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  2. Caro Sergio, Ti ringrazio per la divertente esegesi del pensiero di Pascal che, come tutte le cose di religione, non appena tenti di sezionarla con gli affilati strumenti della logica, se ne va miseramente in pezzi.
    Però mi darai atto che la frase, detta così e senza ragionarci su, sembra proprio profonda e commovente.

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    1. Pensavo che tu fossi ironico nel considerare la frase di Pascal profonda e commovente (difatti poi la dici "inevitabilmente falsa").

      Mi sorprende un po' la tua commozione per questa uscita pascaliana. Sì, certo, a tutta prima può "colpire" perché ha una sua originalità. In effetti è un paradosso e il paradosso vuole appunto scardinare la logica. Può essere divertente, imprimere una svolta alla discussione, insomma va benissimo ogni tanto. Quello che io non sopporto però è il ricorso costante al paradosso
      Chi si esprime per paradossi in effetti non vuole comunicare qualcosa, ma farsi beffe dell'interlocutore, sviare il discorso, sottrarsi alla discussione, salvarsi in corner. Sicuramente non era il caso di Pascal, ma la sostanza è quella: la sua "trovata" è illogica. Ma tanti si sono sicuramente commossi nel leggerla e piacerà ancora oggi a qualcuno.
      Ma continuando con la logica: se Dio l'ha già trovato Pascal dovrebbe essere beato. Dubito invece che lo fosse. Non ho frequentato molto Pascal. Ho letto i suoi "pensieri" e alcuni mi sono piaciuti (soprattutto quelli sull'infinito). Ma Pascal voleva fare l'apologia del cristianesimo e qui è veramente debole (Voltaire sghignazzava). Ho letto che Pascal ebbe un incidente e battè la testa e ciò ebbe delle conseguenze sul suo pensiero (potrebbe però essere una pura malignità). Comunque Pascal non è per me un punto di riferimento (e oggi probabilmente per nessuno).

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  3. Benvenuto ad Elio.
    Mi fa piacere che questi aforismi (che ho selezionato con una certa cura) ti siano piaciuti.
    D'altra parte l'argomento si presta facilmente...

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    1. Piacere mio. Tutto il blog è pregevole, benché io mi ritenga piuttosto agnostico :-)

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  4. Caro Elio, la differenza tra ateo e agnostico è, a ben guardare, più formale che sostanziale.
    L'agnostico si lascia la possibilità teorica, di fronte a prove adeguate, di accettare l'esistenza di Dio.
    L'ateo, invece, ritiene che le possibilità siano talmente infinitesimali da risultare nulle.
    Entrambi però, nella vita di tutti i giorni, vivono "etsi deus non daretur".
    Ed è questa la cosa più importante.

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    1. Però non sono del tutto d'accordo su questo "etsi". L'accordare una possibilità di esistenza ad una qualche (certamente problematica e complessa) idea di Dio potrebbe svolgere un'importante azione a livello di dialogo "interno", ovvero l'indurre a comportarsi come se un qualche Dio ci potesse guardare dentro ed anche giudicare, ma senza al contempo ritenere di poter mai "adoperare" una simile fantasia per giustificare "esternamente" i nostri comportamenti. A me questa sembra un'utile distinzione fra il piano oggettivo - comunque inattingibile esternamente - e quello oggettivo, o meglio inter-soggettivo.

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    2. ec "un'utile distinzione fra il piano Soggettivo"

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    3. Caro Elio,
      l' "etsi deus non daretur" era ovviamente una citazione (di Ugo Grozio, mi pare) e non potevo modificarla.
      Certamente, sul significato dell'ETSI hai ragione tu, in quanto presuppone una possibilità (teorica) di esistenza, che separa i due aspetti, oggettivo e soggettivo, dell'idea di Dio.
      Però, in fondo, un agnostico mi pare che faccia proprio questo (correggimi se sbaglio).
      Ed è anche per questo che, lasciata la riva del credente (quale ero da ragazzo) sono arrivato alla sponda dell'ateismo, il cui terreno mi è sempre sembrato più solido.

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    4. Direi che siamo d'accordo :-)

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