sabato 17 settembre 2011

Tempi nuovi, Almanacchi vecchi

Nel suo bellissimo “DIALOGO DI UN VENDITORE D'ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE”, il grande poeta-filosofo Giacomo Leopardi ci fa capire che l’attesa di un futuro imprevisto ed incerto è comunque sempre una fonte di piacere per l’uomo, che non sa rinunciare alla seduzione della speranza.
Nulla deve essere già detto o già scritto, per noi, perché solo così possiamo abbandonarci al dolce pensiero di un futuro più bello e gradito.
Chissà cosa direbbe, se vivesse oggi, il buon Giacomo, di fronte al collasso imminente della nostra civiltà, un collasso che lui, con la sua profonda intelligenza, avrebbe sicuramente visto prima degli altri. Forse non avrebbe mai scritto questo bellissimo dialogo, o forse, chissà, avrebbe fatto l’elogio degli almanacchi vecchi.
LUMEN

 
Venditore - Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere - Almanacchi per l'anno nuovo?
 
Venditore - Si signore.
Passeggere - Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
 
Venditore - Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere - Come quest'anno passato?
 
Venditore - Più più assai.
Passeggere - Come quello di là?
 
Venditore - Più più, illustrissimo.
Passeggere - Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
 
Venditore - Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere - Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
 
Venditore - Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere - A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
 
Venditore - Io? non saprei.
Passeggere - Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
 
Venditore - No in verità, illustrissimo.
Passeggere - E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
 
Venditore - Cotesto si sa.
Passeggere - Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
 
Venditore - Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere - Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
 
Venditore - Cotesto non vorrei.
Passeggere - Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
 
Venditore - Lo credo cotesto.
Passeggere - Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
 
Venditore - Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere - Oh che vita vorreste voi dunque?
 
Venditore - Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Passeggere - Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
 
Venditore - Appunto.
Passeggere - Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
 
Venditore - Speriamo.
Passeggere - Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
 
Venditore - Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere - Ecco trenta soldi.
 
Venditore - Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

2 commenti:

  1. La speranza nel futuro migliore, è questa la grande illusione che da, forse, all'uomo la forza di andare avanti anche sbagliando modo di vita. Sulla speranza di una vita ultraterrena si fondano tutte le grandi religioni monoteiste e con esse la sedazione collettiva dall'ansia del futuro.
    Grazie per averci rammentato il grande Leopardi!!

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  2. Beh, Giacomo Leopardi è uno dei più grandi pensatori di ogni epoca e, come tale, non passa mai di moda.

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