sabato 5 ottobre 2013

Idee poche, ma confuse

Io sono convinto che un Papa, per il ruolo che ricopre, non possa mai combinare qualcosa di utile. Però può fare dei danni.
Ed è questa la strada che, a mio avviso, ha intrapreso Papa Francesco, a partire dall’irresponsabile sceneggiata di qualche mese fa a Lampedusa, di cui l’Italia (e non solo) pagherà le  conseguenze  per molti anni a venire.
Molto critico con Papa Bergoglio è anche il prof. Pietro Melis, un sanguigno ex professore di filosofia, dal cui blog, previo leggero adattamento (vista la crudezza di alcune espressioni), sono tratte queste righe. LUMEN


<< Si può cogliere una grande sciocchezza in ciò che ha detto il papa dicendo: "Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare!". 
 
Io mi domando: come è possibile che anche uno come il papa possa fare simili affermazioni senza vederne le conseguenze?
Se il papa è coerente con la sua fede nell'esistenza di Dio, deve ammettere anche che Dio è onnipotente e preveggente. Pertanto come è possibile riferirsi a tutti i bambini mai nati ? Come se la loro futura vita, se fossero nati, sarebbe stata comunque un guadagno per la Terra.

Trascuriamo pure (anche se non affatto trascurabile) il sovraffolamento della Terra (…). Se ogni bambino mai nato fosse un guadagno per la Terra allora sarebbero un guadagno per la Terra anche quei bambini che da adulti diventano dei criminali.
E come può un Dio trovare il suo volto anche in un bambino futuro criminale pur conoscendo, perché dotato di preveggenza, la sua vita futura ?

Ma trascuriamo anche la preveggenza. Tutti i criminali sono stati dei bambini. Non sarebbe stato meglio che questi criminali non fossero mai nati ? (…)
Non sarebbe stato forse meglio che Hitler non fosse mai nato ? Non sarebbe stato meglio che la madre lo avesse abortito ? (…) Eppure, come conseguenza della sciocchezza del papa, Dio avrebbe trovato il suo volto anche in quello del bambino Hitler. (…)
Lo stesso discorso deve essere fatto su Stalin. (…)
 
Ma la gente non si accorge di queste stupidaggini perché provengono dal papa. Il fatto è che non se ne accorgono nemmeno i non credenti, perché non ho mai letto una critica a questa sciocchezza.
 
Vi sarebbero poi altre considerazioni da fare sul senso della vita e sulla comunissima sciocchezza (comune ai non credenti) dell'espressione "il dono della vita". Anche qui siamo in presenza di una assoluta mancanza di senso logico. Infatti il dono implica un donatore e un ricevente.
Dove sta il ricevente ?  Manca. (…) Il concepimento è il risultato di una tremenda selezione naturale tra milioni di spermatozoi. Sa forse Dio quale arriverà per primo a congiungersi con l'ovulo ? (…)
 
Quanto al senso della vita, qui il discorso è tragico. Nessuno ha chiesto di nascere per provenire dal nulla e finire...dove ?
Ecco la soluzione del credente:l'immortalità dell'anima. Ma io non riesco ad immaginarmi una vita, se pur beata, di puro spirito. (…) Un'eternità di noia. Tremendo.
Il filosofo Ludwig Buchner si domandò a questo proposito: è più angosciante il pensiero che dopo la morte vi è il nulla o non è ancor più angosciante il pensiero che dopo morti, divenendo immortali, non possiamo più morire ? Non so dare una risposta. (…)
 
E qui si innesta un'altra paradossale conseguenza della sciocchezza del papa, preceduto in ciò da Giovanni Paolo II, che nel documento Evangelium vitae, rivolgendosi alle donne che avevano abortito, scrisse che i loro mancati figli erano stati "accolti nella gloria di Dio" (testualmente).
Ma allora l'aborto diventa una fabbrica di anime beate.
 
Pensate che cosa sarebbe successo a Hitler se la madre lo avesse abortito: oggi sicuramente sarebbe in paradiso come anima beata, mentre è difficile pensare che lo sia diventato il 30 aprile 1945 quando si suicidò nel bunker di Berlino dopo avere causato tanto disastro.
Dunque perché condannare l'aborto se il feto abortito ha la sicurezza di diventare un'anima beata ? A che serve una vita di sia pur 100 anni di fronte ad una eternità beata ? (…)
 
Passo ad altro. Questo papa ha la capacità di scrivere e parlare dicendo nulla. (…) Gioca sulle emozioni della folla ma è privo di pensiero. (…)
Dovrebbe leggersi l'Epistola ai Romani di S. Paolo per capire che la fede (la grazia) è un dono di Dio perché l'iniziativa non è mai umana.
Dunque chi non ha avuto questo dono sia lasciato in pace. Ma, contraddittoriamente, S. Paolo andava a predicare.
A che serviva infatti convertirsi se già Dio, dice Paolo, ha stabilito da sempre chi si sarebbe salvato ? (…) Questa è la fondamentale contraddizione del cristianesimo. (…)
 
Il fatto è che anche i Vangeli sono pieni di contraddizioni. Da una parte dice Gesù: "non giudicate se non volete essere giudicati". Ma allora dobbiamo abolire i tribunali ?
Dall'altra dice: "chi non è con me è contro di me"; “chi non mi riconoscerà tra gli uomini io non lo riconoscerò presso il Padre”; “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo: chi invece non crederà, sarà condannato".
Frasi terribili che non lasciano speranza ai non credenti. (…)
 
Che si significa poi essere con Gesù ? Essere d'accordo su tutte le sue contraddizioni ? 
A quelli che volevano lapidare la prostituta dice: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Poi assolve la prostituta a condizione di non peccare più.
Ma agli apostoli che gli avevano domandato quante volte avessero dovuto perdonare risponde: 70 volte 7, per dire sempre.
Ma allora la prostituta avrebbe potuto continuare a fare il suo mestiere e continuare a pentirsi sin all'ultimo giorno ?
 
Discriminava i credenti dai non credenti ma poi aggiungeva di amare anche i nemici.  Che razza di figlio di Dio era costui che navigava tra incredibili contraddizioni ? Che credibilità poteva avere ?
La prima condizione della credibilità che ognuno deve rispettare e che non cada in contraddizioni. Altrimenti è meglio che taccia per sempre. 
 
Quanto agli omosessuali questo papa Francesco non ha detto alcunché di chiaro. Si è limitato a dire: chi sono io per poter giudicare ?
Ma in questo modo si è messo contro il non citato Catechismo della Chiesa che considera l'omosessualità una depravazione, una deviazione dalla natura.
Gesù, invece, su questo punto è stato chiaro. Solo rispetto a coloro che non si fossero convertiti i sodomiti avrebbero avuto una punizione inferiore.

Dice infatti (Matteo): "Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sodoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città”.
 
E allora come la mettiamo con gli omosessuali? 
D'altra parte, poiché omosessuali si nasce e non si diventa (come dimostrato scientificamente dal biologo francese Jean-Didier Vincent), dell'asserita depravazione dovrebbe essere responsabile Dio stesso, se egli è il creatore della natura, pur con tutte le sue imperfezioni, a cominciare dalle malattie genetiche del DNA, le cui imperfezioni sarebbero all'origine della stessa omosessualità. (…)
 
Le contraddizioni dei Vangeli si spiegano con il fatto che essi nascondono una verità storica (al di là delle favole raccontate dagli anonimi autori dei Vangeli, che non sono gli evangelisti). Gesù era a capo di una setta di rivoluzionari che si battevano per l'indipendenza della Palestina contro l'occupazione romana. (…)
Molti critici dicono che questo papa (…) sta rovinando la Chiesa, (…) aprendola  a tutti (…) e rendendo così inutile l'appartenenza alla Chiesa stessa, se questa, a parole, è disposta ad accogliere tutti, credenti e non credenti, peccatori e non peccatori.

Ma che cosa voglia dire precisamente questo papa non si sa. Ha introdotto una tale confusione che il credente non sa più in che cosa si distingua dal non credente.
Non ha mai preso espressamente posizione contro, per esempio, la tradizionale condanna dell'uso del preservativo, dell'aborto, del divorzio, dell'omosessualità.
Se la cava dicendo che la Chiesa è madre di tutti, che Dio è misericordioso etc. Forse per questo, non volendosi porre al posto di Dio, ha detto: chi sono io per poter giudicare ?

Ma la Chiesa ha sempre giudicato. Anche con il Catechismo ultimo (1999). Allora questo papa sta dentro la Chiesa o ne sta fuori ? >>

PIETRO MELIS 

6 commenti:

  1. Non c'è assolutamente niente da commentare: è tutto così chiaro, lampante! Finora papa Bergoglio si è distinto per dire fesserie senza capo né coda, anzi con voluta ambiguità (l'omosessuale è sì o no un porco se fa quelle cose lì, come si ripete da duemila anni, o la dottrina è cambiata con papa Francesco?).
    A Scalfari poi, nel colloquio seguìto allo scambio espistolare coram publico - strombazzato come si deve da Repubblica - ha aggiunto una perla straordinaria: il proselitismo è una sciocchezza! Questa poi! Ma la Chiesa non fa proselitismo da duemila anni? Se non l'avesse fatto non esisterebbe più oggi! Dunque anche nei fondamentali la Chiesa cambia? Niente più proselitismo? E non c'è un cane che dica (men che meno ovviamente l'ormai ateo devoto Scalfari): santità, si spieghi meglio, esca dall'ambiguità, ci comunichi il suo vero pensiero papale papale (è il caso di dire!) senza contorcimenti logici. E poi, mi scusi, ma lei continua a far proselitsmo eccome. Già la sua sola presenza a bocca cucita sarebbe proselitismo. Ah, fra parentesi: lei ha gridato "Vergogna" per la tragedia di Lampedusa. L'ha gridato a noi o si metteva anche lei nel mazzo degli svergognati che se ne fregano dei fratelli? Quel "vergogna!" sa tanto di accusa. E allora ci dica, ci dica: come si creano posti di lavoro non precari e come si stabiliscono i prezzi? Forse abolendo il contante? Sarà presto fatto, santità. Dica però anche addio all'otto per mille. E poi, santità, la povertà non mi sta bene, io vorrei una vita decente, per me e per gli altri, e vita decente non significa povertà. San Francesco era uomo del suo tempo, si può anche capirlo e compatirlo, ma persino i suoi frati si scocciarono presto di lui e delle sue fisime, lui ancora in vita!

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  2. Caro Sergio, il suo "Vergogna", papa Bergoglio poteva tranquillamente dirlo davanti allo specchio, perchè lui, come tutta la chiesa cattolica, c'è dentro fino al collo.
    L'amico Agobit ha scritto un bellissimo commento su questo argomento, nel suo blog UN PIANETA NON BASTA, che vale la pena di leggere. (trovi il link a destra, nell'elenco dei blog personali).

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  3. "Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto del Signore..."

    Io aggiungerei che il volto dei naufraghi e dei morti di Lampedusa sono il risultato degli errori del cristianesimo che si oppone alla procreazione responsabile. Molto interessante, caro Lumen, questo scritto di Melis

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  4. Molto interessante, sicuramente.
    Peccato che ogni tanto il prof. Melis si lasci andare a termini un po' troppo crudi o vivaci (che io ovviamente ho espunto).

    Io sono sempre stato convinto che chi ha ragione (e lui ce l'ha molto spesso) non abbia bisogno di andare sopra le righe, perchè le cose parlano per lui.
    Ma evidentemente non tutti la pensano come me.

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    1. "Dove si grida non c'è vera scienza." (Leonardo)

      Vero. Chi sa di aver ragione confida nella forza degli argomenti per convincere l'interlocutore. Ci vorrà forse un po' di tempo, ma alla fine trionferà la ragione. "La force tranquille" vincerà. Ma ahimè si dà anche il caso di un interlocutore disonesto, a cui della ragione e del torto non importa un fico, che vuole solo farti fuori, ricorrendo anche a cavilli e insinuazioni sulla tua persona. A questo punto che fai? Ovviamente è meglio tacere, interrompere il dialogo (se così si può chiamarlo). Ma non puoi sempre tacere e ritirarti con la coda fra le gambe, e ti viene anche voglia di dirgliene quattro al delinquente che hai di fronte. In questo caso assisteremo a uno spaventoso crescendo d'insulti reciproci che lasceranno esterrefatti gli spettatori che non sapranno più distinguere fra i contendenti, entrambi maleducati.
      Melis ha in effetti molte frecce al suo arco e non avrebbe bisogno di trascendere come purtroppo spesso fa. Ma quando hai di fronte una platea per principio ostile e anche stupida ti girano le scatole.

      Dunque? Questione aperta. Leonardo contro Melis.

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  5. << Questione aperta. Leonardo contro Melis. >>

    Caro Sergio, è proprio una bella lotta.
    Mi viene in mente quella vecchia barzelletta del giudice che stava ascoltando le due parti in causa. Parla la prima e il giudice dice: hai ragione. Poi parla la seconda e il giudice dice di nuovo: hai ragione. Allora interviene un ragazzino che obietta: ma non possono avere ragione tutti e due. E il giudice serafico: beh, hai ragione anche tu.

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