sabato 17 novembre 2012

Odifreddure

Piergiorgio Odifreddi è principalmente un matematico, ma è anche un eccellente scrittore, saggista e polemista.
Per cui ha scritto molto, non solo di matematica o di scienza, ma anche, per esempio, di religione.
Ecco alcune delle sue frasi più argute sull’argomento.
LUMEN



<< Perché mai chi dettava [le Sacre Scritture] avrebbe voluto che si scrivessero così tante cose che (…) sono sbagliate scientificamente, contraddittorie logicamente, false storicamente, sciocche umanamente, riprovevoli eticamente, brutte letterariamente e raffazzonate stilisticamente, invece di ispirare semplicemente un'opera corretta, consistente, vera, intelligente, giusta, bella e lineare ?


Chi è spiritualmente sano non ha bisogno di religioni.


Borges diceva che la religione (…) è un ramo della letteratura fantastica. E infatti, come questa, essa richiede una sospensione del principio di realtà.
Lo si fa quotidianamente, quando si leggono romanzi o si guardano film non realisti ed io credo addirittura che proprio qui stia uno dei motivi per cui la gente ancora crede: perchè è abituata fin da sempre ad accettare storie inverosimili per il solo gusto di sentirsele raccontare, e di lasciarsene stupire ed emozionare.


Il Dio Tappabuchi fu introdotto dal fisico Robert Boyle nel secolo XVII, e in seguito è stato variamente e comodamente invocato come la spiegazione di tutto ciò che la scienza lascia ancora inspiegato, dalla stabilità del sistema solare nel Settecento, alla nascita della vita nell'Ottocento.
Le fortune di questo Dio sono però, ovviamente, inversamente proporzionali a quelle della scienza: più essa avanza, spiegando ciò che in precedenza sembrava inspiegabile, più egli indietreggia.


Se Gesù credeva che la sua seconda venuta fosse imminente, non avrebbe certo fondato una Chiesa. E se non l'ha fatto, questa e quelli [i preti] sono evidentemente soltanto un'associazione di usurpatori.


Se dovessi convincere qualcuno a non credere, gli direi di leggere la Bibbia... ma con attenzione.


Non si può avere allo stesso tempo il calice pieno e la perpetua ubriaca, e cioè abbracciare una fede per i beati poveri di spirito, pretendendo poi allo stesso tempo di non esserlo.


Il rifiuto dell'evoluzionismo e l'esaltazione della razza e della famiglia sono i comandamenti della fede anti-scientista. Essi infiammano i fanatismi religiosi e politici delle Chiese e delle Leghe del mondo intero, perché le differenze culturali sono più importanti della variabilità biologica.


Se la logica e la matematica prendessero il posto della religione e dell'astrologia nelle scuole e in televisione, il mondo diventerebbe gradualmente un luogo più sensato, e la vita più degna di essere vissuta.


Si può credere a ciò che non si capisce ? I sedicenti "misteri della fede" sono appunto cose che per definizione non si possono capire, se no che misteri sarebbero ?
Ma se non si capiscono, come si possono credere ?


Molti malati, mentali o spirituali, non vogliono affatto guarire, e stanno benissimo come sono, cioè malati. E' un paradosso, ovviamente, (…) ma è precisamente quello che succede ai religiosi: i quali, io credo, non desiderano altro se non prolungare per tutta la vita i "piaceri dei tormenti" infantili.
Perchè, per come la vedo io, le religioni rispondono appunto a esigenze tipicamente infantili: il volere, cioè, dare un senso al mondo e alla vita in generale. (…)


Da giovani sentiamo che il mondo è diverso da noi, e pretendiamo di cambiare il mondo.
Da maturi, sentiamo che il mondo è diverso da noi, ma ci accontentiamo di cambiare noi stessi.
Da saggi, infine, sentiamo che il mondo è diverso da noi, e che va bene così. >>


PIERGIORGIO ODIFREDDI

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