martedì 1 dicembre 2015

Varie ed eventuali – XVIII


EQUILIBRIO ECOLOGICO
L’archeologo americano Steven LeBlanc ha provato ad analizzare il mito – piuttosto diffuso - secondo cui soltanto lo stile di vita “pacifico” dei primitivi cacciatori-raccoglitori sarebbe stato davvero in equilibrio ecologico col proprio ambiente.
In realtà neppure loro erano così innocenti.
Secondo LeBlanc, infatti, tutte le società umane hanno sempre superato le loro risorse di base, denudato la terra, fatto estinguere le altre specie del territorio; poi semplicemente si spostavano per fare la stessa cosa altrove, magari a spese delle “sfortunate” popolazioni residenti.
Lo squilibrio ecologico sarebbe quindi – in ultima analisi - la causa principale di tutte le lotte e le guerre della storia umana.
Adesso però lo spazio sulla Terra è finito, mentre forse su Marte c’è l’acqua. E se dichiarassimo guerra ai Marziani ?
LUMEN  



ASSASSINI SERIALI
Il giornalista inglese Steve Wells ha provato a fare un confronto biblico tra Satana e Dio, ovvero tra i simboli assoluti del male e del bene, e si è chiesto: «Chi ne ha uccisi di più, Satana o Dio ?».
Anche se la Bibbia non si può certo definire un testo neutrale, essendo totalmente schierata dalla parte di Dio, il risultato è assolutamente sorprendente.
A Satana sono attribuite appena 10 morti. Dieci.
Al contrario, limitandosi solo alle uccisioni per le quali è dato esplicitamente il contro delle vittime, Dio avrebbe ucciso 2.476.633 persone. Quasi due milioni e mezzo.
Ed il conto non include le vittime del diluvio di Noè, di Sodoma e Gomorra, o delle molte altre calamità naturali di cui la Bibbia è piena.
O Dio onnipotente e buono, dove sei ?
LUMEN



PIU’ VELOCE DELLA LUCE
Isaac Newton sosteneva che l’arena dell’universo era lo spazio (a 3 dimensioni) e che il tempo si limitava a scorrere uniformemente, per scandire la successione degli eventi.
Einstein, invece, fuse i due elementi ed introdusse il concetto di “spazio-tempo” (a 4 dimensioni), in base al quale ci si può muovere sia nel tempo che nello spazio.
Ma siccome la velocità massima nello spazio è, come noto, quella della luce (300.000 Km al secondo), e non può essere superata, il fisico Brian Greene ha elaborato una affascinante ipotesi: che gli oggetti si muovano nello spazio-tempo non a velocità diverse, ma tutti esattamente alla stessa velocità: quella della luce.
Ciò vuol dire che – siccome il moto è ripartito tra spazio e tempo - più siamo veloci nello spazio e meno lo siamo nel tempo. Più siamo veloci nel tempo e meno lo siamo nello spazio.
Quindi, anche quando crediamo di essere fermi, magari seduti in poltrona a leggere un libro, in realtà ci stiamo muovendo, nel tempo, alla velocità della luce.
Mentre, per converso, se le particelle di luce, i fotoni, si muovono solo nello spazio per la loro intera velocità, ciò vuol dire che non si muovono nel tempo, e che quindi sono… eterni. Com’è strana la fisica moderna.
LUMEN



DEMOGRAFIA ED ELITES
Sono convinto che il problema dello squilibrio demografico (e della conseguente crisi ambientale) sia totalmente nelle mani delle elites e della loro percezione.
Finché saranno convinti di esserne immuni (come ora), continueranno a parlarne senza fare nulla di concreto. Se invece si convinceranno di poterne essere danneggiati "direttamente", allora incominceranno a fare qualcosa.
Ovviamente "fare qualcosa" non significa risolvere il problema, perché i numeri sono numeri e potrebbe essere troppo tardi.
Ma l'eventuale soluzione del problema può arrivare solo dal loro.
LUMEN



MEDIO ORIENTE
<< L’errore capitale degli occidentali, in particolare degli americani e dei francesi, sempre ammalati di una ridicola grandeur, è stato quello di andare a mettere il dito, o per essere più precisi i bombardieri e i droni, in una guerra civile, quella fra sunniti e sciiti, iracheni e siriani, che peraltro noi stessi avevamo provocato abbattendo Saddam Hussein (…)
Io penso che, in realtà, non ci sia solo la religione nella guerra che l’Isis combatte in Medio Oriente. È anche il tentativo di ridefinire confini disegnati soprattutto dagli inglesi fra il 1920 e il 1930. Tentativo più che legittimo in cui, appunto, noi occidentali non avremmo dovuto entrare. >>
MASSIMO FINI



LIBERISTI A META’
<< Gli economisti “euristi” (spiacevole ossimoro) per la maggior parte appartengono al fronte “omodosso”, cioè neoclassico. (…)
[Ma] questa armata Brancaleone, per difendere la propria adesione ideologica all’euro, ricorre ad analisi che contraddicono le fondamenta del proprio pensiero. (…)
Ad esempio: perché mai un liberista dovrebbe essere così accanitamente contrario all’esistenza di un mercato, quello dei cambi ? >>
ALBERTO BAGNAI

18 commenti:

  1. A proposito di demografia ed élites

    Un parere condivisibile se si pensa che la politica del figlio unico in Cina è stata imposta (con le buone e le cattive) dallo Stato, quindi dal potere, cioè da un gruppo dirigente ristretto costituito, nel caso cinese, da ideologhi, un tempo comunisti. Insomma un'elite.
    Parimenti si può pensare una cosa simile con la propaganda, l'incentivazione dell'omosessualità in occidente da qualche decennio. Questa campagna "omosessualista" è partita da un'élite (è impensabile che vasti strati della popolazione sentissero il bisogno di liberazione sessuale in questa direzione). Nemmeno dieci anni fa termini come omofobo, omofobia non esistevano o non erano così diffusi come oggi. Persino nella RAI filovaticana volano queste nuove ingiurie (omofobo, omofobo!), addirittura l'omofobia deve essere considerata reato o aggravante.
    Attualmente - secondo statistiche non contestate - la percentuale di omosessuali è ovunque intorno al 10% o anche meno. È però immaginabile che - con la liberazione sessuale, anzi con l'incentivazione dell'omosessualità come pratica naturale e legittima persino tra i bambini dell'asilo, esortati a scoprire le loro pulsioni o la loro vera identità - l'omosessualità sia destinata a diffondersi. Ciò avrebbe a lungo andare (ma nemmeno troppo lungo) ripercussioni anche sulla demografia ovvero sul suo decremento. Attualmente l'omosessualità incide poco sullo sviluppo demografico, ma col tempo potrebbe contribuire al calo demografico. Quod erat in votis (delle elite, tra cui per es. Bill Gates).
    È chiaro che se il papa invitasse i fedeli alla moderazione riproduttiva (soprattutto in Africa, da noi non ce n'è bisogno, ci siamo moderati da soli) il calo demografico sarebbe rapido o più rapido. La gente tende a conformarsi naturalmente alla corrente di pensiero o ai comportamenti sociali dominanti. Il tasso di natalità degli immigrati tende infatti a calare abbastanza in fretta in Europa occidentale, ad uniformarsi ai livelli italici (già la seconda generazione è meno prolifica).


    sostenuta d

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    1. << La gente tende a conformarsi naturalmente alla corrente di pensiero o ai comportamenti sociali dominanti. Il tasso di natalità degli immigrati tende infatti a calare abbastanza in fretta in Europa occidentale, ad uniformarsi ai livelli italici (già la seconda generazione è meno prolifica). >>

      Caro Sergio,
      questo mi sembra un concetto molto interessante, che - tutto sommato - mi tranquillizza un poco.
      In effetti la sensazione è che la prima generazione di immigrati abbia una propensione alla natalità molto alta, ma se davvero dalla seconda generazione in poi le cose incominciano a cambiare, beh, potrebbe essere meno difficile mantenere la curva demografica a livelli accettabili.

      Sempre che il degrado ambientale ce ne lasci il tempo....

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    2. *questo mi sembra un concetto molto interessante, che - tutto sommato - mi tranquillizza un poco."

      C'è poco da stare tranquilli e allegri - anche se il tasso di natalità dei "nuovi Italiani" (versione Napolitano e Manifesto) cala rapidamente. Siamo ormai condannati all'estinzione come razza o nazione italica. La mezza luna è il simbolo e il destino della Nuova Europa. Peccato, S. Pietro trasformato in moschea non mi piace. Posso dirlo - o sono per questo già "islamofobo" (oltre che omofobo) ?

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    3. Caro Sergio,
      l'incremento eccessivo della popolazione su un territorio e la perdita di identità culturale (religione compresa), mi sembrano due concetti diversi.
      In stretto rapporto tra loro, certo, ma comunque diversi.

      A me fa più paura il primo, perchè ha caratteristiche oggettive (le risorse globali del territorio, diviso per le teste), mentre il secondo mi sembra più gestibile a livello culturale.
      Ma forse sono io che mi illudo e sto sottovalutando il problema.

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    4. Sergio:
      "La gente tende a conformarsi naturalmente alla corrente di pensiero o ai comportamenti sociali dominanti."

      Noi invece, e catastrofisti varii, naturalmente mai ci uniformeremmo alla corrente di pensiero dominante nel nostro intorno!

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    5. Nessuno o quasi nessuno riesce a sottrarsi agli usi e costumi dominanti, nemmeno un genio (forse qualche barbone o disadattato). La pressione è troppo forte. Ma lo stesso col tempo gli usi e i costumi possono mutare e la gente vi si adatterà. La gente: tutti o quasi tutti. Il cambiamento può partire da singoli individui. Gesù ha rotto con il vecchio ebraismo e ne è venuto fuori quell'imponente movimento che sappiamo (però il "porgi l'altra guancia" non è stato praticato che molto saltuariamente, non per niente Bergoglio ha detto che romperebbe il muso a chi gli insultasse la mamma).
      I cambiamenti climatici sono una realtà o una bufala? Al riguardo non si sa troppo bene cosa sia vero. Un pensiero veramente dominante sul clima non si è ancora formato e consolidato per cui non c'è uniformità di pensiero (il Foglio dice che è una balla).

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    6. << Nessuno o quasi nessuno riesce a sottrarsi agli usi e costumi dominanti, nemmeno un genio (forse qualche barbone o disadattato). >>

      E un fenotipo consapevole ?
      (eh, eh, eh...)

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    7. "I cambiamenti climatici sono una realtà o una bufala"

      Con certezza lo si sapra' solo dopo (la climatologia fa parte delle "scienze storiche", come la paleontologia, in cui non e' possibile fare esperimenti di laboratorio e ripetere l'esperimento ottenendo a parita' di esatte condizioni iniziali sempre lo stesso risultato, da cui da un lato lo scetticismo di alcuni, e dall'altro la esaltata sicumera dei sostenitori, che considerano gia' il solo dubbio un'offesa personale - caratteristica questa delle religioni piu' che della scienza, se non sbaglio...)
      C'e' uniformita' di pensiero eccome, ma all'interno delle varie "cosche".

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    8. "E un fenotipo consapevole ?"

      RIcordati che non hai il libero arbitrio, per cui qualsiasi cosa dici o pensi non vale nulla. ;)

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    9. Bellissima !
      Mi sono fregato da solo, non ci sono dubbi....
      (Però, però: e se i F.C. fossero gli unici a possedere il L.A. ? Ci avevi pensato ? ;-))

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    10. Diciamo che ho qualche dubbio sul fatto che non ce l'abbiano in particolare coloro che lo negano.

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    11. Non male nemmeno questa :-)

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  2. @ Sergio e Diaz

    Sui cambiamenti climatici causati dall'uomo (il c.d. riscaldamento globale), in effetti pare che non si sia unanimità.
    Ma è forte la sensazione che i negazionisti siano male informati o, peggio, prezzolati (gli scienziati - per tanti versi - sono uomini come gli altri, con tutte le loro debolezze).

    Certo, solo il tempo ci potrà dire con certezza chi ha ragione, ma mi sembra un po' l'affermazione di quel medico che, nel bel mezzo di un consulto, conclude: va be', cari colleghi, vedremo poi dall'autopsia chi aveva ragione.

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  3. In quanto verde della prima ora (eh eh!) già quarant'anni fa mi chiedevo se tutti quegli aeroplani non inquinassero un po' troppo (e poi tutto il resto ovviamente, ciminiere ecc.). Non è cambiato niente, anzi i "consumi" (di tutto) sono esplosi e sono destinati ad aumentare per ovvi motivi (la popolazione mondiale cresce e tutti vogliono vivere bene o meglio, almeno come i disoccupati italiani ed europei). Tuttavia io non ho le prove che aerei e consumi peggioreranno la situazione, ci porteranno al collasso.
    Come diceva Pasolini? "Io so chi sono i colpevoli, ma non ho le prove."
    Patetico (se non hai le prove che urli a fare che sai chi sono i colpevoli?) o lo stesso intuitivamente nel vero? Impossibile dirimere. Ma io sono per il principio di cautela (che non significa immobilismo, pavidità, vigliaccheria).

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  4. <>

    Caro Sergio, credo che la grande diffusione dei viaggi aerei, grazie ai costi spesso modesti, abbia dato un colpo notevole all'equilibrio ecologico.
    Gli aerei in volo ormai sono tantissimi, consumano molto e inquinano amche di più.
    Uno degli scenari futuri di noi picchisti vede un crollo verticale di questo tipo di trasporto, per ovvii motivi energetici.
    Io me ne farò facilmente una ragione, ma i turisti (ed i businessman) più accaniti come faranno ?

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    1. "Gli aerei in volo ormai sono tantissimi, consumano molto e inquinano amche di più."

      Ogni giorno si alzano in volo qualcosa come 100'000 uccellacci carichi di turisti e businessmen da scaricare un po' ovunque. Il "crollo verticale" di questo tipo di trasporto te lo puoi scordare, si stanno anzi costruendo sempre più aeroporti e di dimensioni pazzesche (chiedere ai Cinesi!).
      Per incentivare il trasporto aereo non si tassa nemmeno il cherosene! Se lo si facesse tante compagnie dovrebbero chiudere.
      Io non viaggio in aereo (ma non per ragioni ecologiche, lo ammetto). Però, inutile negarlo, la mia impronta ecologica è quella di un elefante (quando faccio un test - strano ...).

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    2. << Il "crollo verticale" di questo tipo di trasporto te lo puoi scordare >>

      Tu dici ?
      Ma quando il petrolio incomincerà a scarseggiare, secondo te, quale tipo di utilizzo verrà tagliato per primo ?
      Quello degli strumenti utili (riscaldamento domestico, macchine agricole, movimento terra, trasporti terresti) o quello degli strumenti inutili (voli turistici et similia) ?
      Non si tratterebbe di una scelta, ma praticamente di una necessità.

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