Il post di oggi è dedicato alla socialità tra gli animali superiori, con particolare riferimento ai nostri amici cani ed ai loro antenati lupi. I testi sono tratti dalla pagina Facebook SCIENZIATI, FILOSOFI E ALTRI ANIMALI.
LUMEN
<< I primi studi sulla socialità sono stati fatti in psicologia, guardando agli altri primati per confrontare e vedere se c'erano somiglianze e quindi basi genetiche comuni. C'erano.
Nel frattempo gli etologi studiavano alacremente la socialità negli altri animali, cani in testa (pensate a Lorenz, cioè all'incipit dell'etologia).
Ad un certo punto gli psicologi si sono resi conto di alcune cose:
= Che era utile studiare la socialità dal punto di vista etologico (la radice genetica, il comportamento innato).
= Che era altrettanto utile studiare altre specie, non solo i primati, per capire i meccanismi mentali della socialità.
La mente sociale dei canidi, cioè il loro comportamento, per moltissimi aspetti "ricalca" la nostra, e sono animali già ben conosciuti dal punto di vista etologico.
Il cane (Canis lupus familiaris) è osservabile in condizioni naturali (diverse da quelle di laboratorio) con comodo, dato che per lui la vita con l'uomo è naturale, grazie alla domesticazione. Quindi è ad oggi la specie forse più studiata per quanto concerne la "comparative social cognition" (concedetemi l'inglese, la traduzione è orripilante).
Gli aspetti comportamentali innati tipici della mente sociale del cane, quelli comuni a tutti gli animali sociali appunto, sono ereditati dal lupo; infatti la simbiosi mutualistica e la coevoluzione sono state possibili ed hanno avuto un enorme successo proprio grazie alla mente sociale comune.
Ma nel cane ne sono presenti altri che mancano nell'antenato e viceversa: il cane ha perso delle capacità sociali che nel lupo sono presenti.
L'effetto principale della domesticazione (...) è stato quello di trasferire sull'uomo la mente sociale. I cani sono abilissimi nel comprendere il comportamento sociale e la comunicazione dell'uomo (volontaria e non), sia verbale che mimica; perfino più dotati, in questo, degli scimpanzé (!).
Ad esempio gli scimpanzé interpretano la risata umana come manifestazione di aggressività, i cani no. Ci sono tanti altri casi ma questo è un classico.
Inutile dire che loro sono molto più abili nel capire noi di quanto noi siamo nel capire loro, anche perché noi spesso manco ci proviamo, da qualche tempo in qua. Ma per molte migliaia di anni Homo sapiens si impegnava invece parecchio, e certi tratti della mente sociale del cane (e non del lupo e degli altri canidi) sono talmente simili ai nostri da far pensare che si tratti di coevoluzione.
Non è il caso di ricordare quanto bene i cani leggano, letteralmente, la paura nelle persone, ma forse non tutti sanno che comprendono lo sguardo al punto che se si nasconde qualcosa in un barattolo [facente parte di un gruppo] di quattro e poi si fa entrare il cane, lui invariabilmente andrà al barattolo che stiamo guardando.
Queste sono caratteristiche della mente sociale, e sono tali che i cani spesso fregano i ricercatori e certi test si devono fare in doppio cieco. Infine, sono enormemente empatici nei confronti dell'uomo, con tanto di comportamenti consolatori. >>
<< Concludiamo la carrellata con le differenze emerse da vari studi tra il cane ed il suo antenato selvatico, certamente a base genetica e frutto del processo di domesticazione. Che i cani leggono molto meglio la comunicazione non verbale umana rispetto ai lupi è già stato detto.
Tutti i canidi prosociali (lupi, cani, licaoni) hanno il senso di giustizia come i primati, ma i cani sono più tolleranti e concilianti, i lupi molto meno, arrivando a rifiutarsi di collaborare con chi è sleale con loro; quindi la tolleranza (verso le ingiustizie subite dall'uomo) è frutto della domesticazione, ma non il senso di giustizia, come si pensava.
Però la domesticazione ha in parte rovinato la capacità di lavorare in gruppo e di collaborare, nel cane; in pratica ha attenuato l'"istinto di branco". (…) La cattura di un animale richiede azioni molto sincronizzate, delle quali i lupi sono effettivamente capaci.
Se nel cane questa perdita sia dovuta a mancanza di selezione degli individui incapaci di lavorare in team, o ci sia stata una selezione da parte dell'uomo degli animali che non facevano di testa loro ma aspettavano un comando, non si sa.
I lupi sono risultati essere più prosociali dei cani anche nello "sharing", cioè dividono tra loro le risorse più dei cani.
Nel lavoro [di ricerca] si è fatto più o meno quello che De Waal ha fatto con gli scimpanzé: due animali in vista tra loro, di cui uno aveva accesso a due pulsanti, uno [dei pulsanti] faceva ottenere cibo a lui, l'altro ad entrambi. In presenza dell'altro individuo, il pulsante dello "sharing" veniva premuto molto più dell'altro. Dai lupi, dai cani meno.
Sono del resto arcinoti casi di sharing tra lupi (e licaoni) in natura: gli animali feriti o impossibilitati a cacciare vengono nutriti dagli altri. E se si dà ad un gruppo di cuccioli di cane del cibo, i più grossi e forti tendono a cercare di accaparrarsi tutto, mentre tra i lupi, fin da cuccioli, si divide. Anche la capacità di dividere quindi, che si riteneva nel cane frutto della domesticazione, non solo non lo è affatto, ma anzi il cane è meno prosociale del lupo.
Nel gioco, tra i cuccioli di lupo, i più forti tendono a giocare alla pari. Esempio per capirci: chi strangola e chi è strangolato, chi scappa e chi rincorre; giochi molto comuni che chiunque abbia due cani ha visto di sicuro; i cuccioli di lupo fanno un po' per uno più dei cani.
Infine, come chicca finale, dopo una lite i lupi fanno pace, cioè cercano la riconciliazione, i cani risolvono evitandosi a vicenda.
I comportamenti elencati qui sopra sono tutti tipici degli animali prosociali, fanno parte di quell'insieme di caratteristiche che fanno parte della cosiddetta social cognition. In Canis lupus familiaris sono presenti ma generalmente più debolmente rispetto al lupo, o meglio sono rivolti molto più all'uomo che ai conspecifici: il processo di domesticazione. >>
SCIENZIATI, FILOSOFI E ALTRI ANIMALI.