domenica 1 febbraio 2026

Appunti di Ecologia – (5)

AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE
L'Europa di per sé avrebbe la piena autosufficienza alimentare, se non fosse per le politiche green, fighette, e "sostenibili" con cui l'euroburocrazia ha decido di distruggere l'agricoltura in Europa.
Politiche di lotta alle emissioni di azoto, di cui è l'Olanda è stata pilota negli anni recenti, con una sistematica aggressione al comparto agroalimentare e zootecnico, bastone e carota che comprendevano esproprio, più o meno mascherato, dei terreni agricoli e sussidi ai coltivatori e allevatori per sospendere la produzione.
Distruggere la propria autosufficienza alimentare è un'idea intrinsecamente suicida, e quando qualcuno definisce "globalista" l'ideologia della governance europea ha ragione nell'usare questa espressione in relazione a scelte di questa fatta.
L'idea di mettere in disarmo l'agricoltura intensiva, e di rendere il continente un giardino ecologico per gente ricca, nasconde in fondo anche un'altra forma di ipocrisia.
Un'agricoltura di questo tipo sarebbe sostenibile se il continente europeo fosse abitato da 50 o 60 milioni di abitanti, e non da 400 milioni come è in realtà. In fondo questo rivela il retropensiero malthusiano che si è sempre nascosto dietro la facies pubblica dell'ideologia ambientalista occidentale.
L'ipocrisia sta anche nella concezione secondo cui noi dobbiamo essere un continente di soli consumatori, "consapevoli" ed eticamente superiori per aver trasformato l'agricoltura in una sorta di giardinaggio da diporto, e demandato la produzione agricola necessaria, ad altri continenti, in cui le regole produttive fra l'altro sono meno stringenti. In questo modo la coscienza ambientale europea è a posto.
La stessa scemenza razionale si applica alla nozione di riduzione delle emissioni di CO2. (…) E' chiaro che ridurre l'emissione di CO2 in un mondo in cui hanno intenzione di farlo solo gli europei, e neppure gli americani, quindi solo metà dell'Occidente, non avrebbe alcun senso, perché la produzione netta di anidride carbonica non si può ridurre in questo scenario.
La logica europea presuppone una strana matematica di saldi netti immaginari, in cui il disordine e consumo creato negli altri continenti non viene mai messo nel conto. l'europeo ambientale globalista vive in una bolla neghentropica in cui la sua sostenibilità aumenta sempre e l'entropia diminuisce. (…)
Il fatto che sia il pianeta nel suo complesso, e non il continente europeo, a dover essere considerato come sistema chiuso, non deve essere considerato.
MATT MARTINI (dalla Pagina FB 'Termometro Geopolitico')


INQUINAMENTO LUMINOSO
Avete mai fatto caso a quanto poco è veramente buio ormai ? A quanta luce proviene non dalla luna e dalle stelle ma da terra, dall'orizzonte ?
Ecco perché gli osservatori astronomici sono sempre nei deserti, in mezzo agli oceani eccetera.
Si calcola che più del 10% delle terre emerse sia direttamente illuminato da luce artificiale durante la notte. Questa percentuale cresce al 23% se si considera anche il riflesso delle luci in atmosfera.
E' poco noto, ma questa si sta rivelando sempre più una forma particolarmente grave e subdola di inquinamento; ed i modi in cui impatta sugli organismi viventi sono molti.
Solo alcuni esempi: più del 30% dei vertebrati e del 60% degli invertebrati hanno abitudini notturne e sono direttamente danneggiati dalla luce artificiale.
Molte specie di uccelli basano le loro migrazioni sulla presenza di luce e sulla durata del giorno e la luce artificiale può modificare sia il periodo di migrazione che la rotta seguita dagli uccelli.
Analogamente, le tartarughe appena nate si disorientano nella loro ricerca dell’oceano e muoiono.
Molti insetti sono attratti dalla luce e in presenza di luce artificiale sono più esposti alla predazione, quando non muoiono direttamente cadendo sulla luce. Eccetera, gli esempi sono tanti.
La fisiologia di praticamente tutti gli animali è sincronizzata con l’alternanza di luce e buio, tramite i cosiddetti ritmi circadiani, che regolano il comportamento (ad esempio l’alternanza di sonno e veglia), il metabolismo eccetera.
Naturalmente anche i periodi riproduttivi sono regolati dalla durata del fotoperiodo; la presenza di luce in momenti in cui non dovrebbe esserci impatta negativamente su tutti gli aspetti del ciclo vitale degli animali.
LUCA GREGNANIN (dalla Pagina FB 'Scienziati, Filosofi e altri animali')


BASSA VELOCITA'
In Finlandia a Helsinki il limite imposto di 30 km/h ha ridotto a zero gli incidenti mortali. La grande scoperta è che se si va piano si hanno meno incidenti e incidenti meno gravi. Ma dai?
Vallo a dire a quelli che: "a 30 km/h la mia macchina non riesce nemmeno a stare accesa". Vai in motorino o in bici e il macchinone lascialo per andare al mare!
Non mi parlare della megacazzola della spesa per la famiglia. Oggi con due soldi te la consegnano a casa la spesa.
Altrimenti adattati in qualche modo; della tua macchina che può andare solo a velocità superiori a .... quanto? 50, 60, 100 km/h non gliene fotte una beata fava a nessuno.
Invece di mettere autovelox trappola a 50 km/h su strade provinciali semideserte, andrebbero imposti controlli seri, e continuati nei centri abitati e nelle città in modo da garantire la certezza della pena. (...)
La velocità per alcuni è un valore. Sono rimasti al futurismo di inizio secolo. Oltre un secolo dopo, il nuovo valore deve diventare la lentezza.
Rallentare tutto a cominciare dai veicoli. Che poi è anche un modo per rendere i veicoli abbastanza superflui. Almeno in città e nei centri abitati.
LUCA PARDI (dalla Pagina FB personale)

6 commenti:

  1. "In fondo questo rivela il retropensiero malthusiano che si è sempre nascosto ..."

    Che significa? Si direbbe che l'autore non ha in simpatia i malthusiani se parla di "retropensiero". I complottisti vari, tra cui metterei Blondet, Pecchioli e anche quelli di Veritas, sono convinti che si mira al depopolamento del pianeta in modo subdolo e criminale. Uno di questi criminali sarebbe anche Bill Gates coi suoi vaccini. Mah! Più siamo più è bello. Io non mi definisco malthusiano ma penso che staremmo meglio se fossimo in meno. Ovviamente nessuno vuole eliminare miliardi di esseri umani, gli esseri umani cominciano del resto a darsi una regolata da soli riducendo drasticamente il numero di figli - cosa che i governanti nemmeno vedono di buon occhio. Insomma, da un lato ci sono o sarebbero i criminali malthusiani, dall'altro governanti, politici, economisti che si preoccupano per la denatalità. I complottisti si mettano d'accordo.
    Con l'abolizione del Sesto (comandamento) persino la Chiesa cattolica si è fatta Verde: fornicate ma non figliate o fate meno figli. Indimenticabile la battuta di Bergoglio a una donna in attesa dell'ottavo figlio: "Non bisogna fare figli come i conigli." La battuta mandò in bestia Giuliano Ferrara che replicò: "Il papa parla come un sociologo da strapazzo." Ferrara ha fornicato tutta la vita e non ha nemmeno un figlio e in una TV privata dava lezioni di sesso anale ... Che pazzo mondo!

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  2. Caro Sergio, in effetti quella frase ha colpito anche me.
    D'altra parte, che noi Malthusiani non siamo molto simpatici agli economisti (ed ai politici) è cosa ben nota.
    Forse però il senso della frase era solo quello di evidenziare la contraddizione tra la realtà economica e quella demografica.
    Nel senso che le scelte economiche dell'Europa (in questo caso nel campo dell'agricoltura) non sono coerenti con la sua situazione demografica.

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  3. Le contraddizioni del sistema

    Non so come stiano le cose in Italia, ma qui in Svizzera gli agricoltori godono di sostanziosi sussidi dello Stato, qualcosa come 4 miliardi di franchi l'anno. Questi miliardi non piacciono a tanti svizzeri anche perché i prodotti locali sono molto più cari di quelli provenienti dall'estero. Ma senza quei miliardi l'agricoltura svizzera non esisterebbe più, la Svizzera dovrebbe importare tutti i prodotti alimentari dall'estero. Già adesso non è più autosufficiente. Che fare? Io preferisco naturalmente che i nostri agricoltori possano sopravvivere, anche se i loro prodotti sono più cari. Adesso con gli accordi col Mercosur la concorrenza si acuisce e gli agricoltori europei sono giustamente incazzati (vedi la rivolta in Francia, ma anche la Polonia non gradisce la concorrenza dell'Ucraina).
    Personalmente penso che ogni paese dovrebbe essere largamente autosufficiente in merito alla produzione dei prodotti alimentari. Dipendere totalmente dall'estero è pericoloso, gli alimentari sono beni primari. E col tempo i paesi produttori ed esportatori potrebbero aumentare i prezzi a piacimento.

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    1. Caro Sergio, hai perfettamente ragione.
      Essere dipendenti dall'estero può essere inevitabile in certi settori (per esempio quello energetico o delle terre rare), ma negli altri casi, soprattutto quello agricolo, è da incoscienti.
      Se le derrate che arrivano dall'estero sono meno costose, esistono i dazi proprio per questo scopo.
      Non per penalizzare le altre Nazioni, ma per tutelare le nostre.
      Tu citavi l'accordo col Mercosur (Sudamerica), ma mi pare che ne abbiamo sottoscritto un altro simile anche con l'India.
      E dire che l'Italia, dal punto di vista agricolo, è un vero paradiso, anche meglio della Svizzera.

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  4. Autosufficienza alimentare

    1) Che cosa c'entra il "retropensiero malthusiano" (ovviamente letto in chiave negativa) con il rispetto dovuto all'importante comparto agricolo?
    2) nell'attuale contesto geo-politico ed economico-commerciale (piaccia o meno) soltanto un forte e pragmatico FEDERALISMO EUROPEO potrebbe consentire un'autentica (e in gran parte auspicabile) AUTOSUFFICIENZA (non soltanto) ALIMENTARE ... ma di fronte allo "zeitgeist" attualmente imperante un po' in tutto il mondo sfortunatamente parlare ancora di Federalismo europeo (da integrare con il principio di Sussidiarietà che rafforza la tutela delle specificità locali-regionali) equivale a "confessare un delitto" (per riprendere la nota espressione coniata da Darwin in relazione all'impatto della sua teoria dell'evoluzione biologica)
    3) il pezzo sembra contenere abbondanti tracce di 'negazionismo climatico'... Certamente il problema ambientale NON va affrontato in maniera dogmatico-ideologica ma nemmeno aprioristicamente negato con mentalità "orgogliosamente" anti-scientifica: il recente disastro nell'area mediterraneo-sicula lo ha drammaticamente confermato!
    Saluti

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    1. Caro Claude, in effetti l'impostazione complessiva del pezzo non aveva convinto neppure me, però mi interessava affrontare il problema dell'autosufficienza alimentare, che mi sembra molto importante.
      Per questo ho deciso di pubblicarlo ugualmente, così com'era, non potendo ovviamente modificarlo a mio piacere.

      Quanto al federalismo europeo (ovvero una maggiore integrazione politica) ritengo anch'io che sia un obiettivo da perseguire senza indugio.
      Le recenti crisi internazionali hanno dimostrato che la UE, così come è strutturata oggi, non è in condizione di affrontare in modo efficace nessuno dei problemi che ci attendono.

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