Nel corso di una intervista al sito 'L'Antidiplomatico' (reperibile anche su Facebook), l'economista americano Jeffrey Sachs ha tracciato una breve, ma illuminante storia dell'impero britannico, dalle origini del 1700, sino ad oggi.
La sintesi di Sachs, pur essendo notevolmente critica, mi è sembrata molto chiara e comprensibile, per cui ho deciso di pubblicarla nel mio blog.
E' difficile immaginare che una modesta isola del nord Europa, collocata in una zona abbastanza decentrata, abbia potuto dominare il mondo per quasi 3 secoli, ma, a quanto pare, è proprio quello che è successo.
A seguire, la poesia “Il fardello dell'Uomo Bianco” dello scrittore inglese Rudyard Kipling, che può essere considerato il manifesto culturale di quel periodo e di quella mentalità.
Oggi questi versi ci appaiono del tutto inaccettabili, ma sono stati storicamente importanti, perchè hanno segnato un'epoca.
LUMEN
<< “I britannici erano terribili perché avevano la peggiore mentalità imperialista di qualsiasi paese al mondo. Così la Gran Bretagna si è industrializzata per prima, verso il 1700, e poi la differenza di potenza economica si è tradotta in potere imperiale geopolitico e poi sono andati all’estero e hanno praticamente fatto il culo al resto del mondo.
Colonizzarono completamente il subcontinente indiano. Invasero la Cina nel 1839.
La Gran Bretagna si impadronì di gran parte dell’Africa e anche di gran parte dell’America, ovviamente. Anche Cipro. E le prima regola dell'Impero è che si sfruttano le colonie.
S prendono le risorse, si portano via, si tengono i popoli poveri e pure ignoranti.
In tutto quell’Impero, non volevano dare scuole, non volevano educare nessuno. Così i tassi di alfabetizzazione nel 1950 erano al 5%. In alcuni paesi c’erano quattro o cinque persone con un diploma di scuola superiore su milioni.
E poiché l’istruzione è la via principale verso lo sviluppo economico, le colonie in tutto il mondo rimasero sempre più indietro. Quindi, mentre la tecnologia era migliorata in Europa, in realtà non era davvero avanzata nelle colonie. C’erano piantagioni e miniere, si estraevano risorse, non si costruiva industria basata su competenze e istruzione migliorate.”
“E così il divario di potere si allargò tra il 1800 e il 1950. Noi lo chiamiamo l’epoca della divergenza economica. Così il mondo si divise tra i cosiddetti paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo.
Fu quindi un periodo molto, molto brutale fino alla metà del XX secolo. Poi l’Europa ebbe due devastanti guerre civili in pratica, la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale. Due bagni di sangue intervallati da una Grande Depressione.
Ma dopo la Seconda Guerra Mondiale, quella che era stata l’età della divergenza si trasformò gradualmente in un’età di convergenza, e nel 1945 l’Europa era esausta. Le morti e la distruzione erano così vaste che ogni energia era dedicata alla ricostruzione piuttosto che alle colonie, così una dopo l’altra le colonie diventarono libere dal giogo britannico. Alcune perché l’indipendenza fu concessa, altre perché combatterono guerre di liberazione.
Ma, tra il 1945 e sostanzialmente gli anni Settanta, la maggior parte degli imperi europei sparirono. E accadde una cosa molto importante: ora c’erano nazioni indipendenti, e praticamente la prima cosa che fecero fu introdurre l’alfabetizzazione di massa e l’istruzione di massa.
Improvvisamente, quelle economie poterono iniziare a svilupparsi. Furono in grado di fare cose i loro dominatori imperiali avevano impedito loro di fare.” >>
JEFFREY SACHS
IL FARDELLO DELL'UOMO BIANCO (1899)
(di Rudyard Kipling)
Solleva il fardello dell 'uomo bianco
manda il meglio della tua razza
va', condanna i tuoi figli all'esilio
per servire i bisogni dei tuoi sottomessi;
per servire sotto pesante giogo
gente selvaggia e inquieta
tua recente conquista, popoli risentiti,
metà diavoli e metà bambini.
Solleva il fardello dell'uomo bianco
perché soffra con pazienza,
perché veli la minaccia del terrore
e freni la parata dell'orgoglio;
con parole semplici e chiare,
più volte rispiegate.
Perché cerchi il profitto di altri
e produca il guadagno di altri.
Solleva il fardello dell'uomo bianco
non splendore di scettri regali,
ma fatica di servo e di sguattero
la favola delle cose di ogni giorno.
I porti in cui non entrerai,
le strade che non calpesterai,
vai, costruiscile con la tua vita,
e marchiale con la tua morte!
L'espressione critica del titolo, nata in Francia alla fine del '700, è ben nota in Italia per l'uso propagandistico che ne fece il fascismo.
RispondiEliminaDa wiki: << L'espressione venne largamente utilizzata nel corso dei secoli XVII, XVIII e XIX in Francia per descrivere la storica rivale, l'Inghilterra, (...) ma cadde poi in disuso.
Il «testimone» venne passato all'Italia del periodo fascista. L'espressione fu infatti usata spesso da Mussolini in chiave anti-britannica.
Dal punto di vista del fascismo, infatti, l'Italia era un paese che aveva "diritto" al suo «posto al sole» nell'ordine delle potenze mondiali e coloniali, ma il Regno Unito attuava una politica che soffocava l'espansione italiana, accaparrandosi i possedimenti coloniali e attuando sanzioni. >>
La corona britannica è sempre stata sotto il controllo del Vaticano e della nobiltà nera romana. Le navi corsare inglesi, che assaltano i galeoni spagnoli carichi di preziosi provenienti dalle colonie, issavano sul pennone la croce di Sant'Andrea, come monito ed avvertimento, roba, proprietà di Roma, del secondo impero romano, vietato toccare!
RispondiEliminaGrazie ai servigi resi al papa imperatore ed ai suoi nobili cortigiani o pretoriani , ed alle percentuali sulle ruberie, l'inghilterra si arricchì e nel contempo le fu concesso di colonizzare terre più fertili da sfruttare e dove delocalizzare parte della popolazione e/o deportare galeotti e. anti-sistema....
<< La corona britannica è sempre stata sotto il controllo del Vaticano e della nobiltà nera romana. ><
EliminaQuesto mi sembra strano, visto che il Vaticano e la Chiesa Anglicana, pur essendo entrambe cristiane, sono due chiese diverse e separate.
Non è mai corso buon sangue tra Cattolici e Protestanti.
Sono come i ladri di Pisa, che di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme.....
RispondiEliminaDivertente, ma non credo.
EliminaTu sai come è nata quella espressione popolare ?
Caro Lumen esattamente non saprei dirti ma mi sembra frutto di antiche acredini fra le due città circa la giurisdizione su alcuni territori......
RispondiEliminaTu che sei del posto, quali sono le città toscane coinvolte nelle rivalità più accanite ?
EliminaFirenze vs Pisa e Firenze vs Arezzo nei secoli scorsi. Pisa e Livorno attualmente.
RispondiEliminaMa forse più in passato che ora. I tempi sembrano cambiati (almeno un poco).
EliminaNon per nulla, mi pare che il mitico 'VERNACOLIERE' abbia chiuso.
Un poco.....adesso contrasti più che altro fra tifoserie e maranza, mentre mai state guerre fra Livorno e Pisa. Nella battaglia di Campaldino fra fiorentini ed aretini combatte' pure Dante Alighieri...
RispondiEliminaA proposito del Dante guerriero e politico (da wiki):
Elimina<< Poco dopo il matrimonio, Dante cominciò a partecipare come cavaliere ad alcune campagne militari che Firenze stava conducendo contro i suoi nemici esterni, tra cui Arezzo (battaglia di Campaldino dell'11 giugno 1289) e Pisa (presa di Caprona, 16 agosto 1289).
Successivamente, nel 1294, avrebbe fatto parte della delegazione di cavalieri che scortò Carlo Martello d'Angiò (figlio di Carlo II d'Angiò) che nel frattempo si trovava a Firenze.
L'attività politica prese Dante a partire dai primi anni 1290, in un periodo quanto mai convulso per la Repubblica.